Paralimpiadi: un mondo perfetto …

 

Qui è tutto perfetto, voglio restare … L’entusiasmo contagioso di Beatrice Vio, giovanissima medaglia d’oro della scherma, specialita’ fioretto, sintetizza bene nel corso dell’intervista a Rai Sport, citata a memoria, il clima che si vive a Rio de Janeiro. Se non bastasse, si riveda l’abbraccio affettuoso e sincero che la cinese Zhou, pur ‘sconfitta’ dalla stessa ‘Bebe’ proprio nella finalissima, le ha riservato.
Che belle le Paralimpiadi! Intanto costituiscono oggi una delle poche strutture organizzate dove la divisione in classi ha assolutamente ragione di esistere, anzi, favorisce la democraticità della competizione. Poi si fa il tifo per tutti, a prescindere dai colori rappresentati. Sul teleschermo di Rai Sport – doverosa la scelta di dare visibilità ai giochi, con risultato complessivo da vero servizio pubblico – si susseguono le lacrime di Alex Zanardi, uno abituato a vincere proprie e altrui battaglie, e degli altri eroi olimpici. Sfilano volti sconosciuti ai più, ma che lasciano il segno. Contrariamente agli standard cui ci hanno abituato nel corso degli anni i cosidetti ‘normodotati’, anche le interviste sportive appaiono spesso non banali.

assunta-01Quindi una figura mitica, Assunta Legnante, ennesima medaglia d’oro nel lancio del peso, che si aggiunge al cospicuo bottino finora capitalizzato dagli atleti paralitici italiani. Una figura imponente “Assuntina”, in tutti i sensi. A cominciare dalla scelta di indossare, lei cieca, la maschera con gli occhi di Diabolik. Geniale.
E ancora, ci sono tutti gli atleti che sono arrivati quarti, quinti o ultimi. Definizioni contraddittorie, considerato che qui, alle Paralimpiadi , continuano a vincere tutti. Ti tengono incollato alla tv e gara dopo gara e scopri un mondo nuovo. Storie incredibili e una ‘levità’ nell’affrontare la sofferenza che ti porta ad osservare l’universo dalla giusta angolazione.
Emozioni forti. Forse più del solito scemodotato nostrano che non ci penserà due volte a riportare la situazione alla normalità del quotidiano, tanto per cominciare occupando con tracotanza il parcheggio auto che non gli compete o bloccando il marciapiede attrezzato per l’uso delle carrozzine. Una dimostrazione ulteriore che è proprio la qualità delle relazioni sociali a rendere insopportabili problemi altrimenti superabili, come da messaggio lanciato dalla manifestazione sportiva in corso in Brasile. Magari, una bella visione obbligata delle Paralimpiadi, modello “Arancia Meccanica” di Kubrick, potrebbe migliorargli la percezione del mondo.Anche di quello perfetto.
Alfonso Scalzo

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