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Scalzo : voglio un partito nuovo

Il capogruppo del Pd in Consiglio Comunale,in una nota diffusa alla stampa, chiede alla direzione nazionale del partito scelte precise in direzione di una maggiore traparenza e regole  interne ferree

Catanzaro – Non usa mezzi termini,il capogruppo Pd in Consiglio Comunale.Tenendo conto di realtà critiche come la Calabria, scrive in sostanza  Salvatore Scalzo, occorrono nuove regole. ” Io credo,con più forza dopo un anno di straordinarie  battaglie nella città di Catanzaro” -scrive ancora Scalzo-“capaci di ridisegnare un pezzo di storia civile  importante per la nostra regione,che il problema del ricambio delle classi dirigenti sia un problema serissimo”. “D’attorre ( Alfredo D’attorre,commissario regionale del Pd calabrese, n.d.r.) ha espresso concetti forti e apprezzabli su questi temi ” ribadisce Scalzo- ” ora bisogna arrivare alla finalizzazione”.E il rappesentante politico del Pd conclude: ” Io voglio far parte,come la maggioranza del mio partito, di un Pd che voglia vincere unicamente per cambiare la Calabria (…) tutto posso e voglio sentirmi dire,fuorchè l’idea di stare in una formazione organizzata consunta dalle pratiche e uguale al resto delle forze politiche”.

Abramo: bisogna rientrare nel Patto di Stabilità

Lo ha ribadito più volte, il sindaco del capoluogo di regione,Sergio Abramo, presentando – insieme all’assessore alle Risorse Finanziarie,Filippo Mancuso- alla stampa ed ai rappresentanti di diverse categorie produttive,il bilancio di previsione 2012.Non mi va di apparire come “l’uomo che aumenta le tasse” ha detto il primo cittadino,ma la situazione è questa… Il comune,infatti,ha già subito una multa dal ministero dell’ Interno,per aver sforato il Patto di Stabilità. La crifa è consistente: 2,7 milioni di euro che,di fatto,impediscono ogni spesa di un certo rilievo all’amministrazione comunale.Se lo sforamento si ripetesse, le conseguenze economiche sarebbero ancora più gravi. Aumentare le tasse : Addizionale Irpef (dal 5 all’8%), Tarsu(+ 10%), Imu ( dal 4 al 7,6%),Acqua (+ 25%) e’,secondo l’esecutivo di Palazzo de Nobili,l’unico modo per rientrare nel Patto. Qualche frecciatina anche alla Regione, che si comporta con il Comune allo stesso modo di come ques’ultimo si  coporta con alcune ditte impegnate in lavori pubblici sul territorio: rinvia i pagamenti sotto la spada di damocle della spending review ed i parametri del Patto di Stabilità da rispettare. Una situazione comunque molto difficile,soprattuttose si considera il peso non indifferente delle “Partecipate” e del suo personale(una parte di questo passato dalla Regione a carico del Comune) e di somme da reperire,per soddisfare il Patto, che ammonterebbero complessivamente a circa 16 milioni di euro ( 6.8OO come saldo attivo 2012 necessario) e circa 9 milioni (come minori entrate in conseguenza dello sforamento). “Dovremo inventarci qualcosa,stiamo già lavorando in questo senso”,conclude Abramo. Che poi loda sindacati,opposizione,associazioni e anche i promoter culturali e di spettacolo,per la collaborazione fornita.

alfonso Scalzo

Caterina Salerno: le Politiche Sociali vanno avanti, nonostante i tagli

L’assessore comunale parla poi della scarsa presenza femminile  nelle assemblee elettive.Le quote rosa? Sarebbero utili,ma…..

 

-Catanzaro-

D – Ci risiamo: ancora poche donne nelle massime istituzioni politiche catanzaresi.Nessuna rappresentanza femminile in Consiglio Provinciale, se si esclude la presidente,Wanda Ferro.Non troppo diversa la situazione per il Comune: 4 donne in Giunta,una sola ,però,eletta in Consiglio Comunale.Che fare?

Salerno: Che fare…. qui o si ritorna all’annosa questione delle “quote rosa” avversate da alcuni e da altri invece fortemente valorizzate,oppure bisogna soltanto sperare che, con il tempo, l’elettorato sia un pò piu sensibile alle candidature femminili. Lo so,le quote rosa qualcuno le definisce tristi,in quanto creerebbero una sorta di riserva per  una categoria svantaggiata.Però,di fatto, la scarsa presenza di donne nelle assemblee elettive può significare che le candidature femminili hanno un appeal minore rispetto a quellle maschili.O forse c’e da chiedersi quanto l’espressione del voto, soprattutto nell’Italia meridionale,sia motivata in qualche modo dalla stima personale, dal concetto generale che si ha del candiadto che si va a votare, o piuttosto da altre situazioni: magari dall’idea che siccome gli uomini gestiscono piu potere,e’ meglio avere santi protettori maschi,piuttosto che donne. Forse le donne sono meno inclini  a politiche di favore.

D: tutto ciò appare ancora più strano se si considera che la maggioranza degli elettori nel capoluogo sono donne; piu’ di 40 mila contro i circa 36.500 uomini. Allora non si può parlare di politica “sessista”….E’ una  questione di cultura,mentalità o cos’altro?

Salerno: Si, è sicuramente una questione di cultura e di mentalità. Si dice generalmente che le donne non sostengono le donne.Io non sono di questa idea.Penso che  le donne possano essere molto critiche nell’espressione del voto. Forse però è anche vero  che molte donne  magari non esprimono una loro personale convinzione…

D. In un recentissimo studio portato a termine da due studiosi della Bocconi e condotto in  più di 8 mila comuni, si asserisce che aumentando il numero delle candidate,aumenti anche la qualità degli eletti

Salerno: Che le donne siano alla pari degli uomini e che possano portare un valore aggiunto è indubbio: due visioni diverse,quella maschile e quella femminile è giusto si confrontino.D’altra parte che le donne siano ritenute valide interlocutrici e possano essere validi amministratori è dimostrato anche dal fatto che nella Giunta del Comune di Catanzaro e’ stato ritenuto opportuno inserire 4 donne.Conosco il sindaco e conosco il suo valore. Sicuramente non ha voluto rappresentanti femminili in Giunta solo perchè in questo momento “donna”  è politicamente corretto.

D.Lei è assessore alle Politiche Sociali del Comune.Tra spending review,il patto di stabilità sforato dal comune e la crisi economica generale,non avrà molte risorse a disposizione….

 Salerno- La situazione è molto delicata dal punto di vista economico,anche perchè è difficle poter dare risposte ai bisogni quando non si hanno risorse economiche.Nello stesso tempo debbo dire che nei periodi di crisi possono venire fuori le soluzioni più innovative ed intelligenti.Vivo questo momento come positivo,perche’ le difficoltà ci costringono a ragionare,a fare rete con  il territorio,ad ascoltare di più la gente,cercando di coinvolgerla nelle problematiche.Penso che molte risposte si possano dare con il coinvolgimento attivo dell’associazionismo, dando ascolto al volontariato ed a tutto il terzo settore: ci conto molto.Con  una progettualità importante ed un lavoro di rete,tra istituzioni e territorio,con il privato sociale profit e non profit ,con l’associazionismo,si possono reperire risorse importanti, anche al di fuori del bilancio comunale.Molto può essere dato tramite servizi efficienti.

D: Nel breve e medio periodo,quali emergenze intende affrontare?

Salerno: Mi sono data alcune priorità, in accordo con l’Amministrazione: occorre avere un progetto in mente,senza pensare soltanto all’emergenza.La visione deve essere di medio e lungo periodo,per assicurare un qualcosa che possa essere proseguito anche da chi verrà dopo di noi e che deve comunque essere utile al territorio.L’Amministrazione Abramo si  è comunque posta delle priorità: il riordino della condizione abitativa della città, per l’edilizia residenziale pubblica,ad esempio.Abbiamo iniziato un rapporto proficuo con l’Aterp,ex case popolari: sono convinta che ci sia un sommersio che noi non conosciamo. Oggi non abbiamo nessuna disponibilità di alloggi, per far fronte ad un’emergenza o semplicemente per poterli assegnare a chi ne ha realmente bisogno,quando invece sappiamo tutti che le case ci sono:sono chiuse o occupate abusivamente.Anche questa è una piaga che va eliminata,pur nella salvaguardia di particolari situazioni d’emergenza. Non possiamo accettare comunque che cittadini italiani, catanzaresi o di etnia rom, occupino  abusivamente 5 o 6 case.Laddove gli sgomberi vanno fatti,noi li faremo.Dovremo ristabilire legalità e diritto,tutelando al tempo stesso i bisogni.E lo faremo,grazie anche ad un ottimo rapporto collaborativo con Prefetto e Questore.Un’altra priorità riguarda un nostro intervento sulle situazioni di degrado in cui versano i quartieri periferici: occorre ristabilire le regole e pretendere che vengano rispettate.Questa politica “di repressione”,però,va acompagnata con il contributo fattivo del territorio e serie politiche inclusive di medio e lungo termine.Andrà coinvolto il mondo della scuola e le agenzie educative,il territorio e tutto ciò che  ruota intorno alla famiglia.Dovremo anche pensare alla pulizia di questi quartieri: se vogliamo che tutti i cittadini siamo rispettosi,non possiamo pensare a cittadini si serie “A” e cittadini di serie “B”. Non e’ facile,ma accorre lo sforzo di tutti,senza girarsi dall’altra parte come pure è stato fatto in passato.Io credo che serva un patto forte della città per affrontare i problemi. Abbiamo tante famiglie che con molta difficoltà riescono a vivere in belle case che sono state loro assegnate,altre che sono costrette ad abbandonarle, per ritorsioni piu o meno espresse.Non possiamo tollerare che ci siano zone franche…Una grande attenzione dovrà essere data a situazioni di disagio psico-fisico.Catanzaro deve diventare una città accessibile:lo ribadirà anche il sindaco Abramo durante la presentazione delle sue linee programmatiche.Molta attenzione anche all’adolescenza,alle politiche per la famiglia ed i minori. Abbiamo bisogno d’investire molto sui nostri giovani,ma potremo farlo solo facendo in modo che abbiano garantiti quei servizi cui hanno diritto.Chiediamo una forte attenzione a Regione e Governo centrale su questo: noi cercheremo di fare la nostra parte….

CatanzaroPolitica

Il “Chi è” di Caterina Salerno

Chiamata dal sindaco Abramo in Giunta Comunale, da esterno,Caterina Salerno è assessore alle Politiche Sociali.Avvocato,imprenditrice( è titolare di un’azienda vinicola a Riace) è stata,tra l’altro, assessore provinciale alla Cultura ed alle Politiche Sociali nella Giunta presieduta da Michele Traversa,nel quinquennio ’99-2004.Proviene dal volontariato.