L’anno ch’è già arrivato, secondo Enzo Colacino

Un nuovo anno, quello appena iniziato, che nelle speranze di tutti dovrebbe allontanare lo spettro  di un 2013 veramente orribile, sotto molti punti di vista. Si aspetta  qualche timido segnale di una possibile ripresa economica e  provvedimenti adeguati per un sociale da ricostruire,dopo l’impatto devastante della crisi.

Auspicando qualche colpo di forbice in meno alla Cultura e convinti ,come sostenuto dal  nostro ospite, che ” una sana risata non uccide nessuno”, abbiamo scelto di fare una chiacchierata sull’argomento con Enzo Colacino, artista catanzarese  poliedrico e autore, tra l’altro, di  efficaci rubriche di satira su alcuni organi d’informazione.

 

Nuovo Anno: Bukowski avrebbe detto,  “ Mi prenderò tutta la felicità che posso prendere”  sbirciando nelle  finestre per “vedere stanche donne di casa che cercano di tenere a bada i mariti imbestialiti dalla birra”. Dalla finestra avrebbe dato un’occhiatina anche Magritte, per poi dipingere un ennesimo capolavoro… Curiosando dalla sua finestra,  si possono aspettare  segnali di cambiamento rispetto ad un anno, il 2013, da molti definito “orribile”?

E.C: Guai se ciò non fosse considerato l’anno che da poco ci ha lasciato. E’ stato un anno dove la crisi è stata prima ignorata e nascosta agli italiani che l’hanno provata sulla propria pelle. La speranza ora è che dopo aver  toccato il fondo si possa risalire e ciò a mio avviso sarà possibile se veramente i falsi dispiaceri di chi siede nei posti di comando della politica saranno trasformati in seri propositi di cambiamenti radicali.

Il Teatro, l’arte in genere, quale  trasposizione della realtà. La satira come evidenziazione  dei suoi lati peggiori. Lei ha un osservatorio privilegiato in questo senso, utilizzando tutte queste forme espressive. Qual è  la sua opinione sulla situazione , sociale-culturale, in atto nel capoluogo di regione ed in Calabria?

 

E.C.: Ho sempre voluto condire con la satira gli argomenti seri e i problemi della nostra Città. E’ anche un modo per far si che la gente possa reagire positivamente alle carenze socio culturali che ormai passano per normalità. La mancanza di sale cinematografiche, quella di un teatro dedicato alle rappresentazioni vernacolari  o di spettacoli di autori locali la dice lunga sulle difficoltà di rappresentare spettacoli e di emergere in questo campo. Ci auguriamo che il Teatro Masciari venga acquisito dal Comune come si  sente frequentemente dire, che il “Teatro Comunale” continui a proiettare film e  che nascano ancora Associazioni Culturali che sulla scia delle già presenti come il Circolo Placanica, la Imes Catanzaro, diano nuova linfa alla crescita culturale della città.

Non ha l’impressione che i grandi temi che riguardano i cittadini e la città, stiamo parlando chiaramente del capoluogo di regione ( pur essendo, di fatto, un fenomeno generalizzato), da uno  sviluppo urbanistico ordinato alle questioni che riguardano il benessere generale della collettività, siano state relegate a semplici enunciazioni  di cifre, a bilanci aridi. E tutto ciò,  sembra, a prescindere dall’orientamento politico delle diverse amministrazioni…

E.C.: A mia mi va all’idea ca ogni tantu, puru ppemma si nda parra, assistimu a certi proposti cchi ti fannu penzara si chiddhu cchi i fa è scemu o recita. Purtroppu è na città cchi, pocu ci manca ppemma è dormiente. Non avimu mai assistutu a nu scioperu ppecchì i sordi destinati d’a comunità Europea non vènanu spenduti, e parramu ‘e sordi destinati all’ambiente, a la sanità, a lu lavoru. Ni ncazzamu sulu ppe’ ‘a squatra d’o Catanzaru, ed eu su’ tifosu eh. 

Sta preparando nuovi progetti  per i prossimi mesi?


E.C.: Ho portato a mie spese la maschera di Calabria Giangurgolo al  II° festival delle maschere di Parma nel maggio scorso. Ho già ricevuto l’invito per il prossimo terzo appuntamento, e qui in Città ho preso in prestito la maschera per ironizzare sulle differenze tra un passato non troppo lontano e i tempi odierni. Contemporaneamente scrivo delle satire della durata di trenta minuti dove tre amici affrontano i problemi che sono pane quotidiano delle nostre giornate e scrivo sul Quotidiano della Calabria un trafiletto giornaliero in dialetto trattando argomenti di attualità con ironia e senza rinunciare alla satira.

 

Perché ha scelto il dialetto come forma espressiva?

E.C. : Come dicevo prima perché ho una missione da portare avanti, far si che il dialetto non sia dimenticato dalle nuove generazioni che non sentendolo più non lo porteranno come cultura e tradizione.

Parru u dialettu ppecchì l’espressioni cchi ti duna ‘a lingua nostra non t’i po’ dara ‘a lingua italiana.I giuvani ‘e mo stannu parrandu nu dialettu cchi vena ‘e n’italianu storpiatu, non sannu cchi stannu perdendu. U dialettu nostru è na lingua, cchi ormai, venedu menu i vecchi, non parra nuddhu cchjù. I giuvani ‘e mo quali fraguli cci cuntanu a li figghj loru? Comu fannu ‘ma cci parranu ‘e profumi, ‘e sapuri e de modi ‘e dira si non ‘i sèntanu cchjù?

 

E’ vero che la cultura e l’ironia salveranno il mondo?

E.C.: Me lo auguro, perché una sana risata non uccide nessuno, la cultura è progresso e se cammineranno di pari passo potranno sconfiggere l’ignoranza che è la madre di tutte le violenze.

Dove non c’è ironia no c’è la voglia di mettersi in gioco di confrontarsi e di accettare le critiche.

IL mio primo libro s’intitola “E cchi ni manca?” un  modo ironico per dire cha la mia città ha tutto…..

Fussera bellu si nt’o mundu quando s’hannu ‘e fara tagghj a li spisi si penzera ppe’ prima cosa a la riduziona de l’armamenti, e no comu purtroppo succeda specialmente in Italia a la Cultura, a la Ricerca e a lu lavoru.

Mah, forsi non succeda  ma eu su tostu e speru ca nu jornu cchi eu non viju sicuramenta, si pigghja  ssa strata. Facitimi sapira ‘e nc’una manera.

 

Alfonso Scalzo 

Il “Chi è” di Enzo Colacino

Enzo Colacino, nato a Catanzaro il 15 marzo del 1948 attore e regista , dal 1984 porta sulle scene della Calabria commedie in dialetto Calabrese ed ha al suo attivo più di 600 repliche tra commedie e spettacoli di cabaret.
Nel 1998 ha fondato una associazione culturale “Quelli che il teatro” e con la omonima compagnia ha rappresentato commedie da lui scritte e dirette.
I suoi lavori: “ Ccu i sordi s’acconza tuttu”, “ Fama amura e malatia”, “Clinica privata” con video attualmente in vendita e l’ultima “ Amaru cu mora”.
E’ autore di due libri in dialetto catanzarese “Ecchi ni manca?” e “Parrandu parrandu” che, in chiave satirica ed umoristica danno una particolare lettura del modo di vivere di noi Calabresi.
Collabora periodicamente con giornali cittadini scrivendo rubriche di satira in dialetto catanzarese.
Ha registrato dal vivo un suo spettacolo di cabaret della durata di due ore e lo ha prodotto con una video cassetta che prende il nome dello spettacolo “Parrandu, parrandu che è il tipico modo con cui Enzo intrattiene il pubblico regalando divertimento e risate dall’inizio alla fine.
Suoi lavori sono stati rappresentati dagli studenti delle scuole della nostra città e ha insegnato recitazione presso vari Istituti Scolastici con rappresentazioni finali presso il Teatro Masciari o nelle piazze dei paesi degli alunni delle scuole elementari e medie.
Ha partecipato per Rai 2 alla Trasmissione “Misteri” nella ricostruzione de “Il giallo del cavalcavia” fatto avvenuto realmente nel 1930 a Catanzaro e che ebbe come scenario il ponte di Siano.
Nel corso dell’anno 2000 Enzo Colacino è stato chiamato dall’IRSAI di Catanzaro come relatore su “Teatro e Scuola”-Corso di formazione per docenti di ogni ordine e grado.
Nel mese di giugno del 2002 è stato ospite della comunità calabrese di Toronto per due settimane riscuotendo notevole successo di simpatia e di pubblico. Ha collaborato con una rubrica dal titolo “Secundu mia” al mensile “Il Catanzaro” quando la squadra ha militato nell’ultimo campionato di serie B. Da settembre 2007 ad agosto 2008 è stato presente sulla prima pagina del “ Il Domani” ogni domenca con una rubrica di satira politica, ed attualmente scrive settimanalmente per la testata il “Quotidiano della Calabria” oviamente in dialetto Catanzarese. Quest’anno, per i progetti PON della Scuola, è presente nelle scuole cittadine e della Provincia come Esperto di recitazione insegnando ai ragazzi l’arte della recitazione in dialetto Calabrese, perché fortemente convinto che le nostre tradizioni vivranno finchè ci sarà chi le farà conoscere alle nuove generazioni.
Quest’estate ha rappresentato il suo cabaret, oltre che nella manifestazione Notte Piccante di Catanzaro insieme a Cacioppo e Ramona Badescu nelle piazze di vari paesi della Calabria,

Contatti:

www.enzocolacino.it

Info: 328 3313000

tel e fax 0961 727874

 

 

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