Regolamenti sui contratti, in aula scoppia la bagarre. Guerriero lascia la vicepresidenza

 

Toni accesi in aula come non si vedeva da tempo. La fitta agenda consiliare è ripartita questa mattina per una seduta da tenere in seconda convocazione. Dodici i punti all’ordine del giorno. Primo tra tutti le comunicazioni del presidente, punto seguito subito dopo dalla relazione targata Filippo Mancuso sul nuovo regolamento per la disciplina dei contratti e la conseguente abrogazione di quello che in Consiglio fu approvato a giugno del 2002.

12305607_10206691898250603_311615012_n bis

Qui la bagarre e l’impasse che ha portato Roberto Guerriero a dimettersi dal ruolo di vicepresidente del Consiglio e l’aula nelle sabbie mobili per ore. Sullo sfondo la scelta dei contraenti e mille polemiche avanzate da più parti tra cose dette e non dette. Ad aprire e chiudere le danze di un Consiglio drammatico proprio il socialista Roberto Guerriero che ha chiesto la presenza del dirigente firmatario dell’atto in aula. Sulla stessa lunghezza d’onda Carlo Nisticò. L’esponente della lista del sindaco non è contrario, ma sulle procedure non ammette sbavature. Anche lui ha chiesto, dunque, l’intervento del dirigente. Richiesta condivisa anche da Vincenzo Capellupo, ma sulla trasparenza della maggioranza ha alzato gli scudi il forzista Mimmo Tallini che ha difeso, con le unghie e con i denti, la sovranità dell’aula e il ruolo del presidente.
Sullo sfondo la richiesta, a opera dell’opposizione, di un parere della segretaria. Tallini, insomma, ha rispedito al mittente ogni accusa rispolverando il lavoro fatto sulla pratica dalla commissione Affari generali. La richiesta è stata comunque esaudita perché è stato il dirigente a chiarire i dubbi. Almeno ci ha provato perché il clima non è cambiato. Prima, però, è stato Giulio Elia a voler prendere la parola per ripercorrere, da vicepresidente, il cammino della pratica in commissione. Eppure dubbi sono stati avanzati anche da Eugenio Riccio, ma per l’assessore Mancuso «il regolamento detta le regole, non giudica il lavoro degli uffici».

consiglio 26 11 2015 05 bis

Per il dirigente si tratta di «una rivisitazione complessiva». Tante le novità, dunque, ma anche gli aspetti ormai superati. Da qui il netto rifiuto di Carlo Nisticò che ha parlato di «anarchia negli uffici». Un intervento durissimo, il suo, che ha avuto il sapore di una denuncia non scritta. La richiesta nettissima: «Ritirate un atto irricevibile». Tallini ha provato a stemperare un po’ i toni pur chiedendo chiarezza a tutti i livelli e il ritiro della pratica, ma l’atmosfera è rimasta tesa. In questo clima il sindaco, Sergio Abramo, ha rispolverato l’annosa questione delle procedure negoziate. Non ha giustificato le critiche, però. Anzi, si è addirittura rammaricato dei pochi affidamenti diretti che sono stati fatti. E spunta l’idea di una commissione di inchiesta che verifichi tutto ciò che sugli appalti è accaduto in questi anni. Abramo, insomma, ha scelto di mettere a nudo la sua gestione perché ha detto: «Non si può sospettare in aula senza aver scritto mai al sindaco».
D’altronde di regolamento sui contratti al Comune si parla da più di un anno, anche se la commissione ha affrontato il tema in due settimane. Sconcertato il socialista Antonio Giglio, ancor di più il collega Guerriero che, di fronte ad accuse pesantissime, ha chiesto al primo cittadino «uno scatto d’orgoglio».

consiglio 26 11 2015 04 bis

Bagarre tra Vincenzo Capellupo e Mimmo Tallini che ha accusato l’esponente democratico di «imbroglicelli». Le anomalie, però, le ha evidenziate anche il leader del gruppo misto, Sergio Costanzo. Poi le accuse precise targate Roberto Rizza: «La sua amministrazione sta affidando a 83 euro al mese, per dieci anni, l’impianto sportivo di Ponte piccolo». Per Nicola Ventura (Pd) quel che è certo è che ci si trova difronte alla «resa dei conti di una maggioranza che non esiste più». L’arte della distruzione, in effetti, esiste. Ad ammetterlo Giulio Elia che ha avallato l’esigenza di una commissione che faccia chiarezza ritenendo, però, «non accettabile il ritiro della pratica». Tanti, sostanzialmente gli interventi che si sono succeduti e al voto si è arrivati soltanto alle 14.25 dopo la proposta di Tallini tesa a dare mandato al dirigente di integrare l’articolo 13, quello dedicato alla scelta dei contraenti. Un emendamento votato senza la minoranza che ha lasciato l’aula, per poi rientrare soltanto dopo e parzialmente, e con Tallini che ha riconosciuto che «i problemi, questa volta, sono venuti dalla maggioranza».

consiglio 26. 11. 2015 bis

Poi tutte le altre pratiche, votate praticamente senza discussione, anche se a tratti nel mirino è finita pure la segretaria generale e la bagarre ha ripreso il sopravvento anche pesantemente. Si trattava della presa d’atto degli elaborati grafici del Piano di assetto idrogeologico recentemente modificati, delle modifiche allo schema di convenzione tipo per i Piani attuativi di iniziativa privata. Ritirata la pratica che riguarda la rinuncia a un’eredità. Al vaglio dell’aula è poi arrivata l’assegnazione della destinazione turistico-ricettiva di un’area di Giovino. Ma il Consiglio è iniziato male ed è finito peggio. Tra le maglie di una seduta senza regole, infatti, si è inserito anche il parlatore solitario Franco Nocera. In aula anche i vigili. Poi l’ennesimo tentativo di ripresa fino alla verifica del numero legale e la presa d’atto dell’assenza di ogni condizione di procedibilità.

Antonella Scalzi

 

3 Comments

  1. Anna Zampina scrive:

    e…non se ne vogliono andare….

  2. Walter Fratto scrive:

    a 83 euro al mese per un impianto sportivo mica sono scemi ad andarsene…. prima spolpiamo il patromonio, lo depreziamo e poi cediamo il passo a quelli che dovranno spendere per rimettere a posto le cose…..

  3. Giuseppe scrive:

    Sì sta formando un alleanza in questa città, di gente incapace ignorante ma feroce. Che sfrutta il disagio sociale per racimolare voti, sfrutta la debolezza della maggioranza per aggredire componenti comunali e trovano nel sindaco il capro espiatorio. Da semplice cittadino mi auguro che la città sappia andare oltre le parole di qualche ciarlatano che ambisce alla poltrona. Io personalmente sto con il sindaco che ad oggi quantomeno anche se in solitudine sta dimostrandi di remare per il bene della città e nn come qualcuno fa per il proprio tornaconto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *