Messi, James Brown e Kant : il calcio unisce

 

 

 

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Messi: gli arti inferiori che si muovono a velocità irrealistica, come  accadeva, su altro versante, a James Brown. Lui non canta e con i ginocchi a terra ci va solo se  lo sgambettano gli avversari. Dribbla, alza il ‘cucchiaio’ beffando un ‘muro’ qual è Neuer, come se si soffiasse il naso.

Con semplicità irrisoria – e mai irridente, va sottolineato – sconosciuta ai più. E’ un  bello, che contrariamente a quanto affermato da  kant, corrisponde all’utile: quella palla andava giocata così perché era l’unico modo per farla  entrare in porta…

Qualcuno l’ha definito il “dio del calcio”, che , tecnicamente, è vero. In ogni caso, per pochi attimi, persino   i circa 60 milioni di allenatori italiani, smettono di ostentare le loro capacità interpretative del ‘gioco più bello del mondo’ e ritornano bambini.

Con la fantasia, anche l’ultimo  gesto tecnico della ‘pulce’ argentina è ancora migliorabile…

Zaccaria

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