Infrastrutture

Dissesto idrogeologico: cantieri aperti e interventi urgenti nel catanzarese

Il dissesto idrogeologico rappresenta una delle emergenze più gravi e croniche della provincia di Catanzaro e dell’intera Calabria. Un territorio fragile, caratterizzato da una conformazione geologica complessa, da fenomeni erosivi intensi e da un’urbanizzazione spesso disordinata, che negli ultimi decenni ha subito le conseguenze drammatiche di frane, smottamenti e alluvioni. Nel 2026, la situazione rimane critica nonostante i numerosi cantieri aperti e gli interventi programmati. Facciamo il punto sulla situazione attuale, sui lavori in corso e sulle prospettive future per la messa in sicurezza del territorio catanzarese.

La situazione del dissesto nel catanzarese

La provincia di Catanzaro presenta uno dei tassi più elevati di rischio idrogeologico in Italia. Secondo i dati dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), oltre il 90% dei comuni del catanzarese presenta aree a rischio frana o alluvione, con circa 150.000 persone che vivono in zone classificate come ad alto rischio.

Le cause di questa situazione sono molteplici e interconnesse. Dal punto di vista geologico, il territorio si caratterizza per la presenza di argille sovraconsolidate e terreni facilmente erodibili, aggravati da una piovosità concentrata in pochi mesi dell’anno e da eventi meteorologici sempre più estremi legati ai cambiamenti climatici. A questi fattori naturali si aggiungono responsabilità antropiche: l’abbandono dei terreni agricoli, soprattutto nelle aree montane e collinari, ha causato la perdita della funzione di regimazione delle acque svolta storicamente dai sistemi agricoli tradizionali; l’urbanizzazione selvaggia, spesso abusiva, ha compromesso il naturale deflusso delle acque; la mancata manutenzione ordinaria dei corsi d’acqua e dei versanti ha amplificato i rischi.

I cantieri attualmente aperti

Nel territorio catanzarese sono attualmente attivi numerosi cantieri per la messa in sicurezza idrogeologica, finanziati attraverso diverse linee di intervento: fondi nazionali contro il dissesto, risorse del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), fondi regionali e comunitari.

Interventi nel capoluogo

Il comune di Catanzaro, costruito su tre colli e attraversato da diverse fiumare, è particolarmente vulnerabile. Tra i cantieri più significativi attualmente in corso figura quello per la messa in sicurezza del costone di Cavatore, una delle zone più critiche del capoluogo, dove negli anni si sono verificati numerosi movimenti franosi che hanno messo a rischio abitazioni e infrastrutture. L’intervento prevede opere di consolidamento profondo con pali e tiranti, drenaggi per la regimazione delle acque superficiali e profonde, e il ripristino della copertura vegetale dei versanti.

Un altro cantiere strategico riguarda la sistemazione idraulica della fiumara Musofalo, che attraversa la città. I lavori comprendono la pulizia dell’alveo, l’adeguamento delle sezioni di deflusso, la realizzazione di briglie e opere trasversali per il controllo dell’erosione, e il consolidamento delle sponde. L’obiettivo è prevenire le esondazioni che ciclicamente hanno colpito i quartieri a valle.

Nel quartiere marinaro è in fase di completamento l’intervento di difesa costiera per contrastare l’erosione che sta compromettendo il litorale e le infrastrutture della zona turistica. Le opere prevedono scogliere soffolte, ripascimento artificiale e sistemi di drenaggio per stabilizzare la falesia.

Interventi nei comuni della provincia

A Lamezia Terme, secondo comune della provincia per popolazione, sono in corso diversi interventi cruciali. Il cantiere per la messa in sicurezza del fiume Bagni è particolarmente atteso dalla popolazione, dopo le drammatiche alluvioni che hanno colpito la zona negli ultimi anni. I lavori prevedono l’ampliamento della sezione di deflusso, la rimozione di manufatti abusivi che ostruiscono l’alveo, la realizzazione di vasche di laminazione per ridurre i picchi di piena, e il consolidamento degli argini.

Nel comune di Borgia è in fase avanzata un importante intervento di consolidamento del centro storico, minacciato da movimenti franosi del versante sottostante. Le opere comprendono micropali, tiranti in roccia, muri di sostegno e un complesso sistema di drenaggio.

A Girifalco, paese collinare particolarmente esposto al rischio frane, sono stati aperti cantieri per la stabilizzazione di due grandi movimenti franosi che minacciano le zone abitate. Gli interventi utilizzano tecnologie all’avanguardia, come pali trivellati di grande diametro e sistemi di monitoraggio geotecnico in tempo reale.

Il comune di Maida sta vedendo la realizzazione di opere di mitigazione del rischio idraulico lungo il torrente Cottola, con la costruzione di briglie, la sistemazione dell’alveo e la creazione di aree di espansione controllata delle piene.

A Davoli, sulla costa ionica, proseguono i lavori per il ripristino e la difesa del litorale, pesantemente eroso negli ultimi decenni, con conseguenze gravi per l’economia turistica locale.

Gli interventi urgenti programmati

Oltre ai cantieri già aperti, la Regione Calabria e la Protezione Civile hanno individuato una serie di interventi urgenti che dovranno essere avviati nel breve periodo, alcuni dei quali già in fase di progettazione esecutiva.

Tra le priorità figura la messa in sicurezza della SS 280 “dei Due Mari”, arteria fondamentale che collega Catanzaro Lido a Lamezia Terme. Diversi tratti della strada sono interessati da fenomeni franosi che ne compromettono la percorribilità, con chiusure frequenti che paralizzano la mobilità provinciale.

Urgente è anche l’intervento sulla frana di Soverato, che minaccia abitazioni e la stessa viabilità della nota località turistica ionica. Il progetto prevede opere complesse di consolidamento e la delocalizzazione di alcune strutture in aree più sicure.

Nel comune di Tiriolo è previsto un intervento per stabilizzare il costone roccioso che sovrasta il centro abitato, da cui periodicamente si verificano crolli di massi che mettono in pericolo la popolazione.

Le risorse finanziarie

Il quadro finanziario degli interventi contro il dissesto nel catanzarese è articolato e comprende diverse fonti. Il PNRR ha destinato alla Calabria oltre 500 milioni di euro per la mitigazione del rischio idrogeologico, di cui una parte significativa è stata allocata nella provincia di Catanzaro. A queste si aggiungono i fondi ordinari del Piano nazionale contro il dissesto idrogeologico, gestito dalla Struttura di Missione contro il dissesto idrogeologico della Presidenza del Consiglio, e le risorse regionali.

Tuttavia, secondo le stime degli enti locali e degli ordini professionali, il fabbisogno reale per mettere in sicurezza il territorio catanzarese sarebbe di almeno 2 miliardi di euro, cifra che evidenzia il gap ancora esistente tra necessità e risorse disponibili.

Le criticità persistenti

Nonostante gli sforzi e i cantieri aperti, permangono numerose criticità che rallentano l’efficacia degli interventi. La prima riguarda i tempi di realizzazione: tra progettazione, iter burocratico, gare d’appalto e realizzazione fisica, passano spesso 5-7 anni, durante i quali il territorio continua a degradarsi e nuove emergenze si manifestano.

Un’altra criticità è rappresentata dalla frammentazione degli interventi: spesso si realizzano opere puntuali senza una visione sistemica del bacino idrografico, con il risultato che il problema si sposta semplicemente più a valle o su versanti adiacenti.

La mancanza di manutenzione ordinaria continua a essere il vero tallone d’Achille. Molte opere realizzate perdono efficacia nel giro di pochi anni per assenza di pulizia degli alvei, manutenzione dei sistemi di drenaggio e controllo della vegetazione.

Anche la scarsa cultura del rischio tra la popolazione rappresenta un problema: continuano le edificazioni in aree a rischio, l’occupazione abusiva di suoli demaniali, lo scarico di rifiuti negli alvei fluviali.

Il ruolo della prevenzione e del monitoraggio

Accanto agli interventi strutturali, si sta sviluppando una maggiore attenzione verso la prevenzione non strutturale. La Regione Calabria ha potenziato il sistema di monitoraggio meteo-idrologico, con nuove stazioni pluviometriche e idrometriche che permettono di emettere allerte più tempestive e accurate.

Sono stati installati sistemi di monitoraggio geotecnico sulle frane più pericolose, con sensori che misurano in tempo reale gli spostamenti del terreno, permettendo di individuare accelerazioni dei movimenti e attivare eventuali evacuazioni preventive.

Il Centro Funzionale Multirischi della Regione Calabria collabora strettamente con i Comuni per migliorare i piani di protezione civile e le procedure di allertamento della popolazione.

Prospettive future

La lotta al dissesto idrogeologico nel catanzarese richiederà ancora molti anni e investimenti costanti. È fondamentale che si passi da una logica emergenziale a una programmazione di lungo periodo, con interventi integrati che considerino l’intero bacino idrografico.

Sarà necessario investire maggiormente nella manutenzione ordinaria, creando strutture dedicate e finanziamenti certi. La pianificazione urbanistica dovrà essere più rigorosa, vietando definitivamente costruzioni in aree a rischio e incentivando, dove possibile, la delocalizzazione di edifici esistenti.

L’educazione e la sensibilizzazione della cittadinanza devono diventare prioritarie, perché la sicurezza del territorio è anche responsabilità di chi lo abita.

Il dissesto idrogeologico nel catanzarese non è un problema che si può risolvere definitivamente, data la naturale fragilità del territorio, ma può e deve essere gestito attraverso interventi razionali, manutenzione costante e rispetto delle regole. Solo così si potrà garantire un futuro più sicuro per le comunità che abitano questa terra.