Tiriolo, Officina Zoè e Baba Sissoko chiudono “Bacchanalia”, la cultura a braccetto con il dio del vino

 

officina zoè 06 La tradizione musicale salentina si è ormai ritagliata un suo spazio all’interno della World Music internazionale. A riproporla, con le necessarie elaborazioni dettate dai tempi, Officina Zoè.

Non a caso, ieri sera, sul palco di “Bacchanalia”, insieme alla band pugliese, nell’ultima parte del concerto, c’era anche Baba Sissoko. Con il musicista del Mali, molto conosciuto ed apprezzato in diversi circuiti musicali, il gruppo ha già portato a termine alcune collaborazioni – si pensi al disco “Taranta Nera” ( 2012) – e altre sono in itinere.

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“Bacchanalia “, manifestazione in corso da diversi anni ed in questa occasione ‘ristretta’ ad una sola giornata, oltre agli antichi riti in onore del dio del vino ha proposto una serie di avvenimenti – tra l’altro, il corteo nunziale di Bacco e Arianna, spettacoli itineranti e concerti, compreso naturalmente quello di Officina Zoè – per l’animazione di Tiriolo, centro molto suggestivo della Provincia di Catanzaro e di notevoli tradizioni: basti citare i costumi locali e i pregiati ricami.

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Tra le stradine del borgo gli stand enogastronomici, naturalmente con ampio spazio riservato alla degustazione dei vini e dei prodotti tipici. Un invito alla conoscenza di culture che vanno valorizzate, quello formulato da “Bacchanalia 2016”, prontamente recepito da cittadini e visitatori.

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Culture che si mescolano sapientemente, come avviene per Officina Zoè, una lunga esperienza artistica alle spalle, fatta di musica, cinema ( un titolo per tutti: “ Sangue Vivo” di Edoardo Winspeare), teatro e collaborazioni a tutto campo. Senza confini: la cultura non può procedere a compartimenti stagni.

Il concerto di Officina Zoè era stato preceduto da Celeste Iiritano, con il progetto “Suoni e Danze Popolari del Sud “. Iiritano, nel pomeriggio aveva tenuto anche uno stage di “pizzica”, per una migliore comprensione di ciò che ‘ruota’- è il caso di sottolinearlo – intorno alla musica popolare con riferimento a regioni come Puglia e Calabria.

Di certo, Taranta e tradizioni popolari sembrano aver catturato negli ultimi anni un pubblico attento ed interessato. Se nel corso del tempo era stato necessario l’intervento di musicisti per certi versi ‘insospettabili’ quali David Byrne ( Talking Heads), ad esempio, per ricordare ad una platea internazionale l’esistenza di un vero fenomeno culturale e popolare legato alla taranta, oggi i suoni di questa tradizione entrano tranquillamente a ‘contaminare’ dischi jazz o altro. A volte sconfinano – si fa per dire – nella trance, con l’utilizzo dell’elettronica, e seguono l’evoluzione del suono secondo parametri non  abituali. Chi non l’ha ancora fatto, si regali, se può, un concerto di un musicista storico di grande interesse, Antonio Infantino. Non se ne pentirà.

Alfonso Scalzo

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