E-Commerce: Calabria ancora in coda. Lucà, senza Web non c’è lavoro

 

In crescita l’E-commerce ( + 22,8%). Le piccole imprese che vendono online aumentano, ma non in Calabria.

E’ quanto risulta da una serie di interviste e indagini di studio condotte da Confartigianato e Centro Studi Pitagora.

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Esaminando recentissimi dati Istat, “nel 2015 si osserva una crescita di un punto e mezzo della presenza delle piccole imprese sul web, con la quota che sale al 68,9% dal 67,4% del 2014; (…)In salita anche la quota delle piccole imprese che vendono on-line i propri prodotti o servizi che nel 2015 è rilevata al 9,0%, con un aumento di 1,7 punti rispetto al 7,3% dell’anno precedente, equivalente ad una crescita del 22,8% delle imprese attive nel commercio elettronico”, osservano Confartigianato e Centro Studi Pitagora, “ su questo fronte rimane ancora limitata la quota di fatturato online che è del 2,6%, in salita di 0,3 punti rispetto il 2,3% dell’anno precedente”.

In aumento anche la quota di piccole imprese presenti sui social network – tra i quali Facebook, Linkedln, Xing, Viadeo e Yammer – che dal 28,5% del totale nel 2014 sale al 34,2% del 2015, con una variazione del 19,8%; inoltre sale dall’8,9% al 12,1% l’uso fatto da piccole imprese di risorse per la condivisione di contenuti multimediali, tra i quali YouTube, Flickr, Picasa e SlideShare

Ma se si porta l’analisi economica su base regionale, si osserva una netta differensazione tra “le regioni italiane più performanti”, quali  Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte, Lazio e Veneto e quelle in coda alla classifica:  Valle d’Aosta, Sardegna e Calabria.

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Più nello specifico, negli ultimi anni si è assistito ad un aumento consistente del numero di negozi virtuali, con ordini in crescita. Anche in tal caso le regioni più attive sono Lombardia, Lazio, Emilia Romagna, Veneto, Piemonte e Toscana. Le regioni del Sud Italia sembrano invece più restie con percentuali sensibilmente inferiori.

“Sul fronte della domanda nel 2015 crescono i cittadini che acquistano on-line per uso privato. La quota di navigatori nella Rete che acquistano on line sale al 48,7%, oltre quattro punti superiore al 44,6% dell’anno precedente”.  Ma anche qui, profonde differenze: “ la quota di internauti con più di 15 anni che hanno acquistato in rete negli ultimi tre mesi è più elevata nel Nord-ovest (33,1%), seguito dal Nord-est (30,5%) e dal Centro (28,9%) mentre è più distanziato il Mezzogiorno che presenta una quota (18,0%) inferiore di quasi dieci punti percentuali rispetto alla media nazionale.  Nel dettaglio regionale la quota più elevata di internauti che hanno effettuato acquisti online negli ultimi tre mesi si rileva in Valle d’Aosta con il 38,2%,(…) In Calabria si registra solo il 16,2%”.

Semplici le conclusioni di Confartigianato – Centro Studi Pitagora, la Calabria sempre in coda alle classifiche sia lato offerta che lato domanda. “Ma soprattutto alla luce dalla volontà percepita dagli imprenditori nostrani e soprattutto dai giovani interpellati, si evince un dato: le imprese esistenti devono innovarsi. I giovani in cerca di lavoro devono avviare progetti innovativi e sfruttare il canale del commercio elettronico per superare tutti quei fattori ostativi (isolamento logistico, bassa domanda interna, servizi locali di bassa qualità, credito quasi sempre col contagocce, etc) che finora hanno penalizzato le imprese “classiche” in una concorrenza sempre più globale. Vi è una forte esigenza di offrire i nostri prodotti di eccellenza e i nostri servizi fuori dai confini calabresi sfruttando soprattutto le nuove tecnologie dell’informazione. E di questo è necessario prenderne coscienza”.

“Combattere la disoccupazione e la crisi passa per forza di cose da questo settore innovativo”, conclude Salvatore Lucà, in rappresentanza di Confartigianato e Centro Studi Pitagora, “ i giovani che pensano di restare e lavorare in Calabria con attività che non riguardano il web, dispiace dirlo, avranno solo la possibilità di emigrare e cercare in altre regione o nazioni  lavoro e benessere, lo stesso dicasi per i tantissimi artigiani e piccoli imprenditori”.

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