Category: CULTURA

Museo Marca: in preparazione mostre su Angelo Savelli e il libro nelle applicazioni dell’arte contemporanea

 

 

Emlio Isgrò, Codice ottomano dell’insonnia, 2010, tecnica mista su carta

 

La Conferenza Stampa

Angelo Savelli

Catanzaro- Angelo Savelli, pittore calabrese che fece conoscere in tutto il mondo i suoi “bianchi” e le tele che si rifanno all’astrattismo  ed all’arte figurativa. Ma anche una mostra che gli organizzatori definiscono “la più ampia mai realizzata in italia”, sul libro.Un libro visto nelle sue applicazioni nell’arte contemporanea.

Sono questi  i filoni artistici protagonisti della stagione che si va ad aprire per il museo provinciale “Marca” del capoluogo di regione . Senza tralasciare poi la valorizzazione degli artisti locali.

La stagione del “Marca”, presentata in una recente conferenza stampa, prevede che  l’antologica dedicata a Savelli, sia in esposizione entro la fine dell’anno, da dicembre  a marzo,mentre  per la mostra sul libro e le sue  applicazioni artistiche occorrerà aspettare il 2013.

Savelli, nato a Pizzo Calabro nel 1911, ha tenuto la sua ultima mostra nel 1995, anno  della sua morte e dell’invito  alla Biennale di Venezia.no dei maggiori protagonisti del dopoguerra, la cui ultima mostra pubblica risale al 1995, anno della sua morte e dell’invito alla Biennale di Venezia, con le sue opere  opere  presentate dal museo Pecci di Prato. Savelli, già dagli Anni Ottanta si era trasferito a  New York, ma  conservò legami stretti con la sua regione d’origine : a lamezia, fu aperto un centro a lui dedicato.

La mostra ripercorre le tappe salienti di un artista che ha rivoluzionato radicalmente il modo di fare pittura introducendo già nel 1956 i suoi quadri bianchi. Come afferma Alberto Fiz, curatore della mostra in collaborazione con Luigi Sansone, “la scelta del bianco esprime un desiderio di assoluto, una volontà di arrivare a rappresentare l’essenza spirituale dell’essere in un progressivo distacco dal materialismo”. Accanto ai bianchi, la rassegna documenta il periodo di formazione con una serie di dipinti degli anni quaranta e cinquanta legati alla sua indagine figurativa ed astratta dove appaiono evidenti i legami con l’action painting americano testimoniata dall’amicizia con Robert Motherwell. Non mancano, poi, testimonianze significative nell’ambito della scultura, ceramica e grafica dove Savelli ha raggiunto risultati di grande rilievo. Per ricostruire la sua vicenda storica e umana, in mostra si sviluppa un dialogo con gli artisti che maggiormente hanno influito sulla sua opera tra cui Renato Guttuso (gli anni della formazione), Afro, Piero Dorazio (insegnano insieme all’Università di Pennsylvania), Alberto Burri, Salvatore Scarpitta, Mimmo Rotella e Lucio Fontana. Le opere  sono messe a disposizione da musei e istituzioni pubbliche e private in un’iniziativa che coinvolge, tra gli altri, il Mart di Rovereto la Fondazione VAF di Francoforte, oltre agli spazi pubblici calabresi che custodiscono i suoi dipinti come il Museo Civico di Taverna.

 

In primavera, poi ,come si diceva,la mostra del libro considerato sotto l’aspetto delle sue applicazioni nell’arte contemporanea. Oltre  70 le opere che coinvolgono l’intero spazio espositivo in una kermesse che affianca pittura, scultura, installazione, video, fotografia e web. Il compito di  raccontare le sperimentazioni tecnologiche del Terzo Millennio è stato affidato allo ZKM di Karlsruhe, il Centro di Arte e Media più importante a livello internazionale diretto da Peter Weibel che affronterà la sfida imposta da un sistema dove il libro non è più un corpo solido ma liquido in progressivo movimento. Il libro come scrigno della memoria e del pensiero, ma anche come veicolo che coinvolge la storia e gli affetti viene reinterpretato da artisti di generazioni differenti in un percorso che spazia da Jannis Kounellis a Anselm Kiefer; da Giulio Paolini a On Kawara; da Dennis Oppenhiem a Emilio Isgrò; da William Kentridge a Pascal Martin Tayou; da Luigi Ontani a Candida Hofer; da Per Barclay a Stefano Arienti; da Mark Dion a Robotlab. Una straordinaria e provocatoria biblioteca d’immagini, dunque, che permette al pubblico di realizzare un viaggio trasversale nell’arte contemporanea dove il libro viene completamente riscritto.

 

 

 

 

Arte: premiato a Montecarlo
il catanzarese Umberto Falvo

L’artista catanzarese Umberto falvo, è stato premiato nei giorni scorsi, a Montecarlo, nella serata di Gala allestita all’interno dei saloni dell’Hotel De Paris, con il  Biennale “Nobel dell’Arte”.Un evento, promosso da Artexpò Gallery in collaborazione con GR Gallery (New York), Gallerie Victoria(Cannes) Gnali Arte(Brescia), Galleria del Porto(Cesenatico), rappresenta un appuntamento di altissimo profilo a livello internazionale.

Umberto Falvo è un artista polivalente, facendosi notare,oltre che nel della pittura, in quello della scenografia  della poesia, e quale operatore culturale attento a promuovere eventi di qualità. Un lavoro che  gli è stato riconosciuto  con l’assegnazione di una serie di Premi a livello nazionale.

La motivazione per l’attribuzione del premio: ” “Per la significativa ricerca ed il notevole impegno, dimostrato in crescendo nella sua carriera “. Presidente della commissione del Premio il critico francese, Gerard Argelier.

A Falvo, dipendente di palazzo de Nobili nell’ufficio di Gabinetto del sindaco,  sono giunte le congratulazioni del Primo cittadino, Abramo,del presidente del Consiglio Comunale,Cardamone e di tutti i colleghi.

 

” Sono estremamente soddisfatto” – ha evidenziato   Umberto Falvo – “per l’importante riconoscimento e  per la possibilità di interagire  e di collaborare  con artisti di levatura internazionale. E’ solo con lo studio ed il lavoro incessante, misti ad una passione indomabile che si possono raggiungersi risultati importanti.Intendo ringraziare l’Amministrazione Comunale per  le espressioni di affetto e stima che ha inteso riservarmi” ,ha detto ancora Falvo, ” e i miei concittadini con cui condivido l’amore per la pittura, e per l’arte, che è ancora l’elemento primario capace  di migliorare la qualità della  vita della nostra Comunità”.

Foto: Umberto Falvo è al centro

Cultura: Caligiuri, la Calabria può diventare la regione del sud che legge di più….

Una Calabria che diventi, entro il 2015, la prima regione del Sud come numero di lettori. E’ la scommessa lanciata tramite un’agenzia di stampa dall’assessore Regionale alla Cultura, Mario Caligiuri, ex sindaco di un centro diventato modello, proprio sotto gli aspetti legati alla crescita culturale, non solo nel Mezzogiorno, come Soveria Mannelli. Abbiamo chiesto allo stesso Caligiuri  di approfondire l’argomento…

D.: Ci hanno incuriosito molto le sue dichiarazioni, circa il fare della Calabria la regione dove si leggerà di più… Attualmente non siamo messi benissimo  in questa graduatoria, prima eravamo addirittura fanalino di coda…

M.C.: Eravamo fanalino di coda. Negli ultimi anni abbiamo superato come indici di lettura Sicilia, Campania, Basilicata e Puglia. Entro il 2015 possiamo diventare la prima regione del sud  come numero di lettori, sarebbe un dato formidabile…

D.: Aldilà delle graduatorie, come fare per spingere la Calabria a questi livelli?

M.C.: Continuare come abbiamo fatto in questi anni. Abbiamo istituito un Polo Pubblico sulle Politiche della Lettura, a Vibo Valentia, presso il sistema bibliotecario vibonese.  Inoltre, sta per uscire il “Libro Verde” sulla lettura in Calabria: dentro ci sono pure dei testi scritti appositamente per il libro stesso dai tre più importanti scrittori calabresi: Carmine Abate, che ha appena vinto il premio “Campiello”, Mimmo Gangemi  e Angela Bubba. Poi  noi saremo la prima regione ospite al “Salone del Libro” di Torino e  questa sarà l’occasione di mobilitare tutta la società regionale e la Scuola, con l’obiettivo di aumentare il numero dei lettori. Stiamo poi studiando la possibilità di fare due operazioni: far leggere nelle scuole i libri di Abbate e far ricevere a tutti i bambini che nascono in Calabria, sono 17-18 mila all’anno,  direttamente a casa, un libro confezionato appositamente per loro.

D.: Lo sviluppo economico e sociale di un territorio come la Calabria: quanto può incidere la cultura in questo?

D.: Sta già incidendo in modo notevole ed inciderà ancora di più nei prossimi anni, perché tutte le indagini economiche dimostrano come la cultura produca sviluppo e nel sud ci sono spazi di crescita enormi, pari  al 2% del Pil. Attraverso scuole, università e biblioteche si può costruire un futuro diverso, valorizzando i nostri beni culturali…

D.: Il capoluogo di regione:  davvero, come molti sostengono, sta perdendo progressivamente colpi, soprattutto dal punto di vista della creatività e della cultura, oltre che del proporre soluzioni a vantaggio dei cittadini?

M.C.: A me sembra l’esatto opposto. Catanzaro è sempre stata, nella sua storia, un centro burocratico e negli ultimi anni, grazie all’impegno della Provincia e di tutte le  istituzioni, si sta ritagliando uno spazio originale all’interno dell’offerta culturale italiana. Basti  vedere le mostre che organizza il Marca, le iniziative che si fanno al Parco delle Biodiversità, che ospita  le opere d’arte dei più importanti artisti del mondo. Basti pensare, ancora, che a Catanzaro c’è la “Casa della Memoria” ,dedicata a Mimmo Rotella. Poi c’è una  Fondazione appena nata, la Rocco Guglielmo, che ha organizzato diversi avvenimenti importanti, tra i quali la più importante mostra realizzata finora in Italia sulla video arte.  Mi pare che basti, sono cose importanti. Catanzaro è un centro propulsivo di cultura…

Alfonso Scalzo

Nella foto sopra,così come in Home page, Mario Caligiuri, ripreso durante una conferenza al  museo provinciale Marca, a Catanzaro,è l’ultimo a destra