Rischio sismico: lettera aperta da un cittadino

Una lettera aperta inviataci da un residente nel capoluogo di regione sulle misure di prevenzione di eventuali rischi sismici.

Di seguito, il testo:

tastiera computer 01Sono un cittadino, un cittadino attivo, un cittadino che non accetta di stare supinamente ad osservare quello che avviene, accompagnandolo con frasi “Ma tanto succede sempre così… che possiamo farci..”. Sono un cittadino che non vuole aspettare neanche che accada qualcosa che potrebbe essere evitato, e poi limitarsi a lamentare dopo.
Con questa mia lettera voglio soffermarmi su una questione che mi ha dato molto da riflettere.
Dopo le scosse di terremoto manifestatesi in questi mesi in Italia, io mi chiedo cosa accadrebbe se una cosa del genere avvenisse nella mia città. Cosa accadrebbe se scariche di quel tipo investissero anche Catanzaro. Spinto da questi pensieri sono andato sul sito della Regione Calabria e da ciò che ho potuto leggere, mi è sembrato che siano previste delle misure sensate. Sono voluto andare però più a fondo, e andando sul sito del comune di Catanzaro, ho cercato il piano di evacuazione in caso di calamità. E’ previsto effettivamente un piano, nel quale si fa riferimento, nel caso si verificassero calamità, ad alcuni punti di raccolta previsti nei vari quartieri. Punti dove ogni cittadino potrebbe recarsi in caso di catastrofi; e punti di ritrovo per i soccorritori. Tutto molto apprezzabile.. ma… qualcuno si è preso la briga di comunicare il piano ai cittadini? C’è da credere che questo piano sia a conoscenza di pochi intimi. Quando verrà comunicato a tutti i cittadini?
Il nostro primo cittadino quando si metterà all’opera per fare in modo che tutti i cittadini ricevano, in modo capillare, queste informazioni?
Si è mai preoccupato di accettarsi se nelle scuole vengano effettuate due volte l’anno le prove di evacuazione?
Cosa vogliamo ancora aspettare? Vogliamo recitare l’eterna parte italiana di chi, a cose fatte, recrimina e fa vuota retorica? Quando (Dio non voglia) ci ritroveremo a contare i morti, di chi sarà la colpa?
Chiedo a tutti di riflettere su tutto questo. Non voglio istillare preoccupazioni gratuite. Voglio che vi sia sicurezza, in caso di calamità, per chi abita in questa città (ma il discorso è naturalmente estendibile ad ogni altra città).
Agiamo adesso, e pretendiamo che chi deve agire agisca in modo che tutti i cittadini siano informati su come agire in caso di calamità naturali; e in modo che, chi sarà chiamato a intervenire –nel caso si verificassero vicende del genere- sappia come intervenire.

Grazie per l’attenzione,

Giuseppe Sorrentino

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