Scuola, concorsone nel mirino dei precari

 

Ieri le critiche sulla “Buona scuola”, oggi le contestazioni al concorsone 2016. L’istruzione resta uno dei temi più caldi dell’attualità. Anche in Calabria i docenti precari si stanno organizzando per impugnare i bandi e chiedere la sospensione della prova dinnanzi ai giudici amministrativi. Senza troppi giri di parole bollano il concorso come «l’ennesima lesione dei diritti del personale precario della scuola e della dignità che la Costituzione riconosce a ogni forma di lavoro».

firme scuola

Bocciano una selezione predisposta per le immissioni in ruolo che – a loro avviso – «non coprirebbe le effettive necessità degli istituti». Ma la lista delle perplessità è ben più lunga. Non si fidano neppure dell’iter che il ministero per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca seguirà dopo aver predisposto le apposite graduatorie di merito. Non trovano affatto chiari i riferimenti alla durata triennale degli incarichi, ai periodi di prova e poi di formazione. Le cifre d’altronde soffocano le speranze sul nascere. Basta mettere a confronto il numero di posti banditi con quelli dei potenziali concorrenti per capire che per due candidati su tre si tratta già di un sogno destinato a rimanere tale. E poi ci sono i vincitori che non saranno “incaricati” dopo il triennio indicato nei bandi. Per tutto questo i precari della scuola hanno scelto di fare rete: tutti insieme contro un concorso che secondo loro non serve.

«I docenti da assumere ci sono già, sono abilitati, sono inseriti nelle graduatorie da anni». Questa la secca replica ai bandi di chi non comprende le ragioni di una prova indetta nonostante ci siano docenti, vincitori di concorso nel 2012, che aspettano ancora l’immissione in ruolo. Il timore è che la nuova graduatoria sostituisca la precedente. Paure e perplessità muovono, dunque, le fila di una battaglia condotta da precari che tuttavia non vogliono arroccarsi sulle proprie posizioni. Ci sono situazioni per le quali il concorso può essere una strada percorribile e sono proprio loro a elencarle quando fanno riferimento a chi oggi non riesce ad accedere ad altra forma di reclutamento. Sì alla selezione, dunque, per i docenti presenti nelle tre fasce d’istituto per i quali, come avvenuto nel 2012, sarà richiesta la possibilità di partecipare.
Per il resto docenti abilitati e diplomati magistrali puntano a scardinare l’idea stessa della prova. Con loro i grandi esclusi, quelli che con il diploma di sperimentazione a indirizzo linguistico, non potranno neppure provare a rimettersi in gioco per sfidare la roulette del posto fisso. Stesso destino per chi otterrà l’abilitazione da maggio. Ma loro non demordono, dalla Calabria al Trentino proveranno a vincere la loro battaglia nei Tribunali amministrativi regionali e intanto tengono alta la guardia con una fitta rete di confronto che sta invadendo i social network.
Antonella Scalzi

1 Comment

  1. Maria scrive:

    No concorso per abilitati….noi il concorso l abbiamo già superato, abbiamo anni di esperienza alle spalle…
    Meritiamo il ruolo…
    Siamo docenti precari che insegnano da 15 anni , facendo grandi sacrifici lavorando a tantissimi km di distanza da case e famiglie…. e che svolgono questa mansione con amore e passione, cercando di fare e dare sempre il meglio per i propri alunni.
    Ma subiamo continuamente ingiustizie da parte di chi ci amministra e rappresenta…siamo stanchi di aspettare, devono darci il tanto meritato, sacrificato, e atteso ruolo…

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