Legambiente: male le città calabresi nel rapporto su ecosistema urbano

 

Ecosistema urbano. La Calabria tra le regioni peggiori, sotto questo profilo, secondo Legambiente. Il rapporto, giunto alla 23^ edizione, si basa sull’acquisizione dei dati relativi ad un determinato territorio in base ad aria, acqua, mobilità, energia e rifiuti ed è stato realizzato in collaborazione con il Sole24 ore.
Nella graduatoria nazionale, su 104 città, Catanzaro si piazza al 96esimo posto, Cosenza al 33esimo, Crotone al 63esimo; Reggio Calabria al 79esimo; Vibo Valentia all’ultimo posto.

traffico viale de filippis
“Un maggiore dinamismo sembra caratterizzare tante città medio-piccole che hanno mostrato invece, negli ultimi cinque anni (2011 – 2015), mutamenti significativi come Cosenza, che ha più che raddoppiato la raccolta differenziata passando dal 21% al 50%. Tra le migliori nei dati legati alle emissioni di ozono, è presente Catanzaro con un valore tra i più bassi in assoluto”.
<<Questo rapporto racconta un Paese a due velocità: quella delle amministrazioni e quella dei cittadini con le associazioni, i comitati di quartiere, le cooperative solidali>> – ha dichiarato la presidente di Legambiente Rossella Muroni – <<e mentre le prime si confermano lente, rigide e quasi impermeabili ai cambiamenti, le seconde spiccano per vivacità e spirito d’iniziativa con tantissime buone pratiche che pur coinvolgendo concretamente un condominio, una strada o un quartiere, esprimono un’idea di città e di futuro ben più ampia, in grado di coniugare giustizia sociale e vivibilità, cultura e socialità, economia e ambiente>>.
Il presidente di Legambiente Calabria, Francesco Falcone, insiste sulla necessità che <<sulla qualità della vita nelle nostre città ci sia molto da fare. Molto andrebbe fatto a partire dalla città di Vibo Valentia. La qualità dell’aria (nonostante la mancanza di industrie) ci preoccupa molto, occorrerebbe indagare sulle fonti di inquinamento ed intervenire sul rinnovo dei veicoli in circolazione. I Comuni potrebbero fare molto puntando su piste ciclabili ed isole pedonali, ma soprattutto si potrebbe intervenire sulle aziende che gestiscono il trasporto pubblico locale così come la Regione Calabria dovrebbe investire su autobus non inquinanti e mezzi elettrici>>.

Foto di repertorio

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