Category: RIFLESSIONI

Cimino, il lavoro,le nuove povertà
e la sinistra… ‘di sinistra’

 

Il lavoro nero, che contempla anche il miraggio di un contratto che,appunto, non arriverà mai. I drammi,anche familiari,innescati dalla crisi e la politica che sta a guardare.

Un intervento di Tonino Cimino, del Circolo Catanzaro entro di el, che pubblichiamo.

 

Catanzaro, corso Mazzini, ore 11,00 di un sabato particolarmente caldo

<<Sig.Cimino vi posso disturbare “nu minutu?>>. <<Dimmi>>. <<Sapiti cu sugnu?>>. <<Sì certo, non lavori al bar….?>>. Rispondo io, ricordando i tanti caffè presi in quel bar. <<No, mo’ no…. sugnu al bar…..>>> e mi indica l’esercizio di fronte. << Vui non siti sempre e ‘ddha?>>, continua lui. Ed io<<scusa, di là dove?>>. <<Non siti comunista?>>. <<Ah….beh sì…se ancora si può usare una parola così impegnativa. Comunque, dimmi…cosa vuoi sapere?>>. <<Sapiti si l’ispettorato del lavoro lavora puru u sabatu e a dominica?>>. <<No, non lo so…mi dispiace>>.

Sapendo di non essere stato di grande aiuto, gli chiedo il perché di questa domanda e lui mi risponde che il suo datore di lavoro lo aveva invitato a fare un giro, in quanto aveva saputo che sarebbe stata possibile una visita degli ispettori dell’ufficio del lavoro. Naturalmente(?) quelle ore (3?4?) che il giovane “perdeva in giro” per non farsi “pizzicare”, il suo principale non gliele pagava. Poi, mi racconta che lavora da quando aveva dodici anni e che fino ad ora non ha mai visto una busta paga, avendo sempre lavorato in nero.

Anche adesso in questo nuovo  bar.  Guadagna 25 euro al giorno. Dalle sette del mattino alle otto di sera: 11 ore. Poco più di 2 euro all’ora. Una vergogna! Ma storie come queste sono ormai il racconto dell’Italia di oggi. Sfruttamento, precariato, sofferenza sociale sono il “calvario” della vita di milioni di giovani; umiliati e sottopagati nei cantieri, nei call-center, nei centri commerciali, nelle aziende, ecc. Una intera umanità fatta di uomini e donne, operai, precari, pensionati, immigrati, impiegati, insegnanti, devastata dalle politiche liberiste di questi 20 anni.

 

 

Quando sento un ricco finanziere , Davide Serra, da un palco che dovrebbe essere “teoricamente” di sinistra, la Leopolda di Firenze, dove si celebrava l’annuale rito del “renzismo”, affermare che la”generazione dei padri ha rubato il futuro alla generazione dei figli”, mi verrebbe voglia di invitarli (a mie spese, per non farle pesare  sul suo “magro” bilancio) in Calabria, perché  veda “di persona” padri e i figli che cercano un lavoro o  genitori pensionati che sostengono con la loro pensione i figli che hanno perso il lavoro.

Non è vero che l’Italia si è impoverita tutta alla stessa maniera. Si sono impoveriti soprattutto i lavoratori, i pensionati ed i giovani che, quando trovano un lavoro, lo trovano precario e sottopagato. E la “generazione dei padri” diventa così il vero Stato Sociale della “generazione dei figli”. Al posto di quello ufficiale, che non riesce più a coprire l’intera rete dei nuovi bisogni e delle nuove povertà.

Il fatto vero è che la politica si è allontanata dalla vita. Dalla vita delle persone “in carne ed ossa”. Dai bisogni, dalle speranze, dalla voglia di futuro e di cambiamento. Ed a chi ci chiede maliziosamente a cosa serve la sinistra oggi nella stagione della globalizzazione, possiamo rispondere senza retorica << Ecco a cosa serve la sinistra, serve a far rientrare la politica nella vita>>.

Il futuro è tornare alla propria casa. La casa della sinistra per come si è costruita in 100 anni di storia in Italia ed in Europa, attraverso la battaglia di emancipazione e di liberazione dalla povertà, dallo sfruttamento, dal sottosviluppo. L’Italia non può farcela senza la sinistra. Ma una sinistra diversa dallo spettacolo avvilente delle primarie del PD di questi giorni. Una sinistra che reagisca alla omologazione culturale di questi anni e che sia capace di esprimere un punto di vista critico ed alternativo al modello liberista.

Tonino Cimino (Circolo Sel Catanzaro Centro)

 

 

Catanzaro sotterranea: primi passi per riportare alla luce la storia
della città

 

La Catanzaro sotterranea, potrebbe non essere più un mistero. Il sindaco, Sergio Abramo, ha  manifestato l’intenzione di valutare attentamente il da farsi  sulla possibilità  di riportare alla luce una parte di storia fondamentale per il capoluogo di regione, con sviluppi culturali e turistici notevoli, tanto da prefigurare, se realizzati, un futuro diverso per la città.

L’Amministrazione Comunale, poi, nelle prossime manifestazioni natalizie, vorrebbe riproporre all’attenzione dei cittadini il documentario di Giuseppe Rachetta “ Segreti Passaggi, Catanzaro Sotterranea”,   che ha dato un po’ la stura alla vicenda e che sta interessando anche i Media nazionali.

Sono passate solo poche settimane da “ La Proposta”  http://catanzaropolitica.it/catanzaro-sotterranea-perche-non-fare-luce-sulla-vera-storia-della-citta/   e dall’intervista allo stesso autore  del documento filmato,  http://catanzaropolitica.it/catanzaro-ed-i-segreti-passaggi-il-dovere-di-riscrivere-la-storia ,fatte da CatanzaroPolitica. In precedenza, nel corso del tempo, c’erano stati anche altri  interventi, tra i quali quello di Antonio Giglio, capogruppo in Consiglio Comunale  e di  Carla Rotundo ,entrambi di Sel, ma anche del circolo Placanica e di Azimuth, sullo stesso argomento.

Nel frattempo si  è creato un  gruppo di lavoro con l’intento di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla Catanzaro sotterranea, formato da diverse componenti della società civile, una piccola delegazione di rappresentanza  del quale è stata ricevuta da Abramo. Tra i presenti, il Capo Gabinetto del sindaco, Antonio Viapiana, Giuseppe Rachetta, Luigi Ciambrone, presidente nazionale Area Liberale(che ha materialmente organizzato l’incontro) ed anche la nostra testata giornalistica.

Ci sembra un buon inizio. Forse, un giorno non troppo lontano, con la collaborazione di tutti, si potrà davvero  far luce sulla rete di cunicoli sotterranei che un tempo collegava perfettamente i centri di potere e non solo, della Catanzaro antica. Probabilmente  le adesioni  all’idea andranno aumentando. Attraverso CatanzaroPolitica, per quanto ci riguarda, cercheremo di tenere stretti contatti con quanti siano interessati dalla vicenda e riferivi di ciò che accade, nell’interesse esclusivo della città…

Alfonso Scalzo

Nostra intervista a Giuseppe Rachetta: Catanzaro ed i Segreti passaggi, il dovere di riscrivere la storia…


La Catanzaro che non ti aspetti, anche se i riferimenti nei racconti dei più anziani erano e sono evidenti,  quella sotterranea. Un dedalo di cunicoli e gallerie che servivano probabilmente a collegare alcune delle più rilevanti strutture nella città di un tempo.

Abbiamo chiesto a chi in questi sotterranei è già sceso di parlarcene:chissà che la voglia di far luce sulla storia nascosta del capoluogo di regione non dia il giusto impulso alla proposta rilanciata da CatanzaroPolitica  nei giorni scorsi e che era stata,nel recente passato, avanzata anche  da altri settori della vita cittadina.

L’Intervista a Giuseppe Rachetta 

 

Nel “Ragno” c’è già stato. Abbiamo visto il suo interessantissimo documentario “ Segreti Passaggi, Catanzaro Sotterranea” e ascoltato il parere di due studiosi intervistati nel corso del suo viaggio nei cunicoli. Quali misteri cela ancora, a suo parere, l’altra Catanzaro, quella al momento nascosta?

Non è corretto dire che io sia stato nel “Ragno”. Per “Aragnu”(così lo chiamano gli anziani) va intesa tutta la rete sotterranea della città vecchia: quella rete che con il mio docufilm ho cercato di proporre all’attenzione della gente. Io ho percorso soltanto dei brevi tratti, ma ho anche visto dei varchi per quel mondo sconosciuto che non ho documentato nel mio lavoro, nella speranza di poterli riproporre in un successivo documentario. Tutto ciò che resta nascosto si presta ad esser interpretato in modo misterioso;da questo punto di vista il rischio più grosso quando si affrontano certi argomenti è quello di cadere nel sensazionalismo, soprattutto quando, come nel caso di Catanzaro, non esiste alcuna documentazione a riguardo. Per  mio lavoro ho seguito una rigorosa linea d’indagine storico-archeologica basata sull’analisi comparativa con le realtà di altri borghi medievali e ho tracciato una linea narrativa che si è proposta in primo luogo di evidenziare , appunto, quelle realtà necessariamente connesse allo sviluppo, nei secoli,  di un borgo medievale, e di proporre, in secondo luogo gli elementi per una ricerca archeologica e storica. Il grande consenso che sta ottenendo “Segreti Passaggi” è un mix di ricerca storica, intuizione e proposta narrativa: sono quegli elementi che il compianto maestro Vittorio De Seta ha tanto apprezzato e per i quali mi ha convocato per complimentarsi. Quell’incontro e quel riconoscimento hanno segnato la mia determinazione nel portare a conoscenza della gente l’argomento.   E’ lo stesso mix che ha attirato l’attenzione di una nota attrice e autrice Rai, Metis Di Meo, che mi ha proposto d’inviare l’opera  ad un festival di cinematografia on line – CinemaClick – perché convinta che la potenzialità del messaggio del documentario dovesse avere ampia diffusione. E così sta avvenendo, con migliaia e migliaia di visualizzazioni sul web e con tanti messaggi che mi arrivano dall’estero e anche da chi con la città non è legato da un senso di appartenenza.

 

In che modo questi ‘segreti’ possono essere disvelati ? Come possono, delle condotte sotterranee aiutare a ricostruire la storia antica cittadina?

I “segreti”possono essere disvelati soltanto attraverso lo studio e la ricerca. Potrei dire che la creazione della sceneggiatura è nata da tredici parole inserite in una nota di un libro che ho studiato e che facevano riferimento a un leggendario fiume sotterraneo, l’Abisso. Solo tredici parole inserite in una piccola nota di un libro! E’ partito tutto da lì, e navigando fra leggenda e analisi sono arrivato a capire che l’”Abisso” era una porta d’accesso a una storia nascosta e dimenticata. Le condotte sotterranee sono il frutto dell’opera dell’uomo per lo sviluppo di una comunità: io ipotizzo , per una serie di considerazioni di carattere storico che non possono essere sviluppate in questa sede, che il borgo abbia avuto, sin dall’inizio una rete di canalizzazione delle acque, mentre la versione della storiografia ufficiale dice che la città, fino alla fine del 1800 si sia rifornita d’acqua soltanto attraverso pozzi. Poter accedere a quel mondo sotterraneo potrebbe aiutarci a trovare antiche tracce di canali che ci porterebbero fino ai primi decenni di sviluppo del borgo, e cioè a quel periodo non documentato di possibile “convivenza” fra mondo bizantino e arabo. Sarebbe una scoperta straordinaria ; ma se non si cercano quelle possibili tracce tutto resterà sepolto per sempre. Di più, c’è tutta quella rete sotterranea di passaggi segreti necessariamente connessi a un borgo di questa tipologia. C’è un mondo che racconta secoli di storia, laggiù; continuare ad ignorarlo significa continuare ad ingannare la propria coscienza storica!

Dunque le narrazioni ed i racconti che i cittadini più anziani hanno tramandato finora hanno un profondo radicamento con la realtà…

Assolutamente! Da un anno a questa parte, e cioè da quando il documentario è online ricevo centinaia e centinaia di messaggi di persone che mi ringraziano per essere riuscito a dare una “collocazione” storica e non solo favolistica, nel loro immaginario, di quelli che erano gli antichi racconti dei loro nonni. Ma, di più, ricevo messaggi di chi ha percorso, sia pure con mezzi di fortuna e con spirito avventuroso alcuni tratti di quei tunnel. Nel corso dei miei sopralluoghi, nella fase di preparazione del documentario, ho parlato con degli anziani in cui ho visto accendersi lo sguardo alla notizia che qualcuno stava interessandosi a quel mondo nascosto: “cercate…cercate…che c’è da vedere”, è questo che tante volte mi sono sentito rispondere!

 

Ma, come le è venuto in mente di inoltrarsi nei sotterranei cittadini? Quali difficoltà ha incontrato?

Occorre curiosità, passione e  una buona dose di determinazione. C’è una frase di Oscar Wilde che rappresenta il mio modo di vedere le cose:”l’unico dovere che abbiamo nei confronti della storia è di riscriverla”. Tutto ciò che è stato nascosto o oscurato va riscoperto e riletto, perché rappresenta la nostra coscienza storica. E’ per questo che il documentario raccoglie consensi e curiosità da parte di catanzaresi e non:si propone d’indagare in ciò che ci sfugge per dare un volto nuovo alle cose. Le difficoltà sono quelle legate,come in tutte le cose, alla mancanza di questa coscienza da parte di dovrebbe supportarti nella realizzazione dei progetti: se non si percepisce la mancanza di quella coscienza, manca poi tutta la passione e l’interesse, che sono l’anima della ricerca!

Sarebbe disponibile a ritornare nei  sotterranei, alla ricerca dell’ Aragnu ?

Sarebbe fantastico! Poter accedere a quel mondo e raccontarlo alla gente lo riterrei un privilegio.Ricevo in continuazione messaggi di gente che si augura che ciò possa avvenire presto. Potrei anche contare sul pieno appoggio di centinaia e centinaia di cittadini pronti ad aiutarmi con le loro testimonianze.C’è un entusiasmo nella gente che potrebbe esser capito se solo rendessi pubblici i messaggi che ricevo. Perché ciò possa accadere occorrerebbe, però, il pieno supporto delle istituzioni, col pari entusiasmo e passione mostrato dai cittadini. Io mi auguro che ciò avvenga, ma fino ad oggi, dagli uffici direttivi devo solo segnalare il più assoluto silenzio. Va registrato come qualche giorno fa sia stato ripulito il tunnel di Villa Margherita, quello che i Catanzaresi chiamano “la grotta”. Quella cavità è da sempre interdetta  al pubblico, chiusa, di fatto, dal dopoguerra, e destinata a funzioni di deposito! Ma quel sito è uno dei punti focali dell’indagine del mio “Segreti Passaggi” e avrei considerato un privilegio poter esser tra i primi a visitarlo finalmente ripulito. E’ indubbio che l’opera di pulizia sia avvenuta in seguito  al consenso suscitato dal mio lavoro, ma di ciò io ne ho avuto notizia solo attraverso la stampa: se vogliamo, possiamo considerare un mistero anche questo!

 

Alfonso Scalzo

 

Il “chi è” di Giuseppe Rachetta

Avvocato, ma con la passione per la storia e la ricerca, Giuseppe Rachetta ha sempre preferito il mondo della comunicazione all’esercizio della professione legale. Dopo attività di consulenza e pubbliche relazioni, è passato alla regia e conduzione di trasmissioni e reportage. Dal 2007 si è dedicato alla documentaristica. Il suo ultimo film-documentario, “Segreti Passaggi – Catanzaro Sotterranea” , ha ricevuto ampi consensi, tra gli altri, da un Maestro, purtroppo scomparso, quale Vittorio De Seta. E’ in fase di progettazione di altri film-documentari ed è in uscita, in questi giorni, un videoclip musicale a sua regia. 

Note: il documentario è stato finalista all’edizione 2012 del festival di cinematografia online CinemaClick(presieduto dal premio Oscar  per  “Amadeus” Murray Abraham ) e presentato, fuori concorso, alla serata conclusiva del MagnaGraecia FilmFestival 2012.

Per la visione del trailer : http://www.youtube.com/watch?v=Bli4FKkXfS8

Per la visione del documentario  online : http://vimeo.com/46483657#at=0

Pagina facebook: https://www.facebook.com/pages/SEGRETI-PASSAGGI-Catanzaro-Sotterranea/446083488767365

 

 

 

Catanzaro Sotterranea- Una proposta di CatanzaroPolitica, perchè non fare luce sulla vera storia della città ?

Prendendo spunto dalla pubblicazione, avvenuta ieri, di una foto  http://catanzaropolitica.it/21483/auto/   che ‘immortalava’ le carcasse di vecchie automobili ritrovate qualche giorno fa durante i lavori di pulizia della ‘grotta’ in Villa Margherita e dai successivi commenti  rilasciati dai lettori, CatanzaroPolitica avrebbe una piccola proposta da avanzare.

Magari qualcuno ci ha pensato prima, o forse, considerata la nostra totale inesperienza sul campo stiamo per scrivere delle sciocchezze. .. Però, tra coloro che hanno commentato la foto in questione, c’era anche Giuseppe Rachetta, l‘autore del documentario “Segreti Passaggi,Catanzaro Sotterranea”,  che ha avuto il grande merito, se non altro, di trasformare in realtà quelle che potevano essere considerate delle semplici leggende o, comunque, solo vox populi  o le teorie  non troppo ascoltate di qualche studioso: l’esistenza di una rete di collegamento sotterraneo tra diversi luoghi storici della città.

Da qui l’idea : dato che i lavori di pulizia all’ingresso del cunicolo ( il termine è probabilmente più adatto di ‘grotta’), in villa Margherita sono stati effettuati e si sta lavorando anche attorno al Complesso Monumentale del San Giovanni e attorno ai ruderi  del  Castello Normanno, zone altamente interessate dalla rete di cunicoli di cui in precedenza, perché non cogliere l’occasione per fare definitivamente luce sulla storia del capoluogo di regione?

Certo, non improvvisando. Si potrebbe, con una  buona programmazione, far ricorso a fondi europei di settore ( come suggeriva ieri un nostro lettore, commentando ‘La Foto’ delle carcasse d’auto) o comunque attivare risorse e aiuti  che certamente i tecnici dell’Amministrazione Comunale sapranno con maggiore perizia individuare. E si potrebbe procedere ad una mappatura dell’area…

Si restituirebbe così alla città, la sua storia sotterranea, quella sconosciuta ai più. E Si potrebbe, avanziamo sempre un’ipotesi, ‘costringere’ Giuseppe  Rachetta   e le sue telecamere a  ridiscendere  nel ‘ragno’, questa volta  senza essere costretto da ostacoli praticamente insormontabili o dal pericolo di crolli improvvisi, a tornare indietro, spegnendo i riflettori su un pezzo di storia catanzarese.

I cunicoli sotterranei del capoluogo di regione, come  e più delle vecchie carcasse d’auto pubblicate ieri hanno davvero tanto da raccontare…

 

Alfonso Scalzo

 

Per completezza d’informazione, segnaliamo sull’argomento la proposta avanzata dal capogruppo di Sel in Consiglio Comunale, Antonio Giglio :

http://catanzaropolitica.it/catanzaro-recupero-del-san-giovanni-giglio-necessaria-la-mappatura-delle-gallerie-sotterranee/

Insulti personali a mezzo stampa: CatanzaroPolitica non ci sta…

Coerentemente con la linea seguita da CatanzaroPolitica, continueremo a non pubblicare notizie tratte da comunicati stampa inneggianti all’insulto personale e quant’altro. Sia chiaro, la cosa prescinde dallo schieramento politico di appartenenza.


 

Ben venga la contrapposizione dialettica tra le diverse forze politiche, il mettere in evidenza  possibili, reciproci errori, ma crediamo di essere dalla parte della città e dei cittadini non prestandoci a fungere  da cassa  di risonanza  per lo sberleffo o peggio di alcuno.

I problemi, per il capoluogo di regione sono tanti e dietro ad ogni difficoltà ci sono persone che aspettano risposte. E hanno democraticamente votato dei  loro rappresentanti  perché questi  stessi problemi, affrontino e facciano di tutto, dai banchi della maggioranza o da quelli delle opposizioni, per risolverli.

Il resto è senza alcun  significato.

 

Alfonso Scalzo

 

 

Catanzaro e “la macchina del fango”…

 

Inquietante. La nota diffusa ieri alla stampa da parte dei gruppi del centrosinistra di palazzo De Nobili ha toni inusitati per quelli che dovrebbero essere i normali canoni del dibattito politico.

Le opposizioni  scrivono di al riguardo: “L’orchestrata, precisa e scientifica macchina del fango del centrodestra rappresenta in pieno la pochezza umana e politica di gran parte della classe dirigente che amministra questa città da troppo tempo”.

E aggiungono frasi come : “qualcuno passa il tempo ad occupare militarmente social network e stampa con associazioni fasulle e strumentali, personaggi di fantasia e quant’altro”. Oppure: “non appena si alza il tiro contro interessi forti o protetti, puntano i piedi e strillano”.

Il riferimento è alle polemiche, dai tratti a volte molto aspri, che si sono susseguite, a mezzo stampa, nei giorni scorsi.

Non c’è possibilità di scelta, a rigor di logica: o i gruppi del centrosinistra hanno esagerato, alterando lo stato delle cose e quindi lanciando un allarme che non ha ragione di esistere, oppure davvero il  termine  di cui sopra è quello esatto per descrivere una situazione politica, in atto nel capoluogo di regione, che punta su aspetti diversi da quelli inerenti i problemi dei cittadini  e della città stessa. Inquietante…

 

Alfonso Scalzo

Introduzione reato omicidio stradale: Polimeni, una domanda che non può rimanere inascoltata

fa discutere  l’iniziativa per l’introduzione del reato di omicidio stradale lanciata dall’assessore alle politiche giovanili di palazzo De Nobili, Giampaolo Mungo, e votata all’unanimità dal Consiglio comunale, il primo in Italia, con la delibera nr. 60 del settembre 2011.

Il capogruppo nell’aula rossa di “Catanzaro da vivere”, Marco Polimeni, ha infatti espresso la “più totale e convinta adesione alla proposta dell’assessore Mungo, che mi vedrà coinvolto in prima persona affinché il Parlamento voti al più presto una norma di civiltà e buon senso. Perseguire con norme certe e severe quanti contribuiscono a spezzare delle vite sulle strade della Penisola è un deterrente tutt’altro che trascurabile. Per questo motivo farò tutto il possibile per dare ancora più forza all’iniziativa di introduzione del reato di omicidio stradale, sperando che Camera e Senato vengano incontro, al più presto, a una domanda di legalità e giustizia che parte dal basso e non può rimanere inascoltata”.

Incidenti auto : Mungo, perchè non introdurre il reato di omicidio stradale?

L’introduzione del reato di omicidio stradale. E’  la proposta avanzata dall’assessore comunale  allo Sport ed alle Politiche Giovanili, Giampaolo “Mungo.

“Le recenti notizie di cronaca che hanno visto pagare un alto tributo di sangue sulle strade di giovani vittime, anche nella nostra Regione, mi hanno spinto a rispolverare l’iniziativa legislativa”, ha detto lo stesso Mungo, ” una proposta che a mio parere va ripresa e approvata dal Parlamento nel minor tempo possibile per tentare di mettere un freno e applicare pene più severe a quanti imprudentemente si rendono artefici di gravi incidenti. Per questo mi rivolgo ai deputati e ai senatori calabresi affinché garantiscano il pieno sostegno a una norma di civiltà che perseguirebbe con strumenti più adatti di quelli attuali quanti si rendono colpevoli delle stragi sulla rete stradale nazionale”.

Giampaolo Mungo ricorda  come “ il Consiglio comunale di Catanzaro, fra i primi in Italia, ha approvato all’unanimità, con la delibera n°. 60 del 26 settembre 2011, la mia richiesta di ”adesione alla proposta di legge per l’istituzione dei reati di omicidio e lesioni stradali”.

“Il mio appello alla deputazione calabrese è pertanto dettato dalla massima responsabilità istituzionale conferitami con l’incarico di assessore del capoluogo di regione, ed è mirata all’esclusiva tutela del bene più prezioso, la vita degli individui, sempre più spesso messa in discussione da chi guida quando non dovrebbe, cioè in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. L’introduzione di una pena certa e più equa per i colpevoli”,ha concluso Mungo, “sarebbe un utile deterrente per tutti quei criminali che giocano con la vita propria e altrui”.

Istituire il reato di omicidio stradale? Ciambrone (ALI): occorre valutare compatibilità con ordinamento giuridico

Alla proposta dell’assessore alle Politiche Giovanili, Giampaolo Mungo, d’istituire il reato di omicidio  stradale,risponde con un intervento l’avv. Luigi Ciambrone, Presidente Nazionale di Area Liberale Italia.

Eccone il testo:

La proposta dell’assessore Giampaolo Mungo di rispolverare la proposta, votata all’unanimita’ dal consiglio comunale a settembre 2011, per portare avanti l’ iniziativa legislativa per il reato di omicidio stradale merita una riflessione da parte di un Movimento politico come il nostro da sempre sensibile ai temi sociali. Pur comprendendo le motivazioni di coloro che spingono per l’introduzione della fattispecie criminosa nuova, nella fattispecie si punta a far passare le pene per chi uccide guidando sotto effetto di alcol o droga da 3-10 anni a un minimo di 8 a un massimo di 18 anni, non possiamo non far nostre alcune perplessità di ordine giuridico prospettate in Commissione Trasporti della Camera non molto tempo addietro.

E’ ovvio che il fenomeno di chi uccide alla guida non può essere tollerata’ ma in merito al reato di omicidio stradale si rende opportuna una riflessione, sia in relazione ad una comparazione con quanto accade in ambito europeo – tenuto conto che un divieto assoluto di riconseguire la patente di guida, ovvero il divieto di circolazione alla guida di autoveicoli e motocicli sul territorio nazionale, appare unica nel suo genere in tutto il territorio UE e potrebbe risolversi in pregiudizio della libertà di circolazione – sia in relazione al puntuale criterio di delega che fa riferimento espresso ai “princìpi di ragionevolezza, proporzionalità e non discriminazione nell’ambito dell’Unione europea”.

Ma vi è di più. Quanto al profilo della eventuale previsione dell’obbligatorietà della custodia in carcere nei confronti dei responsabili di tali reati, la Corte Costituzionale, con ripetute ed anche recentissime pronunce (da ultimo la n. 232 del 16 luglio 2013), ha affermato l’illegittimità costituzionale di previsioni normative – ad eccezione del delitto di associazione di tipo mafioso – volte ad ancorare l’applicazione della misura della custodia cautelare in carcere a criteri di mera automaticità. In altri termini qualsiasi norma, in relazione a qualsiasi tipologia di reato, che imporrebbe l’applicazione della misura della custodia cautelare in carcere verrebbe dubitata, in riferimento agli articoli 3, 13, primo comma, e 27, secondo comma, della Costituzione, di illeggitimità costituzionale. Spesso, sull’onda dell’emozione, la politica tenta di dare – giustamente – una risposta ma bisogna sempre avere presente i parametri costituzionali che poi, di fatto, annullano l’effetto perseguito.

Il problema non è varare una legge, nel caso in discussione quella di omicidio stradale, bensì quello della sua “resistenza” ai principi di diritto e ai cardini del nostro ordinamento giuridico. Il tema lanciato dall’assessore Mungo merita di essere approfondito e il nostro Movimento politico è disponibile ad organizzare dei tavoli di lavoro di confronto fra movimenti e associazioni.

Luigi CIAMBRONE, Presidente Nazionale Area Liberale Italia