Adesso la Buona Universita’? (Cercando…cercando)

Frau geht entlang des Strandes

Un Governo ‘buonista’, con eccessi di dannosa melassa sparsi ovunque. Dopo la “Buona Scuola”,  la “Buona Università”. La riforma  che il premier, Matteo Renzi , vorrebbe attuare,dovrà fare a meno dell’emendamento ” valuta atenei”, attraverso il quale si volevano introdurre  nuovi criteri  per gli accessi  ai concorsi pubblici . Non più la laurea in sé quale elemento qualificante, bensì  la laurea “conseguita a“, con maggiore valore attribuito al neo laureato proveniente da certe strutture piuttosto che da altre.

Intendiamoci: anche attualmente, provenire da certe Università  costituisce, almeno in alcuni settori, una freccia in più al proprio arco per chi è in cerca di occupazione. Ma, tutto sommato accade  in forma minoritaria e principalmente nel settore privato.

L’emendamento stralciato oggi, invece, avrebbe trasformato un abominio in legge dello Stato, creando di fatto una distinzione insopportabile tra atenei di serie A e B . E se la cosa funziona come nel calcio, era facile prevedere  la corsa all’aggiustamento del risultato, in questo caso ai criteri valutativi, per la permanenza nella massima serie. Pena una diminuzione degli iscritti  e degli introiti.

Della vicenda ed in attesa dell’ annunciata riforma, restano le affannose dichiarazioni  rilasciate da alcuni rettori, in modo particolare di atenei del Sud. Invece di appellarsi a  criteri di equità di garanzia per il diritto allo studio, questi stessi  rettori assai poco magnifici si  erano affrettati a chiarire che la ‘loro’ Università  era sicuramente da considerare una struttura degna della posizione di graduatoria più nobile. Il tutto all’insegna del poco edificante  venghino, dunque, gli studenti…e non scordassero  l’assegnino appena staccato da papà…

a.s.

 

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