Intimidazioni: non servono misure speciali

 

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 ( di Alessandro De Virgilio) –

Davanti al ripetersi di atti intimidatori contro amministratori locali, calabresi e non, si continua da piu’ parti a invocare iniziative straordinarie. Il parlamento ha istituito un’apposita commissione conoscitiva che, al di la’ del valore della parlamentare che la presiede, a me non pare determinante per reprimere il fenomeno. Oggi un’altra parlamentare calabrese, prendendo spunto dall’incendio dell’auto di un sindaco del Catanzarese, propone, anche in questo caso certamente con spirito costruttivo, l’istituzione di una “task force”. Le intimidazioni che si verificano nel Mezzogiorno, e in Calabria in particolare, sono spesso frettolosamente fatte risalire alla criminalita’ organizzata, mentre il piu’ delle volte sono da ricondurre a dissidi e rancori locali non per questo meno gravi.

L’accertamento dei fatti e’ compito della magistratura e delle forze dell’ordine, non sempre adeguatamente sostenute in termini di dotazione di personale e mezzi, ma e’ solo e soltanto su questo piano che e’ possibile dispiegare un’azione repressiva e, dove possibile, preventiva, efficace. Allo Stato e’ anche richiesta la necessaria funzione educativa, in assenza della quale prosperano i delitti, cosa che richiede il potenziamento delle agenzie culturali e della scuola innanzitutto. Una decisa azione culturale e formativa, accompagnata da una vigorosa attivita’ investigativa, e’ indispensabile al fine di sottrarre il Mezzogiorno al cono d’ombra dell’ illegalita’.

Leggi e interventi speciali hanno sempre manifestato limiti che nel Sud hanno prodotto disillusione rispetto all’intervento pubblico.

 

Alessandro De Virgilio

Nella Foto: manifestazione di Solidarietà ad Amaroni, dopo l’incendio di due  auto al consigliere regionale Arturo Bova

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