Una marea umana ha invaso le strade del centro storico di Catanzaro per celebrare San Vitaliano, patrono della città. Migliaia di fedeli, arrivati non solo dal capoluogo calabrese ma anche dai comuni limitrofi e da diverse regioni d’Italia, hanno partecipato alla solenne processione che ogni anno rinnova la devozione verso il santo vescovo. Un evento che unisce fede, tradizione e identità locale, trasformando la città in un palcoscenico di spiritualità e folklore.
La processione attraverso le vie del centro
La giornata è iniziata all’alba con la celebrazione della Santa Messa nella Basilica dell’Immacolata, gremita di fedeli già dalle prime ore del mattino. Alle 11:00, il momento più atteso: l’uscita della statua di San Vitaliano dalla chiesa, accolta da un fragoroso applauso e dall’emozione palpabile dei presenti. La processione si è snodata lungo il tradizionale percorso che attraversa corso Mazzini, piazza Prefettura, via Jannoni e le principali arterie del centro cittadino.
Il corteo religioso, aperto dalla banda musicale cittadina che ha eseguito marce sacre e melodie tradizionali, ha visto la partecipazione delle confraternite religiose in abiti tradizionali, dei rappresentanti delle istituzioni civili e militari, e di una folla commossa che ha accompagnato la statua per oltre tre ore. Molti fedeli hanno seguito scalzi il simulacro del santo, in segno di devozione e penitenza, mentre altri hanno portato ex voto e offerte floreali.
Le autorità presenti e il messaggio dell’Arcivescovo
Alla celebrazione hanno preso parte il sindaco di Catanzaro, il prefetto, rappresentanti della Regione Calabria e numerosi amministratori locali, a testimonianza di come la festa di San Vitaliano sia un momento di coesione per l’intera comunità. L’Arcivescovo metropolita, nell’omelia pronunciata durante la Messa solenne, ha sottolineato l’importanza della figura di San Vitaliano come esempio di carità, dedizione ai più deboli e guida spirituale.
“San Vitaliano rappresenta per noi catanzaresi non solo un protettore celeste, ma un modello di vita cristiana autentica”, ha dichiarato l’Arcivescovo. “In un’epoca segnata da incertezze e difficoltà, il suo esempio ci ricorda l’importanza della solidarietà, dell’accoglienza e della fede vissuta nel quotidiano. Questa festa non è solo folklore, ma un momento per riscoprire le nostre radici e i valori che ci uniscono come comunità”.
Tradizione e devozione popolare
La festa di San Vitaliano affonda le radici in secoli di storia. Il santo, vescovo di Capua nel V secolo, è venerato a Catanzaro da tempo immemorabile, anche se le origini di questo culto restano avvolte nel mistero e nella leggenda. Secondo la tradizione, San Vitaliano avrebbe protetto la città da calamità naturali e pestilenze, guadagnandosi la devozione incrollabile dei catanzaresi.
Durante la processione, molti balconi e finestre del centro storico si sono addobbati con drappi rossi e gialli, i colori della città, mentre le famiglie hanno esposto quadri e immagini sacre. Un aspetto particolarmente toccante è stata la partecipazione degli anziani, custodi della memoria storica, che hanno raccontato ai più giovani aneddoti e ricordi delle feste di un tempo, quando la celebrazione assumeva connotati ancora più solenni e coinvolgeva l’intera popolazione senza distinzioni.
Sicurezza e organizzazione: un piano straordinario
Per garantire lo svolgimento in sicurezza di un evento che ha richiamato così tante persone, le forze dell’ordine hanno predisposto un piano straordinario di viabilità e controllo. Diverse strade del centro sono state chiuse al traffico già dalla sera precedente, mentre agenti di Polizia Municipale, Carabinieri, Polizia di Stato e volontari della Protezione Civile hanno presidiato il percorso della processione.
I varchi di accesso sono stati monitorati per evitare assembramenti eccessivi e garantire l’incolumità dei partecipanti. Nonostante la grande affluenza, non si sono registrati incidenti o problemi di ordine pubblico, segno di un’organizzazione efficace e della collaborazione tra istituzioni e cittadini. Il servizio sanitario ha allestito punti di primo soccorso lungo il percorso, intervenendo in alcuni casi per malori dovuti al caldo e alla lunga permanenza in piedi.
Momenti di festa e aggregazione
Oltre al momento religioso, la festa patronale ha offerto anche occasioni di aggregazione e svago. Nel pomeriggio, dopo il rientro della statua nella Basilica, il centro storico si è animato con bancarelle, stand gastronomici e spettacoli folkloristici. Numerose famiglie si sono riversate nelle piazze per assaporare i prodotti tipici calabresi: dalle specialità dolciarie alle pietanze tradizionali, dalle focacce ai salumi locali.
La sera, i festeggiamenti sono culminati con lo spettacolo pirotecnico che ha illuminato il cielo di Catanzaro, visibile da ogni quartiere della città. Fuochi d’artificio colorati hanno accompagnato i canti e gli applausi della folla, in un’atmosfera di gioia collettiva che ha unito generazioni e provenienze diverse.
Il significato sociale della festa
Al di là dell’aspetto religioso, la festa di San Vitaliano rappresenta un momento fondamentale di identità cittadina. In un’epoca di frammentazione sociale e individualismo crescente, eventi come questo richiamano l’importanza del senso di appartenenza e della condivisione di valori comuni. Molti giovani catanzaresi, emigrati per motivi di studio o lavoro, tornano appositamente in città per partecipare alla festa patronale, confermando il legame indissolubile con le proprie origini.
“Sono tornato da Milano apposta per la festa di San Vitaliano”, racconta Marco, un trentenne ingegnere. “Non è solo una questione religiosa, è sentirsi parte di qualcosa di più grande, riscoprire il calore della propria città e delle tradizioni che ci hanno cresciuto. Qui ritrovo gli amici di sempre, le facce note, i sapori di casa. È un momento che non voglio perdere per nulla al mondo”.
Conclusioni e prospettive future
La festa patronale di San Vitaliano si conferma dunque un appuntamento irrinunciabile per Catanzaro, capace di richiamare migliaia di persone e di rappresentare un momento di coesione sociale, spirituale e culturale. Le autorità ecclesiastiche e civili hanno già annunciato l’intenzione di valorizzare ulteriormente questa tradizione, candidandola anche come patrimonio immateriale da tutelare e promuovere.
In un mondo che cambia rapidamente, feste come questa dimostrano che le radici, la fede e le tradizioni continuano a rappresentare punti di riferimento solidi per le comunità locali, capaci di generare senso di appartenenza e orgoglio identitario. San Vitaliano continua a vegliare su Catanzaro, e i catanzaresi continuano a omaggiarlo con devozione immutata, generazione dopo generazione.


