Referendum: Rosa, ecco perchè votare “No”

“La Costituzione non è una legge qualsiasi che persegue obiettivi politici determinati dalla volontà della maggioranza del momento, ma esprime le basi comuni della convivenza civile e politica. Nella cultura democratica occidentale è l’insieme di norme fondamentali che regolano l’organizzazione dello Stato, garantiscono le libertà e il progresso sociale del Paese, da qui la necessità di agire responsabilmente e con forte spirito unitario”.

aldo-rosaCosì, Aldo Rosa, in rappresentanza del Comitato “SCELGO NO” e del
“Il Centrosinistra per il No”.
“L’esatto contrario di quanto fatto finora dal governo, non a caso la revisione sottoposta a referendum è frutto d’una maggioranza parlamentare variabile, oscillante e politicamente discutibile.
Dal metodo al merito la situazione non migliora, anzi.”, continua Rosa,
Le ragioni che sostengono un voto favorevole poggiano su argomentazioni fallaci e su pilastri comunicativi non rispondenti a verità. Accelerare, semplificare, tagliare, ridurre, ammodernare rappresentano il mantra mediatico che martella gli elettori ed elude il confronto.Ben diversa sarebbe la realtà delle cose”.
“Si complicherebbe in modo sostanziale il procedimento di approvazione delle leggi”, evidenzia lo stesso Rosa, “avremmo un Senato fortemente indebolito che nulla ha a che vedere con l’idea d’un Senato delle autonomie regionali; senatori non eletti che in tempi ristretti, e nel mentre svolgono le funzioni proprie di consigliere regionale o sindaco, sarebbero chiamati ad assumere decisioni su materie particolarmente delicate senza la dovuta riflessione del caso.
Si svilirebbe l’assetto Regionale della Repubblica a causa d’un riparto di competenze che svuota e accentra”.
“Provocherebbe una riduzione delle autonomie territoriali derivante dal principio di supremazia del governo e dalla mancanza di adeguati contrappesi istituzionali”, continua l’autore della  nota diffusa alla stampa, “Si ridurrebbe la sovranità popolare, e ciò, tenendo conto dell’Italicum, si tradurrebbe in un ancor maggiore restringimento degli spazi per manifestare le proprie scelte.È certamente auspicabile modificare il bicameralismo e promuovere reali miglioramenti nel funzionamento delle istituzioni repubblicane e tra i diversi organi dello Stato, senza abbandonarsi a confusione, incoerenza e approssimazione, e ricercando una più larga condivisione”.
“Ecco perché No. Un no ragionato per bocciare una finta semplificazione che cela in realtà una visione dello Stato imperniata sulla cultura del capo, dell’uomo solo al comando e dell’accentramento di potere”, conclude Rosa, ” un no per impedire una deriva di dubbia domocraticità e rilanciare una seria riflessione fondata su competenza, equilibrio e ragionevolezza”.

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