Category: L’INTERVISTA

Stefanaconi : dopo “l’Affrontata”, riflettori di nuovo spenti. Un portale web, “Franza” prova a riaccenderli.
In positivo…

 

Nella settimana delle celebrazioni pasquali, esplodevano i casi Stefanaconi e Sant’Onofrio. Due centri confinanti del vibonese, che insieme contano circa 6 mila abitanti. Sui Media, anche internazionali, veniva riportata la notizia che il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica della Provincia di Vibo Valentia aveva deciso di affidare il trasporto delle statue sacre, nel corso della tradizionale “Affrontata”, ai giovani volontari della Protezione Civile. Gravissime le motivazioni: la criminalità organizzata locale controllerebbe la gestione dei sorteggi per le persone destinate al trasporto delle statue sacre, per ragioni d’immagine e di ostentazione del potere.
Naturalmente, non entriamo nel merito della decisione e delle polemiche che ne sono seguite : l’operato della Magistratura chiarirà i punti oscuri della vicenda. Ma, incuriositi dai post letti su una pagina facebook, collegata a “ Franza, il Portale di Stefanaconi”, che invitavano a “ non piangersi addosso” e puntare al potenziamento delle attività sane esistenti sul territorio per il futuro della collettività, abbiamo realizzato  un’intervista con Giovanni Battista Bartalotta, fondatore della sopracitata struttura .

 

 

Stefanaconi, al pari di Sant’Onofrio, sotto i riflettori dei media per le vicende legate al trasporto delle statue sacre durante “l’Affrontata”. Finite le celebrazioni pasquali e aldilà delle differenti posizioni, che pure si sono registrate, rispetto alla decisione assunta dal Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, le luci si sono di nuovo spente. Cosa resta di quell’esperienza? E soprattutto, cos’è cambiato o iniziato a cambiare, dopo quegli avvenimenti?

Prima di tutto la ringrazio per voler dare rilevanza ad una associazione come quella che io rappresento, e che non ha una grande visibilità se non all’interno della comunità stefanaconese allargata agli emigrati.

Che dire dei fatti successi durante la Pasqua? Non dovendo esprimere qui il mio pensiero circa gli eventi passati, le dirò solo che l’esperienza ha lasciato l’amaro in bocca a tutti i compaesani. Sono convinto che fare lo stesso l’Affrontata ( a Sant’Onofrio, invece, è stata annullata, n.d.r.) sia stata una scelta giusta, ma se i rappresentanti dello Stato non traggono spunto dall’errore commesso (il non aver dialogato prima con i rappresentanti della comunità stefanaconese) e continueranno ad assumere decisioni d’imperio, allora le persone perbene di Stefanaconi, che sono più di quanto la stampa faccia credere, non riusciranno mai a risollevarsi dal degrado in cui da anni affoga la nostra comunità. L’esperienza personale che ne ho tratto è quella di un figlio che non si sente ascoltato dal padre, e che col padre vorrebbe discutere per risollevare la famiglia. Cosa è cambiato? Nulla. Nulla anche perchè abbiamo una amministrazione comunale sorda ad ogni dialogo, ed un sindaco assolutamente incapace di assumere questo ruolo. Come vede sono ottimista.

http://www.instefanaconi.it/

Perché ha messo online una pagina come “Franza il Portale di Stefanaconi”?


Il portale è nato quasi sette anni fa grazie all’arrivo della banda larga. Sarebbe nato prima se avessimo avuto una connessione più veloce. Molti interessi curati nei vari periodi della mia vita mi hanno aiutato a realizzare questo sogno a costo zero. Certo che Franza non è soltanto una pagina, ma un vero e proprio portale; è forse curato con poca professionalità visti gli innumerevoli aspetti delle comunità stefanaconesi (residenti ed emigrati) di cui si occupa, però è permeato di un grande amore per il mio natio loco. Per il giorno dei morti del 2013 è stato anche inaugurato il Cimitero virtuale che è stato accolto con grande interesse soprattutto da parte degli emigrati. Peccato che i ragazzi del luogo, che per qualche anno mi hanno seguito, non abbiano sopportato il mio carattere un po’ rigido, perché da Franza avrebbero potuto trarne giovamento per la loro vita futura ma, ancor di più, avrebbero potuto apprezzare le peculiarità del nostro paesino che in genere in età giovanile vengono spesso disprezzate.

Anche attraverso i commenti che registra “ Franza”, qual è la sua idea sulle aspettative che i cittadini hanno, rispetto al territorio ed alle strutture esistenti o da realizzare?

Quello che lamento sempre sul portale Franza è che in pochissimi sentano la necessità di dire la propria sulle problematiche della comunità. E quasi tutti, quando intervengono, è perché sono interessati direttamente dal problema. A Stefanaconi non ci sono veri e propri luoghi dove si possa discutere dei problemi comuni; e men che meno questa amministrazione comunale si propone oppure organizza iniziative in tal senso (se non rifugiandosi dietro una pagina Facebook usata solo per comunicare). Da un paio di decenni ho la netta sensazione che la comunità non senta il bisogno di confrontarsi, ed è per questo che ritengo che le “punizioni”, tipo quella di non farci portare i santi dell’Affrontata, non ci aiutano certamente a riprenderci. Piuttosto penso che alla comunità di Stefanaconi, qualora dovesse esistere la figura professionale, serva una specie di “psicologo di comunità” che ci aiuti a riprendere una strada che, se uniti, sicuramente percorreremmo con successo, uscendo così dal lungo tunnel che stiamo percorrendo da molto tempo.

 

Quali sono le iniziative in cantiere per l’associazione culturale?

Le due iniziative più vicine che realizzeremo sono un ricordo di Peppino Impastato e l’uscita per la festa della Mamma di un numero speciale della nostra pubblicazione web “Stefanaconi & Friends”.
Il 9 maggio 2014, 36° anniversario dell’omicidio di Peppino Impastato, con la parrocchia di Stefanaconi abbiamo realizzato una giornata durante la quale si proietterà il film “I cento passi” e realizzeremo un non-concorso fotografico che si svolgerà a Stefanaconi ma anche tra i nostri emigrati sparsi per il mondo. Dall’uscio di casa ognuno di noi percorrerà 100 passi nella direzione che più desidera rivolgendo un pensiero a Peppino Impastato e al sacrificio della sua vita per la legalità e la libertà dal sopruso mafioso. Al centesimo passo ci si deve fermare e scattare una foto a ciò che più ispira il senso di libertà e di legalità.

Noi residenti a Stefanaconi ci incontreremo in piazza della Vittoria alle 17.00, davanti al “Fante vittorioso” di Francesco Jerace. Da lì ciascuno di noi percorrerà i cento passi e scatterà la sua fotografia. Tutte le foto realizzate andranno a formare un album dedicato a Peppino Impastato che sarà visibile sulla pagina Facebook e sul portale di Franza.
Stefanaconi & Friends uscirà l’11 maggio con un numero speciale dedicato alla Festa della Mamma. La pubblicazione conterrà foto e dediche alle nostre mamme, anche attraverso poesie e racconti di alcuni stefanaconesi.
Sono tutte iniziative che non necessitano di denaro ma solo di tanta buona volontà e un profondo amore per Stefanaconi.

Alfonso Scalzo

 

https://twitter.com/CzPolitica/status/462472044236767232

L’anno ch’è già arrivato, secondo Enzo Colacino

Un nuovo anno, quello appena iniziato, che nelle speranze di tutti dovrebbe allontanare lo spettro  di un 2013 veramente orribile, sotto molti punti di vista. Si aspetta  qualche timido segnale di una possibile ripresa economica e  provvedimenti adeguati per un sociale da ricostruire,dopo l’impatto devastante della crisi.

Auspicando qualche colpo di forbice in meno alla Cultura e convinti ,come sostenuto dal  nostro ospite, che ” una sana risata non uccide nessuno”, abbiamo scelto di fare una chiacchierata sull’argomento con Enzo Colacino, artista catanzarese  poliedrico e autore, tra l’altro, di  efficaci rubriche di satira su alcuni organi d’informazione.

 

Nuovo Anno: Bukowski avrebbe detto,  “ Mi prenderò tutta la felicità che posso prendere”  sbirciando nelle  finestre per “vedere stanche donne di casa che cercano di tenere a bada i mariti imbestialiti dalla birra”. Dalla finestra avrebbe dato un’occhiatina anche Magritte, per poi dipingere un ennesimo capolavoro… Curiosando dalla sua finestra,  si possono aspettare  segnali di cambiamento rispetto ad un anno, il 2013, da molti definito “orribile”?

E.C: Guai se ciò non fosse considerato l’anno che da poco ci ha lasciato. E’ stato un anno dove la crisi è stata prima ignorata e nascosta agli italiani che l’hanno provata sulla propria pelle. La speranza ora è che dopo aver  toccato il fondo si possa risalire e ciò a mio avviso sarà possibile se veramente i falsi dispiaceri di chi siede nei posti di comando della politica saranno trasformati in seri propositi di cambiamenti radicali.

Il Teatro, l’arte in genere, quale  trasposizione della realtà. La satira come evidenziazione  dei suoi lati peggiori. Lei ha un osservatorio privilegiato in questo senso, utilizzando tutte queste forme espressive. Qual è  la sua opinione sulla situazione , sociale-culturale, in atto nel capoluogo di regione ed in Calabria?

 

E.C.: Ho sempre voluto condire con la satira gli argomenti seri e i problemi della nostra Città. E’ anche un modo per far si che la gente possa reagire positivamente alle carenze socio culturali che ormai passano per normalità. La mancanza di sale cinematografiche, quella di un teatro dedicato alle rappresentazioni vernacolari  o di spettacoli di autori locali la dice lunga sulle difficoltà di rappresentare spettacoli e di emergere in questo campo. Ci auguriamo che il Teatro Masciari venga acquisito dal Comune come si  sente frequentemente dire, che il “Teatro Comunale” continui a proiettare film e  che nascano ancora Associazioni Culturali che sulla scia delle già presenti come il Circolo Placanica, la Imes Catanzaro, diano nuova linfa alla crescita culturale della città.

Non ha l’impressione che i grandi temi che riguardano i cittadini e la città, stiamo parlando chiaramente del capoluogo di regione ( pur essendo, di fatto, un fenomeno generalizzato), da uno  sviluppo urbanistico ordinato alle questioni che riguardano il benessere generale della collettività, siano state relegate a semplici enunciazioni  di cifre, a bilanci aridi. E tutto ciò,  sembra, a prescindere dall’orientamento politico delle diverse amministrazioni…

E.C.: A mia mi va all’idea ca ogni tantu, puru ppemma si nda parra, assistimu a certi proposti cchi ti fannu penzara si chiddhu cchi i fa è scemu o recita. Purtroppu è na città cchi, pocu ci manca ppemma è dormiente. Non avimu mai assistutu a nu scioperu ppecchì i sordi destinati d’a comunità Europea non vènanu spenduti, e parramu ‘e sordi destinati all’ambiente, a la sanità, a lu lavoru. Ni ncazzamu sulu ppe’ ‘a squatra d’o Catanzaru, ed eu su’ tifosu eh. 

Sta preparando nuovi progetti  per i prossimi mesi?


E.C.: Ho portato a mie spese la maschera di Calabria Giangurgolo al  II° festival delle maschere di Parma nel maggio scorso. Ho già ricevuto l’invito per il prossimo terzo appuntamento, e qui in Città ho preso in prestito la maschera per ironizzare sulle differenze tra un passato non troppo lontano e i tempi odierni. Contemporaneamente scrivo delle satire della durata di trenta minuti dove tre amici affrontano i problemi che sono pane quotidiano delle nostre giornate e scrivo sul Quotidiano della Calabria un trafiletto giornaliero in dialetto trattando argomenti di attualità con ironia e senza rinunciare alla satira.

 

Perché ha scelto il dialetto come forma espressiva?

E.C. : Come dicevo prima perché ho una missione da portare avanti, far si che il dialetto non sia dimenticato dalle nuove generazioni che non sentendolo più non lo porteranno come cultura e tradizione.

Parru u dialettu ppecchì l’espressioni cchi ti duna ‘a lingua nostra non t’i po’ dara ‘a lingua italiana.I giuvani ‘e mo stannu parrandu nu dialettu cchi vena ‘e n’italianu storpiatu, non sannu cchi stannu perdendu. U dialettu nostru è na lingua, cchi ormai, venedu menu i vecchi, non parra nuddhu cchjù. I giuvani ‘e mo quali fraguli cci cuntanu a li figghj loru? Comu fannu ‘ma cci parranu ‘e profumi, ‘e sapuri e de modi ‘e dira si non ‘i sèntanu cchjù?

 

E’ vero che la cultura e l’ironia salveranno il mondo?

E.C.: Me lo auguro, perché una sana risata non uccide nessuno, la cultura è progresso e se cammineranno di pari passo potranno sconfiggere l’ignoranza che è la madre di tutte le violenze.

Dove non c’è ironia no c’è la voglia di mettersi in gioco di confrontarsi e di accettare le critiche.

IL mio primo libro s’intitola “E cchi ni manca?” un  modo ironico per dire cha la mia città ha tutto…..

Fussera bellu si nt’o mundu quando s’hannu ‘e fara tagghj a li spisi si penzera ppe’ prima cosa a la riduziona de l’armamenti, e no comu purtroppo succeda specialmente in Italia a la Cultura, a la Ricerca e a lu lavoru.

Mah, forsi non succeda  ma eu su tostu e speru ca nu jornu cchi eu non viju sicuramenta, si pigghja  ssa strata. Facitimi sapira ‘e nc’una manera.

 

Alfonso Scalzo 

Il “Chi è” di Enzo Colacino

Enzo Colacino, nato a Catanzaro il 15 marzo del 1948 attore e regista , dal 1984 porta sulle scene della Calabria commedie in dialetto Calabrese ed ha al suo attivo più di 600 repliche tra commedie e spettacoli di cabaret.
Nel 1998 ha fondato una associazione culturale “Quelli che il teatro” e con la omonima compagnia ha rappresentato commedie da lui scritte e dirette.
I suoi lavori: “ Ccu i sordi s’acconza tuttu”, “ Fama amura e malatia”, “Clinica privata” con video attualmente in vendita e l’ultima “ Amaru cu mora”.
E’ autore di due libri in dialetto catanzarese “Ecchi ni manca?” e “Parrandu parrandu” che, in chiave satirica ed umoristica danno una particolare lettura del modo di vivere di noi Calabresi.
Collabora periodicamente con giornali cittadini scrivendo rubriche di satira in dialetto catanzarese.
Ha registrato dal vivo un suo spettacolo di cabaret della durata di due ore e lo ha prodotto con una video cassetta che prende il nome dello spettacolo “Parrandu, parrandu che è il tipico modo con cui Enzo intrattiene il pubblico regalando divertimento e risate dall’inizio alla fine.
Suoi lavori sono stati rappresentati dagli studenti delle scuole della nostra città e ha insegnato recitazione presso vari Istituti Scolastici con rappresentazioni finali presso il Teatro Masciari o nelle piazze dei paesi degli alunni delle scuole elementari e medie.
Ha partecipato per Rai 2 alla Trasmissione “Misteri” nella ricostruzione de “Il giallo del cavalcavia” fatto avvenuto realmente nel 1930 a Catanzaro e che ebbe come scenario il ponte di Siano.
Nel corso dell’anno 2000 Enzo Colacino è stato chiamato dall’IRSAI di Catanzaro come relatore su “Teatro e Scuola”-Corso di formazione per docenti di ogni ordine e grado.
Nel mese di giugno del 2002 è stato ospite della comunità calabrese di Toronto per due settimane riscuotendo notevole successo di simpatia e di pubblico. Ha collaborato con una rubrica dal titolo “Secundu mia” al mensile “Il Catanzaro” quando la squadra ha militato nell’ultimo campionato di serie B. Da settembre 2007 ad agosto 2008 è stato presente sulla prima pagina del “ Il Domani” ogni domenca con una rubrica di satira politica, ed attualmente scrive settimanalmente per la testata il “Quotidiano della Calabria” oviamente in dialetto Catanzarese. Quest’anno, per i progetti PON della Scuola, è presente nelle scuole cittadine e della Provincia come Esperto di recitazione insegnando ai ragazzi l’arte della recitazione in dialetto Calabrese, perché fortemente convinto che le nostre tradizioni vivranno finchè ci sarà chi le farà conoscere alle nuove generazioni.
Quest’estate ha rappresentato il suo cabaret, oltre che nella manifestazione Notte Piccante di Catanzaro insieme a Cacioppo e Ramona Badescu nelle piazze di vari paesi della Calabria,

Contatti:

www.enzocolacino.it

Info: 328 3313000

tel e fax 0961 727874

 

 

Volontariato: Colicchia (Auser
del Golfo), non è facile operare
in un territorio dal quale i nostri coetanei fuggono…

 

Volontariato. Un settore che non finisce mai di sorprendere per la capacità di reazione a tutte le circostanze, crisi economica e sociale comprese. Un settore capace di esercitare, nonostante le difficoltà e nonostante tutto, una capacità d’attrazione  rimasta intatta nel tempo.

 

Il perché proviamo a chiederlo a  Luana Colicchia, presidente dell’ associazione “Auser del Golfo”,  costituita recentemente e che ha  già organizzato alcune iniziative sul territorio.

 


Com’è nata l’idea di un’associazione di volontariato, in un momento in cui tutto lo Stato Sociale è duramente provato da ‘tagli’ di settore e profonde difficoltà?

Questa domanda potrebbe contenere indirettamente già la risposta. Se l’Italia fosse nelle condizioni di garantire uno “Stato Sociale” equo e solidale ai propri cittadini probabilmente non sarebbero così tante le associazioni di volontariato ad operare sul territorio. Credo che con  il volontariato ciascuno di noi possa apportare attraverso il suo, seppur piccolo, contributo un miglioramento alle condizioni sociali delle persone. Partendo da questo assunto nasce “Auser del Golfo”, un laboratorio di idee, sintesi di competenze in svariati campi, messe al servizio del territorio e dei cittadini.

Quante persone fanno parte dell’ associazione?

Ad oggi abbiamo circa 30 associati e considerando che siamo attivi come sodalizio organizzato da pochi giorni è già un buon numero di partenza. Auspichiamo di coinvolgere sempre più persone nelle nostre iniziative, cercando tramite l’inclusione di valorizzare l’apporto ed il sostegno di tutti coloro che vorranno contribuire a realizzare iniziative che puntino al miglioramento delle condizioni sociali del nostro territorio.

Come intende muoversi sul territorio Auser del Golfo? Con quali intenti?

L’obiettivo che ci prefiggiamo è di provare con la realizzazione di appuntamenti e manifestazioni sociali di creare momenti di aggregazione, informazione, prevenzione per ogni generazione, rivolgendoci particolarmente alle fasce più deboli: disabili, anziani e infanzia.

Abbiamo in cantiere tante proposte, che ci riserviamo di lanciare entro breve, e che hanno come obiettivo principale la solidarietà, ricercata attraverso iniziative sociali, culturali, sportive. Tutto questo cercando di fare rete con tutte le realtà associative presenti ed operanti sul territorio, valorizzando le capacità e le specificità di ciascuno, al fine comune di offrire sempre più servizi, occasioni di confronto, momenti di crescita reciproca.

Il rapporto anziani- giovani. In Calabria, ma anche altrove, è tornato in primo piano a causa della crisi economica, che ha rispolverato il ruolo dei primi come sostegno alla famiglia. Ma, naturalmente, è un rapporto che va analizzato sotto altri profili. Mi pare sia uno dei punti principali del vostro progetto… Lei crede che operare in Calabria e nel caso specifico, sul territorio del catanzarese, sia più difficile che altrove?

Sicuramente non è facile operare in una terra da cui i nostri coetanei fuggono quotidianamente ed in cui lo Stato sembra non esserci. In terre come questa dove le famiglie si sostituiscono alle istituzioni per ovviare ai disagi dei propri cari, un ruolo da protagonista lo svolgono sicuramente gli anziani. Nel nostro progetto vorremmo riuscire a valorizzare il ruolo dei “senior” nella società odierna, puntando a trasmettere i valori e gli ideali che sono stati il fondamento di questa generazione. Tutto questo sarebbe ancor più difficile se a muoverci non ci fosse una spinta motivazionale, frutto di passione per il sociale e di propensione e sensibilità verso i più deboli.

Alfonso Scalzo

Crisi Udc: Mario Tassone, rimette
in campo il Cdu-Ppe. Non possiamo consentire lo svuotamento
del partito

 

La crisi profonda dell’Udc. Le polemiche innescatesi negli ultimi mesi, anche in conseguenza di precisi segnali elettorali, con lo stesso  Udc  ‘appiattito’ su posizioni montiane a livello nazionale e schierato a sostegno dell’attuale maggioranza di governo, a guida Scopelliti, in Calabria, hanno innescato la protesta da parte di molti settori del partito.

Uno dei fondatori dell’Udc, Mario Tassone, parlamentare e politico di lunghissimo corso, tra i primissimi oppositori alla linea imposta dell’attuale direzione del partito, ha rimesso in campo una sigla  Cdu-Ppe, intorno alla quale sono nati subito dibattiti ed incontri a vari livelli in  diverse aree del Paese.

Lo abbiamo raggiunto telefonicamente, durante uno dei suoi frequentissimi spostamenti sul territorio nazionale, tappe necessarie per spiegare il progetto politico…

Per il momento è un’associazione politico-culturale. Ma quanta strada occorre percorrere perché il Cdu-Ppe ridiventi un vero partito?

M. T.Il Cdu nasce come partito, dalla scissione del Ppi nel  ’95: una parte optò per la sinistra, con segretario  Gerardo Bianco, un’altra per l’area di centro, con Rocco Buttiglione. A quest’ultima fu attribuito lo scudocrociato. Nasce quindi come partito, come custode dello scudocrociato e della storia più vera ed autentica della Democrazia Cristiana e poi è stato il maggior protagonista della nascita dell’Udc. Conseguentemente a quest’ultimo evento, il Cdu-Ppe restò in attività come associazione politico-culturale. Oggi l’ho ripresa per garantire i valori che abbiamo sempre difeso dal 1995 in poi, considerato che l’Udc attraversa una crisi di sbandamento autentico. Allo stato il Cdu è una componente dell’Udc che esso stesso ha contribuito  a creare. Le mie paure e quelle di molti amici riguardano il fatto  che, nonostante il disastro elettorale del 2013, manca da parte del vertice del partito una  strategia politica apprezzabile. C’è il rischio di una grande svuotamento del partito stesso e questo non possiamo consentirlo. Perciò ognuno ritorni  alla propria storia ed al proprio ruolo.

 

Lei ha chiesto più volte il congresso nazionale dell’Udc…

M.T.Ad un  Consiglio Nazionale di Marzo, si indicò la data di fine Aprile. A  Maggio, la data di settembre. Adesso,  all’assise di Chianciano, è stata indicata la data di novembre. Io avverto molte lacune e debolezze  e queste indicazioni, per quanto mi riguarda, sono molto aleatorie  e non sono accompagnate da un presa di coscienza sul piano politico e organizzativo. C’è una crisi d‘identità dell’Udc che non lascia presagire nulla di buono.. Ecco perchè la presa di coscienza del Cdu: perchè una tenuta di posizione politica possa essere veritiera e certe speranze non vengano ad essere emarginate.

 

Sul versante calabrese come potrà operare il Cdu ?

Ci stiamo organizzando anche qui, come in tutt’Italia. La presenza di un’associazione politico-culturale com’ è allo stato il Cdu, credo sia necessaria. Cosi come un richiamo forte a contenuti ed idealità, ma soprattutto ad una progettualità politica, si avvertono in particolare in questa mia regione, dove le debolezze sono più marcate, le confusioni più vistose e gli attraversamenti di deserti, da un parte  e dall’altra, sono macroscopici.

Alfonso Scalzo

Partito Democratico: aspettando l’Assemblea Nazionale… nostra intervista al ‘partito’ che si muove. Nei piccoli centri

Il Partito Democratico,anche in Calabria,alla ricerca di sè stesso ,in vista dell’Assemblea Nazionale del 20 e 21 settembre prossimi, nel tentativo di recuperare quel rapporto con ‘la base’  gravemente compromesso, come testimoniano i risultati delle ultime consultazioni elettorali.

A Girifalco è in corso una di queste iniziative. Ha il merito,tra l’altro, di mettere a confronto i vertici del partito,a livello istituzionale, sostenitori e cittadini desiderosi quantomai  ‘di capire’.

Nostra intervista  congiunta a Roberto Iozzi e Mauro Vitaliano, rispettivamente Capogruppo  e  Segretario del Pd del popoloso centro della Provincia di Catanzaro.

Le Feste Democratiche: in Calabria ne sono state organizzate e altre si stanno aggiungendo, praticamente su tutto il territorio regionale. E’ lo strumento attraverso il  quale il Pd intende colmare il vuoto in precedenza creatosi tra base e vertici del partito?

IOZZI E VITALIANO: Le feste democratiche hanno rappresentato in questi ultimi mesi il cuore dell’attività politica del Partito Democratico regionale. Mentre continuano posizionamenti e avvicendamenti su questa o l’altra corrente da parte dei big, i circoli territoriali hanno mostrato una maturità diversa, portando all’attenzione dei media un lavoro di discussione e sintesi non indifferente. Tutto ciò nonostante il triste isolamento e lo scollamento tra i gruppi dirigenti nazionali e la base. Questo a significare come nei territori ci siano le energie migliori che, per pura passione politica, consentono ad un partito ormai in coma – per via di un commissariamento che va ormai avanti da troppo tempo – di mantenere quel contatto con gli elettori che è risultato poi essenziale nelle ultime tornate elettorali.

 

Cosa resta delle prime  due giornate per la Festa Democratica di Girifalco ed in attesa delle due conclusive? Il Confronto ha messo intorno al tavolo della discussione autorevoli rappresentanti del partito: dal gruppo Pd del comune di Catanzaro, ai consiglieri regionali, ai parlamentari….

VITALIANO: Conferma l’ottimo lavoro portato avanti dal circolo di Girifalco e la consacrazione di un gruppo giovane che ha portato il PD di Girifalco ad avere una postazione privilegiata nel panorama politico regionale. Resta certamente una partecipazione straordinaria di pubblico e una voglia di esserci di iscritti e simpatizzanti che è frutto di un lavoro portato avanti dal circolo in maniera continua. Un lavoro che si lega perfettamente all’ opposizione che il gruppo PD sta portando avanti in seno al Consiglio Comunale. Tutto questo ci inorgoglisce e ci stimola a fare ancora meglio per le prossime due iniziative legate alla festa democratica, consapevoli del fatto che finita la festa continuerà un lavoro politico che mira ad allargare il consenso e la partecipazione al processo rifondativo del PD calabrese.

Venerdì e sabato prossimi, 20 e 21 settembre, l’Assemblea Nazionale del Pd , a Roma. Ci si aspetta un via libera ai congressi, anche in Calabria ,regione dove il Partito Democratico è in gestione commissariale da 4 anni e appare quanto mai frastagliato, diviso per aree territoriali…Paradossalmente, nel momento in cui l’esecutivo regionale appare più debole, per i contrasti interni alla maggioranza, il principale partito d’opposizione fatica ad elaborare un’alternativa credibile. Perchè?

IOZZI :Il commissariamento ha prodotto per il PD risultati catastrofici, devastanti, sia sul piano dell’offerta politica che sul piano dell’organizzazione interna. Logiche di posizionamento, di spartizione e di autoconservazione hanno avuto la meglio sul rilancio dell’azione politica. Una azione quanto mai necessaria di fronte allo sfascio che il governo Scopelliti sta producendo in materia di ambiente, sanità, ricerca, turismo e lavoro. Noi chiediamo a gran voce la celebrazione dei congressi ma soprattutto chiarezza in quanto a regole e date. Il PD non può permettersi di vanificare gli enormi sforzi che circoli come il nostro stanno producendo sui territori. Ovviamente auspichiamo che prevalgano i programmi e la politica e che si inneschi finalmente quel percorso di svecchiamento ormai non più rinviabile. Altrimenti i nostri elettori non ci capirebbero più e spinte populistiche e demagogiche avrebbero la meglio anche su una offerta politica qualificata.

Alfonso Scalzo

 

Partito Democratico – La Calabria vista dall’Area Renzi. Lodari: molti,
nel partito,pronti ad aderire al nostro progetto

 

Matteo Renzi, sempre più in corsa per la segreteria nazionale del Partito Democratico. Un partito che accusa pesanti ‘vuoti’ anche in Calabria. Abbiamo chiesto al coordinatore dell’Area Renzi per la Provincia di Catanzaro, Alcide Lodari, di fare il punto sulla situazione.

Lodari, come vive  questa fase politica, l’Area Renzi, in Calabria? Da rottamatori, sia pure con diverse interpretazioni del termine, potreste  diventare  maggioranza all’interno del Partito Democratico…

C’è un’evoluzione totale in seno al partito calabrese e nazionale. Devo dire che l’Area Renzi si sta incrementando sempre di più. Io ed alcuni amici abbiamo creduto nel progetto fin dall’inizio. Oggi si accorgono che Renzi è una grande risorsa per il partito e per l’Italia tutta.

Un Pd commissariato da tre anni in Calabria: da più parti si chiede la celebrazione dei congressi ed il varo di una fase nuova. C’è poi la componente più giovane che  vuole contare di più…

Andiamo per ordine.  Vero, è un partito commissariato da oltre tre anni, una cosa inusuale. L’ho ribadito anche qualche sera fa durante una manifestazione dei Democrat a Montepaone. La colpa è di chi ha gestito il Partito a livello nazionale e locale: spesso hanno fatto i conti solo per fini personali, lo debbo dire. Le sembra corretto che qui in Calabria si sia dato spazio a candidature esterne alla regione, lasciando scoperti i territori, rimasti senza rappresentanza?

Per quanto riguarda i congressi, mi auguro che si dettino e regole e un volta per sempre finisca  questa telenovela, perché stiamo facendo ridere l’Italia. I congressi verranno indetti, ma devono essere liberi, come fossero primarie, così la gente possa decidere liberamente. E così credo che Renzi volerà, come dicono del resto i sondaggi. Le notizie di queste ore, danno  leader nazionali, ad esempio Franceschini, ma anche molti sindaci, che sono disposti ad appoggiare l’Area Renzi. Ma anche  in Calabria, le assicuro, è in atto un profondo mutamento, con numerosi rappresentanti dell’Area Bersaniana, ad esempio,pronti ad aderire al nostro progetto. A noi non può che far piacere…

I giovani?

Noi siamo per la massima apertura, ma devono essere loro ad inserirsi sul territorio…

A proposito di territorio, un partito che sembra abbastanza risentire anche di posizioni campanilistiche: la vicenda dei 10 consiglieri regionali sulla Sanità e la conseguente risposta del Pd  catanzarese, ne sono la prova…

Spesso si cade nel ridicolo presi dall’ansia di salvaguardare la propria posizione sul territorio, in termini elettorali, si dimentica che certe questioni, come quella inerente la Sanità, ma anche molte altre, vanno affrontate nella loro totalità, nel loro più ampio respiro, salvaguardando tutti i territori.

Cosa manca al Partito Democratico per un confronto serio con il governo calabrese?

Manca una cosa fondamentale, una classe dirigente coesa e forte. Solo così si può fare, prendendo come riferimento la fase attuale, un’opposizione, forte e seria. Se ognuno parla per sé e non c’è una linea unitaria, si è deboli…

Alfonso Scalzo

 

 

 

Ciambrone (ALI) : in America per una green economy che rilanci Catanzaro e la Calabria

Non capita a tutti di avere come testimonial del proprio Movimento Politico il presidente degli Stati Uniti.  Invece ALI (Area Liberale Italiana) ha esordito, pochi mesi fa, con un collegamento video tra Catanzaro e “Charlotte”, la Convention Democratica di Barack  Obama. E mentre si lavora per l’Assemblea Nazionale del Movimento, che si terrà proprio nel capoluogo di regione, in programma un viaggio negli USA per attrarre capitali in Calabria.

Nostra intervista al presidente nazionale di ALI, Luigi Ciambrone.

 

D.: Un viaggio negli Stati Uniti alla ricerca di capitali. Destinati a cosa?

L.C.: Questa iniziativa segue quella già effettuata, attraverso un collegamento in video conferenza  tra la sala consiliare del Comune di Catanzaro  e  “ Charlotte”, la convention di Obama. Noi di ALI abbiamo ormai superato le 18 mila iscrizioni, pur essendo il Movimento stato fondato  soltanto a giugno. Siamo presenti a livello nazionale, poi in ogni città: fondalmentalmente siamo una grande lista civica, ma a differenze delle liste civiche classiche, che nascevano e morivano nella stessa città d’origine, noi abbiamo una diffusione nazionale che ci unisce…

D.: Ma come si è arrivati ad Obama?

L.C.: La conoscenza con Obama, nasce prima che diventasse presidente degli Stati Uniti. Nell’estate 2007, ricevo la visita della classica ‘parente americana’, che però lavorava alla Suprema Corte. Lei Democratica, il marito, un ingegnere di fama ( ha lavorato anche allo Shuttle),repubblicano. La signora ,palando di politica, con un linguaggio di forte inflessione dialettale, mi segnalò un senatore democratico che ispirava fiducia. Cercando su internet, vidi il sito di Obama e questo politico che, in  maniche di camicia bucava lo schermo. Ne diventai subito sostenitore, attraverso una piccola donazione, come si usa in America. In quel periodo, arrivavano puntualmente dal suo staff tutte le informative sui movimenti del futuro presidente degli Stati Uniti, davvero una bella esperienza. Nasce da qui, il collegamento video con”Charlotte”…

Adesso andremo in America ci sono alcuni imprenditori molto facoltosi, parte dei quali di origini calabresi, vicino al Partito Democratico di Obama. Li vogliamo incontrare per sollecitare investimenti in calabria,attraverso il finanziamento di progetti legati alla green economy  elaborati dal nostro Centro Studi. Vogliamo dire loro aiutateci, altrimenti se i nostri lontani parenti sono venuti negli States con le  valige di cartone, dovremo farlo anche noi, magari con i più moderni  trolley, ma saremo costretti comunque ad emigrare…

Prendiamo ad esempio la raccolta differenziata e lo smaltimento dei rifiuti. Noi vorremo venderli ai supermercati danesi e e svedesi . Loro non hanno più rifiuti  sufficienti da riciclare : usano infatti la spazzatura, tecnologicamente trattata come combustibile, attraverso dei panetti in vendita nelle catene commerciali. Noi abbiamo la materia prima ed il problema di smaltirla: si potrebbe innescare un circolo virtuoso e produttivo. C’è tanta spazzatura che non sappiamo dove buttarla. Immaginiamo invece una fabbrica che prende questi rifiuti, effettua lo stoccaggio e li vende, addirittura…

D.:Una filiera completa?

L.C.: Certo, altrimenti il sistema non funziona.. ci sono delle tecnologie che lo consentono: creeremmo posti di lavoro nella regione ed a Catanzaro.

D. Ma qual è la posizione politica di ALI?

L.C.: Noi siamo un movimento politico nazionale, abbiamo scelto per statuto di non essere  ideologicizzati  in partenza, di non essere un partito. Noi non siamo né di centro, nè di destra nè di sinistra. Abbiamo 18 mila iscritti, ognuno con il suo pensiero politico, ex Futuro e Libertà, ex Udc, ex Italia dei Valori e l’elenco potrebbe continuare. E’ un’area libera dove ci si può incontrare. Su Catanzaro, abbiamo deciso di appoggiare Sergio Abramo, una persona che ci  sembrava vincente, quanto a  candidatura e programmi. Questo ha provocato la rottura con Futuro e Libertà,che puntava sulla linea Celi. Abramo, dunque Centrodestra. A Borgia, invece, comune sciolto per infiltrazioni mafiose, appoggiamo Francesco Fusto, sostenuto da Pd e Udc. Noi puntiamo sugli uomini e sui progetti, aldilà della colorazione politica.

D.: Intanto state lavorando alla Convention del Movimento

L.C. : Si farà a Catanzaro, lo abbiamo deciso nel corso di un incontro con 13oo delegati. E’ stato scelto il capoluogo, forse in omaggio al nostro gruppo, fondatore del Movimento stesso. Prevediamo un afflusso di 4-5 mila delegati per una convention di almeno 3 giorni. Dovrebbe tenersi  in novembre. C’è molto da lavorare, perchè noi ci autofinanziamo, siamo contro il finanziamento dei partiti se dovessimo ottenerne, li devolveremmo in progetti di pubblica utilità. ALI si presenterà in tutte le competizioni politiche a qualsiasi livello con nostre liste, con i nostri candidati.

D.: Cosa le suggerisce il termine ‘rottamazione’..?

L.C.: A me Renzi piace molto, se non altro perché ha posto un problema di ricambio generazionale. Però essere giovani  non è soltanto un fatto anagrafico. Ho 46 anni, ma faccio politica  solo da pochi mesi. Quindi per l’attività politica  stessa sono un giovanissimo! Cito un esempio: Salvatore Scalzo, del Pd: lui ha meno di trent’anni, ma fa politica da 4, quindi è più vecchio di me… Più seriamente, non dobbiamo legarci al dato anagrafico e poi non si possono buttare via le esperienze come nulla fosse. Siamo però per massimo due mandati. Nel nostro Movimento non ci sono cariche. Sono presidente nazionale, ma non significa nulla, non decido alleanze  e strategie per tutti, ognuno sceglie in casa propria…

D.:Quanto incidono le tecnologie informatiche, il Web, sull’ attività di ALI?

L.C.: Al 90%, i voti e consensi che abbiamo preso derivano soprattutto dal web: è la nuova politica che corre sul web, anche la sua testata giornalistica funziona così.. Noi facciamo un politica 3.0, attraverso i social network : i modelli di adesione, tessere  e quant’altro sono tutti in formato pdf, le sezioni politiche sono online, perchè gli appartamenti costano.Gestiamo tutto in modo elettronico ed evitiamo sprechi.

 

Alfonso Scalzo 

Catanzaro: un’altra politica, mi pagano senza che possa lavorare? Ed io mi dimetto….

Non è un fatto usuale: un assessore, in questo caso della Provincia di Catanzaro, si dimette perché il suo assessorato, ai Trasporti ed alla Protezione Civile, non è operativo. Nel senso che i mancati trasferimenti delle competenze e degli strumenti finanziari necessari, dalla Regione alla Provincia hanno reso impossibile alcun tipo d’intervento concreto sulle delicate materie di competenza. Vincenzo Fulvio Attisani,del Partito Repubblicano, di professione avvocato, non ci ha pensato due volte: non gli andava di percepire un’indennità di carica ‘a vuoto’  mentre tante famiglie, proprio per problemi economici ,non ce la fanno ad arrivare a fine mese.Più che incuriositi, abbiamo rivolto all’assessore dimissionario, alcune domande…

 

D.: Attisani, ci hanno davvero colpito molto le sue dichiarazioni : lei si è dimesso perché il suo assessorato, quello ai Trasporti ed alla Protezione Civile, non è operativo, a causa delle inadempienze regionali. Non voleva  percepire l’indennità di carica ‘a vuoto’. Di questi tempi sembra incredibile…

V.A.: Per quanto possa sembrare incredibile, è vero. Ricoprire la carica di assessore ai Trasporti ed alla Protezione Civile, in mancanza delle dovute deleghe e dei trasferimenti anche finanziari che una legge regionale del 2002 aveva stabilito di trasferire alla Provincia ed a tutt’oggi non è stato fatto, rendono non operativo l’assessorato stesso. Gli interventi  che dovrei fare, sia nell’emergenza che nell’ordinaria amministrazione mi sono impediti. E allora mi chiedo:  che cosa ci sto a fare?

Per il settore Trasporti, ad esempio, ho partecipato ad una riunione per le Ferrovie della Calabria, indetta da un Comitato di cittadini, a Decollatura, alcuni mesi fa. Si discuteva del progressivo depotenziamento  delle ferrovie stesse. Sono 5o anni, in effetti, che questa azienda viene depredata: negli Anni Cinquanta, c’erano circa 700 chilometri di strada ferrata per le Ferrovie Calabro-Lucane ( come si chiamavano allora, n.d.r.),che sono stati progressivamente ridotti. Non è una questione di partiti, ma la politica cui ho assistito su questo versante non è l’amministrazione della polis a vantaggio della collettività, è tutt’altro. Quella realtà ha rappresentato un servizio vero per i cittadini, perché collegava le zone montane con i capoluoghi regionali. Invece si  è preferito privilegiare il trasporto su gomma, creando problemi economico-finanziarii, ma anche di tipo ambientale. Dissi che sarebbe possibile ,con i finanziamenti comunitari, potenziare la strada ferrata, evitando gli inconvenienti di cui abbiamo parlato .Ma nessuno mi ha dato ascolto. Poi, Alitalia, dal 1° ottobre ha deciso di cancellare il volo Lamezia –Bologna, sempre pieno di persone che viaggiano. Una cancellazione,,nel silenzio generale. Ed io continuavo a chiedermi, che ci sto a  fare?

D.: Lei ha subito escluso il fattore politico dalla sua decisione   di dimettersi…..

V.A.: Assolutamente si E’ solo un problema legato all’operatività del mio incarico. Altro  esempio: Protezione Civile. Dopo, le alluvioni che il territorio catanzarese ha subito negli ultimi anni, la mia possibilità d’intervento era praticamente ridotta a zero. E’ crollata una strada di collegamento tra Cardinale  e Satriano lasciando famiglie, aziende ed intere comunità  isolate. E’ stato richiesto un mio intervento : con il presidente dell’Amministrazione Provinciale, Ferro, abbiamo cercato di trovare i  finanziamenti necessari per aprire una pista d’emergenza  per il collegamento dei due centri al resto del territorio. Ma abbiamo dovuto raschiare il fondo del barile, sottraendo ad altre voci del bilancio la modica somma di 14 mila euro necessaria. Io stesso ho dovuto pregare la dirigenza perché trovassero questi euro. E la domanda che mi ponevo, era sempre la stessa: che ci sto a fare?

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D.: Ed il suo partito, il Pri, come ha reagito alla sua decisione? Perdere un assessorato alla Provincia di   Catanzaro ,non deve essere stato troppo facile da digerire..

 

V.A.: Sicuramente no. Ne ho parlato con il mio coordinatore provinciale, che stimo molto, sottolineando che si trattava di una questione etico-morale. Percepire un’indennità per un lavoro che non potevo svolgere è contrario ai miei principi. Io vivo della mia professione di avvocato: se avessi potuto partecipare a riunioni, battere i pugni sul tavolo, dire la mia ,insomma e d ottenere dei risultati avrei continuato con il mio impegno di assessore. Non me la sono sentita, soprattutto quando pensavo alle persone, alle famiglie che non hanno il necessario per tirare avanti. Ancora oggi ci sono i viaggi della salute: la gente è costretta a spendere un mucchio di soldi per potersi pagare un collegamento aereo tra Lamezia e Milano, o Roma. Ed io non posso fare niente. Che ci sto a fare?

Anche  per la Sanita : si tagliano posti letto ma non i costi.. ci vuole un intervento serio .Prendiamo l’Asl di Catanzaro: ci sono strutture in fitto a Soverato, montepaone,  o  altre, come quella di Girifalco, abbandonate a  loro stesse. Basterebbe utilizzare i fitti pagati in un anno, per  rimettere in piedi quest’ultima  struttura e offrire un servizio adeguato ai cittadini, risparmiando. Se si pensa poi alle persone che lavorano all’assistenza domiciliare: un servizio indispensabile, ma non percepiscono stipendio da mesi.. Ecco io vorrei dare un segnale : c’è bisogno di un’altra politica, in quella attuale non mi ci identifico.

D.: Beh, e adesso  cosa farà? Abbandona l’impegno politico?

V.A.: Assolutamente no: per me  è una passione. Tutti abbiamo avuto la possibilità di andar via: penso che solo chi ha più coraggio rimane a lottare, con tutte le difficoltà che ci sono. Sono veramente innamorato della Calabria. E sono uno stramaledetto Meridionalista: c’è un’Italia a due velocità che va avanti dal 1860 e vuole restare così. Per noi calabresi è stato fatto un sottile lavoro psicologico inducendoci a  pensare che siamo figli di un dio minore. Occorre un nuovo modo di approcciarsi alla politica: tutti noi, uniti , dobbiamo fare squadra, senza colorazioni politiche che ormai nom hanno più senso: penso ai casi Lazio, Emilia ,Puglia e quant’altro:  è un sistema dal qual occorre uscire. In fretta…..

Alfonso Scalzo

Menniti : il capoluogo di regione deve puntare sulla “Green Economy”

Catanzaro – Sparito il vecchio tessuto produttivo,soprattutto basato sul manifeatturiero, per uscire dalla crisi, ch’è anche politica, bisogna puntare su innovazione e ricerca. A parlare è Domenico Menniti, politico e sindacalista di lungo corso, che ribadisce: basta con i giovani costretti a bussare alle porte dei potenti o ad ingolfare i call center.

 

D.: Il capoluogo di regione subisce  forse la crisi più dura da molti anni a questa  parte. Come si può reagire?

 D.M.:E’ un momento di crisi gravissima, perché le attività di carattere manifatturiero- industriale sono sparite. Avevamo degli impianti che producevano mattoni, tegole, ceramiche. Avevamo il cementificio, che occupava 251 unità lavorative e che “trascinava” trascinava delle piccole aziende specializzate in manufatti di cemento armato. Il cementificio ha particolarmente  contribuito a dare un alloggio a migliaia di famiglie che vivevano nei tuguri a Catanzaro. C’erano stati i Piani casa di Fanfani e del ministro Sullo, in base ai quali  in città sono sorti alcuni quartieri popolari, a Piano Casa,  Santa Maria, poi Pistoia e infine, con le cooperative, anche Corvo. Il cementificio ha contribuito anche alla elettrificazione delle campagne, attraverso la produzione dei pali necessari. Nel capoluogo, c’era lavoro ed una schiera di muratori provetti. La città era sede, negli Annui Venti ,di tipografie, botteghe per la lavorazione del ferro, ma anche per quella dell’oro e dell’argento. Senza pensare agli anni inizi dell’industrializzazione, con la lavorazione della seta, del velluto: non a caso, a Catanzaro ancora oggi ci sono due vie che ricordano questo periodo storico: via della Seta e via dei Cardatori. Catanzaro Lido aveva poi La Tannina, per la concia delle pelli e un inizio di agroalimentare, con la Gaslini, che lavorava l’olio. C’era una vivacità enorme che influenzava   tutta la provincia…

D.: Perché è sparito tutto ciò?

D.M.:E’ sparito perché su questi processi non si è innovato, non si sono inserite nuove produzioni. La città si è sempre più burocraticizzata, attraverso il sistema delle clientele si sono gonfiati gli uffici: avevamo un certo tessuto industriale i rappresentanti del quale hanno poi deciso di dedicarsi ad altro: i supermercati, ad esempio.

D.:E dal punto di vista politico?

 

D.M.: Si è verificata una caduta culturale. In Consiglio Comunale, un tempo, sedevano figure di altissimo spessore intellettuale, che interagivano con le rappresentanze operaie e artigiane e tutti mettevano le loro esperienze al servizio della collettività. Adesso mi pare che le nuove rappresentanze municipali non contino molto, non incidano sul presente e sul futuro della città. E non s’intravede una possibilità di rinascita: i partiti sono sfuocati o  frutto di aggregazioni raccogliticce. Anche le rappresentanze nazionali hanno perso spessore, non c’è più lo stesso mondo cattolico all’interno delle politica. C’era lo scontro politico, è vero, spesso non si condividevano le idee, ma i protagonisti in campo restavano figure di assoluto valore, a prescindere dalla provenienza di partito.

D.: Perché è venuto meno  l’apporto degli intellettuali e della società civile?

 

D.M.: Sono venuti meno quei professori, quei pensatori a livello di liceo Galluppi, liceo scientifico ma anche degli istituti tecnici che garantivano il loro apporto  e il loro stimolo alla classe  politica. La città poi,come dicevamo prima,si è progressivamente burocraticizzata  e si è indebolita per una certa migrazione..

 

D.: Si parla molto, recentemente, del fatto che alcune strutture sanitarie e formative potrebbero essere trasferite da Catanzaro  in altre città. Lei crede che ci sia un progressivo rischio di “svuotamento” per il capoluogo di regione ,o è solo campanilismo?

 

D.M.: Diciamo che tutto si riconduce alla logica del consenso e del clientelismo. Le strutture di cui si parla non vengono considerate sotto il profilo della crescita  culturale e sociale ,ma come punto di riferimento per un serbatoio elettorale. Pensiamo a Cardiochirurgia, ad esempio: non è possibile che una struttura altamente specializzata sia frazionata in diverse aree calabresi…

D.: Quanto incide  in tutto questo la mancanza dei riferimenti  tradizionali  rappresentati dai partiti?

D.M.: Mancano questi punti di riferimento : il Pdl annovera tra le sua fila personaggi, spesso ex Dc, che cambiano casacca dalla mattina alla sera. Ai partiti di sinistra  sono venute meno figure di solido prestigio: cito a memoria, Luigi Tropeano,Gennaro Miceli, Pepino Seta, a livello locale .Ma anche il contributo d’idee di Dossetti, a livello nazionale, ad esempio. Questa caduta ha indebolito tutto, in modo particolare Catanzaro. Cosenza , infatti, si è difesa con l’Università, Reggio con  un clientelismo sfrenato, mentre nell’area della vecchia Provincia di Catanzaro sono venute meno anche le realtà industriali di Crotone, con  la chiusura delle fabbriche.

 

D.: Anche a Catanzaro il lavoro resta l’emergenza prioritaria?

D.M.: Certo! Abbiamo intorno a 400-500 diplomati l’anno, tra istituti tecnici, Belle Arti, etc. E questi giovani che debbono fare? Bussare alle porte dei potenti di turno o ingolfare i call center ?

Catanzaro e la Calabria debbono fare uno sforzo per entrare a pieno titolo nella “green economy”: non si può più tornare al passato facendo risorgere strutture non più esigenti, bisogna pensare al futuro. Sempre parlando del cementificio, ad esempio, l’Italcementi ,visto che il mercato di settore va scemando, anche per motivi ambientali ,ha ampliato il suo raggio d’azione ed è entrata nella “economia verde”, attraverso la ricerca. Il Comune di Catanzaro potrebbe avviare una trattativa con i vertici aziendali per la costruzione di un centro di ricerca nell’area dove insiste lo stabilimento per la produzione di cemento. Un centro, sulla scia di quanto già avvenuto a Bergamo, per la ricerca sulle fonti rinnovabili, ad esempio. La Calabria e Catanzaro hanno enormi potenzialità, in questo senso. E poi, c’è l’Agroalimentare, con il Comalca .Perchè non sfruttare tutte le risorse disponibili?

Volevo aggiungere: la “green economy” richiede la formazione di 100 mila tecnici in Italia. Dopo il diploma, affronteranno tre anni di specializzazione nei vari settori. .Il governo ha ripartito 62 istituti a livello nazionale. In Calabria, ne dovranno essere istituiti 6: due sono già destinati alla provincia reggina, per le energie rinnovabili, 1 a cosenza  per le nuove imprese. A Catanzaro, invece si è tentata un’operazione abbastanza macchinosa: la realizzazione di un istituto in città, con due depandances  a Vibo e Crotone. Ma il discorso non regge: la frammentazione non aiuta, in questo caso.

Infine, in Calabria ed in Provincia di Catanzaro si pone un grande problema di carattere epocale: sappiamo del pericolo frane e smottamenti, basta guardare i movimenti  franosi nei quartieri Janò, Sala e in via de Riso, per rendersene conto. Ma il pericolo è anche la siccità. Se non si allestisce un piano per il “deflusso minimo vitale” ,cioè  non si captano le acque che sono i montagna e collina per custodirle come riserva idrica per il bisogno dell’Agricoltura, ad esempio, si rischia molto.

Alfonso Scalzo

 

Il “chi è” di Domenico Menniti

Iscritto come “Pioniere” al vecchio Pci, nel 1946,Domenico Menniti ha una lunga militanza politica e sindacale alle spalle. Per 3 consiliature è stato componente dell’ assemblea elettiva comunale di Palazzo de Nobili: dal 1964 al 1970 e poi per tutti gli Anni Ottanta. Lunga militanza anche nella Federazione dei lavoratori elettrici della Cigl  (Fidae) ed è attualmente dirigente di Sel .

Esposito: anche la cultura in città soffre la crisi economica

 

I miei gusti personali? Cantautori,libri distensivi e…. “pezzi” di films dalla tv. Catanzaro?  La vorrei   accogliente e solidale 

Catanzaro –  A colloquio,abbastanza informale, come impone la nostra “Strettamente Personale”con il vicesindaco e assessore alla Cultura del capoluogo,Sinibaldo Esposito.Un settore,quello culturale che deve fare i conti con problemi atavici,trascinatisi nel tempo in città,ma anche con le ristrettezze economiche di bilancio e i tagli imposti dalla spending review.

 

D:.Potrebbe quasi sembrare una delega di tutto riposo,quella alla Cultura.Del resto,molti sostengono che non si mangia…. Più seriamente,l’offerta culturale nel capoluogo di regione ha come centro focale il Politeama. Che però accumula debiti…..

Esposito :No, non è affatto una delega “leggera”quella alla Cultura.Se ll Politeama resta il centro dell’offerta culturale,esistono comunque tutta una serie di attività nel capoluogo che s’intersecano con quelle del teatro.Catanzaro,mi riferisco alle precedenti amministrazioni Abramo,ha avuto moltissime attenzioni per il settore  culturale: noi vorremmo riprendere quella strada.Certamente deve essere chiaro a tutti che la situazione economica attuale impone di non poter fare voli pinarici.Del resto,gia’ in questa prima fase politica,abbiamo dimostrato che si può fare cultura a costo zero.E’ vero che la cultura non si mangia: ma intorno alla cultura si può costruire anche economia.Per quanto concerne il Politeama,e’ stato da poco approvato il bilancio 2011 che chiude con un sostanziale avanzo per 300 mila euro.Ma, a fronte di questo avanzo economico,non vi e’ dubbio che la struttura versi in una forte situazione debitoria,che preoccupa l’amministrazione comunale.Infatti,la stagione gennaio-maggio 2012 ha determinato nuovi debiti, che superano abbondantemente questi 300 mila euro.Tutto ciò,senza considerare una situazione creditoria non immediatamente esigibile.Il politeama ci preoccupa,però,con una politica di contenimento e razionalizzazione delle spese,si può risolvere la situazione.Penso ad un anno di transizione,con un cartellone ridotto,in attesa di riprendere la normale programmazione.

D: Intanto chiudono,ad esempio,le poche sale cinematografiche del centro storico.Come assessore alla Cultura,ma pure come vicesindaco,che fare?

Esposito: Il comune rispetto ad un dato privatistico com’è quello che riguarda le sale cinematografiche,poco potrebbe fare.Nonostante ciò,abbiamo attivato una serie di contatti sulla problematica.L’amministrazione Comunale può essere quel soggetto in grado di raccogliere intorno ad un tavolo imprenditori ed istituzioni,per trovare tutti insieme una soluzione.

D: A proposito,che libri legge?Quali sono i suoi films preferiti?E la musica?

Esposito: Quando è possibile,libri leggeri,di distensione.Per la musica preferisco i cantautori,mentre i films riesco a vederli soltanto per una parte del primo tempo,poi  mi addormento per la stanchezza accumulata durante la giornata.

D: Immagino che la sua attività politica condizioni pesantemente la sua giornata. Riesce, di tanto in tanto, a distaccarsene?

Esposito: Quello che facciamo,lo facciamo 24 ore al giorno,fisicamente e mentalmente.Raramente riesco a distaccarmi dal mio doppio ruolo di politico e medico.

D:Lei è contemporaneamente vicesindaco,assessore alla Cultura e direttore generale della Fondazione Campanella….

Esposito : Si.Qualcuno pensa che queste attività non si possano svolgere insieme.Ma,se si riesce a razionalizzare il tempo ed a non far mancare la propria presenza in ciascuno di questi contesti,allora si può fare.Ci vuole organizzazione,abnegazione al lavoro e una giornata che dovrebbe durare più di 24 ore…

D: Considera l’impegno politico come un impegno personale imprescindibile,o per il futuro pensa ad altro?

Esposito: No,ritengo che questo impegno politico vada onorato e quindi sono a disposizione,fermi restando i sogni di ciascuno di noi,della citta’ a tempo pieno.

 D: La sua lista d’appartenenza è Catanzaro da Vivere.Come immagina una Catanzaro veramente vivibile?

Esposito: Catanzaro deve essere la città dell’accoglienza,della solidarietà.Di un centro storico che va rivitalizzato,una città che deve mantenere la storia dei suoi quartieri,ma che deve anche avere la capacità di riunire tutti questi quartieri,che hanno ancora una forte appartenenza al proprio territorio,in un’unica città. E’una sfida anche questa!

CatanzaroPolitica 

“Chi è” Sinibaldo Esposito

Sinibaldo Esposito,con le sue 1374 preferenze ottenute,con la lista Catanzaro da Vivere,è il consigliere più votato nell’assemblea elettiva cittadina.Vicesindaco,oltre che assessore alla Cultura,e direttore generale della Fondazione Campanella,che sovrintende al polo oncologico.Sposato,una figlia,divide la sua giornata tra la politica e la professione di medico.