Category: L’INTERVISTA

Catanzaro, la legalità s’impara all’asilo con Gherardo Colombo. VIDEO

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Gherardo Colombo, l’ex magistrato che ha legato il suo nome a inchieste di primissimo piano, quali “Mani pulite”, la scoperta della Loggia P2 e molte altre, ha partecipato a una iniziativa nel capoluogo di regione. Ad attenderlo, un pubblico davvero speciale: i bambini di una struttura per l’infanzia.

Il servizio di Antonella Scalzi 

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Nisticò: non mi ricandido. Basta con i politici autoreferenti. L’ INTERVISTA

 

Ha scelto l’aula del Consiglio Comunale, per annunciare la sua non ricandidatura a sedere tra gli scranni dell’aula rossa di palazzo De Nobili. Carlo Nisticò, architetto, dirigente dell’ Ufficio Tecnico dell’ Azienda Sanitaria Provinciale e attuale consigliere di Forza Italia,siede nell’Assemblea legislativa del capoluogo di regione dal 2001, con una piccola interruzione durante la sindacatura di Michele Traversa.

L’ intervista

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Ha annunciato in Consiglio Comunale di non volersi più ricandidare alle prossime elezioni amministrative. Perchè?
Non come dice il mio amico, Sergio Costanzo, perché sarei incandidabile in quanto rivesto un ruolo importante nell’Azienda Sanitaria Provinciale. Potrei tranquillamente mettermi in aspettativa, rimuovendo la situazione di incompatibilità. La mia scelta, invece, è precisa e coerente con il mio modo di agire, nel senso che ritengo sia necessario far spazio alle nuove generazioni. Sono in Consiglio Comunale dal 2001 e non considero i ruoli attivi della politica come alternativa o soluzione al mantenimento della propria esistenza. Non vivo di politica e faccio politica di servizio, a differenza di altri.
Continuerò a fare politica in altro modo, non come consigliere comunale. La politica non si fa stando seduti sugli scranni del Comune o di qualsiasi altra istituzione. Sono un tesserato di Forza Italia e continuerò ad operare all’interno della coalizione di centrodestra.

Perché è passato, recentemente ,dalla lista Catanzaro con Abramo a Forza Italia?
Ho ritenuto importante connotare ancora di più la mia appartenenza, l’importanza di tornare ai partiti a quello che hanno rappresentato. Il decadimento della politica è stato causato anche dal venir meno del concetto di appartenenza, sostituito da una autoreferenzialità personale che mortifica il confronto ed il dibattito. Ci si rinchiude in tale autoreferenzialità, sperando esalti qualità che ognuno di noi crede di avere ed in effetti poi non ha. Mi sono stancato di questi atteggiamenti, della mancanza di un confronto. Si propongono proprie espressioni di idee dettate da uno sfrenato opportunismo e dalla necessità di mantenere feudi e rendite di posizione, non dalle effettive necessità dei cittadini…

consiglio comunale 22.01.2016 nisticò

I rimpasti di Giunta….
Ritengo che questo scorcio di legislatura sia caratterizzato da confusione. Nel senso che dall’intento originario di recupero di personalità politiche o presunte tali, il sindaco si sia lasciato andare a nomine in Giunta in totale solitudine, nomine che non hanno poi prodotto gli effetti sperati a livello politico e nessun ricongiungimento con forze politiche che prima erano con il centrodestra ed ora sono schierate in campo opposto.
Rispetto le prerogative del sindaco nella scelta della Giunta, che è di sua competenza. Ho subito le stesse scelte ma non ho avanzato nessuna rimostranza al riguardo, pur avendo espresso al sindaco Abramo le mie perplessità. Ma tutto è perfettibile. Speriamo siano funzionali al centrodestra, tenuto conto dei fallimenti del centrosinistra a livello regionale.

Intanto si attende un nuovo esecutivo. Con qualche ‘ritocco’, rispetto all’attuale…
Il sindaco ha in testa di rivedere l’assetto di Giunta per questo ultimo scorcio di legislatura. Spero sia una Giunta che non badi solo alle opportunità personali, ma che consideri la politica come anima del vivere sociale e civile. Il fulcro necessario per risollevare le sorti della cittadinanza. Non sono un anarchico, vedo nella buona politica lo strumento giusto dell’agire. Spero che Abramo riveda le impostazioni e capisca che per andare avanti occorre rifarsi proprio ad essa. La Politica è appartenenza al gruppo, al partito. E’ la capacità di operare scelte coerenti.

Alfonso Scalzo

Foto: Carlo Nisticò in un’immagine di repertorio e in Consiglio Comunale, nella seduta di ieri. 

 

Catanzaro capoluogo di regione: De Virgilio, un ruolo menomato dalla mancanza di progettualità

 

Catanzaro ed il suo ruolo di capoluogo regionale. Uno status che sembra essere messo in discussione, ancora oggi, da significativi ridimensionamenti delle funzioni. La storia delle rivendicazioni per il capoluogo di regione,del resto, ha datazione antecedente al 1970, quando scoppiò la nota rivolta di Reggio Calabria. Un precedente, importante e sconosciuto a molti,va ricercato nella protesta svoltasi 20 anni prima e documentata dal  giornalista Alessandro De Virgilio, nel suo libro “Le quattro giornate di Catanzaro. 25-28 gennaio 1950, la citta’ in rivolta per il capoluogo” , edito da Rubbettino. Allora, però una cittadinanza unita, sotto  la guida di una classe dirigente autorevole, provò a far valere le proprie ragioni. Oggi, sarebbe ancora possibile?

 

L’intervista.

Alessandro De Virgilio 01

Partiamo da una data: 25 gennaio 1950. Iniziano quattro giornate di lotta, a Catanzaro. Migliaia di persone, nelle piazze, nelle strutture culturali, unite da uno stesso obiettivo: il riconoscimento dello status di capoluogo di regione. Al di là di quelle che furono le risultanze, le quattro giornate rappresentano comunque un momento storico di forte coesione sociale, tra politici, intellettuali e cittadini. Un’ unità d’intenti, per certi versi riscontrata successivamente solo allo stadio, alle partite di calcio…

“Quell’episodio e’ stato dimenticato, soppiantato dagli eventi del Settanta. Gli stessi catanzaresi hanno perso la memoria della loro storia e del ruolo che la loro citta’, ben prima dell’istituzione della Regione, ha svolto come punto di riferimento per i calabresi . Paradossalmente, il decadimento della citta’ e’ iniziato proprio a partire dalla legittimazione ufficiale del suo ruolo di capitale della Calabria, risultato menomato dalla mancanza di un progetto che riempisse di contenuti un articolo dello statuto regionale”.

Le Quattro Giornate... 02

Catanzaro senza una propria “ identità” , citando Quirino Ledda, con un profondo scollamento tra centro e periferie. Perchè?

“Intanto un pensiero commosso a Quirino. Lui, che calabrese non era, ha amato Catanzaro piu’ di tanti catanzaresi. Lo scollamento fra centro e periferie e’ un fattore ancora decisivo, purtroppo destinato ad aggravarsi con la costruzione del polo direzionale e universitario a Germaneto, cioe’ fuori dall’asse centro-S. Maria-Lido. Catanzaro non e’ una realta’ urbana, bensì una galassia di nuclei abitativi realizzati intorno al centro in modo irrazionale, senza quei servizi che avrebbero dovuto colmare le distanze. Il risultato e’ stato lo spostamento a valle di decine di migliaia di cittadini, destinati ad occupare quartieri-dormitorio privi di funzione sociale. La questione urbanistica e’ stata decisiva. La citta’ e’ cresciuta solo in ragione di interessi fondiari e speculativi che hanno penalizzato la grande ricchezza rappresentata dal mare, spingendo la crescita edilizia verso la Sila. Catanzaro non ha saputo dialogare con i comuni confinanti. Il centro storico e’ stato in buona parte demolito per fare spazio a palazzoni o edifici pubblici avulsi dal l’assetto architettonico, modesto ma armonioso, della vecchia Catanzaro. Il palazzo Serravalle, con la caratteristica strettoia, e’ il simbolo delle violenze subite dalla citta’, abbruttita da obbrobri come il palazzo delle Poste, la galleria Mancuso, i palazzi della Banca d’Italia, del Banco di Napoli o della stessa Provincia. Costruzioni che in un altro contesto sarebbero stati apprezzabili ma che nel cuore della citta’ vecchia rappresentano uno scempio e basta”.

Largo serravalle


E’ mancato, forse, quel necessario legame tra classe politica e mondo della cultura ? Ma perché, tornando ai contenuti del l libro, 65 anni fa, laddove anche i mezzi di comunicazione di massa disponibili offrivano potenzialità sicuramente diverse da quelle attuali, si riuscì comunque a coinvolgere la città unitariamente, sia pure intorno ad una rivendicazione? Oggi una simile condivisione d’intenti sembrerebbe impossibile, o quasi…

“Catanzaro oggi e’ priva di rappresentanti istituzionali autorevoli, a tutti i livelli. Un tempo in consiglio comunale sedeva il meglio della societa’ catanzarese; oggi vi entrano personaggi in qualche caso improbabili e improponibili. I parlamentari catanzaresi – faccio solo un esempio – sono appena due, a riprova del crollo di ruolo anche politico della citta’. I ceti professionali sono alla ricerca di incarichi e consulenze, non partecipano alla vita sociale e, perseguendo solo interessi individuali, vivono al traino della politica. Quanto alla cultura, e’ stata da tempo soppiantata dagli affari. Allora Catanzaro era una citta’ caratterizzata da una certa, sebbene limitata, vivacita’ economica e commerciale, pur uscendo profondamente ferita dalla guerra”

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Le continue ‘ spoliazioni’, lamentate spesso da associazioni e comitati rispetto al ventilato trasferimento di importanti uffici da Catanzaro verso altre città, la ‘difesa’ del ruolo di capoluogo regionale e la stessa partita che si gioca su un settore fondamentale come la Sanità, potranno costituire nuovi elementi di coesione sociale nella Catanzaro di oggi?

“Sarebbe auspicabile. Il processo di impoverimento e progressiva sottrazione delle funzioni del capoluogo e’ frutto di quel decadimento di cui parlavo prima. La “rivolta” del 1950 fu partecipata e vivace, anche perche’ sollecitata da una classe dirigente autorevole, fatta di giuristi e professionisti stimati, ma non raggiunse mai livelli insurrezionali. Ci furono incidenti, ma furono provocati dalla Celere, allora molto energica, piu’ che dai manifestanti. Bisognerebbe tornare a quello spirito, non di ribellione ma di rivendicazione; mobilitare i catanzaresi chiamandoli all’impegno civile, ma mancano figure autorevoli in grado di esercitare sulla popolazione il carisma necessario”.

Alfonso Scalzo

 

Il “Chi è “ di Alessandro De Virgilio

Alessandro De Virgilio è nato a Catanzaro. Giornalista professionista, è stato redattore de “Il Giornale di Calabria” e del quotidiano economico-finanziario romano “Ore 12-Il Globo” oltre che corrispondente dalla Calabria dell’agenzia di stampa Asca. Ha collaborato con periodici locali e nazionali, tra cui il settimanale “Agrisole” de “Il Sole 24 Ore”. E’ responsabile della redazione dell’AGI (Agenzia Giornalistica Italia) della Calabria.

 

Foto:Largo Serravalle, dopo la demolizione. Edizione straordinaria de “Il Grido Della Calabria” (1950); 

Calabria-Bordino: per la crescita, nuovi meccanismi di credito, ma anche vera cultura d’impresa e programmazione

 

(NOSTRA INTERVISTA) –

Esperti di settore, amministratori locali e imprenditori hanno provato a fare il punto sulle opportunità per le piccole e medie imprese, in relazione allo sviluppo del territorio. E’ accaduto  recentemente a Sellia Marina. Convitato di pietra , il credito, elemento fondamentale per la crescita del sistema impresa, anche in Calabria. Sulla delicata questione, proprio nei giorni scorsi, la Regione ha  organizzato un Tavolo dell’Economia, chiedendo a gran voce condizioni più favorevoli di accesso al credito per il comparto produttivo calabrese. Tutto ciò mentre l’Istat,nel suo ultimo rapporto prevede nel 2015  un aumento del Prodotto interno lordo nazionale intorno allo 0,7% e una crescita dell’1,2% nel 2016 e dell’1,3% l’anno successivo. 

Abbiamo chiesto a Vito Bordino, amministratore B.F. Servizi s.r.l  – che ha promosso l’incontro svoltosi nell’area jonica della Provincia di Catanzaro –  il “che fare” per uscire dalla situazione di stallo.

 

VITO BORDINO

 

L’accesso al credito sembra essere ancora uno dei problemi principali per le imprese in Calabria. Nei giorni scorsi, nel corso di una Tavolo tecnico convocato a livello regionale ,l’assessore al Lavoro Carlo Guccione, ha ribadito la necessità di un sistema creditizio che tratti allo stesso modo le diverse aree del Paese. Quanto è ampia oggi, a questo livello, la forbice  tra nord e sud ?

E’ apprezzabile quanto recentemente affermato dall’ assessore regionale al Lavoro, Carlo Guccione e anche la strategia che si intende mettere in atto per avviare finalmente anche in Calabria un sistema creditizio alla pari del resto del Paese. Siamo purtroppo tutti consapevoli che il sistema del credito con le sue lacune ha costituito finora un evidente deterrente alla crescita economica della Regione. Le imprese, soprattutto piccole e medie, che costituiscono l’ossatura produttiva, hanno avuto ed hanno difficoltà enormi sia per le lungaggini burocratiche che per le tortuosità delle procedure  oltre ad avere a che fare con tassi bancari eccessivi. E allora è auspicabile che le azioni e la strategia che la Regione intende portare avanti rivestono concretezza e finalmente possano crearsi condizioni per una ripresa economica.

L’insoddisfazione e le lamentele da parte degli imprenditori sono state espresse da tempo. C’è anche chi ha denunciato tassi a livello di usura applicati da alcuni istituti di credito….

Gli imprenditori hanno ben ragione a lamentarsi sia per i tassi praticati dalle banche che per le difficoltà dell’accesso al credito, ma c’è anche un’altra verità che non si può sottacere e che inerisce la “cultura d’impresa”  che stenta a mettersi adeguatamente in linea coi cambiamenti sociali, con l’innovazione, con la lungimiranza, con la modernità. Un insieme di cose quindi che costituiscono finora un preoccupante rallentamento del consolidamento e della crescita di tante aziende e a volte anche il default, assieme alla troppo lenta crescita dell’economia globale su tutto il territorio regionale.

 

soldi

Qualche timido segnale di ripresa è stato registrato dagli istituti statistici: oscillazioni minime, soprattutto a livello di Prodotto Interno Lordo. Ma, così potranno beneficiarne solo le imprese  in alcune aree del territorio nazionale…

I segnali ci sono per pensare con ottimismo alla crescita, ma ancora minimali e dovremo attendere per verificare se le misure mese un atto dal Governo Nazionale potranno produrre effetti positivi anche in termini di accorciamento della forbice tra le varie aree del Paese. Pur non nascondendoci un’altra verità e cioè che finora è mancata, oltre a una moderna cultura d’impresa, anche l’incapacità di programmazione e di progettualità e di spesa per le ingenti risorse finanziarie che comunque sono arrivate in Calabria ma che non hanno prodotto nè sviluppo economico nè occupazione, il che denota che qualcosa che non andava c’era e a cui bisogna apportare i giusti correttivi.

Difficoltà ancora maggiori per piccole e medie imprese, in Regioni come la Calabria, ma non solo, l’ossatura del sistema produttivo. Che fare?  

Le piccole e medie imprese in Regioni come la Calabria costituiscono da tempi remoti l’ossatura del sistema produttivo ed economico. Eppure poca attenzione è stata data nel tempo a questa realtà. Le emarginazioni delle nostre imprese nei confronti del resto del Paese sono state suffragate da politiche di sviluppo per lo più inesistenti o inadeguate. E’ ora di cambiare radicalmente rotta e avere la capacità da parte di tutti gli “attori” di valorizzare appieno le occasioni che pian piano ci saranno, con intelligenza, lungimiranza, capacità programmatoria e progettuale e sfuggendo le tentazioni delle logiche clientelari o gli interventi “a pioggia” che nel passato hanno prodotto ben poco. Oggi sia con azioni di garanzia istituzionali, che con revisione delle logiche bancarie, con innesto di risorse provenienti da canali diversi e svolgendo soprattutto  ognuno il proprio dovere fino in fondo e ognuno per le proprie funzioni si potrà guardare con ottimismo al futuro del tessuto socio-economico della Calabria, purchè però alle parole seguano finalmente i fatti. A tal proposito e in questa ottica già la B.F. Servizi srl ha promosso iniziative di informazione e conoscenza sulle diverse opportunità di finanziamento alle piccole e medie imprese con incontri-dibattito svolte a Zagarise e Sellia Marina. A breve organizzeremo altre analoghe iniziative in altre realtà territoriali e a Cropani un pubblico incontro finalizzato a far conoscere oltre che le risorse e i meccanismi finanziari messe in campo dalla Regione anche quelle programmate dal Ministero dello Sviluppo Economico e attivate attraverso Invitalia.

a.s.

 

SULLO STESSO ARGOMENTO:

http://catanzaropolitica.it/?s=primo+il+credito

 

Monteverdi (Libera), “Vale la pena resistere…”

 

Una manifestazione, o un presidio, contro l’escalation della  criminalità nel capoluogo di regione. Ad organizzarla/o, Libera Catanzaro. Si terrà venerdì 24 aprile, alle 18.00, in piazza Prefettura. Un richiamo forte per  difendere la propria città ed il diritto di vivere secondo i principi della legalità, rafforzando la coscienza civile collettiva.

Nostra intervista a Donatella Monteverdi, coordinatrice Libera Catanzaro.

 

catanzaro libera catanzaro

Vietato girarsi dall’altra parte. L’indifferenza non è consentita in una città aggredita pesantemente dalla criminalità organizzata. Libera scende in campo con una manifestazione per la tutela della legalità. Con quali aspettative?

 

Libera e tante altre associazioni, cittadini e istituzioni. Come ripete sempre Don Luigi il Noi deve prevalere sull’io, le consapevolezze o sono collettive o non hanno alcun senso, abbiamo avuto soltanto il ruolo di “facilitatore”. Libera è un’associazione di associazioni, abbiamo imparato negli anni che le diversità sono una risorsa e non un ostacolo quando ci si misura con i concreti timori e tremori di una comunità. Mi chiede delle aspettative: nessuna . Non c’è stato neanche il tempo di pensare a quello che verrà. Le cose si fanno perché si sente di doverle fare, non ci sono aspettative, soltanto una speranza: quella che il cuore della nostra città ricominci a battere all’unisono e con il giusto ritmo.

Il nostro -il 24 aprile – sarà un presidio all’insegna della responsabilità, noi non siamo i tutori della legalità, siamo cittadini che credono profondamente che ciascuno debba fare la propria parte, che per essere esigenti nei riguardi di chi gestisce la cosa pubblica, bisogna essere presenti.

 

Intanto continuano le adesioni…

Sì, tante, ma soprattutto immediate e piene di spirito di compartecipazione; dalla diocesi, sempre a noi vicina, alle organizzazioni rappresentative del mondo lavoro, alle associazioni ambientali e culturali, mi pare un buon punto di partenza, il mio augurio e che crescano sempre di più nei prossimi giorni. Troppo spesso ci siamo fermati di fronte alla difficoltà di superare le nostre differenze e diffidenze, questa volta mi pare che un piccolo passo sia stato fatto.

 

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Una manifestazione organizzata in pochissimo tempo.

Manifestazione è una parola grossa, pesante, parliamo di presidio di responsabilità, di un incontro tra concittadini che vogliono sentirsi reciprocamente vicini in un momento di difficoltà. Quando si è inquieti la solitudine diventa opprimente, vivere insieme i momenti difficili aiuta, sentirsi parte di una comunità dev’essere il primo passo per affrontare con serietà e concretezza ogni problema, anche quello pressante ed opprimente della criminalità organizzata. Qualche tempo fa in una intercettazione telefonica tra boss, uno degli interlocutori affermò – le do naturalmente la traduzione in italiano al netto anche delle oscenità- ” se la gente ci si rivolta contro siamo finiti”. Ecco, penso che dobbiamo ripartire da queste parole, sono sicura, io che normalmente vivo di molti dubbi e di pochissime certezze, che il primo argine sia il rifiuto di ogni espressione di illegalità, soltanto così potremmo aiutare a rendere efficiente da parte degli organi dello Stato il controllo e la tutela del territorio, necessari ma, ripeto, non sufficienti per vincere sulle logiche mafiose.

 

Una città, Catanzaro, fino a poco tempo fa considerata, probabilmente sbagliando,  “isola felice”, rispetto all’ingerenza criminale. Una città che accusa anche forti deficit identitari. Come ricostruire il rapporto tra periferie ( anche immediate, dove gli episodi criminosi sono in atto da tempo) e centro? In sostanza, la lotta alla criminalità presuppone anche un cambiamento culturale?

 

La lotta alla criminalità è alla sua radice una sfida sociale, una sfida al disagio economico e al degrado etico, non si può immaginare di sconfiggere il fenomeno mafioso senza affrontare la solitudine e il degrado delle periferie. Noi da qualche tempo, ad esempio, con l’Agesci abbiamo aperto un piccolo doposcuola in viale Isonzo. Una piccola cosa, certo, come tante altre intraprese da molte realtà associative della nostra città. La ” gemmazione” può essere una strada, piccoli progetti che si moltiplicano, abbiamo imparato in questi anni che di progettazioni faraoniche in Calabria si muore. Bisogna portare in quelle strade il mondo ed al contempo non abbassare mai la guardia, non avere atteggiamenti ipocritamente indulgenti, i nostri bambini sanno che le regole vanno rispettate. Vorremo fare di più e talune volte dobbiamo fermarci di fronte alle difficoltà, le faccio un esempio: pensavamo di poter dare una mano ad una cooperativa per attivare una piccola impresa all’insegna degli “ecopunti”, una cosa – sulla carta – semplice, i ragazzi avrebbero portato i prodotti dei loro orti ed in cambio avrebbero ricevuto al posto del denaro materiale riciclabile, ebbene non abbiamo potuto aiutarli perché i punti di raccolta per buona parte dei materiali è tanto lontana da non permettere alcuna potenzialità seppur minima di ricavo. Se riuscissimo a rendere più concreto il sostegno alle iniziative imprenditoriali piccole e grandi,  ai tanti che si adoperano nel sociale, fornendo loro il supporto necessario sarebbe un buon passo. Metodo, responsabilità  e compassione sono gli anticorpi contro l’aggressione della mafia. Se riuscissimo a “guardarla” -questa nostra città – con maggiore amore e non come una costante fonte di problemi scopriremmo le sue risorse profonde, se facessimo ciò , il suo cuore – il centro storico – ricomincerebbe a battere. Dobbiamo riacquistare il piacere di stare insieme, uscire, passeggiare per le nostre strade, guardarci intorno e dirci che ne vale la pena di resistere. Insieme.

 

Alfonso Scalzo

 

Il Chi è di Libera

Nata nel 1995, come sprone alla società civile perla legalità e la lotta alle mafie, è attualmente un coordinamento di oltre 1.500, tra associazioni e gruppi di lavoro. Guidata da una figura carismatica, don Luigi Ciotti, che ne è il fondatore, si muove a tutto campo: dalle attività antiusura allo sviluppo, dall’uso sociale dei beni sequestrati ai mafiosi, all’educazione ai valori della Democrazia nelle scuole. Ha avuto, nel corso degli anni, riconoscimenti significativi per la sua attività da tutto il mondo.

 

 

 

 

Calabria: piccole associazioni
di cittadini si oppongono

 

Negli ultimi mesi, complice anche l’inerzia diffusa della politica ufficiale, alcune associazioni di cittadini hanno deciso di far in proprio.

Un caso per tutti, il ricorso al Tar per quanto riguarda la vicenda relativa alla fissazione della data per le elezioni regionali, con sentenza favorevole ottenuta ed il ventilato  nuovo ricorso allo stesso Tribunale Amministrativo Regionale, nel caso in cui la Giunta calabrese avesse effettuato le nomine per la Sanità.

Le nomine sono state effettuate e..“Certamente andremo avanti con i ricorsi, per queste ed anche per eventuali altre nomine, che oltre a configurare un abuso di potere,avvengono in un periodo di piena campagna elettorale” ,ci riferisce Eugenio Occhini, ex consigliere comunale di Rifondazione Comunista e attualmente tra l’altro,  portavoce del Comitato art. 48.

Intanto,Alternativa Calabria, Cittadinanzattiva Catanzaro,  Comitato Cittadini Attivi, NonSoloCatanzaro, Il Baco Resistente, Il Pungolo per Catanzaro, oltre al già citato Comitato art.48, ‘cementano’ la sinergia avviata nel tentativo di  “smuovere le acque paludose della vita politica regionale”.

Ma, Come nasce il raggruppamento delle associazioni? Com’è organizzato?

Lo abbiamo chiesto, quando ormai la data fissata per le elezioni regionali è stata fissata al 23 novembre,  ad alcuni dei componenti di queste stesse associazioni: lo stesso Occhini, Francesco Palaia ( Ciittadini Attivi – NonSoloCatanzaro ) e Rosanna Barbuto,( Alternativa Calabria ed altre).

 

associazioni

 

R. Sulla base di contatti personali, iniziative, incontri abbastanza occasionali. E sulla base della comune esigenza di condivisione, di fare gruppo sia per migliorare ed estendere le competenze, le disponibilità e le passioni, sia per fare maggiore “massa critica”, come si dice, e non essere autoreferenziali. Al momento abbiamo voluto soprassedere da modelli organizzativi. Crediamo sia più importante pensare ai contenuti piuttosto che al contenitore.

Come vengono prese le decisioni sui singoli punti. Cioè, come decidete quale situazione affrontare ed in che modo?

Siamo in concreto diversi soggetti (Movimenti, Consorzi, Comitati, Associazioni, persone) di orientamento ed ispirazione diverse, i quali, di volta in volta e in assoluta autonomia, aderiscono e convergono su iniziative proposte da qualcuno dei soggetti stessi. Acquisite questa adesione e disponibilità di massima, si stabiliscono insieme obiettivi, strategie, modalità operative, ruoli, ecc. Non esistono “dominus”, né “profeti” di alcun tipo.  Insieme, tra chi crede e condivide l’iniziativa, è facile accordarsi sul da farsi. L’ambito è elettivamente la nostra comunità, ma capita di estendere i confini anche oltre Città, e oltre Regione.

Associazioni di cittadini, dicevamo. Alcuni fra voi hanno esperienze politiche importanti, o comunque una propria posizione di schieramento precisa. Quanto pesa questo dato personale  nelle decisioni da assumere, come insieme di  associazioni ?

Sì, alcuni di noi hanno esperienze politiche, e conservano opinioni, idealità anche marcate. Non costituiscono per ora un problema, anzi è patrimonio di passione, di impegno e di esperienza a disposizione della “causa”: gratis. Ma la nota più importante è che tra noi non vi è ambizione di potere, sotto qualsiasi forma esso possa occultarsi. Ben sappiamo quanto sia poco credibile, oggi, una affermazione del genere. Ma è così. E proprio le vicende personali di alcuni di noi, talvolta pluridecennali, certificano come si possa lottare per rappresentare  giustizia ed uguaglianza, tutela dei diritti e salvaguardia ambientale, urlare contro sopraffazione e affarismi, ladrocini, abusi, restando insensibili al fascino del potere. Sì, è possibile, in direzione ostinata e contraria! Insomma, ci proviamo …

Avete già in programma nuove iniziative, nell’immediato futuro.

Ne abbiamo tante. O meglio, stiamo pensando a tante cose. Il fatto è che abbiamo molte sollecitazioni interne per così dire, ma soprattutto da donne e uomini che invocano “voce e giustizia”. Le nostre risorse sono limitate, come le nostre competenze e il nostro tempo, come è ovvio. Abbiamo bisogno di persone, di altre persone! Facciamo appello a tutti, di aggiungersi a noi, ognuno per come può, non importa. Il vuoto pauroso di rappresentanza  politica  – a tutti  i livelli – che ha colpito la nostra Comunità come mai prima, impone una sorta di impegno inedito, diretto e crescente dei Cittadini. Questo è l’altro fattore che ci unisce, ovvero la responsabilità di arginare questo vuoto istituzionale agghiacciante. Di tutti, Chiesa compresa. Per cui andremo senz’altro avanti con il Comitato Art.48 lanciato ad inizio estate, affiancheremo a questo iniziative propriamente “sociali”,  che annunceremo presto. Stiamo inoltre pensando ad una sede così da consentire a chiunque voglia raggiungerci di poterlo fare più agevolmente. Vedremo.

L’esperienza associativa resterà confinata alla situazione politica calabrese contingente, o potrebbe continuare anche dopo l’inizio della nuova legislatura in Calabria?

Assolutamente sì! Operiamo da qualche anno, a prescindere dai passaggi elettorali, e continueremo a farlo. D’altra parte siamo piuttosto scettici circa una prospettiva salvifica, o taumaturgica degli esiti elettorali regionali, come di altri approdi alle urne, a prescindere da chi dovesse prevalere. Certo la democrazia passa anche attraverso il voto. “Anche”, appunto.

 

Alfonso Scalzo

 

Nella Foto: una delle conferenze stampa tenute dalle associazioni

Verso le Regionali : Speranza,
lo scontro interno al Pd paralizza
il Centrosinistra. Occorre uno ‘scarto’, altrimenti vincono gli altri.
NOSTRA INTERVISTA

 

Elezioni si, elezioni no. Mentre la data per le consultazioni Regionali slitta con cadenza periodica, l’intervista di CatanzaroPolitica ad uno dei  tre candidati  tra i quali il Centrosinistra  dovrà scegliere,nel corso delle proprie Primarie, il nome da indicare agli elettori  per la presidenza della Giunta Regionale.

 

L’intervista a Gianni Speranza

 

giann speranza

 

In Calabria l’inerzia  politica  è stata sostituita, a tutti gli effetti, dall’azione della Magistratura, sollecitata spesso da cittadini o associazioni di cittadini. Dal caso Scopelliti  alla recentissima ordinanza del Tar sui tempi delle elezioni regionali. Com’è possibile?

 

Io ringrazio soprattutto le associazioni di cittadini  ed i cittadini che si sono rivolti al Tar ed hanno promosso questa giusta azione. Se non ci fosse stata, non avremmo potuto ottenere l’ordinanza con la quale, si ordina appunto  alla dott.ssa Stasi, presidente facente funzioni della Giunta Regionale, di fissare per decreto le elezioni. Perché in tutti questi  mesi, dal 27 marzo ad oggi ( giorno della sentenza  di condanna a sei anni di reclusione emessa dal tribunale di Reggio Calabria nei confronti dell’ex Presidente della Giunta Regionale, Giuseppe Scopelliti, n.d.r.) , si sono verificate  troppe cose veramente indecenti: bugie, artifici legali, tutto pur di non votare in Calabria. C’è un vero partito  trasversale che non vuole votare, che vorrebbe arrivare a fine legislatura e che ha fatto di tutto per arrivarci. Ritengo che sia scandaloso ed i cittadini stanno avendo moti danni da questo tipo di situazione. Per prima cosa mi batto perché al più presto si fissi la data del voto. Ma si fissi per decreto, non per chiacchere.

 

Primarie di Coalizione, Primarie Istituzionali, Elezioni Regionali che ‘slittano’ continuamente. Non si sta offrendo un quadro poco edificante ai cittadini?

Ma certo. Anche queste Primarie Istituzionali… ma secondo lei è possibile che s’indichino le Primarie e poi si scopre che costano troppo: una volta 200 mila euro, poi 2 milioni. Ma che Regione è una Regione che non sa nemmeno i costi e che decide tre volte una sciocchezza simile, senza poi nemmeno attuarla? E’ chiaro che non si debbano fare, senza accampare scuse tipo la candidatura di Corbelli ( Franco Corbelli, ‘Diritti Civili’ al momento unica candidatura  rimasta per le Primarie Istituzionali, n.d.r). Ed è anche  vero che la Regione deve smettere di prendere in giro i cittadini.

Ci devono dare le elezioni. Se ne debbono andare a casa, subito. Questo è il punto.

 

Il centrodestra sembra avere già un nome da spendere per la presidenza della Giunta Regionale, Wanda Ferro e accusa il centrosinistra di voler in fondo  tempi più lunghi per le elezioni, non avendo ancora scelto il suo candidato…

La verità è che la destra in Calabria ha finito la sua esperienza di governo con la condanna del suo presidente di Giunta: una fine ignominiosa, vergognosa. Il Centrosinistra purtroppo manca di coerenza ed è paralizzato da uno scontro interno al Pd: ci sono troppo settori del Partito Democratico che sono trasversali in maniera negativa con il Centrodestra. La Calabria è in un guaio non solo per gli indici economici e sociali che vanno male, ma perchè c’è molta melma. E anche chi come lei, come me e come altri cittadini vuole muoversi, rischia di finire ulteriormente nel fango.. Questo è il vero guaio per cui anche tanti sindaci, di Centrosinistra e Centrodestra, che cercano di fare come ho fatto io, il mio dovere, rischiano di finire nel fango. Questa melma si chiama Regione. La Regione in Calabria deve essere completamente cambiata, non deve essere più un centro di lussi, sprechi e ingiustizie per i cittadini, ma l’opposto.  Non è facile: io non ho fatto  promesse in questi  mesi, ma mi sto battendo, a volte con il sangue agli occhi, contro le ingiustizie che vedo, i privilegi che mi sembrano assurdi e tutte le cose che in questa regione non vanno.

 

Oltre ai tre nomi ufficialmente in lizza  per la candidatura di coalizione, Mario Oliverio, Gianluca Callipo e naturalmente Gianni Speranza, lei crede possa venirne fuori, a sorpresa, un altro? Magari al termine dei  confronti che state intanto tenendo su tutto il territorio calabrese, magari in nome di una ventilata unità di schieramento da ritrovare?

Guardi, queste è meno importante. Per me quello che conta è che il Centrosinistra sia chiaro sia coerente e vorrei che il Pd la smettesse di essere rinchiuso  dentro questa melma e che l’intero Centrosinistra avesse uno scarto: questo sarebbe un bene per la regione. Io non sono impegnato tanto ad affermare la mia persona, ma sono impegnato perché con il mio contributo – di una persona ch’è sindaco da 9 anni della  più grande città che il Centrosinistra amministra in Calabria,( Lamezia Terme,n.d.r.) con la fatica, con tuti i miei limiti ed i miei errori – ci possa essere un momento di chiarezza positiva per i cittadini. Il Centrosinistra non può sciupare quest’altra possibilità, consentendo al centrodestra di vincere ancora…

Alfonso Scalzo

 

Si Legga :

http://catanzaropolitica.it/verso-le-regionali-oliverio-su-primarie-e-candidature-chiara-la-direzione-nazionale-del-pd-nostra

http://catanzaropolitica.it/elezioni-regionali-tar-devono-essere-indette-entro-10-giorni-domani-conferenza-stampa-associazioni/

 

 

Verso le Regionali : Oliverio, su Primarie e candidature, chiara la direzione nazionale del Pd. NOSTRA INTERVISTA

 

Il Pd tra Primarie ed Elezioni Regionali. Mentre si attende ancora una data ufficiale  per le une e le altre, l’intervista di CatanzaroPolitica a Mario Oliverio, uno dei tre candidati del Centrosinistra in lizza per la presidenza della Giunta Regionale Calabrese.

 

Mario Oliverio 01

 

Oliverio, qual è la sua posizione circa la Primarie?

 

M.O.  Ribadisco, sono uno strumento di Democrazia, vanno fatte. Anche la recentissima( ieri, n.d.r.) presa di posizione della segreteria nazionale del Partito Democratico, con una nota a firma Serracchiani-Guerini, va decisamente in questo senso.

La presidente facente funzioni della Giunta Regionale, Antonella Stasi, ci comunichi qual è la data stabilita per le elezioni regionali e noi, di conseguenza, stabiliremo quella  per le Primarie che dovranno indicare il  candidato del Centrosinistra chiamato  a concorrere alla carica di presidente della Giunta Regionale.

Intanto si registra una certo silenzio da parte del centrodestra…

M.O. Certo, dopo i disastri che hanno combinato alla guida della Regione adesso preferiscono trincerarsi dietro il balletto delle date per le prossime consultazioni elettorali, con continui rinvii.

 

Per quanto riguarda i candidati alla carica di  governatore, lei esclude che ci possano essere sorprese dell’ultim’ora, con nuove candidature  del Centrosinistra, rispetto alle tre attuali ( lo stesso Mario Oliverio, Gianluca Callipo e Gianni Speranza, n.d.r.)?

 

M.O.  Queste sono le candidature ufficiali, presentate tra il 28 ed il 30  luglio, come stabilito da regolamento, un regolamento che va rispettato. Quindi, niente nomi  nuovi.

Tra le ipotesi possibili, nei giorni scorsi, quella di una candidatura formulata direttamente dal Partito nazionale, una candidatura capace in qualche modo di  mettere tutti, o quasi, d’accordo per quanto riguarda il Pd calabrese. Come giudica questa eventualità?

M.O. Le indicazioni che arrivano dalla segreteria nazionale, mi riferisco ancora alla nota Serracchiani- Guerini mi pare chiarificatrice anche  su questo argomento: si chiede alla presidente Stasi di fissare finalmente la data delle elezioni regionali, in modo  che possano poi essere fissate le primarie per la scelta del candidato di coalizione da candidare alla guida della Regione. Quindi…

 

Alfonso Scalzo

 

 

Calabria tra lotte contadine e riforme sociali. Ledda: l’ambizione di volere cambiare le cose

 

Anni in Movimento 02

Un breve viaggio nella Calabria che acquista consapevolezza di se stessa, sui versanti della lotta al latifondo, autodeterminazione delle donne, riforme sociali, primi (e praticamente unici) timidi tentativi di avvicinare il mondo studentesco ad un universo  estraneo quali le raccoglitrici di ulive, ad esempio. Memoria, non ricordo, come si affretta a specificare Quirino Ledda, dagli Anni  70 giovane dirigente regionale della Federbraccianti e del Pci. Una memoria fatta, spesso, di volti scavati dal sole e dalla fatica, minacciati dall’oblìo  cui vorrebbero relegarli i nuovi cultori del lifting, anche politico.

 

La nostra intervista

 

Anni inMovimento 03

 

La Calabria e le lotte contadine: dai fatti di Melissa in poi, la regione ha recitato un ruolo fortemente propositivo per quanto riguarda la lotta al latifondo. Una serie di piccole-grandi battaglie intrise di sangue..

Credo sia la storia a parlare da se stessa. I risultati sono la conferma della grande battaglia che si fece contro il latifondo, per poter permettere ai braccianti poveri di avere  la terra. Una battaglia che mise in campo migliaia di lavoratori e disoccupati facendoli diventare piccolissimi proprietari di terreni abbandonati e spesso non coltivabili, perché collocati nelle aree meno produttive o difficili da raggiungere. L’esperienza di lotta,  comunque, ha fatto sì che i comuni producessero ricchezza e questa stessa ricchezza venisse distribuita in modo più equo, rendendo al tempo stesso quei lavoratori protagonisti dei cambiamenti in positivo nella regione.

 

Lei è stato alla guida della Federbraccianti in un periodo storico molto delicato, in regione, in un contesto di lotte politiche a volte aspre e caratterizzato da profonde mutazioni sociali. Cos’è cambiato, dopo?

Io credo che dal ‘69 all’80 vi fu un grandissimo movimento che interessò tutta la regione: montagna, colline, pianura. Esso fu il risultato maturato attorno all’idea di fondo  che riguardava il recupero delle aree interne ed abbandonate, mal coltivate e senza infrastrutture che consentissero  ai più poveri di diventare protagonisti di una tra le battaglie più significative. Al tempo della rivolta del ‘boia chi molla’ a Reggio Calabria, i braccianti calabresi furono in testa alle manifestazioni per ripristinare le regole democratiche. La successiva tripartizione tra Consiglio Regionale, Giunta e Università, non ha prodotto i risultati che avremmo voluto. Però la Federbraccianti, in quegli anni ebbe centinaia di capi lega delegati, studenti, amministratori, etc. che portarono avanti la battaglia per il lavoro e lo sviluppo della regione.

 

Anni in Movimento 04

 

Tutto ciò in quanto ritenevamo che la Regione fosse lo strumento primario dell’autogoverno, per la comunità locale. Nacque il primo Centro-sinistra che cercò di scoraggiare questa battaglia. Non scorderò mai gli studenti a Roccelletta, Cirò Marina, a Nocera Terinese, che venivano alle manifestazioni : la cosa destò tanto interesse che, per la prima volta nella storia, la tv nazionale trasmise in diretta la  manifestazione del 1° maggio 1976,  con l’occupazione simbolica  delle terre  di un barone a Nocera Terinese. Un documento unico: prima, dei braccianti che occupavano le terre non esistevano nemmeno foto.

Nel contempo  avviavamo le grandi battaglie per i diritti, asili, scuole, case, ricostruzione comuni alluvionati, ad esempio:  Cardinale, Fabbrizia e Nardodipace. Battaglie per il diritto alla maternità delle raccoglitrici di ulive, fragole o fiori. In tempi in cui un capretto valeva più di un figlio .

Tra il ’69 e l’ 80 decine di migliaia di donne e bambini parteciparono alle imponenti iniziative articolate su tutto il territorio partecipando in modo attivo  alle riforme sociali in Calabria.

In quegli anni il sindacato aveva l’ambizione con la lotta di cambiare il rapporto tra classi sociali, che allora non erano frammentate come oggi :  c’erano ricchi, poveri e ceto medio. I poveri avevano la determinazione di cambiare i rapporti sociali. Decine di comuni furono elettoralmente conquistati dalla sinistra, quella vera – la sinistra di  oggi non riesco a capirla- muovendosi verso la diminuzione di disuguaglianze e la distribuzione della ricchezza prodotta, per uscire dalle nuove povertà di allora, comunque diverse da quelle odierne.

 

Anni in Movimento 01

Una cosa che spesso sfugge ai commentatori: l’importanza fondamentale delle donne che, con le loro lotte e rivendicazioni e anche sostenendo le leggi su divorzio e aborto, simboleggiarono la formazione di una coscienza di classe che doveva rompere gli equilibri sociali di allora.

Aree interne, contratti lavoro, case per braccianti – ce ne sono ancora a Cropani, ad esempio – trasporti asili nido ( ancora i dati ISTAT recenti tracciano una situazione pessima per queste ultime strutture, in Calabria): tutte problematiche per le quali si è dovuto faticosamente lottare. La memoria, che non va identificata con il ricordo, è fatta da gente semplice che non ha nome e cognome se non anagraficamente. Persone che, grazie all’azione individuale e collettiva, aprono ai cambiamenti  con il dinamismo che necessita:  altrimenti la memoria stessa rischia di essere manipolata, come avviene spesso in una società che dimentica tutto e tutti, in tempi rapidi. Oggi l’arroganza della Democrazia, allo stato attuale, esprime il contrario: una compravendita del voto, familismo, mercato politico, privilegi, legioni di politici che, come nel passato, passano da un partito all’altro come in una porta girevole. Con presunzione appartengo al ‘900. Dal ‘47 in poi, Costituzione, Parlamento, libertà:  mi sono nutrito di quegli avvenimenti, di una politica al servizio di chi ne aveva bisogno.. Non è un atto generazionale. E’  proprio un modo diverso d’intendere la politica medesima.

Tra gli episodi citati nel corso di un suo intervento nel  saggio“ Gli Anni In Movimento”, quello relativo ad un incontro, mai più ripetuto, tra le raccoglitrici di ulive e gli studenti, ad Arcavacata. Un tentativo di reciproca comprensione tra due universi opposti…

Era stata appena aperta l’Università: noi organizzammo un pullman di  raccoglitrici d’ulive, che incontrarono gli studenti. Le prime si ritrovarono all’interno di un mondo completamente nuovo. Ma anche  gli studenti vennero  a contatto con la realtà quotidiana, fatta di sacrificio e duro lavoro, di soprusi. Un evento straordinario.

 

Alfonso Scalzo

 

Quirino Ledda 02

Il “Chi è “ di Quirino Ledda

Una carriera politica e sindacale lunghissima, iniziata con la scuola di partito, il Pci , alle Frattocchie, a Roma. Lì il giovane Ledda, “sardo di nascita, ma calabrese d’adozione”, come egli stesso ama sottolineare, ha studiato prima di diventare segretario provinciale della Gioventù Comunista di Catanzaro e successivamente segretario regionale.
Dopo alcuni suoi interventi contro l’espulsione dei ‘dissidenti’ il gruppo ‘capitanato’ da Luigi Pintor che poi diede vita a ‘il Manifesto’, fu inviato dal partito a ‘maturare’ nel vibonese, quale segretario provinciale della Federbraccianti. In seguito, segretario regionale della stessa organizzazione di rappresentanza dei braccianti agricoli, fino al 1980, quando, candidato al Consiglio Regionale calabrese risultò il secondo degli eletti. Il 17 marzo ’82, l’attentato esplosivo alla sua abitazione, con conseguenze gravissime alla sua famiglia. Le autorità parlarono di un tentativo di strage. Successivamente, alle politiche dell’83, la proposta fatta dallo stesso Pci di un seggio in Parlamento, rifiutata “ perché non fosse interpretata come fuga di fronte alla mafia”. Nell’85, la vicepresidenza del Consiglio Regionale e poi la lunga esperienza nelle Legacop calabrese, della quale è attualmente dirigente.

a.s.

 

Le Foto storiche a corredo di questa intervista sono tratte da : ” Gli Anni in Movimento, Manifestazioni politiche e sindacali nella Calabria degli anni’70”, Grafiche Simone.

Catanzaro: Ventura (Pd), pronto a ri-entrare a palazzo De Nobili.
” Il Centrodestra ha pesanti responsabilità per l’arretratezza
del capoluogo di regione”

 

Sabatino Nicola Ventura, lunga carriera sindacale nella Cgil e un percorso politico  altrettanto significativo nelle file dell’attuale Partito Democratico, rientra tra gli scranni del Consiglio Comunale di Catanzaro. Il  20 maggio, data di convocazione dell’assemblea cittadina, sarà chiamato dal presidente, Ivan Cardamone, a prendere posto tra i colleghi dello stesso partito.

Ventura, che attualmente è coordinatore dell’area Pd  “Questione Meridionale”, è stato assessore e portavoce della Giunta Olivo (in carica dal 2006 al 2011).

La nostra intervista :

 

 

Martedì nuova riunione del Consiglio Comunale. In base al meccanismo di surroga per un consigliere dimissionario, decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, gli subentra il primo dei non eletti all’interno della stessa  lista d’appartenenza. Lei, quindi, entrerà nel gruppo consiliare Pd, al posto di Salvatore Scalzo. Quali sono le  priorità da affrontare, a suo giudizio, per  la città?

Questa è una città che, purtroppo, ha molte priorità; scegliere sarebbe sbagliato, fuori da una programmazione, che, bisogna prendere atto, l’Amministrazione Comunale non ha. La priorità vera, pertanto, è la programmazione, l’idea di città.

Lei è stato assessore e portavoce della Giunta Olivo. Nei mesi scorsi, non sono mancate accuse forti, tra centrosinistra e attuale maggioranza  sulle responsabilità in ordine  alle principali problematiche del capoluogo di regione… Questo potrà in qualche modo influenzare i rapporti con l’attuale schieramento di governo a palazzo De Nobili?

Entrerò in Consiglio Comunale fra i banchi dell’opposizione e i colleghi consiglieri del centro-Sinistra sanno che gravi sono le responsabilità del centro-Destra per quanto riguarda la situazione di arretratezza in cui versa la città. Voglio ricordare che questo schieramento politico governa  da circa 13 anni rispetto agli ultimi 17.  Il  Centro-Sinistra, nell’unica occasione di governo, ha operato bene e a nulla valgono le bugie e le mistificazione del Centro-Destra: basta osservare che le realizzazioni progettate, avviate e realizzate nell’ultimo triennio sono solo d’accreditare  al Centro-Sinistra.

Qual è il suo parere sulla Giunta Tecnica, alla guida del capoluogo di regione?

Quanto la politica si affida ai tecnici ha abdicato. E’ una sconfitta  grave del Sindaco Abramo e della coalizione di Centro-Destra.

 

Scalzo ha  rappresentato per molti simpatizzanti democrat, un segnale di rinnovamento del partito. Lei porta con se una lunga esperienza di militanza sindacale e politica. Cosa cambierà nelle strategie d’azione del gruppo consiliare?

Colgo l’occasione per ringraziare Salvatore Scalzo per quanto ha fatto e per il forte segnale di rinnovamento che ha prodotto. Di più dirò su Scalzo in Consiglio Comunale il giorno del mio insediamento.  La mia competenza ed esperienza sarà al servizio della città e dei giovani consiglieri comunali. Non sarò elemento di rottura rispetto all’azione strategica del gruppo consiliare, ma spero di arricchimento.

Alfonso Scalzo