Pareri legali in chat, apre lo studio avvocatoexpress.it

Serve un parere legale, ma non si ha tempo o voglia di cercare un avvocato in giro per città dispersive o affollate? Niente paura, basta un computer e una connessione a internet, il resto lo fa la piattaforma targata www.avvocatoexpress.it.

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La start up, che sarà presentata ufficialmente il 21 settembre a Roma e nel capoluogo calabrese, ha preso le mosse da un’intuizione, tutta catanzarese, nata nel 2006 tra le mura dello studio legale Ciambrone-Mascaro. Non c’era staff, organigramma, capitale sociale, ma, come si suol dire, chi la dura la vince e tra poco meno di due mesi prenderà il via ufficialmente un vero e proprio studio legale online, gestito attraverso una chat cui si potrà avere accesso al costo di 5 euro. Dall’altro capo della rete la richiesta sarà smistata all’avvocato più adatto a ogni singolo caso. D’altronde, sta per aprire uno studio legale immenso: vi lavoreranno cinquemila avvocati convenzionati.

L’obiettivo è semplice: provare a catalizzare quel milione di utenti che ogni mese si rivolge al web per trovare risposta a un problema legale. Basta un clic, insomma, per ottenere un parere certificato perché reso da avvocati regolarmente iscritti a un consiglio dell’ordine. Tutto in tempo reale, poi sarà l’utente a decidere se fermarsi al parere o approfondire la tematica trattata, con l’avvocato che ha seguito il suo caso in chat oppure con gli altri legali che aderiscono alla piattaforma.

Il sito è già attivo nella sua versione beta, ma quel che è certo è che la società, nata a Catanzaro e registrata a Londra, «ha già dimostrato di avere numeri e traction molto promettenti». Su questo gli ideatori del progetto non hanno dubbi convinti come sono che «sia proprio questo a farne un’opportunità di investimento immediato e scalabile nel tempo, quindi estremamente interessante per un investitore di venture capital». Sì, l’apporto di capitale di rischio da parte di un investitore per finanziare l’avvio o la crescita di un’attività in settori a elevato potenziale di sviluppo perché l’idea di fondo sembra poggiare sulla consapevolezza che il futuro della professione forense correrà sul web, dando anche una chance a tutti quei giovani avvocati che non hanno la possibilità concreta di aprire uno studio.

Antonella Scalzi

1 Comment

  1. arturo scrive:

    Stupenda idea…mi iscriverò.

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