Calabria troppo povera, anche per i migranti…

 

Le due velocità del Paese, con una Calabria muro del pianto per i dati economici. Nell’analisi di Salvatore Lucà, Direttore del Centro studi Pitagora,che ospitiamo volentieri, emerge persino una perdita di attrattività della regione per gli immigrati (-38%) e l’aumento invece delle migrazioni di calabresi verso altri territori ( +8,2%).

 

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Quello che avevamo preannunciato nei giorni scorsi sul gravissimo problema del Mezzogiorno e nella fattispecie della Calabria sul rischio povertà (quasi la metà dei residenti nel Sud e nelle Isole (45,6%) è a rischio di povertà o esclusione sociale) è confermato dal dato Istat del Pil per abitante: 32mila euro (NORD) contro 17mila (MEZZOGIORNO).

E’ evidente che esistono due Italia, con la conseguenza che i consumi si riducono nel Mezzogiorno mentre concretamente ripartono nelle aree settentrionali. Di fatto rileviamo un ‘Italia che è in netta ripresa ( Nord) e un Mezzogiorno che soffre terribilmente per non parlare della nostra Calabria abbandonata a se stessa in un silenzio assordante di una classe politica istituzionale che cerca solo di declamare e enfatizzare le tante piccolezze che quotidianamente vuole propinare impropriamente come iniziative importanti e determinanti ( vedasi acquisto di una semplice PET da parte dell’ospedale di Cosenza) ad un popolazione prostrata e depressa.
Anche i consumi si riducono terribilmente nel Mezzogiorno, mentre ripartono nelle aree settentrionali, infatti nel 2014 al Sud va segnalato il calo più marcato del Prodotto interno lordo (-1,1% a fronte di una media nazionale pari a -0,4%), mentre continua la flessione degli occupati (-0,9%). Al Centro-nord gli occupati aumentano invece dello 0,4% secondo l’Istat. Anche i consumi si riducono solo al Sud, dove perdono lo 0,5%, mentre al Centro e al Nord-ovest crescono dello 0,8% e dello 0,6% al Nord-est. Che deve succedere al Sud per ricevere la giusta attenzione dalla Politica?

 

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L’Italia non solo ha perso attrattività per gli immigrati e infatti gli arrivi dei migranti negli ultimi cinque anni nel nostro Paese si sono ridotti del 38%, nei cinque anni scorsi, raddoppiano invece gli italiani emigrati , infatti in cinque anni il numero di italiani emigrati è più che raddoppiato. I nostri connazionali che hanno deciso di trasferirsi in un Paese estero sono aumentati dell’8,2% nel 2014 rispetto al 2013 e più che raddoppiati rispetto a cinque anni prima. Le principali mete di destinazione per gli italiani che hanno lasciato il Paese nel 2014 sono la Germania, il Regno Unito, la Svizzera e la Francia. Sono stati 45mila i giovani con almeno 25 anni che hanno deciso di emigrare, ben oltre 10mila in possesso di laurea. Il Regno Unito è la meta preferita per i laureati (oltre 3 mila), subito dopo viene la Germania, meta di 2.400 laureati.

Alla luce di questi dati riconfermati dall’Istat è evidente che se si dovesse continuare su questo trend, il Mezzogiorno d’Italia è destinato a soffrire, anzi forse questa ripresina nazionale, tanto per essere positivi, per assurdo può diventare negativa per regioni come la Calabria che non dispone di mezzi e misure idonee per restare in linea col resto del Paese. Sanità con un Commissario ( SCURA) di cui a distanza di tantissimi mesi disconosciamo i suoi veri obiettivi, mobilità, credito alle imprese e alle famiglie, rifiuti che sono diventati una spesa inaccettabile per una gestione ancora antica e non in linea con le altre zone virtuose, burocrazia sempre più complicata e tassazione degli enti locali completano un’opera di vessazione a cui le nostre comunità non possono più far fronte.

Si auspica un cambio di passo dei nostri rappresentanti politici istituzionali, in caso contrario nei prossimi mesi non dovremo parlare più di statistiche e quant’altro ma di una situazione socio economico che potrebbe causare un malessere dilagante in una società meridionale che ormai è veramente alla frutta.

Salvatore Lucà – Direttore Centro Studi Pitagora

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