Sanità, le ricette di Abramo per salvare l’ospedale

 

La sanità torna di scena in Consiglio comunale con le problematiche e i rischi che incombono sull’Azienda ospedaliera Pugliese-Ciaccio. Alle 15.45, infatti, hanno preso il via i lavori di una seduta convocata per salvare l’ospedale.

In prima linea il comitato “Salviamo il Pugliese”, il consigliere comunale Enzo Ciconte e tanti cittadini. Aprire i lavori, però, è toccato al sindaco, Sergio Abramo, che non si è sottratto a quello che è da anni uno dei temi più spinosi con i quali il capoluogo di regione è chiamato a fare i conti. Anzi, il primo cittadino ha messo in relazione il commissariamento per il rientro dal debito con il peggioramento delle prestazioni. Ha parlato dei livelli essenziali d’assistenza e del fatto che «per la prima volta il commissario non è il presidente della Regione». Una situazione complicata nella quale per Abramo «si inserisce quella catanzarese».

consiglio sanità 01 bis
Problemi, ma non solo, però, perché il sindaco credeva e crede nelle potenzialità sanitarie della città e non ha affatto rinunciato al suo progetto di fare di Catanzaro una città della salute. Eppure il Pugliese è un ospedale vecchio e inadeguato, «da anni – ha detto il primo cittadino – a costante rischio chiusura». Per questo Abramo al posto del Pugliese sogna già una Casa della salute che coniughi sanità, volontariato e aspetti amministrativi. L’ha già proposta al commissario Massimo Scura, ma sa che la partita si giocherà tutta sui fonti da individuare. Per ciò che concerne il nuovo ospedale che dovrebbe nascere vicino al Policlinico, il numero uno di via Jannoni punta con forza a una struttura d’eccellenza. Quel che è certo è che si è schierato con i cittadini che non vogliono lo smantellamento del Pugliese fine a se stesso. Sì, perché il punto vero d’attrito è tutto da ricercare nelle due visioni differenti che sulla sanità hanno il mondo ospedaliero da un lato e quello accademico dall’altro. Il primo cittadino questo lo sa ed è già al lavoro per evitare i rischi sapendo che «la facoltà di Medicina dell’ateneo catanzarese non è una nemica della città». D’altro canto sa che «il Pugliese non è un simulacro inviolabile».
Insomma, il sindaco tende a tenere ben distinte le questioni che interessano il recupero dell’area che ora ospita l’ospedale da quelle che riguardano la struttura che – l’ha ripetuto tante volte – «non è adeguata». Per questo ha ribadito che «la città non può più aspettare» e che «non si accontenterà di trattative o contentini». È altrettanto consapevole dell’elevato costo che potrebbe comportare abbattere il Pugliese per poi costruire la Casa della salute, ma i suoi sogni non rinuncia e anzi si è spinto fino a immaginare a Catanzaro la realizzazione di «un vero e proprio ospedale privato di valenza nazionale».

Antonella Scalzi

1 Comment

  1. Anna Zampina scrive:

    Veramente sta sognando! Svegliaaaaaaaaa. E questa sarebbe una soluzione? Chiacchiari e tabbaccheri e lignu u munta e pietà ‘on ‘nda pigghja in pignu . Mappeffhavora!!!!!

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