Cittadella, ridimensionata e senza nome

 

(di Alessandro De Virgilio)- L’espressione “cittadella regionale” fu coniata dall’allora presidente della Regione Pino Nistico’ per dare un’indicazione provvisoria del complesso di edifici che avrebbe dovuto costituire, nella valle del Corace, alle porte di Catanzaro, il centro direzionale della citta’. Una vera e propria Brasilia, edificata dal nulla nel cuore della Calabria, con un corollario di servizi rappresentati da complessi alberghieri e da un grande auditorium da costruire davanti all’edificio a forma di U che ospita presidenza ed assessorati regionali.

cittadella regionale (2)Il progetto, com’e’ ampiamente noto, e’ stato ridimensionato: scomparso l’auditorium, scomparsi gli alberghi, scomparsa la torre dei servizi. Restano le grandi infrastrutture viarie realizzate dall’Anas al servizio del polo regionale e la stazione fantasma che avrebbe dovuto essere connessa alla rete delle Ferrovie della Calabria per essere collegata al centro citta’. In attesa della costruzione della metropolitana cittadina, che avra’ necessariamente tempi lunghi, resterebbe un passo formale che coronerebbe il disegno, sebbene monco, a suo tempo pensato da Nistico’ ed avviato quando alla guida dell’amministrazione municipale c’era il compianto sindaco Benito Gualtieri: dare un nome al palazzo della Regione che abbia un nesso con la storia. La citta’ si e’ espressa attraverso un sondaggio “on line” promosso dal Comune, indicando come nome ideale per la “cittadella” quello di Palazzo degli Itali, proposto dallo storico Aldo Ventrici. In onore al re del popolo italico insediato nell’istmo catanzarese.
Dopo l’inaugurazione dei locali della Giunta regionale alla presenza del capo dello stato, sulla vicenda e’ calato il silenzio. Il governatore Mario Oliverio, che ha il merito di aver trasferito, armi e bagagli, le sedi del governo regionale, sparse da un capo all’altro del capoluogo, a Germaneto, fa orecchie da mercante. Impegni piu’ pressanti, del resto, richiamano la sua attenzione.
Il presidente non e’ un uomo brillante nei modi; non ricerca frasi e atteggiamenti a effetto; e’ prolisso negli interventi pubblici, ma e’ secco e perentorio nel liguaggio e nei modi al limite della ruvidita’. Appare a tratti pacato, di tanto in tanto alza la voce, e l’aria da burocrate d’apparati di altri tempi non lo aiuta. E forse la definizione generica e monumentale di cittadella regionale, che evoca imponenti mausolei di tradizione sovietica, meglio risponde allo spirito dell’attuale stagione politica regionale ed all’aria stagnante che si respira nel palazzo del governo.

Alessandro De Virgilio

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