Centro Storico di Catanzaro: un declino inarrestabile?


Una riflessione del capogruppo di  Sel, Antonio Giglio sui destinidell’area nevralgica del capoluogo di regione. Un invito alla discussione per risollevare quello che dovrebbe essere ‘il salotto buono’ della città.
Il declino economico e di identità del Centro storico di Catanzaro appare sempre più cupo e, soprattutto, inarrestabile. Proviamo, però, a sollevare alcuni problemi e ad entrare nel merito di nodi irrisolti che ormai sembrano caduti nel dimenticatoio.
Punto primo, preliminare. È difficile, se non impossibile, che un’area che perde sempre più la propria identità e vocazione possa dare segnali di vitalità. Quali sono i progetti sul Centro storico, se esistono?
Punto secondo. Una delle società partecipate del Comune di Catanzaro è il Parco commerciale “Il Corso”, che oltre ad avere accumulato perdite (ben documentate anche dalla Corte dei conti nella deliberazione n.96/2012) non sembra avere svolto, nel tempo, alcuna significativa funzione. Dalla (recente) nomina dell’avv. Marcello Furriolo da parte dell’Amministrazione Abramo, nomina già criticata dalla minoranza nel metodo, poiché effettuata senza il doveroso passaggio in Consiglio comunale, cosa è cambiato? Quali sono le iniziative o gli orientamenti che l’Amministrazione Abramo, in accordo con tale società partecipata, ha intenzione di portare avanti?
Punto terzo. Anche la questione cinema è scivolata nell’oblio, dopo qualche segnale di vitalità. A suo tempo si fece presente che l’apertura del multisala, avvenute con deroghe sul PRG in ragione dell’interesse pubblico riconosciuto, fu accompagnata da un accordo di programma con la società proprietaria del multisala stesso, consistente nell’offerta del proprio know how per collaborare nel progetto di valorizzazione del centro storico. L’Amministrazione comunale ha mai ritenuto di dovere usufruire di tale diritto/servizio?
Punto quarto. Pare ormai un dogma, e quindi indiscutibile, che trasferire uffici dell’Università in centro possa portare chissà quale beneficio alla Città. La direzione, invece, potrebbe essere un’altra, e lo andiamo dicendo da tempo. E’ noto che gran parte delle case del Centro sono disabitate. Perché non si realizza un piano di agevolazioni fiscali a chi mette in fitto la propria abitazione del Centro a studenti?
Punto quinto. Il vero dogma, quello che ormai è indiscutibile a tutti gli effetti, è la totale, smisurata e incontrollata apertura al traffico del Centro storico. Aspetti come la deturpazione del Centro (invaso da centinaia di macchine), unita alla limitazione della qualità della vita (un Centro già angusto che ha perso quasi totalmente il pregio estetico e la comodità), e all’azzeramento dei diritti per diversamente abili (per un disabile in carrozzella, ma anche per chi ha un passeggino, è praticamente impossibile uscire a piedi), erano stati proposti (imposti) come necessari e indispensabili per dare ossigeno alle attività commerciali del Centro. E’ di tutta evidenza che così non è stato, e la ragione è semplice: mancando un vero progetto, vivendo alla giornata, si assiste ugualmente alla chiusura e alla crisi di moltissime attività commerciali, e per di più il Centro è sempre più svilito e mortificato. A ciò si aggiunge una politica dei prezzi delle strisce blu che è oltremodo esagerata e costosa (dati alla mano, costa di più parcheggiare in Piazza Prefettura che davanti al Colosseo). Su tale questione, peraltro, sono allo studio potenziali parametri di illegittimità che saranno posti all’attenzione dell’Ufficio legale del Comune.
Problemi, questi ed altri non citati (uno su tutti, il Masciari), che denotano uno stato di crisi fortissimo e pauroso. Del resto, quando una risorsa, anziché essere tale, diventa un problema, vuol dire che esiste qualcosa di gravemente sbagliato alla radice. Ragion per cui, nessuno chiede o si aspetta bacchette magiche e colpi di prestigio. Sarebbe disonesto. Ma, quantomeno, dei problemi bisogna discuterne. E per discuterne non ci sono altre vie, per chi sta nelle Istituzioni, che quelle della trasparenza amministrativa, dell’onestà intellettuale e del dialogo costruttivo. Ma ognuno deve assumersi le proprie responsabilità, specie chi governa. Attendiamo risposte.
Antonio Giglio – Consigliere comunale Capogruppo SEL

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