L’inferno siriano e l’inverno dell’Occidente

La gravissima situazione internazionale, esplosa con la fuga disperata di migliaia di profughi, apre i riflettori – finora volutamente lasciati spenti – sull’emergenza Siria e sull’ urgenza di “fermare la guerra d’aggressione criminale” per evitarne la totale distruzione.  

L’ intervento di Vittorio Gigliotti, del Coordinamento Nazionale per la Pace in Siria 

Soldati siriani

Di fronte alle quotidiane tragedie relative all’immigrazione, oggi, il mondo occidentale, “civile” e “democratico”, manifesta tutta la sua ipocrisia con parole e facce: Angela Merkel, ex dirigente della Gioventù Comunista dell’ex Germania dell’Est, si commuove; Ban Ki-Moon, Segretario Generale delle Nazioni Unite, appare meravigliato di quanto sta accadendo come se venisse da un altro pianeta; gli altri potenti dell’Occidente sulla stessa linea!

Attraverso la “disinformazione strategica che prepara, manipola, falsifica, occulta, inganna e orienta le opinioni pubbliche internazionali”, sembra si voglia far dimenticare che a scatenare le guerre in Afghanistan, Iraq, Libia, Siria siano stati coloro i quali oggi si commuovono dei milioni di profughi che abbandonano i loro Paesi; sembra si voglia far dimenticare il loro ruolo, sia nella destabilizzazione dei Paesi preparando le primavere arabe, sia nel pianificare e nell’attuare l’eliminazione dei vari “Rais”, “vecchi arnesi” con i quali il mondo intero, loro compresi, ha fatto affari.

Saddam Hussein, Hosni Mubarak, Mu’ammar Gheddafi, Bashar Al Assad dovevano cadere!

Rimane in piedi e resiste, ancora, la Siria di Bashar Al Assad grazie alla compattezza del suo popolo ed all’eroismo dell’esercito che ha perso un terzo dei suoi trecentomila uomini per combattere a difesa del proprio territorio contro l’internazionale criminale e terroristica coalizzata, addestrata, armata e finanziata dai padrini degli euro-petrol-dollari.

Grazie a loro, oggi, la Siria è un inferno!

Nella loro strategia di “instabilità costruttiva” che deve “creare e gestire conflitti a bassa intensità, favorire lo spezzettamento politico e territoriale dell’area e promuovere il settarismo e la pulizia etnico-confessionale” (da relazioni pubblicate da ex agenti dei servizi segreti francesi nel 2006 sulla politica statunitense in Medio Oriente), la “creatura ISIS” o il loro “strumento ISIS” sta funzionando alla perfezione!

Il risultato è ben visibile. Una guerra imposta dall’esterno e che dura da oltre quattro anni e mezzo e che ha prodotto distruzione e morte, stupri e violenze, stragi e deportazioni, decapitazioni ed esecuzioni, città e villaggi bombardati o rasi al suolo, chiese bruciate e cristiani crocifissi, 260mila morti e milioni di disperati che scappano da questo inferno.

Eppure “la Siria – dice Mons. Giuseppe Nazzaro, francescano ed ex Vicario Apostolico di Aleppo – per come la conosco, era il Paese più democratico di tutto il Medio Oriente […]. Quello che mi sta a cuore è che in Europa si sappia bene che cosa sta succedendo qui e in tutto il Medio Oriente e per colpa di chi. Questa è soprattutto una guerra di commercio. Siamo in una nuova colonizzazione che si traduce così: “Io vi do le armi, voi vi autodistruggete e poi vengo io a ricostruire tutto”. […] Noi stavamo benissimo. Vivevamo in pace. Ci hanno portato una guerra che è diventata guerra fratricida, che sta distruggendo un Paese che era bellissimo, ricco di storia e di civiltà.”. 

E’ necessario porre fine alla guerra d’aggressione ed all’embargo alla Siria e difendere un popolo stremato e innocente, e, nello stesso tempo, preservare e difendere quel mosaico di etnie, “culture e fedi millenarie, l’equilibrio di un sistema unico in tutta l’area mediorientale”.

L’Occidente vive la sua ora più cupa, l’inverno ha gelato quanto di grande e fiero ha manifestato nel corso della sua storia, rappresentato da un potere internazionale che crede solo nel dio denaro e per questo agisce scatenando guerre e devastazioni, che “imbarca interi popoli sui barconi” dopo aver distrutto i loro Paesi ed eliminato ogni autorità, creato l’anarchia e ridisegnando i nuovi confini con il sangue innocente.

Allora è necessario che ognuno faccia la sua parte, piccola o grande che sia: con la preghiera, per la conversione dei potenti responsabili di tanti orrori; con l’azione, di informazione e diffusione della verità sui tragici avvenimenti siriani e mediorientali perché “la menzogna, per attecchire, ha bisogno della complicità di chi, pur non essendo d’accordo, tace per convenienza o quieto vivere”; con il sacrificio che comporta la riscoperta “dell’orgoglio, della fermezza, di un cuore fervido” che non si lascia vincere dalla paura, e che agisce in modo disinteressato per ciò che è giusto, che sappia testimoniare e scoprire il senso vero della solidarietà come dovere morale.

 

Vittorio Gigliotti

Coordinamento Nazionale per la Pace in Siria

Presidente di Cantiere Laboratorio

 

 

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