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Vini calabresi in ascesa: cantine da visitare e degustazioni nel territorio

La Calabria vinicola sta vivendo una stagione straordinaria di rinascita e valorizzazione. Dopo decenni in cui i vini calabresi erano considerati prodotti di nicchia o destinati principalmente al consumo locale, negli ultimi anni si assiste a un vero e proprio boom qualitativo che sta portando le etichette della regione sulle tavole dei ristoranti stellati e nelle enoteche più raffinate d’Italia e d’Europa. Il territorio del catanzarese, in particolare, sta emergendo come una delle zone più interessanti e dinamiche del panorama enologico calabrese, grazie a cantine che hanno saputo coniugare tradizione e innovazione, valorizzando vitigni autoctoni e investendo in qualità e sostenibilità.

Il rinascimento enologico calabrese

La viticoltura calabrese vanta origini antichissime, risalenti alla Magna Grecia, quando la regione era conosciuta come “Enotria”, la terra del vino. Eppure, per molti anni questo patrimonio è rimasto sottovalutato, schiacciato dalla concorrenza di altre regioni più blasonate e dalla mancanza di una strategia di marketing territoriale efficace.

Negli ultimi dieci anni, però, qualcosa è cambiato. Una nuova generazione di vignaioli, spesso giovani e con studi enologici alle spalle, ha deciso di investire nella terra d’origine, recuperando vigneti abbandonati, valorizzando vitigni autoctoni a rischio di estinzione e introducendo tecniche di coltivazione e vinificazione all’avanguardia. Il risultato è una produzione enologica che ha conquistato riconoscimenti nazionali e internazionali, con vini che esprimono in maniera autentica il territorio, il clima e la storia della Calabria.

Secondo i dati di Coldiretti Calabria, il settore vitivinicolo regionale ha registrato negli ultimi cinque anni un incremento dell’export del 35%, con particolare successo sui mercati nordeuropei e statunitensi. Le denominazioni calabresi stanno guadagnando visibilità, e sempre più wine lovers italiani e stranieri scelgono la Calabria come destinazione enoturistica.

I vitigni autoctoni: orgoglio calabrese

Uno degli aspetti più affascinanti dell’enologia calabrese è la ricchezza di vitigni autoctoni, molti dei quali unici al mondo. Il Gaglioppo, vitigno a bacca rossa che costituisce la base del celebre Cirò, è sicuramente il più conosciuto, ma non è l’unico.

Il Greco Bianco, vitigno a bacca bianca diffuso soprattutto nella zona di Bianco e nella provincia di Catanzaro, produce vini bianchi intensi, minerali e complessi, perfetti per accompagnare il pesce e i frutti di mare della costa jonica. Il Magliocco Canino, altro vitigno a bacca rossa, sta vivendo una seconda giovinezza grazie al lavoro di recupero di alcune cantine innovative che ne hanno esaltato le potenzialità.

Non va dimenticato il Mantonico, vitigno bianco aromatico che produce vini passiti dolci e vini secchi di grande eleganza, e il Nerello, coltivato sulle pendici dell’Aspromonte e nelle zone collinari del catanzarese. Questi vitigni rappresentano un patrimonio genetico e culturale inestimabile, espressione di una biodiversità che rende i vini calabresi immediatamente riconoscibili e profondamente legati al territorio.

Le cantine da visitare nel catanzarese

Il territorio della provincia di Catanzaro offre diverse realtà enologiche di grande interesse, cantine che hanno fatto della qualità e dell’accoglienza enoturistica i propri punti di forza. Molte di queste aziende organizzano visite guidate, degustazioni e esperienze immersive tra i vigneti, permettendo ai visitatori di scoprire da vicino il processo di produzione del vino e la passione che muove i produttori calabresi.

  • Lungo la costa jonica, diverse cantine storiche hanno rinnovato le proprie strutture aprendo al pubblico con wine bar, sale degustazione e spazi per eventi. Qui è possibile degustare bianchi freschi e profumati, perfetti da abbinare ai piatti di pesce della tradizione locale, ma anche rossi strutturati che raccontano la complessità del territorio collinare retrostante.
  • Nell’entroterra, tra le colline che caratterizzano il paesaggio del catanzarese, si trovano cantine boutique che puntano su produzioni limitate e altamente qualitative. In queste aziende, spesso a conduzione familiare, è possibile vivere esperienze autentiche, passeggiare tra i filari, visitare le antiche cantine scavate nella roccia e ascoltare le storie dei vignaioli che hanno scelto di investire nella propria terra nonostante le difficoltà.
  • Molte cantine offrono anche pacchetti completi che includono, oltre alla degustazione, pranzi o cene con prodotti tipici del territorio: salumi, formaggi, olio extravergine d’oliva, verdure sott’olio e conserve che si sposano perfettamente con i vini locali, creando un’esperienza gastronomica indimenticabile.
  • Nella zona del Reventino e dei monti che circondano Catanzaro, alcune aziende stanno sperimentando la viticoltura di montagna, producendo vini dall’acidità spiccata e dalla grande freschezza, espressione di un microclima particolare caratterizzato da forti escursioni termiche tra giorno e notte.

Enoturismo: un’opportunità per il territorio

L’enoturismo rappresenta una straordinaria opportunità di sviluppo per il catanzarese e per l’intera Calabria. Secondo le stime dell’Osservatorio del Turismo del Vino, il turista enogastronomico ha una capacità di spesa superiore del 30% rispetto al turista medio e tende a destagionalizzare i flussi, visitando i territori anche nei periodi di bassa stagione.

Le cantine calabresi stanno investendo in questa direzione, creando percorsi tematici, organizzando eventi culturali tra i vigneti, collaborando con ristoranti e strutture ricettive per offrire pacchetti integrati. Alcune realtà hanno addirittura aperto agriturismi e wine resort, permettendo agli ospiti di soggiornare immersi nei vigneti e di vivere l’esperienza della vendemmia o della potatura.

Eventi come le “Cantine Aperte”, che si svolgono ogni anno in primavera, registrano un numero crescente di partecipanti, segno di un interesse sempre maggiore verso il mondo del vino e verso la scoperta del territorio calabrese attraverso i suoi prodotti.

Abbinamenti con la cucina locale

I vini calabresi trovano la loro massima espressione quando abbinati alla cucina tipica regionale. Un Greco Bianco fresco e minerale è il compagno ideale per un piatto di alici marinate o per una zuppa di pesce alla catanzarese. I rossi a base di Gaglioppo si sposano perfettamente con la ‘nduja di Spilinga, con i salumi piccanti e con le carni alla brace.

I vini passiti, dolci e avvolgenti, sono tradizionalmente abbinati ai dolci calabresi come i mostaccioli, le crocette e i fichi secchi ripieni di noci e mandorle. Ma stanno conquistando anche abbinamenti più innovativi, come quello con i formaggi erborinati o con il cioccolato fondente.

Molte cantine organizzano degustazioni tematiche proprio per esplorare questi abbinamenti, guidate da sommelier esperti che aiutano a comprendere le sinergie tra vino e cibo, educando il palato e valorizzando il patrimonio gastronomico locale.

Sostenibilità e viticoltura biologica

Un aspetto sempre più rilevante nella produzione vinicola calabrese è l’attenzione alla sostenibilità ambientale. Molte cantine del catanzarese hanno abbracciato la viticoltura biologica o biodinamica, eliminando l’uso di prodotti chimici di sintesi e rispettando i cicli naturali della vite.

Questa scelta, oltre a garantire vini più sani e genuini, contribuisce alla tutela del territorio, alla conservazione della biodiversità e alla riduzione dell’impatto ambientale. Alcune aziende hanno ottenuto importanti certificazioni internazionali che attestano il loro impegno verso pratiche sostenibili, un valore aggiunto sempre più apprezzato dai consumatori.

Il futuro del vino calabrese

Le prospettive per il vino calabrese sono estremamente positive. La crescente reputazione delle etichette regionali, l’interesse dei mercati esteri, l’aumento del turismo enogastronomico e l’impegno dei produttori stanno creando le condizioni per un ulteriore salto di qualità.

Servono però politiche di sostegno al settore, investimenti in marketing territoriale, formazione continua e un lavoro di squadra tra produttori, istituzioni e operatori turistici. La Calabria ha tutte le carte in regola per diventare una delle regioni vinicole più interessanti d’Italia, valorizzando un patrimonio unico di vitigni, tradizioni e paesaggi.

Visitare le cantine del catanzarese significa intraprendere un viaggio nella storia, nella cultura e nei sapori di una terra generosa e appassionata. Un’esperienza che va oltre il semplice assaggio di vino, trasformandosi in un momento di conoscenza profonda del territorio e delle persone che lo abitano e lo coltivano con dedizione. Un viaggio che vale la pena fare, calice dopo calice.