Mezzo secolo senza Buster Keaton, il genio comico che per contratto non poteva ridere

 

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Il ruolo del  vecchio pianista in “Luci della ribalta” di Charlie Chaplin, una sorta di tributo resogli da un altro genio assoluto. E tra le altre, addirittura una recitazione insieme a Franco Franchi e Ciccio Ingrassia in “Due marines e un generale”, con il nostro eroe che, in tutto il film,  pronuncia una sola parola:  “grazie”.

Scoperto, si dice, dal mago Houdini ( uno che se ne intendeva: più tardi avrebbe portato in primo piano anche  Orson Welles), il comico-triste pagò drammaticamente la crisi condivisa da molti altri attori, nel passaggio dal cinema muto al sonoro ( si veda il bellissimo “The Artist”, di Michel Hazanavicius ,vincitore peraltro di 5 Oscar). Riconoscimenti tardivi, alcol e decadenza personale, oltre che nei confronti della macchina da presa. Ha subìto un contratto tra i più infamanti, con il divieto di ridere nei film interpretati, impostogli dalla propria casa produttrice. Lascia capolavori assoluti della storia del cinema, nei quali era spesso  protagonista come regista, attore, sceneggiatore.

Da “Come vinsi la guerra” a “Il  cameraman”, a ” La palla n°13″ e moltissimi altri.

E’ morto il 1°febbraio 1966.

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