Marchese : un atto di civiltà

 

marco marchese

 

La recentissima sentenza che autorizza l’adozione in Italia a una coppia gay è un primo atto di civiltà e giustizia che non necessita in se di ulteriori commenti. In realtà non si tratta dell’apertura a tutto tondo alle adozioni da parte di famiglie omogenitoriali, cosa che l’Associazione Radicale Certi Diritti auspica fortemente e sulla quale è impegnata con le sue iniziative politiche, ma alla c.d. step child adoption, cioè la possibilità da parte del partner omosessuale di adottare il/la figlio/a biologico/a del partner in un contesto familiare consolidato.

Ormai sono numerosi gli studi scientifici che dimostrano che i figli nelle famiglie omoaffettive crescono esattamente come nelle famiglie eteroaffettive e solo uno studio statunitense ne metteva questo esito in discussione nel 2012, salvo scoprire che il campione adottato era sbagliato, per stessa ammissione del docente Mark Regnerus, dell’università del Texas, autore dello studio. Citiamo la fonte (Corriere della Sera): http://27esimaora.corriere.it/articolo/genitori-gay-se-la-scienza-sceglie-di-alimentare-il-pregiudizio/

Lasciamo a chiunque abbia buona volontà la curiosità di leggere gli studi in materia, che dimostrano che i figli in contesti familiari omoaffettivi, crescono nello stesso modo che nei contesti familiari eteroaffettivi, con le stesse gioie e le medesime difficoltà; suggeriamo quattro parole chiave per i motori di ricerca: “australia figli famiglie gay”. Generalmente chi afferma il contrario è colui il quale cerca di imporre, in maniera del tutto arbitraria e illiberale, una propria opinione sotto la spinta ideologica e moralista che sovente ha anche una radice religiosa di fondo; dimenticando che la nostra società è fatta di credenti, diversamente credenti e non credenti, tutti uniti sotto la stessa Carta Costituzionale e mentendo spudoratamente, quando si afferma che il riconoscimento delle famiglie omoaffettive lederebbe in qualche maniera la famiglia “tradizionale” eteroaffettiva, perché costoro non sanno fare un solo esempio di lesione, al di la di una visione moralista, religiosa e ideologica, alla sacra famiglia immaginata in stile pubblicità “Mulino bianco”.

Marco Marchese, Direttivo Associazione Radicale Certi Diritti, Roma, e responsabile dell’Osservatorio sulle politiche di genere e pari opportunità di Catanzaro

 

 

 

 

 

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