Forza Italia: risultato referendum boccia anche Oliverio

“Una vittoria della democrazia, una dimostrazione della grande maturità del popolo calabrese che ha compreso le ragioni del NO e non si è lasciato condizionare da promesse e bugie. Ma è anche un voto che schianta, senza se e senza ma, Oliverio e il Partito della Nazione che si voleva sperimentare in Calabria. Oliverio era stato eletto due anni fa con un’affluenza di appena il 44%, oggi con un’affluenza arrivata al 54,43% i calabresi bocciano lui, la sua disastrosa azione di governo, le bugie confezionate con il premier”.

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E’ quanto afferma il consigliere regionale e coordinatore provinciale di Forza Italia, Domenico Tallini, commentando la vittoria del “No” al referendum sulla riforma costituzionale.
“Anche Oliverio, barattando il suo SI con la promessa di essere nominato commissario per la sanità, aveva “personalizzato” il referendum. Il 67% di NO della nostra regione contro il misero 32,98 di SI non lascia spazio ad interpretazioni”, continua Tallini, “ ora il Governatore si affannerà a dire che il voto del referendum non c’entra nulla, magari disconoscerà anche Renzi pur di rimanere a galla, ma i calabresi hanno già scritto la parola fine alla sua disastrosa esperienza”.
Tallini cita le percentuali notevoli nelle diverse città calabresi a sostegno del “ No”, per ribadire: “L’era Oliverio si chiude dopo appena due anni e si apre ora la partita dell’alternativa al peggiore governo regionale della storia. Spetta a Forza Italia, agli altri partiti del centrodestra, costruire un progetto che dia al più presto alla Calabria un governo autorevole, concreto, capace di affrontare le emergenze e di fare ripartire l’economia.”

Molto duro anche il commento del consigliere regionale forzista, Guseppe Mangialavori.

“E’ un risultato straordinario che, bocciando una riforma pasticciata, inutile e a tratti incomprensibile, ci riempie di soddisfazione. La decisione del premier Renzi di dimettersi è il passaggio obbligato dinanzi ad una sconfitta eclatante. In Calabria aver letteralmente stracciato una riforma che avrebbe ridotto Regioni e poteri locali a fare le comparse, impoverite di competenze e funzioni, in una sorta di dopolavoro senatoriale, il dato è altrettanto massiccio e secco”, sostiene Mangialavori, ” se il Presidente della Giunta regionale, la cui presenza nelle file dei ‘si’ ha lasciato intendere ai calabresi che in quella parte non c’era alcun rinnovamento ma anzi che si nascondevano le peggiori trattative per mettere le mani sulla sanità, conservasse ancora un briciolo di responsabilità, dovrebbe semplicemente rassegnare le dimissioni. La vittoria del ‘no’ in Calabria”, conclude, “boccia non solo una riforma scritta malissimo e il premier di un governo antimeridionale nei fatti, ma anche un’esperienza di governo della Regione che in due anni ha prodotto solo errori, confusione e azzerato le speranze di crescita e sviluppo dei calabresi”.

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