Category: L’INTERVENTO

Catanzaro: associazioni, l’ex Istituto Rossi deve restare sede del Conservatorio

 

 

L’ipotesi di trasferimento del Conservatorio cittadino dall’ex Istituto Rossi alla scuola Carbone, per consentire  l’utilizzo dello stesso Istituto  alla facoltà di Sociologia dell’Università Magna Graecia, non piace ad alcune associazioni di cittadini.

Associazione ADOL , Cittadinanzattiva Catanzaro, Giovani Parole, Giovani Suoni , Il Baco Resistente , Il Pungolo per Catanzaro, firmano un documento  diffuso alla stampa, nel quale, pur parlando di “provvedimento paventato”, in quanto  “ ad oggi, resta confinato nel limbo di improvvidi comunicati,  e variopinte dichiarazioni di esponenti dell’amministrazione comunale(…)”, evidenziano come ” l’ex Istituto Rossi, già monastero del Carmine, di inestimabile valore artistico, storico, monumentale e culturale, vada conservato e tutelato con particolare impegno, attenzione e competenza. Immaginare, al contrario, di farlo oggetto di oltraggiosi e non meglio definiti lavori di adeguamento, rappresenta la punta di una incultura, rozza ed arrogante, davvero inaccettabile”.

 

musica e scuola 01

Le stesse associazioni insistono evidenziando “ che l’apertura del Conservatorio, avvenuta dopo grigi decenni di attesa, e sia pure come  – temporanea – propaggine del conservatorio Torrefranca di Vibo Valentia, costituisca un fiore all’occhiello per la nostra Città, e per l’intero territorio provinciale. E’ una conquista che va difesa con i denti, e valorizzata con investimenti adeguati e con risorse umane qualificate, per raggiungere anche la piena autonomia giuridica e funzionale”.

Infine, nella nota  si fa riferimento al fatto che “la facoltà di Sociologia di Catanzaro debba avere una sede funzionale e definitiva, idonea ad accogliere le attività didattiche e di ricerca della laurea magistrale e di quelle specialistiche, nonché tutti i servizi complementari(…) L’ex Istituto Rossi non possiede, né potrà mai avere, caratteristiche strutturali tali da consentire il raggiungimento del suddetto obiettivo(…)”.

Abramo: mai condizionato da Tallini o Forza Italia

 

 

Mai ricevuta alcuna ingerenza o  pressione da parte del gruppo Forza Italia e dal capogruppo di questo stesso partito, Mimmo Tallini.

In estrema sintesi, la dichiarazione del sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, in relazione ai ‘rumors’ ed anche ad alcuni articoli di stampa sull’argomento. Una dichiarazione sollecitata pure dallo stesso Tallini, per tacitare le polemiche susseguitesi in seguito all’ampliamento della Giunta  Comunale.

Pubblicato  sul sito ufficiale del Comune, l’intervento di Abramo ripercorre i due anni e mezzo della sua amministrazione, con la realizzazione del “ 90% degli obiettivi che ci eravamo posti nel 2012”.

 

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Lo stesso Abramo evidenzia poi “ che la Giunta tecnica da me formata e poi ampliata non è affatto un monocolore del sindaco (come ha sostenuto lo stesso capogruppo di FI, n.d.r) ma più semplicemente una squadra di professionisti che si sta spendendo per portare avanti, con pregi e difetti, con cose buone e con inevitabili errori, l’immensa mole di lavoro che abbiamo messo in campo”.

E mentre rilancia “su  programmi molto ambiziosi, come quelli che riguardano il centro storico, Lido e il polo direzionale di Germaneto, che hanno bisogno di un impegno straordinario”, il sindaco del capoluogo ribadisce di “riporre molta fiducia nel ruolo dei partiti e dei consiglieri comunali. Con loro continuerò a confrontarmi quotidianamente sui problemi della città e sulle soluzioni più opportune”.

Derby Catanzaro- Cosenza: Abramo scrive ad Occhiuto

 

Domenica prossima  il derby tra Catanzaro e Cosenza allo stadio Ceravolo, nel capoluogo di regione. Il sindaco, Sergio Abramo ha scritto un breve messaggio al primo cittadino della Città bruzia, Mario Occhiuto, nel tentativo di ‘stemperare’ ogni possibile rivalità tra i tifosi, riconducendo la partita sui binari della correttezza e dei valori sportivi. Come deve essere.

 

abramo lettera

“Caro Mario, domenica prossima Catanzaro e Cosenza daranno vita all’ennesimo derby con la passione e il calore di sempre. Ritengo, e sono certo che anche tu condividi il mio pensiero, che una partita di calcio, per lo più tra squadre della stessa Regione, debba essere un momento di incontro e di festa. Mi farebbe, quindi, piacere averti mio gradito ospite al  ‘Ceravolo’ per vivere fianco a fianco questa affascinante partita con l’amicizia e la stima di sempre”.

Catanzaro: Ventura, Consiglio Comunale sia solidale con ex ministro Kyenge

 

Un punto all’ordine del giorno, per il prossimo Consiglio Comunale di Catanzaro, che preveda la solidarietà dell’assemblea all’ex  ministro Cècile Kyenge.

 

ministro all' integrazione cecile kyenge

E’ quanto chiede il consigliere Pd, Sabatino, Nicola Ventura rivolgendo una richiesta scritta in tal senso al Presidente dell’Aula Rossa di palazzo De Nobili.

La vicenda prende spunto dalla deliberazione da parte della Giunta per l’immunità del Senato che ha dichiarato non processabile il sen. Roberto Calderoli, in relazione a una frase offensiva rivolta alla stessa Kyenge, paragonata in sostanza ad un orango. “La stessa Giunta ha ritenuto perseguibile il senatore Calderoli, perché la frase è stata espressa da politico”, aggiunge il consigliere d’opposizione.

 

Sabatino Nicola Ventura

Tra l’altro, Ventura chiede sia fatta propria dall’assemblea la dichiarazione che “Il Consiglio Comunale di Catanzaro ritiene, inaccettabile sotto ogni profilo e molto grave la  frase di Calderoli, perché espressa proprio da un politico e uomo delle istituzioni. L’offesa grave arrecata  alla signora Kyenge è offesa a tutte le persone di colore e non può non essere denunciata quale  espressione razzista”

Ambiente: Ledda, una legge regionale di tutela per Monte Tiriolo

 

Una legge regionale per la tutela  del Monte Tiriolo. A chiederla, per i suoi “rilevantissimi valori naturalistici e ambientali”, Quirino Ledda .

L’ex vice presidente del Consiglio Regionale calabrese ricorda come il monte, ”che“comprende un’area di 200 ettari scarsamente antropizzati”, ma anche la  collina “Vola” e “Valle d’acciaio”  hanno  notevole interesse avifaunistico.

 

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“La loro posizione geografia, al centro dell’istmo di Catanzaro, li pone lungo una delle principali rotte seguite dalla maggior parte degli uccelli migratori che attraversano la penisola italiana”, aggiunge Ledda, “la composizione e le  caratteristiche climatiche del territorio favoriscono e condizionano la presenza di molti uccelli stanziali, consentono la permanenza estiva di molte specie nidificanti e la sosta di varie specie invernali come il sordone e la pispola e fanno del territorio in questione una delle zone di maggiore concentrazione avifaunistica nella Sila piccola”.

“Per quanto riguarda la flora c’è da segnalare che il versante ad est della valletta “valle acciaio” è quasi completamente privo di alberi fatta eccezione per alcune piante di quercie e olivo, mentre il versante esposto ad ovest offre una fitta vegetazione costituita essenzialmente da lecci, castagni, quercie e robbinie”.

 

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Dopo aver evidenziato  la necessità di una riqualificazione ambientale dell’area, lo stesso  sottolinea come “ad accrescere maggiormente l’interesse generale dell’area concorrono  pre-esistenze architettoniche di origine alto medievale; un complesso fortificato con  torri quadrangolari, rotonde e bastioni, che realizzano una non consueta sintesi tra l’elemento naturalistico e quello storico”.

“Infine   la proposta di legge dovrebbe”, conclude Ledda, ”individuare l’autorità dell’area protetta nell’ente locale sul cui territorio essa ricade.

 

Un capoluogo di regione, senza pennacchi …

 

L’asse Catanzaro-Lamezia Terme, come veicolo di rilancio del Capoluogo di Regione, aldilà di campanilismi o di semplici ‘pennacchi’. Un documento firmato dai responsabili dei circoli Pd dell’area cittadina, apre alla riflessione sul futuro possibile.

Lo pubblichiamo integralmente: 

 

area sansinato

 

Il rilancio in questi giorni del dibattito politico sul tema dell’Area Metropolitana Catanzaro-Lamezia colma finalmente un vuoto che aveva caratterizzato il confronto sui sistemi territoriali in questi anni, e che aveva rimosso colpevolmente la questione dell’Asse Catanzaro-Lamazia come un tema da non affrontare per paura di alimentare campanilismi e chiusure localistiche.

L’attuale evoluzione delle aree metropolitane e dell’assetto urbano in Italia e in Calabria, la nascita della Città Metropolitana di Reggio Calabria, l’avvio del processo di conurbazione e di integrazione tra Cosenza e Rende, la decisione di unificare Corigliano e Rossano, costringono anche l’area dei Due Mari ad avviare una seria riflessione su un assetto integrato dell’asse urbano Ionio-Tirreno che possa porsi con competitività  sul piano degli assetti territoriali metropolitani in una Calabria che cambia e che si unifica. La nascita di forti aree urbane conurbate e integrate pone infatti l’esigenza all’asse Catanzaro-Lamezia di procedere rapidamente all’avvio di processi di integrazione e di coordinamento per evitare di diventare marginali sull’assetto territoriale regionale. Una prospettiva che peraltro già il Quadro Territoriale Regionale (QTR) aveva individuato con chiarezza come una prospettiva strategica dell’assetto del territorio regionale, una vera e propria Area integrata prioritaria e portante per lo sviluppo della Calabria.

Un assetto integrato tra Catanzaro e Lamezia appare dunque un orientamento non più eludibile, che solo superate spinte campanilistiche possono pensare ancora di esorcizzare. Un’area integrata che si sviluppa sui Due Mari e che concentra lo snodo dei sistemi della mobilità e dei trasporti calabrese a Lamezia e il polo direzionale regionale e quello della salute a Catanzaro, esaltando le potenzialità di sviluppo dell’area integrata in proiezione regionale.

 

Catanzaro panorama3

E’ opportuno ricordare che l’avvio del dibattito sull’interazione dei Due Mari era stato definito e ipotizzato proprio dalla Giunta Comunale Olivo di Catanzaro attraverso il Piano Strategico di area vasta, approvato nel 2008 all’unanimità del Consiglio Comunale, che ha originato non solo gli strumenti di pianificazione territoriale, ma anche l’attuale fase di programmazione strategica della Città (PISU, Urbact, la nuova programmazione comunitaria 20104/2020, ecc.), e successivamente vanificato dalle Giunte di centro-destra di Traversa e di Abramo.

Già nel Piano Strategico appariva chiara la necessità di una direttrice di sviluppo integrato Ionio-Tirreno, da rafforzare con scelte tendenziali di unificazione dell’area urbana Catanzaro-Lamezia, peraltro ribadita come prospettiva di rilevanza regionale strategica dal Q.T.R.. Una prospettiva che consentirebbe, come qualcuno ha ipotizzato in questi giorni, l’apertura dell’asse urbano integrato anche alla direttrice ionica verso Crotone.

Sono invece state le scelte scellerate delle Amministrazioni di centro-destra a negare tale prospettiva ed a rinchiudere lo sviluppo di Catanzaro alla sola espansione marina verso Soverato o montana verso la pre-Sila. Che il Sindaco Abramo si penta infine di questi orientamenti e apra il confronto sull’asse urbano integrato è certamente una buona notizia, ma tale orientamento deve produrre scelte di pianificazione territoriale e di programmazione concrete ed operative, per evitare che esse siano solo accademia del momento.

In tale quadro sbaglia chi ritiene che l’integrazione di Catanzaro con Lamezia indebolisca l’elemento strategico della funzione di Catanzaro Capoluogo Regionale. La priorità è invece un’altra: in un contesto caratterizzato da significative aree urbane di livello metropolitano e integrato, si rafforza l’idea strategica della Città Capoluogo come dimensione di rilievo regionale, non locale, che occorre rafforzare con investimenti e strumenti normativi adeguati.

Occorre allora avviare, come più volte il PD di Catanzaro ha ribadito, consegnando peraltro al Presidente della Giunta Regionale Oliverio un Dossier articolato di proposte centrato sul ruolo strategico di Catanzaro Capoluogo della Calabria, una forte iniziativa  per rafforzare il ruolo direzionale della Città e dell’area di Germaneto, fino alla proposta rilanciata in questi giorni di una Legge Regionale Speciale per lo status di Città Capoluogo a Catanzaro, che vogliamo che diventi la piattaforma della Giunta Regionale, non una questione di pennacchio.

L’idea che intendiamo sostenere è di Catanzaro Capoluogo forte, riconosciuto nel suo ruolo e sostenuto da investimenti di rafforzamento del ruolo, che si integra come centro direzionale regionale in un Asse urbano attrezzato tendenzialmente unificato Ionio-Tirreno di livello metropolitano, capace quindi di sviluppare servizi e funzioni  di qualità urbana superiore.

Il PD deve confermarsi all’altezza di una tale sfida. Per questo è necessario che il partito regionale e provinciale superino questa fase di sterili contrapposizioni, di delegittimazioni e di scontro e che quello cittadino si doti rapidamente di organismi dirigenti riconosciuti e autorevoli.

Solo cosi potremo sostenere con proposte adeguate e forza politica l’azione di governo di una Giunta regionale che deve sollecitamente raggiungere la piena operatività e, al tempo stesso, incalzare l’Amministrazione Comunale, perché l’idea dell’integrazione urbana diventi una delle scelte strategiche dell’assetto del territorio calabrese.

Avvieremo un dibattito aperto in città attraverso incontri con i cittadini, i consiglieri regionali, provinciali e comunali.  Ci apriremo inoltre ad un confronto costruttivo con il partito della città di Lamezia Terme e dei comuni interessati della Provincia.

PD CATANZARO

I Segretari dei Circoli:

Daniela Critelli (CZlido)

Maurizio Caligiuri (S.Maria)

Giuseppe Risadelli (Corvo)

Antonio Gigliotti (CZNord)

Pasquale Puzzonia (Mater Domini)

Pasquale Squillace (CZcentro “Lauria”)

 

Arcivescovo Bertolone: ” La gioventù contemporanea è stata sistematicamente privata di ogni ragione di vita…”

 

arcivescovo bertolone

Cita  la filosofia francese, in particolare  Simone Weil, l’Arcivescovo della diocesi di Catanzaro-Squillace, mons. Vincenzo Bertolone, per sottolineare  tempi difficili e un nuovo anno scolastico ormai alle porte  e che non può non risentire del clima generale “segnato da scetticismo ed individualismo”  che sgretola “ i capisaldi dell’educazione, riducendola a mera trasmissione di conoscenze e abilita’ tecniche(…)”.

L’arcivescovo si rivolge ad insegnanti  e dirigenti scolastici, evidenziando che ciò avviene ” in una societa’ che per molto tempo è’ andata fiera del benessere raggiunto e dello sviluppo conseguito e per questa via è’ arrivata a pensarsi autonoma dalle sue radici, inclusi valori ed ideali. Forse anche per questo alle urgenze poste dalla nostra epoca per l’educazione e la formazione dei giovani non sembrano essere state date risposte concrete e convincenti. Anzi, la scuola da risorsa pare essere divenuta marginale”, ribadisce mons. Bertolone, ” e un problema addirittura, con gravi conseguenze dal punto di vista sociale. Ne sono prova la diminuzione degli investimenti e delle risorse destinate all’educazione e alla cultura e la contemporanea insorgenza di vari malesseri a livello dei docenti e la diffusione, a livello giovanile, di modelli facili di successo, per i quali puo’ risultare superflua qualsiasi seria preparazione intellettuale e morale”.

Il quadro è desolante. Ma il presule indica anche possibili soluzioni:   ”questo scenario va contrastato con un’educazione che offra una visione alta della vita e valorizzi tutte le dimensioni della persona, non solo gli aspetti tecnici e scientifici, ne’ solo quelli emotivi, ma l’uomo considerato nella sua unita’ e nella sua totalita’, corpo e anima, cuore e coscienza, pensiero e volonta’”.

“ Per questo e’ fondamentale il vostro ruolo”, afferma l’Arcivescovo rivolgendosi sempre ad insegnanti e dirigenti scolastici, “c’e’ un bisogno estremo di maestri, di buoni maestri, di gente che non insegni solo per professione, ma che creda che quello che fa e’ una missione che deve far crescere allievi non servili, non interessati soltanto al nozionismo, ma anzitutto alla vita (…)”.

“La gioventu’ contemporanea è stata sistematicamente privata di ogni
ragione di vita”, conclude mons. Bertolone, “e questo è un crimine spirituale”.

 

 

Catanzaro: Mungo, no al gioco d’azzardo ed alla liberalizzazione delle droghe leggere

Fermamente contrario ad ogni ipotesi di liberalizzazione delle cosiddette ‘droghe leggere’. E la posizione dell’assessore comunale alle Politiche Giovanili, Giampaolo Mungo.

Riportiamo per intero il testo del suo intervento,che da spazio anche al problema del gioco d’azzardo,mettendolo a confronto con quello, pubblicato in precedenza, del segretario Giovani Pd del capoluogo di regione, Domenico Giampà, di orientamento opposto.Sperando che il dibattito a distanza possa risultare utile ad una migliore comprensione del problema.

 

“La presenza, sempre più diffusa fra giovani e giovanissimi, di patologie legate alla dipendenza dal gioco d’azzardo e dalle droghe, è un segnale d’allarme che deve far riflettere, e intervenire, le istituzioni politiche e sociali di tutto il Paese. Esiste oggi una preoccupante associazione tra la frequenza della pratica del gioco d’azzardo e il consumo di sostanze psicotrope e affini, che mostra una correlazione lineare tra le due in tutta la popolazione, giovanile e non. Lo dicono i dati aggiornati del Dipartimento nazionale politiche antidroga, che per il 2013 evidenziano come il 35,2% degli studenti che gioca, ogni giorno o quasi, fa anche uso di sostanze stupefacenti. Si tratta di cifre molto preoccupanti, provenienti da molteplici fonti indipendenti tra loro, che mostrano per le sostanze stupefacenti un trend in crescita, riguardante soprattutto le fasce giovanili, per il consumo di droghe quali la cannabis e la cocaina. Tutto ciò deve farci riflettere sulla necessità di adottare nuove forme di prevenzione, più precoci e selettive per ogni dipendenza, incluso il gioco d’azzardo patologico. La priorità, ancora una volta, è prevenire il consumo soprattutto negli adolescenti, sviluppando fra di loro consapevolezza e modelli educativi mirati a promuovere stili di vita sani. A tal proposito, preoccupa il calo degli investimenti nel settore dei progetti di prevenzione e penso che occorra destinare maggiori risorse a enti locali come i Comuni affinché si possano attivare serie politiche giovanili di prevenzione e lotta agli abusi e alle dipendenze di ogni genere. Oltre a questo, occorre una più decisa presa di posizione per dire no alla legalizzazione della cannabis e di tutte le droghe in genere, senza se e senza ma. Ho osservato attonito l’ennesima discussione sul tema della legalizzazione della cannabis. Oggi, più che in passato, le neuroscienze hanno ampiamente dimostrato i danni dei cannabinoidi sul sistema nervoso, specie quando assunti prima dei vent’anni, nell’età del maggiore sviluppo cerebrale. Mi chiedo se sia solo un modo in più per fare cassa per un Paese in affanno, o una strategia per ricercare facile consenso da parte di una classe politica nazionale dall’immagine a dir poco appannata. Non sarebbe più utile e più opportuno un impegno concreto e programmatico sull’emergenza lavorativa smettendo di rincorrere le droghe per investire sulla prevenzione e sul sostegno alle famiglie e sul recupero dalle dipendenze? Bisogna opporre un fermo rifiuto alla canna libera o “controllata”, perché occorre dare ai giovani dei modelli esistenziali basati su un sistema autentico di valori che, purtroppo, la società moderna ha smarrito. Credo fermamente che non bisogna arrendersi alla rassegnazione, al pensiero che l’unico modo per risolvere un problema è smettere di chiamarlo problema, e all’idea che solo il fatto che una pratica sia diffusa si possa rendere prima normale, poi legale. Da amministratore, da padre e da cittadino tutto ciò mi fa inorridire, anche perché con la legalizzazione della cannabis si creerebbero due mercati paralleli. È mia convinzione che esistono diverse possibilità per attivare percorsi di prevenzione, riscatto e recupero, mettendo sempre al centro la persona. I giovani hanno bisogno di modelli di società realizzabili in merito all’accoglienza, all’attenzione, all’ascolto, e credo che il compito delle istituzioni debba essere sempre rivolto all’applicazione delle regole per privilegiare chi, sul campo, lavora quotidianamente per il recupero. Senza deroghe o invenzioni legislative liberiste e libertarie”.

Giampaolo Mungo, ass, com. Sport e Politiche Giovanili

Giovani Democratici : il proibizionismo ha fallito. Servono nuove norme.

<<Ora più che mai noi Giovani Democratici della Federazione di Catanzaro ci sentiamo in dovere di dirlo a gran voce: il proibizionismo ha fallito.E non parliamo solo della Fini-Giovanardi, che pure tanti ha danni ha fatto. Parliamo di tutte le politiche in materia di stupefacenti dal 1990 ad oggi, che, con lo scopo (tutt’al più ideologico) di reprimere il consumo di droghe leggere, hanno avuto come effetto l’aumento della popolazione carceraria e l’aumento del consumo di cannabis (nel 2013 21,4% di consumo, in aumento rispetto agli altri anni)>>.

Lo scrive in una nota  Domenico Giampà, segretario dei Giovani Democratici di Catanzaro, sottolineando che << se è possibile trascurare il dato sul consumo, non si può passare indifferenti di fronte alla drammatica situazione delle carceri: su un totale di 64mila soggetti, infatti, sono oltre 23.000 i detenuti per reati in materia di stupefacenti. Oltre un terzo, quindi, di quelli totali. Come affermano i giudici di Magistratura Democratica : ” è un dato che registra in maniera incontrovertibile il fallimento delle politiche puramente repressive in materia di stupefacenti e che sono la causa principale, se non esclusiva, del sovraffollamento”>>.

<<Doveroso, a riguardo, è sottolineare in modo particolare la situazione riprovevole in cui desta il carcere di Catanzaro Siano>>, continua Giampà , <<dove  il tasso di sovraffollamento ammonta al 157%; per non parlare del fatto che l’Asp di Catanzaro ha sospeso tutti gli incarichi specialistici, lasciando quindi l’ Istituto senza assistenza psichiatrica, cardiologica, neurologica, odontoiatrica, urologica e pneumologica>>.

<<Un dramma, quindi, la cui portata è agli occhi di tutti e che ci fa sperare per le prossime ore ad una sentenza di incostituzionalità della Fini-Giovanardi da parte della Corte Costituzionale. Anche se, come è noto, ciò non basterebbe a sanare il problema dato che la sentenza non farebbe altro che introdurre una distinzione tra sanzione applicate per vendita e consumo di droghe leggere o pesanti, ma non graverebbe in maniera influente sull’attuale situazione carceraria>>, conclude Giampà, << ciò invece a cui noi auspichiamo è l’approvazione da parte del Parlamento del Dl Manconi, che mira alla completa cancellazione delle sanzioni amministrative per i consumatori dei marijuana e alla non punibilità della cessione di piccoli quantitativi dei derivati della cannabis finalizzata all’immediato consumo personale. Senza dimenticare che, in riferimento al dramma della carceri, è di fondamentale importanza la conversione in legge da parte del senato del Decreto Svuota Carceri, che prevede la revisione delle misure alternative di custodia anche per reati per i quali sino ad ora non erano previsti>>.

I Giovani Democratici della  Federazione di Catanzaro, annunciano un monitoraggio costante dell’istituto penitenziario di  Siano << perché il principio di rieducazione della pena sancito nell’art. 27 della Costituzione venga finalmente fatto rispettare>>.

 

 

 

 

 

 

 

 

Reato di omicidio stradale? Due posizioni a confronto

Si riparla con insistenza, anche dopo l’intervento in questo senso del ministro dell’Interno, Cancellieri ed una serie di gravissimi incidenti  mortali, dell’introduzione del reato di ‘omicidio stradale’. Naturalmente, favorevoli e contrari al provvedimento, che inasprirebbe le pene previste attualmente delle leggi, argomentano sulla sua necessità  e  introducibilità nell’ordinamento giuridico.

Sull’argomento, l’intervento dell’avv.Luigi Ciambrone, presidente nazionale del movimento politico Area Liberale Italia.

 

Nel nostro ordinamento giudiziario, com’è noto e in questi giorni, è stato introdotto il reato di omicidio stradale. Il Governo ha già pronta la nuova legge, che inserirà all’interno di un provvedimento più ampio che riguarda alcune norme sulla giustizia. Il tutto verrà fatto entro la fine di questo mese di gennaio.

Lo scopo è quello di fare in modo che le vittime della strada possano ottenere giustizia più facilmente, che siano risarcite il prima possibile, grazie alla messa a punto di un processo rapido. A spiegare le nuove norme è stato il ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri. Il reato di omicidio stradale merita una riflessione da parte di un Movimento politico come il nostro da sempre sensibile ai temi sociali.

Pur comprendendo le motivazioni di coloro che spingono per l’introduzione della fattispecie criminosa nuova, nella fattispecie si punta a far passare le pene per chi uccide guidando sotto effetto di alcol o droga da 3-10 anni a un minimo di 8 a un massimo di 18 anni, non possiamo non far nostre alcune perplessità di ordine giuridico prospettate in Commissione Trasporti della Camera non molto tempo addietro. E’ ovvio che il fenomeno di chi uccide alla guida non può essere tollerata’ ma in merito al reato di omicidio stradale si rende opportuna una riflessione, sia in relazione ad una comparazione con quanto accade in ambito europeo – tenuto conto che un divieto assoluto di riconseguire la patente di guida, ovvero il divieto di circolazione alla guida di autoveicoli e motocicli sul territorio nazionale, appare unica nel suo genere in tutto il territorio UE e potrebbe risolversi in pregiudizio della libertà di circolazione – sia in relazione al puntuale criterio di delega che fa riferimento espresso ai “princìpi di ragionevolezza, proporzionalità e non discriminazione nell’ambito dell’Unione europea”.

Ma vi è di più. Quanto al profilo della eventuale previsione dell’obbligatorietà della custodia in carcere nei confronti dei responsabili di tali reati, la Corte Costituzionale, con ripetute ed anche recentissime pronunce (da ultimo la n. 232 del 16 luglio 2013), ha affermato l’illegittimità costituzionale di previsioni normative – ad eccezione del delitto di associazione di tipo mafioso – volte ad ancorare l’applicazione della misura della custodia cautelare in carcere a criteri di mera automaticità.

In altri termini qualsiasi norma, in relazione a qualsiasi tipologia di reato, che imporrebbe l’applicazione della misura della custodia cautelare in carcere verrebbe dubitata, in riferimento agli articoli 3, 13, primo comma, e 27, secondo comma, della Costituzione, di illegitimità costituzionale. Spesso, sull’onda dell’emozione, la politica tenta di dare – giustamente – una risposta ma bisogna sempre avere presente i parametri costituzionali che poi, di fatto, annullano l’effetto perseguito.

Il problema non è varare una legge, nel caso in discussione quella di omicidio stradale, bensì quello della sua “resistenza” ai principi di diritto e ai cardini del nostro ordinamento giuridico. Il tema, ovviamente, merita di essere approfondito e il nostro Movimento politico è disponibile ad organizzare dei tavoli di lavoro di confronto fra movimenti e associazioni nella città capoluogo di regione. Infatti il Consiglio comunale di Catanzaro, fra i primi in Italia, ha approvato all’unanimità, con la delibera n°. 60 del 26 settembre 2011, la richiesta avanzata dall’assessore Giampaolo Mungo di ”adesione alla proposta di legge per l’istituzione dei reati di omicidio e lesioni stradali”.

Sempre sul reato di ‘omicidio stradale’, le osservazioni di Giampaolo Mungo,assessore comunale di Catanzaro ( Sport e Politiche Giovanili).

“Apprendo con grande soddisfazione l’annuncio del ministro Annamaria Cancellieri che entro il mese corrente porterà all’attenzione del Consiglio dei Ministri un pacchetto di norme che conterrà anche l’introduzione del reato di omicidio stradale.
L’Amministrazione comunale di Catanzaro già nel 2011 è stata la prima in Italia a sostenere l’iniziativa legislativa sul reato di omicidio stradale, un segnale importante per i giovani .approvato anche dal Consiglio Comunale che ha aderito all’unanimità su mia proposta, mediante la delibera di consiglio comunale n.60 del 26/09/2011 avente oggetto: <Adesione alla proposta di legge per l’istituzione dell’omicidio e lesioni stradale >.

Una iniziativa che ha trovato il pieno sostegno da parte del Coisp Calabria che attraverso il segretario generale regionale, Giuseppe Brugnano ha sottoscritto con l’amministrazione comunale un protocollo d’intesa per mettere in campo iniziative mirate a sensibilizzare ed a tenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica sul problema” .”

Credo quindi che l’iniziativa del Guardasigilli, che viene all’indomani dell’ennesima strage consumata sulla strada che ha visto cadere sull’asfalto due nostre corregionali, vada subito approvata e messa in atto. Una pena “equa” e “certa” per il danno provocato, penso possa rappresentare un atto di “prevenzione” ed un deterrente per queste stragi, oltre a rendere un minimo di giustizia a chi ha perso la vita per il comportamento criminale di quanti si mettono al volante in condizioni psico fisiche impossibili o senza alcun rispetto delle regole essenziali del Codice della strada.

Occorre,quindi, sostenere con forza l’iniziativa del ministro Cancellieri che si pone l’obiettivo primario di garantire un processo rapido, in modo che le vittime ottengano giustizia e soprattutto siano risarcite nel più breve tempo possibile. A questo servirà il nuovo reato di omicidio stradale che il governo dovrebbe introdurre con un disegno di legge, o addirittura un decreto, entro la fine di gennaio. Provvedimento inserito in un «pacchetto» più ampio di nuove norme sulla giustizia che però ha come obiettivo principale la tutela di chi attualmente spesso deve attendere anni prima di arrivare alla fine dell’iter processuale, ma anche la punizione con condanne e sanzioni accessorie più rigorose per chi provoca incidenti mortali.

Come città di Catanzaro abbiamo messo in campo iniziative per richiamare l’attenzione dei cittadini su questo autentico dramma che colpisce tante famiglie. Ci siamo rivolti in particola modo ai giovani in occasione del memorial Barone, dedicato proprio ad un giovane catanzarese deceduto in un incidente stradale. In organizzata in sintonia con il Coisp, svoltasi a Catanzaro Lido quell’occasione è stato evidenziato un altro aspetto gravoso del problema , quello, cioè degli agenti di polizia chiamati a comunicare la morte di un loro congiunto in un incidente stradale. E’ stato proiettato un filmato, voluto dal Coisp, con il quale sono state evidenziate queste difficoltà psicologiche e drammatiche di chi ha questo faticoso compito”.