Cultura: Caligiuri, la Calabria può diventare la regione del sud che legge di più….

Una Calabria che diventi, entro il 2015, la prima regione del Sud come numero di lettori. E’ la scommessa lanciata tramite un’agenzia di stampa dall’assessore Regionale alla Cultura, Mario Caligiuri, ex sindaco di un centro diventato modello, proprio sotto gli aspetti legati alla crescita culturale, non solo nel Mezzogiorno, come Soveria Mannelli. Abbiamo chiesto allo stesso Caligiuri  di approfondire l’argomento…

D.: Ci hanno incuriosito molto le sue dichiarazioni, circa il fare della Calabria la regione dove si leggerà di più… Attualmente non siamo messi benissimo  in questa graduatoria, prima eravamo addirittura fanalino di coda…

M.C.: Eravamo fanalino di coda. Negli ultimi anni abbiamo superato come indici di lettura Sicilia, Campania, Basilicata e Puglia. Entro il 2015 possiamo diventare la prima regione del sud  come numero di lettori, sarebbe un dato formidabile…

D.: Aldilà delle graduatorie, come fare per spingere la Calabria a questi livelli?

M.C.: Continuare come abbiamo fatto in questi anni. Abbiamo istituito un Polo Pubblico sulle Politiche della Lettura, a Vibo Valentia, presso il sistema bibliotecario vibonese.  Inoltre, sta per uscire il “Libro Verde” sulla lettura in Calabria: dentro ci sono pure dei testi scritti appositamente per il libro stesso dai tre più importanti scrittori calabresi: Carmine Abate, che ha appena vinto il premio “Campiello”, Mimmo Gangemi  e Angela Bubba. Poi  noi saremo la prima regione ospite al “Salone del Libro” di Torino e  questa sarà l’occasione di mobilitare tutta la società regionale e la Scuola, con l’obiettivo di aumentare il numero dei lettori. Stiamo poi studiando la possibilità di fare due operazioni: far leggere nelle scuole i libri di Abbate e far ricevere a tutti i bambini che nascono in Calabria, sono 17-18 mila all’anno,  direttamente a casa, un libro confezionato appositamente per loro.

D.: Lo sviluppo economico e sociale di un territorio come la Calabria: quanto può incidere la cultura in questo?

D.: Sta già incidendo in modo notevole ed inciderà ancora di più nei prossimi anni, perché tutte le indagini economiche dimostrano come la cultura produca sviluppo e nel sud ci sono spazi di crescita enormi, pari  al 2% del Pil. Attraverso scuole, università e biblioteche si può costruire un futuro diverso, valorizzando i nostri beni culturali…

D.: Il capoluogo di regione:  davvero, come molti sostengono, sta perdendo progressivamente colpi, soprattutto dal punto di vista della creatività e della cultura, oltre che del proporre soluzioni a vantaggio dei cittadini?

M.C.: A me sembra l’esatto opposto. Catanzaro è sempre stata, nella sua storia, un centro burocratico e negli ultimi anni, grazie all’impegno della Provincia e di tutte le  istituzioni, si sta ritagliando uno spazio originale all’interno dell’offerta culturale italiana. Basti  vedere le mostre che organizza il Marca, le iniziative che si fanno al Parco delle Biodiversità, che ospita  le opere d’arte dei più importanti artisti del mondo. Basti pensare, ancora, che a Catanzaro c’è la “Casa della Memoria” ,dedicata a Mimmo Rotella. Poi c’è una  Fondazione appena nata, la Rocco Guglielmo, che ha organizzato diversi avvenimenti importanti, tra i quali la più importante mostra realizzata finora in Italia sulla video arte.  Mi pare che basti, sono cose importanti. Catanzaro è un centro propulsivo di cultura…

Alfonso Scalzo

Nella foto sopra,così come in Home page, Mario Caligiuri, ripreso durante una conferenza al  museo provinciale Marca, a Catanzaro,è l’ultimo a destra

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