Category: L’INTERVENTO

Giunta: Osservatorio, la sede per riunioni è Catanzaro

 

“Basta con le sedute di Giunta regionale al di fuori di Catanzaro”. E’ l’invito dell’ Osservatorio Per Il Decoro Urbano della stessa città, con una nota del suo presidente, Aldo Ventrici, che pubblichiamo integralmente.

Logo Osservatorio Decoro Urbano

Apprendiamo dalla stampa che il 4 dicembre 2015 il Presidente della Regione Calabria Oliverio ha tenuto una seduta della Giunta Regionale in riva allo Stretto di Messina.

A mente delle norme statutarie e dei regolamenti che individuano, sia per l’organo Esecutivo che per quello Legislativo, quali debbano essere le sedi deputate ad accogliere le relative riunioni e che prevedono che la Giunta non possa essere convocata al di fuori della Città Capoluogo di regione, riteniamo di dover censurare vibratamente il comportamento tenuto dal Presidente Oliverio per questa sua estemporanea, fantasiosa ed irrituale iniziativa che si palesa fortemente lesiva per il ruolo e l’immagine di Catanzaro, città Capoluogo di Regione e sede della Giunta regionale.
Queste “licenze”, che sembrano porsi nel solco di gravi analoghi soprusi perpetrati nel corso delle passate Giunte calabresi, non sono più ammissibili, soprattutto considerando che è stato proprio lo stesso Oliverio, all’indomani della prima seduta di Giunta tenutasi nel luglio 2015 nella nuova ed imponente sede di Catanzaro – della quale attendiamo con ansia la formale inaugurazione ed intitolazione a “Palazzo degli Itali” – a dichiarare testualmente “Oggi è una giornata storica, mi sento onorato e orgoglioso di quest’opera che deve rappresentare plasticamente il cambio di passo per la Calabria. Questa sarà una ‘casa di vetro'”.

Vetro Appannato Regione Calabria

Ecco, Presidente Oliverio, tenga fede alle sue parole e procuri che i vetri della Sede catanzarese della Giunta regionale, da lei metaforicamente evocati, rimangano sempre puliti e trasparenti, ché a noi sembrano già appannarsi.

Aldo Ventrici,
Presidente “Osservatorio Per Il Decoro Urbano Di Catanzaro”

Catanzaro: Ledda, costruire il legame sociale

La costruzione del ‘legame sociale’, come elemento di coesione per una comunità ed a vantaggio soprattutto per le fasce più deboli. Una necessità, anche per Catanzaro, che però deve  basarsi sul contributo di tutti: dalle istituzioni al sindacato, all’Università, agli enti ospedalieri.

L’intervento di Quirino Ledda

 

 

Quirino Ledda 11

 

Si pone come scelta primaria da parte del Comune di Catanzaro la necessità di costruire il legame sociale.

Le funzioni della socialità, oltre ad essere un fattore di coesione fra gruppi e persone, sono elemento determinante della cooperazione sociale nei processi lavorativi ed anche della convivenza. Il Welfare, insomma, è un fattore della competizione e non un mero costo della produzione.

Vorrei indicare alcune priorità sociali su cui intervenire bambini, la scuola, anziani.

Bambini, il sistema delle politiche educative per la prima infanzia debbono costruirsi attorno ad un modello preciso.

Asili nido e scuole materne ne sono il perno: non si tratta di politiche assistenziali , il processo educativo e formativo è il fondamento delle politiche di inclusione e di cittadinanza consapevole.

E’ necessario che il sistema pubblico torni ad investire in modo da coprire l’ampia domanda che si è venuta a formare nella fascia da 0 a 6 anni.

La scuola, poi, può diventare sede di animazione sociale, di incontro, di produzione culturale. E anche di attività sportive, di convivenza fra diverse culture, occorre, insomma mettere a disposizione gli edifici e gli spazi scolastici per attività di ‘istruzione’ al disegno, cioè alle tecniche di valorizzazione della creatività alla familiarizzazione con le lingue straniere, per attività fisiche-sportive.

Anziani va ricostruito il sistema dei servizi domiciliari agli anziani non autosufficienti, il lavoro svolto dalle ‘badanti’ assistenti familiari non può restare fuori dalla rete complessiva del servizio.

E’ necessario un progetto di qualificazione professionale, attraverso percorsi formativi specifici, che inserisca questo servizio nella filiera dell’assistenza, anche con interventi di sostegno alla famiglia, secondo le condizioni del reddito. In questo modo, è possibile triplicare il numero degli anziani assistiti e, soprattutto, personalizzare le prestazioni di assistenza (ruolo del volontario, cooperazione sociale, privato sociale).

Necessita un tavolo per l’innovazione sociale e tecnologica, al quale partecipino sindacati, università e centri di ricerca, le istituzioni locali e gli enti ospedalieri.

E’ un sogno realizzare questi obiettivi?

Non lo credo avvengano in molte città italiane.

Quirino Ledda, 

     ex Vice Presidente Consiglio Regionale

Catanzaro: Capellupo, a rischio un altro ufficio postale nel capoluogo

Possibile chiusura, il prossimo 13 marzo, della succursale postale nella struttura della Corte d’Appello, a Catanzaro.

vincenzo capellupo 2

Ne da notizia il consigliere comunale Vincenzo Capelluto, che evidenzia come l’ufficio “’importante funzione svolge per gli operatori del diritto e per i cittadini calabresi che quotidianamente  giungono negli uffici giudiziari del Capoluogo di Regione. A farne le spese nel più complessivo ridimensionamento degli uffici postali in città ed in provincia sono inevitabilmente sempre i  cittadini costretti ad affrontare disagi, con servizi che vengono a mancare nei territori”

“Credo che il Sindaco Abramo, ascoltati i vertici del Tribunale di Catanzaro”, conclude capelluto, “debba chiedere rassicurazioni a Poste Italiane sulla questione”.

Reventino: lettera aperta del Comitato per il No all’eolico

 

 

Lettera aperta del “Comitato per il No all’eolico sul Reventino” al sindaco ed al presidente del Consiglio Comunale di Decollatura.

“Dallo scorso mese di dicembre, si è appreso dell’intenzione di realizzare, sulla dorsale del Monte Reventino , diversi impianti per la produzione di energia da fonte eolica. Appena la notizia è stata diffusa dalla stampa locale, numerose sono state le prese di posizioni di cittadini, associazioni, istituzioni, contro questi progetti, che, se realizzati, deturperebbero l’intero comprensorio”, scrivono i rappresentanti del Comitato, citando numerose associazioni di cittadini, imprenditori e ambientaliste che  sono contrarie al progetto,

 

 

comitato contro l'eolico

 


E gli autori della missiva continuano: “ La Repubblica Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”, così recita il secondo comma dell’articolo 9 della Costituzione italiana. Il nostro Paese ha ratificato la Convenzione europea del paesaggio, adottata a Firenze il 20 ottobre 2000, nell’intento di ‘soddisfare gli auspici delle popolazioni di godere di un paesaggio di qualità’, nella persuasione che il paesaggio rappresenta un elemento chiave del benessere individuale e sociale”,  sul piano anche culturale ed economico, contribuendo alla  creazione di occupazione,oltre che alla qualità della vita delle popolazioni locali.

 

pale eoliche 01

 

“Ciò nonostante, si propone di costruire queste enormi torri,che per la loro imponenza, sono immediatamente avvertite e riconosciute come corpi estranei, in grado di mutare la percezione visiva del paesaggio, come, peraltro, facilmente riscontrabile osservando lo scempio realizzato sul versante opposto dell’istmo di Marcellinara”, sostiene il Comitato per il No all’eolico sul Reventino, “ Le nostre montagne esprimono la nostra identità (cfr. Codice del paesaggio art. 131), devastarle con altissime torri, come palazzi di più di 50 piani, sarebbe a tutto svantaggio dei cittadini del comprensorio ed a solo vantaggio delle società che, per cinica e sfrenata ingordigia di guadagno, ne propongono la realizzazione.Ciò, peraltro, in una Regione, la nostra, che solo nel 2013 ha prodotto un surplus di energia elettrica pari al 66% (fonti ufficiali Terna S.p.A.).

In sostanza, “ Gli interventi invasivi sulle nostre montagne che sarebbero necessari a realizzare questi impianti, quali, ad es., sbancamenti per l’allargamento delle strade e scavi per le enormi fondazioni delle torri, potrebbero provocare, inoltre, gravissimi rischi per la salute, poiché, come è ormai noto, le rocce verdi del Reventino contengono amianto, che è stato classificato dallo IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sulcancro) dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) come ‘Cancerogeno cero per l’uomo’ (categoria 1)”.

La lettera si conclude aggiungendo la richiesta alle autorità comunali  di  pronunciarsi contro ” contro questo ennesimo attacco al territorio”. Il Comitato offre anche la disponibilità a fornire materiale documentale e supporto legale, invitando l’amministrazione  “ a partecipare alle Conferenze di Servizi che verranno convocate dal Dipartimento Sviluppo Economico della Regione Calabria”,  per tutelare gli interessi della Comunità.

Nelle scorse settimane, un manifesto con questi contenuti era stato affisso in numerosi comuni dell’area.

 

Rotundo(Sel) : una legge speciale per Catanzaro Capoluogo

 

 

La questione capoluogo di regione , in primo piano. Ieri il sindaco, Sergio Abramo , aveva inviato  una lettera aperta al presidente della Regione, Mario Oliverio, sollecitando un incontro urgente per discutere delle principali emergenze  che riguardano Catanzaro.

Si legga:

http://catanzaropolitica.it/capoluogo-di-regione-abramo-prova-a-dettare-lagenda-ad-oliverio/

La lettera, però, a giudizio di Carla  Rotundo, dirigente regionale  SEL, pur contenendo alcune priorità condivisibili, ne dimentica altre, “ quali la mancanza di fondi, così come sempre addotto dall’assessore, per aprire asili nido comunali, la necessità di finanziamenti per aprire i cinema chiusi, il risanamento delle periferie, la difesa idrogeologica del territorio, ecc”, oltre ad una “terribile crisi di identità che può essere riscontrata quotidianamente guardandosi intorno ”.

carla rotundo

 

“ Dispiace, inoltre, constatare che nella missiva non c’è alcun accenno alla necessità che venga promulgata una legge speciale per Catanzaro Capoluogo di Regione, che permetta alla città di poter  finalmente esprimere la leadership che le è stata assegnata”, aggiunge Rotundo, ”lo diciamo da anni: solo “una legge speciale” potrà mettere la città nelle condizioni di esercitare il suo ruolo di “Capitale della Calabria”. Bisogna assolutamente dotare la città di risorse e finanziamenti che le consentano di sviluppare tutte le sue potenzialità e diventare finalmente un capoluogo moderno ed efficiente”.

 

Catanzaro panorama3

“ Eppure il Sindaco Abramo, non più tardi di qualche settimana fa,  era intervenuto nel dibattito sull’esigenza di varare una legge regionale  per Catanzaro Capoluogo”, continua la stessa Carla Rotundo, ”sostenendo che era giunto il momento << di passare dalle enunciazioni  ai fatti e soprattutto alla stesura concreta di un atto legislativo che deve contenere impegni precisi e altrettanto precise e puntuali risorse. Altrimenti si resta nel vago>>. Nel suo intervento molto articolato, Abramo suggeriva, inoltre, quattro punti essenziali sui quali la Legge dovesse basarsi. Il fatto che tutto questo non sia presente nella lettera inviata ad Oliverio, ci pone di fronte ad una domanda. Abramo ci credeva davvero o si trattava semplicemente di una risposta alle nostre sollecitazioni?”, conclude la rappresentante di SEL, “ Riteniamo sia giunto il momento di  verificare, fino in fondo, la reale volontà di cambiamento di chi ci governa in riferimento alla città capoluogo di regione”.

Unioni Civili: Anddos, ddl Cirinnà non è in contrasto con famiglie tradizionali

 

 

“Un testo di legge  che unifica 15 proposte presentate: una legge per dare diritti, doveri e riconoscimenti a chi è unito da un legame affettivo e ha un rapporto di convivenza. Con le unioni civili, i gay avranno gli stessi diritti degli eterosessuali sposati, escluso le adozioni”.

 

sen. monica cirinnà (pd)

A spiegarlo, la senatrice PD Monica Cirinnà, mentre in Commissione del Senato è all’esame il ddl che porta il suo nome, sulla disciplina delle  unioni civili.

Le associazioni di area cattolica, chiamate ad intervenire in audizione di fronte ai senatori, hanno fortemente criticato il disegno di legge, in quanto l’unione civile avrebbe le stesse caratteristiche del matrimonio definito dall’articolo 29 della Costituzione. A rispondere, la  comunità LGBT, in particolare l’Associazione ANDDOS, il più grande movimento nazionale per numero di iscritti in tutta Italia:

 

bubici e canale anddos

“Premesso che occorre avere rispetto per ogni punto di vista”, sottolinea il presidente nazionale Mario Marco Canale di ANDDOS, ” le dichiarazioni di alcune associazioni in Commissione Giustizia durante le audizioni per il ddl Monica Cirinnà sono state davvero intollerabili in alcuni passaggi. E’ quanto apprendiamo dal sito de l’Espresso: le unioni omosessuali sono state paragonate a unioni tra uomini e animali. A ben vedere, che la discussione scadesse in argomenti del tutto pregiudiziali era prevedibile. Ciascuno è libero di pensarla come vuole e quindi di tenersi per sé il proprio pregiudizio”, rimarca Canale, “ma nel momento in cui si cerca di imporre una visione del mondo, allora si scade in discorsi anche contraddittori, come se il ddl Monica Cirinnà imponesse loro di cambiare stile di vita o di rinunciare a qualcosa. Noi non vogliamo imporre idee e normative a nessuno: nella nostra visione e soprattutto, alla base dei principi che ispirano il ddl Cirinnà, ciascuno è assolutamente libero di costruire la famiglia in cui crede e di vivere secondo i propri principi nel pieno rispetto degli altri. Senza togliere diritti alle famiglie tradizionali, verso le quali non siamo assolutamente in contrapposizione”.

Foto: Monica Cirinnà; Bubici e Canale, ANDDOS 

Catanzaro: Ledda, scelte urbanistiche senza identità

 

Facendo riferimento ad una recente pubblicazione ” Catanzaro su cartolina”, di Rino Rubino,( si veda http://catanzaropolitica.it/?s=cartolina ), Quirino Ledda scrive dei lavori pubblici in  corso nel centro storico del capoluogo di regione, evidenziando una ‘modernità’ che mal si raccorda con l’esistente, per “una logica  urbanistica  senza identità”. 

 

Il volume realizzato da Rino Rubino con le cartoline di sua proprietà sono una miniera visiva della Catanzaro che sperimenta le tecnologie di allora per il suo ammodernamento.

Mi riferisco in particolare alla funicolare.

Piazza Roma e Funicolare

 

Il progetto per la sua costruzione fu un’opera di alta ingegneria non solo per la realizzazione del suo tunnel di m.281,43 sotto il ventre della città, ma in particolare per la tranvia che fu la prima e unica in Europa per il sistema misto: a contrappeso d’acqua nella parte a funicolare ed elettrica in quella ad aderenza naturale. La stazione Stramia che era la sede delle carrozze fu costruita nel 1909 in stile Liberty rispondendo ai canoni urbanistici dell’allora Piazza Stocco.

Oggi l’Amministrazione Comunale sta restaurando l’edificio ex Stac di Piazza Matteotti che corrisponde allo stile precedente, in particolare la sua facciata.

La domanda è: come si concilia il suo restauro con il resto della Piazza?

Il nuovo progetto che si sta completando con eccessivo ritardo vuole essere come nel passato recente un luogo di sperimentazione urbanistica che dovrebbe essere un ponte tra tradizione e proiezione verso il futuro come è stato scritto?

Si afferma da parte degli amministratori comunali con enfasi che questa demarcherà la città vecchia dal nuovo che avanza.

 

Quirino Ledda 11

 

Trovo difficoltà nel vedere tutta questa modernità in un tratto di strada che và dal S.Giovanni al Convento dell’Osservanza. Con tutto il rispetto nei confronti del prof. Franco Zagari ritengo che una piazza così variopinta sarebbe stato più opportuno chiamarla un modesto museo a cielo aperto.

Perché il pensare che la sostituzione della scala allora definita opera d’arte con una fontana monumentale dalla base di vetro, dà continuità ad una logica urbanistica senza identità.

Il centro storico non può essere diviso tra la cosiddetta modernità e la sua storica struttura urbanistica abbondantemente violentata.

 

Quirino Ledda

Ex Vice Presidente del Consiglio Regionale

 

La Foto della Funicolare è tratta dal volume ” Catanzaro in Cartolina” e appartiene alla collezione privata dell’autore, Rino Rubino.

Cimitero quartiere Lido : lettera aperta su degrado

 

 

 

DSC_0002

 

 

DSC_0021

“Una zona ‘vecchia’ degradata ed abbandonata; una zona ‘nuova’ un continuo cantiere aperto, senza il rispetto delle neanche più banali norme di sicurezza e di rispetto per il luogo”.

E’ l’immagine – anzi le immagini, considerate le foto allegate- che una lettrice ci restituisce del cimitero nel quartiere Lido del capoluogo di regione.

 

DSC_0013

“Accedere alla parte ancora in costruzione del cimitero significa camminare tra le macerie da risulta e buche inaspettate; nessun lastricato, si cammina nel fango o nella polvere a seconda della stagione(…)” ed il racconto delle disfunzioni continua a lungo…

“Il Camposanto  è un luogo che per sua natura accoglie, custodisce la memoria della civiltà di un paese. E’ un luogo sacro per tutta la cittadinanza. La sua dignità è lo specchio della cultura e del grado di civilizzazione  degli amministratori del momento”, riferisce l’autrice della lettera firmata fattaci pervenire in redazione, ”Il cimitero di Catanzaro Lido, sta attraversando l’ ignominia del disinteresse di politicanti evidentemente lontani dal valore costituente della famiglia”.

 

DSC_0006_1

La stessa scrivente evidenzia poi  la sua vicenda personale. ”Quando più di un anno fa mio padre se ne è andato, il responsabile delle pompe funebri ci informava  che non c’era posto nel cimitero di Catanzaro Lido, veramente non ce n’era già da un paio d’anni!. Nel dolore lancinante del momento con la mia famiglia ci siamo trovati a decidere se seppellire la salma a terra nella parte “nuova”, ma lì non c’era niente, la parte nuova consisteva in un campo aperto, senza la benché minima dignitosa urbanizzazione del luogo; la seconda scelta era quella di portarlo in un altro cimitero: ma lui è nato a Catanzaro Lido, qui c’è la sua famiglia, i suoi amici. E poi il costo del “viaggio di andata” e soprattutto dell’eventuale ritorno è un costo aggiuntivo decisamente improponibile e vergognoso. Mio padre è stato fortunato: è “ospite” in una cappella di amici compassionevoli”.

 

DSC_0007_1

Per altri, naturalmente non è così. Di conseguenza, la stessa autrice della missiva chiede un intervento delle autorità per sanare la situazione.

DSC_0019

 

 

Metropolitana di superficie: Cardamone, perchè la Regione non avvia i lavori?

 

“La realizzazione della metropolitana di superficie rappresenta un’assoluta priorità da realizzare al più presto per colmare le lacune che il Capoluogo presenta nel settore della dotazione infrastrutturale e della mobilità. In seguito alla sottoscrizione dell’Apq fra Regione, Provincia e Comune nello scorso anno, l’iter della pratica  è ora in fase di stallo dopo l’insediamento della nuova giunta regionale di centrosinistra”.

 

cardamone ivan

 

Ad affermarlo il presidente del Consiglio Comunale di Catanzaro, Ivan Cardamone, che evidenzia come “ Gli sforzi profusi dalla precedente amministrazione regionale di centrodestra avevano consentito di recuperare le risorse necessarie per appaltare i lavori finanziati con il POR Calabria FESR 2007-2013 (asse prioritario VI “Reti e collegamenti per la mobilità”) per un importo complessivo pari a 145 milioni di euro. La firma del contratto da parte della Regione  doveva, quindi, essere ormai formalizzata per consentire l’avvio dei lavori e quindi la stesura del progetto esecutivo  e sbloccare, così, il naturale percorso di un’opera destinata a cambiare il volto del Capoluogo”.

Invece, insiste Cardamone, “Non si comprende perché l’iter si è arenato e vive una fase di stallo burocratico. Quali sono i motivi che impediscono la sottoscrizione del contratto  ? Catanzaro, ma direi tutta la regione, non può perdere ulteriore tempo. La metropolitana di superficie, infatti, non solo consentirebbe di razionalizzare, velocizzare e migliorare tutti gli spostamenti di coloro che raggiungono il Capoluogo di regione quotidianamente per motivi di studio o di lavoro, ma permetterebbe anche di realizzare un raccordo strategico con l’intero territorio, collegando il Polo direzionale del Corace al centro storico, ai vari quartieri fino a Lido  e fino a comprendere la fascia jonica e l’area dell’aeroporto di Lamezia. Vedrebbe, così, finalmente la luce un sistema di trasporti che permetterebbe alla città  di rivoluzionare il suo assetto e di proporsi come autentico riferimento istituzionale, economico e culturale dell’intera regione. Quella del “Pendolo” è una sfida che Catanzaro non si può permettere di perdere”.

 

metropolitana 9

 

“ La Regione ha il dovere e la responsabilità di dare seguito ad un iter già avviato e concluso da tempo  grazie al minuzioso e costante lavoro della giunta regionale di centrodestra”, conclude ancora Cardamone, “ Il nuovo esecutivo regionale non perda, dunque, ulteriore tempo e proceda alla stipula del contratto e quindi all’apertura dei cantieri che potranno dare anche una boccata d’ossigeno  alla grossa piaga della disoccupazione”.

 

Ospedale Catanzaro: SEL, ripensare politiche sanitarie

 

Un ripensamento delle  politiche sanitarie per l’Ospedale Pugliese di Catanzaro. E’ quanto chiede Eugenio Conforto, coordinatore circolo Sel del capoluogo di regione.

“È urgente che i posti letto del Pugliese siano aumentati, è necessario che i cittadini si sentano sicuri e tutelati dal nostro sistema sanitario in un momento così difficile di privazioni e timori di non farcela”, sostiene Conforto, ricordando come lo stesso Pugliese sia un ospedale regionale, con  carichi di lavoro notevoli.

“Ogni giorno, senza soluzione di continuità,  la stampa è costretta ad occuparsi di sanità”, sottolinea ancora Conforto, citando ” situazioni al collasso, come quotidianamente accade per il  pronto soccorso”, oppure  i “ritardi sulle  mammografie che espongono a pericolo di vita le donne che non possono periodicamente fare prevenzione (…)”.

 

ospedale

 

“ La politica serve a questo, a  governare le situazioni e anche a correggerle, magari ritornando  su scelte scellerate che, se ancora ottusamente difese, possono portare al crollo del sistema, o alla tensione sociale”, evidenzia ancora il rappresentante di Sel”, come accaduto spesso nel nostro ospedale, soprattutto nel pronto soccorso trasformato in  luogo di scontro tra innocenti (medici e pazienti) che sono soltanto l’ultimo anello, quello più debole, di una catena che dall’alto muove i fili di questo dramma, indifferente a quanto accade(…)”.