Commissioni,cura dimagrante in arrivo ed è già tempo di critiche

 

 

Comune Catanzaro interni 1

Stretta sui costi delle commissioni consiliari. Dopo le polemiche che hanno investito varie città italiane anche Catanzaro sta per correre ai ripari. Dalle attuali dieci, si scenderà a cinque perché, nonostante manchi ancora la conferma ufficiale, sembra essere questa la ricetta individuata dal presidente del Consiglio, Ivan Cardamone, per fornire una risposta positiva alle sollecitazioni del sindaco, Sergio Abramo.

In una lettera, infatti, il primo cittadino ha posto Cardamone dinnanzi ai problemi, a quanto pare, sempre più stringenti di spending review. Insomma, i trasferimenti statali calano a ogni legge di stabilità e per far quadrare i conti anche gli organismi paraconsiliari devono dare il loro contributo. Da qui la richiesta formale, di cui è stata messa naturalmente a conoscenza anche la segretaria comunale, Vincenza Sica, di «avviare una verifica sull’organizzazione delle commissioni e di individuare le soluzioni più opportune per una razionalizzazione e ottimizzazione del lavoro» di organi che – per Sergio Abramo – restano «essenziali per il buon andamento dell’amministrazione».

Quel che vuole il numero uno di Palazzo de Nobili, dunque, si farà, ma non senza polemiche. Sì, perché se le commissioni scenderanno a cinque pare essere altrettanto vero che i componenti di ciascuno organismo saliranno a 16. In ogni struttura sarà praticamente presente metà del Consiglio comunale. Un dettaglio, questo, che, ai più critici, non è affatto sfuggito. Certo, fino alle determinazioni finali, tutto può ancora cambiare, ma se le indiscrezioni dovessero essere davvero confermate dai fatti non si può escludere che qualcuno decida di dare battaglia su una razionalizzazione che gli scettici hanno già bollato come «di facciata». È una cura dimagrante che – lasciano intendere – non ridurrebbe i costi della democrazia, semmai rischia di aumentare gli introiti di chi si troverà membro di tre commissioni e potrà, perciò, racimolare il massimo dei compensi consentiti dalla normativa vigente.

Accuse forti che la maggioranza respinge senza remore. Lo scontro ormai estivo a Palazzo de Nobili, dunque, sembra essere destinato a continuare e, anzi, ad acuirsi anche su questo tema.

Antonella Scalzi

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