Perchè Bergoglio piace anche ai non credenti…

“Una  giornata particolare”, potrebbe definirla Ettore Scola. Per molti calabresi lo è stata davvero. E crediamo lo sia stata, in fondo, anche per il Papa.

Un tour de force tra le carceri di Castrovillari, visita  agli anziani e  celebrazione della messa  davanti ad una folla sterminata, passando alla mensa dei poveri per il pranzo. Dovendo anche masticare amaro per due avvenimenti accaduti nei mesi scorsi  e che hanno avuto il  loro peso sulla giornata calabrese del Pontefice: due efferati omicidi ai danni di un bimbo di appena 3 anni, Cocò e di  un sacerdote,  don  Lazzaro Longobardi.

Il Papa ha parlato con i familiari del bimbo assassinato e visitato la stele dedicata a don Lazzaro.

Una giornata particolarmente calda ed i continui impegni, l’affaticamento, che, due giorni fa, l’ha costretto a rinunciare alla tradizionale processione del Corpus Domini, da San Giovanni in Laterano alla Basilica di Santa Maria Maggiore.

E’ apparso un po’ stanco, Bergoglio, in qualche momento. Mai ,però quando si è trovato a contatto con la gente. Quando ha distribuito carezze e gesti affettuosi a tutti.

E’ una figura davvero anomala, quella di Francesco. Intanto è il primo Papa, in epoca moderna, succeduto  ad un altro, senza che quest’ultimo fosse deceduto. Ratzinger, resta comunque una figura importante, un Papa emerito.

Forse la ‘doppia’ presenza, però, allontana  inconsciamente nel fedele l’immagine dogmatica del Papa infallibile cui si può chiedere,  proprio in ragione del suo naturale distacco dalle cose e dalle debolezze terrene, il miracolo.

La straordinaria  carica umana di Francesco, “ pregate per me, che sbaglio molto”, ha detto anche a Cassano, d’altro  canto, fa  già di se stesso un miracolo. E’ riuscito ad uscire indenne,,trascinandosi dietro la Chiesa, da una inusitata dimissione papale e da una coda di veleni  non ancora esauritasi. Ha di volta in volta aperto capitoli importanti, non ancora definitivi certo, ma accennati, a volte “ studiati”, su diritti umani, diritti civili, rispetto per il prossimo.  Ripete e si comporta conseguentemente, di essere un uomo con le sue debolezze con i suoi errori. Si muove tra gli altri con naturalezza, senza paura di ‘scoprirsi’  in qualche modo simile.

Ai calabresi  non è nemmeno venuto in mente di chiedere miracoli o benefici . Coloro i quali hanno  partecipato alla giornata  del Papa in questa regione hanno avuto netta la consapevolezza di aver incontrato qualcuno che non dimentica i loro problemi  e che, paradossalmente, può meglio comprenderli in quanto ha rinunciato a gran parte dello status che il ruolo gli garantirebbe.

Se davvero Papa Francesco è il Papa degli ultimi, in Calabria ha trovato la posizione ideale, per spingere gli atri alla ripartenza. Tutti gli indicatori economico-sociali, da qualsiasi fonte provengano,  confermano la coda della classifica per la ‘punta dello stivale’.

Evitando fronzoli e giochi verbali ha subito puntato al nocciolo della questione : ndrangheta , che va allontanata, scomunicando i mafiosi ( non è cosa da poco, basti pensare a quanto, in molti centri, i boss locali facciano a gara nell’apparire accanto al sacro, siano statue in processione o elargizioni della serie ‘pecunia non olet’ ) e la dignità garantita dal lavoro.

La visita ai detenuti, agli anziani, le parole pronunciate,  non sono state per Papa Francesco singoli punti di un programma di giornata. Crediamo che tutto ciò sia  perfettamente visibile. Ed è piacevolissimo constatarlo.

Alfonso Scalzo

 

 

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