Grecia: la libertà non ha prezzo

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Pericle, non avrebbe avuto dubbi: una sbirciatina di Anassagora tra  i corpi celesti, il conforto di un parere autorevole come  quello di Socrate e dopo aver ascoltato l’intelligentissima compagna Aspasia, avrebbeancora deciso lui. Come al solito e per il meglio.

Alexis Tsipras, oggi, non ha a disposizione il ‘partito’ d’intelligenze immortali sul quale poteva contare “l’inventore” della Democrazia in Atene (e nel mondo). Quindi, ha più modestamente proposto un Referendum.

I Greci – in questa domenica di luglio- sono chiamati a scegliere, in sostanza, se cedere alle pressioni dei creditori internazionali ed alle loro proposte inflessibili ed asfissianti di ‘rientro’  del debito pubblico, o una politica diversa che saldi il dovuto, ma senza strozzare la fragilissima economia ellenica.

Se si considera che la crisi è stata provocata soprattutto dalla speculazione finanziaria, il quadro è completo.

Se vincesse il “ no” ( alle proposte di ripianamento del debito presentate da  Commissione europea, Banca Centrale europea e Fondo Monetario Internazionale, in cambio di nuovi aiuti economici), si aprirebbero scenari completamente nuovi per una UE troppo sensibile alle politiche di rigore e alle statuizioni della Finanza.

“ Restare in Europa, ma con dignità”, ha più volte chiarito il premier Tsipras.

La penisola ellenica, pur tra mille sofferenze, ridiventerebbe un caso internazionale. Ancora Magna Graecia,  qualche secolo dopo. Il monito che la libertà, condizione insostituibile da sempre per il popolo greco, non ha prezzo.

a.s.

 

Referendum: il “No” vince con il 61,3% dei consensi. Tsipras: “Abbiamo dimostrato che la Democrazia non può essere ricattata”.  

Kalimera!

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