Reato di omicidio stradale? Due posizioni a confronto

Si riparla con insistenza, anche dopo l’intervento in questo senso del ministro dell’Interno, Cancellieri ed una serie di gravissimi incidenti  mortali, dell’introduzione del reato di ‘omicidio stradale’. Naturalmente, favorevoli e contrari al provvedimento, che inasprirebbe le pene previste attualmente delle leggi, argomentano sulla sua necessità  e  introducibilità nell’ordinamento giuridico.

Sull’argomento, l’intervento dell’avv.Luigi Ciambrone, presidente nazionale del movimento politico Area Liberale Italia.

 

Nel nostro ordinamento giudiziario, com’è noto e in questi giorni, è stato introdotto il reato di omicidio stradale. Il Governo ha già pronta la nuova legge, che inserirà all’interno di un provvedimento più ampio che riguarda alcune norme sulla giustizia. Il tutto verrà fatto entro la fine di questo mese di gennaio.

Lo scopo è quello di fare in modo che le vittime della strada possano ottenere giustizia più facilmente, che siano risarcite il prima possibile, grazie alla messa a punto di un processo rapido. A spiegare le nuove norme è stato il ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri. Il reato di omicidio stradale merita una riflessione da parte di un Movimento politico come il nostro da sempre sensibile ai temi sociali.

Pur comprendendo le motivazioni di coloro che spingono per l’introduzione della fattispecie criminosa nuova, nella fattispecie si punta a far passare le pene per chi uccide guidando sotto effetto di alcol o droga da 3-10 anni a un minimo di 8 a un massimo di 18 anni, non possiamo non far nostre alcune perplessità di ordine giuridico prospettate in Commissione Trasporti della Camera non molto tempo addietro. E’ ovvio che il fenomeno di chi uccide alla guida non può essere tollerata’ ma in merito al reato di omicidio stradale si rende opportuna una riflessione, sia in relazione ad una comparazione con quanto accade in ambito europeo – tenuto conto che un divieto assoluto di riconseguire la patente di guida, ovvero il divieto di circolazione alla guida di autoveicoli e motocicli sul territorio nazionale, appare unica nel suo genere in tutto il territorio UE e potrebbe risolversi in pregiudizio della libertà di circolazione – sia in relazione al puntuale criterio di delega che fa riferimento espresso ai “princìpi di ragionevolezza, proporzionalità e non discriminazione nell’ambito dell’Unione europea”.

Ma vi è di più. Quanto al profilo della eventuale previsione dell’obbligatorietà della custodia in carcere nei confronti dei responsabili di tali reati, la Corte Costituzionale, con ripetute ed anche recentissime pronunce (da ultimo la n. 232 del 16 luglio 2013), ha affermato l’illegittimità costituzionale di previsioni normative – ad eccezione del delitto di associazione di tipo mafioso – volte ad ancorare l’applicazione della misura della custodia cautelare in carcere a criteri di mera automaticità.

In altri termini qualsiasi norma, in relazione a qualsiasi tipologia di reato, che imporrebbe l’applicazione della misura della custodia cautelare in carcere verrebbe dubitata, in riferimento agli articoli 3, 13, primo comma, e 27, secondo comma, della Costituzione, di illegitimità costituzionale. Spesso, sull’onda dell’emozione, la politica tenta di dare – giustamente – una risposta ma bisogna sempre avere presente i parametri costituzionali che poi, di fatto, annullano l’effetto perseguito.

Il problema non è varare una legge, nel caso in discussione quella di omicidio stradale, bensì quello della sua “resistenza” ai principi di diritto e ai cardini del nostro ordinamento giuridico. Il tema, ovviamente, merita di essere approfondito e il nostro Movimento politico è disponibile ad organizzare dei tavoli di lavoro di confronto fra movimenti e associazioni nella città capoluogo di regione. Infatti il Consiglio comunale di Catanzaro, fra i primi in Italia, ha approvato all’unanimità, con la delibera n°. 60 del 26 settembre 2011, la richiesta avanzata dall’assessore Giampaolo Mungo di ”adesione alla proposta di legge per l’istituzione dei reati di omicidio e lesioni stradali”.

Sempre sul reato di ‘omicidio stradale’, le osservazioni di Giampaolo Mungo,assessore comunale di Catanzaro ( Sport e Politiche Giovanili).

“Apprendo con grande soddisfazione l’annuncio del ministro Annamaria Cancellieri che entro il mese corrente porterà all’attenzione del Consiglio dei Ministri un pacchetto di norme che conterrà anche l’introduzione del reato di omicidio stradale.
L’Amministrazione comunale di Catanzaro già nel 2011 è stata la prima in Italia a sostenere l’iniziativa legislativa sul reato di omicidio stradale, un segnale importante per i giovani .approvato anche dal Consiglio Comunale che ha aderito all’unanimità su mia proposta, mediante la delibera di consiglio comunale n.60 del 26/09/2011 avente oggetto: <Adesione alla proposta di legge per l’istituzione dell’omicidio e lesioni stradale >.

Una iniziativa che ha trovato il pieno sostegno da parte del Coisp Calabria che attraverso il segretario generale regionale, Giuseppe Brugnano ha sottoscritto con l’amministrazione comunale un protocollo d’intesa per mettere in campo iniziative mirate a sensibilizzare ed a tenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica sul problema” .”

Credo quindi che l’iniziativa del Guardasigilli, che viene all’indomani dell’ennesima strage consumata sulla strada che ha visto cadere sull’asfalto due nostre corregionali, vada subito approvata e messa in atto. Una pena “equa” e “certa” per il danno provocato, penso possa rappresentare un atto di “prevenzione” ed un deterrente per queste stragi, oltre a rendere un minimo di giustizia a chi ha perso la vita per il comportamento criminale di quanti si mettono al volante in condizioni psico fisiche impossibili o senza alcun rispetto delle regole essenziali del Codice della strada.

Occorre,quindi, sostenere con forza l’iniziativa del ministro Cancellieri che si pone l’obiettivo primario di garantire un processo rapido, in modo che le vittime ottengano giustizia e soprattutto siano risarcite nel più breve tempo possibile. A questo servirà il nuovo reato di omicidio stradale che il governo dovrebbe introdurre con un disegno di legge, o addirittura un decreto, entro la fine di gennaio. Provvedimento inserito in un «pacchetto» più ampio di nuove norme sulla giustizia che però ha come obiettivo principale la tutela di chi attualmente spesso deve attendere anni prima di arrivare alla fine dell’iter processuale, ma anche la punizione con condanne e sanzioni accessorie più rigorose per chi provoca incidenti mortali.

Come città di Catanzaro abbiamo messo in campo iniziative per richiamare l’attenzione dei cittadini su questo autentico dramma che colpisce tante famiglie. Ci siamo rivolti in particola modo ai giovani in occasione del memorial Barone, dedicato proprio ad un giovane catanzarese deceduto in un incidente stradale. In organizzata in sintonia con il Coisp, svoltasi a Catanzaro Lido quell’occasione è stato evidenziato un altro aspetto gravoso del problema , quello, cioè degli agenti di polizia chiamati a comunicare la morte di un loro congiunto in un incidente stradale. E’ stato proiettato un filmato, voluto dal Coisp, con il quale sono state evidenziate queste difficoltà psicologiche e drammatiche di chi ha questo faticoso compito”.

 

 

 

 

 

 

2 Comments

  1. Pierpaolo Talarico scrive:

    Io penso che sia importante discutere su questo tema sociale molto importante e delicato..E’ giusto che dei provvedimenti vengano presi in merito ai tanti incidenti mortali che avvengono sulle strade e che avvengono per causa di guida sotto effetto di alcol e droghe, però è altrettanto giusto che si rispetti il nostro ordinamento giuridico e vengano prese decisioni adeguate ed anche dure ma sempre in proporzione con i singoli casi..Ovviamente non bisogna dimenticarsi della prevenzione che io reputo fondamentale per evitare queste stragi

  2. Roberto T. scrive:

    Per inasprire le pene contro i pirati della strada, è sufficiente modificare alcune parti del codice penale e stradale. L’omicidio stradale serve solamente a complicare il quadro normativo e ad allungare i processi. Le leggi funzionano bene quando sono chiare e generaliste: una legge troppo specifica può generare conflitti con altre leggi e difficoltà di applicazione. In merito ai morti stradali, il sito dell’Aci pubblica dati interessanti:
    http://www.aci.it/fileadmin/documenti/studi_e_ricerche/dati_statistiche/incidenti/Incidenti_Stradali_dal_1930.pdf
    Ultimamente ci sono 3600 morti all’anno per incidenti stradali, un valore dimezzato rispetto agli anni 2000. Questo valore è in linea con la situazione dei primi anni 50, prima dell’avvento della motorizzazione di massa! Questo significa che la mortalità stradale, pur essendo un fenomeno grave e degno di attenzione, è decisamente sopravvalutata, con la conseguente tentazione di introdurre soluzioni demagogiche ma poco efficaci.

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