Tiriolo: presentazione della tomba monumentale Brettia


La tomba a camera di località “Castaneto”, è l’unico esempio (di notevole pregio architettonico) di tomba monumentale  attestato a Tiriolo. Per sottolineare l’importanza di questo rinvenimento Martedì 6 Agosto 2013, alle ore 17.30 presso l’Antiquarium civico di V. Pitagora, si terrà la presentazione ufficiale mdel onumento e l’apertura al pubblico della sala. All’evento prenderà parte,tra gli altri rappresentanti istituzionali e studiosi,  l’Assessore regionale alla Cultura Mario Caligiuri.

Questa tipologia di sepoltura connota particolarmente la società dei Brettii, (popolazione italica che si insedia nell’area dell’istmo intorno alla metà del IV sec. a.C.) ed è databile per solito nell’ultimo ventennio del IV sec. a.C.

L’importanza del rinvenimento è accresciuta dal fatto che il monumento non è isolato, come frequentemente accade per questa tipologia di tombe, ma appare  inserito in  una delle necropoli che costellano le fasce esterne dell’abitato.

La tomba a camera, di forma rettangolare (m 2,70 x m 4,00 ca), è costruita con grossi blocchi squadrati e lavorati, di natura geologica diversa: calcare e arenaria.

Sulla fronte, nei blocchi angolari sono state scolpite due semicolonne scanalate e un sottile listello verticale che completa il motivo decorativo dei blocchi d’anta. La struttura si è conservata per un solo filare sui lati sud, est ed ovest mentre a nord presenta due grossi blocchi, residuo del secondo filare.

Al centro del pavimento era realizzata una teca in laterizi, tagliata nel terreno sottostante, sopra la quale era stato deposto il defunto presumibilmente adagiato in posizione supina su un letto funebre, con accanto il corredo.

La teca (m. 0,55 x m 0,85 ca.) ha una profondità di m 0,45 ca. Lo scavo del suo interro ha restituito inoltre diversi resti ossei animali ed umani; questi ultimi presentano evidenti tracce di combustione.

Lo studio in corso consentirà stabilire il numero degli individui ed il loro sesso La deposizione si presentava sconvolta: le ossa non sono state rinvenute in connessione ma sparse su tutta la superficie interna così come il corredo; è probabile che ciò sia da attribuire in parte al crollo della struttura e in parte ad una infiltrazione di acque meteoriche che ha stravolto l’ordine della deposizione.

Il corredo funebre è costituito principalmente da unguentari, tra i quali sette integri decorati a fasce, due acromi, altri in frammenti; da un’anforetta frammentaria rinvenuta al di sotto del gradino di accesso; sono stati rinvenuti anche chiodi in ferro, un elemento di piombo forse attribuibile ad una grappa e un elemento in ferro di forma anulare. Particolarmente significativo, per gli aspetti culturali cui rimanda, il rinvenimento di alcuni frammenti di strigili in bronzo e un frammento  di strumento musicale a fiato (aulòs ?) in osso

I reperti sembrano, da un’analisi preliminare, tutti databili tra la fine del IV e gli inizi del III secolo a.C.

In base alla lettura di frammenti dei materiali è possibile affermare che la sepoltura appartenesse a gruppi dominanti dell’abitato, in cui un ruolo di rilievo sembra appartenere ai guerrieri. Alcuni elementi del corredo della tomba di “Castaneto” rinviano anche all’ideologia del banchetto, cui alludono spiedi, alari, graticole, candelabri in piombo ed il cultrum (coltello) spesso presenti in altri corredi funerari del centro.

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