Cimitero quartiere Lido : lettera aperta su degrado

 

 

 

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“Una zona ‘vecchia’ degradata ed abbandonata; una zona ‘nuova’ un continuo cantiere aperto, senza il rispetto delle neanche più banali norme di sicurezza e di rispetto per il luogo”.

E’ l’immagine – anzi le immagini, considerate le foto allegate- che una lettrice ci restituisce del cimitero nel quartiere Lido del capoluogo di regione.

 

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“Accedere alla parte ancora in costruzione del cimitero significa camminare tra le macerie da risulta e buche inaspettate; nessun lastricato, si cammina nel fango o nella polvere a seconda della stagione(…)” ed il racconto delle disfunzioni continua a lungo…

“Il Camposanto  è un luogo che per sua natura accoglie, custodisce la memoria della civiltà di un paese. E’ un luogo sacro per tutta la cittadinanza. La sua dignità è lo specchio della cultura e del grado di civilizzazione  degli amministratori del momento”, riferisce l’autrice della lettera firmata fattaci pervenire in redazione, ”Il cimitero di Catanzaro Lido, sta attraversando l’ ignominia del disinteresse di politicanti evidentemente lontani dal valore costituente della famiglia”.

 

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La stessa scrivente evidenzia poi  la sua vicenda personale. ”Quando più di un anno fa mio padre se ne è andato, il responsabile delle pompe funebri ci informava  che non c’era posto nel cimitero di Catanzaro Lido, veramente non ce n’era già da un paio d’anni!. Nel dolore lancinante del momento con la mia famiglia ci siamo trovati a decidere se seppellire la salma a terra nella parte “nuova”, ma lì non c’era niente, la parte nuova consisteva in un campo aperto, senza la benché minima dignitosa urbanizzazione del luogo; la seconda scelta era quella di portarlo in un altro cimitero: ma lui è nato a Catanzaro Lido, qui c’è la sua famiglia, i suoi amici. E poi il costo del “viaggio di andata” e soprattutto dell’eventuale ritorno è un costo aggiuntivo decisamente improponibile e vergognoso. Mio padre è stato fortunato: è “ospite” in una cappella di amici compassionevoli”.

 

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Per altri, naturalmente non è così. Di conseguenza, la stessa autrice della missiva chiede un intervento delle autorità per sanare la situazione.

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