Category: CULTURA

Squillace: mostra su ristrutturazione Santuario Madonna del ponte

 

Squilllace  Madonna del ponte
Inaugurazione della mostra fotografica che documenta i 4o anni necessari per la ricostruzione del santuario della Madonna del ponte, a Squillace. L’esposizione sarà aperta sabato 20 agosto, dopo la celebrazione della funzione religiosa che inizierà alle 18.00.

Santuario Madonna del ponte Squillace foto storica“Il Santuario è stato restaurato grazie all’interessamento di don Domenico Cirillo, scrive Carlo Mauro, presidente del comitato dedicato allo stesso sacerdote, ” ed oggi è centro di vita sacramentale e di pietà popolare”.

 

 

Catanzaro: visita al centro storico. Conoscere la propria città, piacevolmente

 

Visita guidata per il centro storico del capoluogo di regione, organizzata dall’associazione “Catanzaro è la mia città”. Una riscoperta o un primo approccio con luoghi che spesso si osservano soltanto distrattamente. Lo slogan scelto  “Conoscendola la amerai … solo chi ama rispetta” è esplicativo degli intenti da parte degli organizzatori. E così, quasi duecento catanzaresi, molti dei quali attualmente residenti in altre regioni o all’estero, guidati da Beatrice Marano, Antonella Soluri e Mario Mauro,  hanno potuto apprendere particolari di rilievo sulla storia della città.

visita guidata

Si è partiti dal Cavatore simbolo della laboriosità, realizzato da Giuseppe Rito, che realizzò la statua dell’Assunta che sovrasta il Duomo della città. Quindi via Carlo V per ammirare il ponte Morandi, per continuare risalendo per via Case Arse, dove, da largo prigioni si è potuta ammirare la torre del castello normanno.

Ci si è poi diretti presso la chiesetta di S.Angelo realizzata nel quartiere degli amalfitani, preziosi mercanti, che grazie alle fortune dei catanzaresi nell’arte della seta avevano preso dimora nella zona facendo le loro ricchezze. La visita guidata è proseguita verso  piazza La Russa conosciuta come I Coculi , una piazza per il commercio. Il nome era dovuto sia alla particolare pavimentazione, fatta di ciottoli, che in estate, bagnati, procuravano un sollievo dalla calura delle giornate più calde, sia perché in zone era fiorente l’allevamento di bachi da seta i cui bozzoli erano detti cuculli.
La voglia di ammirare la città è proseguita verso la chiesa del monte dei morti che fu anche sede di un Monte dei pegni per celebrare messe per i defunti e verso il Duomo cittadino che sovrasta il colle dell’arcivescovado e che fu ricostruito più volte dopo terremoti e bombardamenti.

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Scendendo la via adiacente la sede vescovile ci sé ritrovati in piazza del Rosario nella quale, oltre ad ammirare la chiesa che contiene il maggior numero di tessuti in seta catanzarese dell’intera città, si è scoperto che Bernardino Grimaldi, tra gli altri anche ministro delle finanze del regno d’Italia fu il primo a pronunziare, in una audizione in parlamento, la frase, ormai entrata nel gergo comune “la matematica non è un opinione”.
A colpire la maggior parte dei visitatori l’esclusiva visita dell’oratorio del Rosario, chiuso da decenni per restauro, ma che , grazie al Professor Sandro Scumaci ora non ha più segreti. Un edificio che , a quanto sembra, per fine anno dovrebbe riaprire al grande pubblico.
Con entusiasmo, il gruppo di visitatori ha proseguito verso palazzo de Nobili, ora sede del comune e verso villa Margherita apprezzando la narrazione della romantica e vera storia di Rachele e Saverio, due giovani catanzaresi di famiglie nobili, contrastata, che terminò tragicamente.
Prima di giungere alla basilica dell’immacolata si è passati dal quartiere della Giudecca che si trova accanto palazzo Fazzari: era  popolate da ebrei, esperti nella colorazione della sera e che avevano proprio per questo stabilito in quell’area la loro dimora. Giunti in piazza Prefettura si è ammirata la Basilica dell’immacolata e si è scoperto che il  Teatro San Carlino, demolito per dar spazio alla piazza, era frequentato da un pubblico molto competente ed esperto, tanto che le migliori compagnie italiane partivano da Catanzaro con il loro Tour per testate la bontà della realizzazione. Se “bocciati” preferivano annullare le loro tournée.
Tra i luoghi da visitare non poteva mancare la chiesa di S. Omobono, prima chiesa in città, intitolata al mercante cremonese che ora è protettore dei mercanti e dei sarti.
Risalendo verso la chiesa del S.Giovanni si è rimasti affascinati dalla particolare illuminazione della facciata della chiesa e del complesso monumentale e della storia che riconduceva i luoghi agli anni del conte Antonio Centelles.
” Come associazione siamo certi”, riferisce il presidente di Catanzaro è la mia città, Francesco Vallone, di essere riusciti a dare il via ad una nuova coscienza dei cittadini di un capoluogo, che sembrava destinato ad un oblio culturale. Ci auguriamo che gli amministratori, di qualunque ‘colore’ siano, provvedano ad indirizzare le proprie forze per l’utilizzo di quanto di buono è presente, svincolandosi da interessi clientelari che non portano purtroppo ad uno sviluppo della città”.

 

Vallefiorita: bimbi in primo piano con la cultura itinerante de “La Valle delle Storie”

Una settimana dedicata alla creatività, alla creatività, alla parola,alla scrittura, all’arte ed alla musica. Concluso a Vallefiorita il Festival “La Valle delle Storie”.

vallefiorita la valle delle storie 1 bisIn primo piano i laboratori centrati sulla manipolazione di materiali: carta, cartone, giornali e riviste, garze, sacchi di juta, colori, bottoni, fili colorati, lane e stoffe. Collage a strappo in sovrapposizione e successivo decollage; assemblaggi; dripping; colori in libertà per scatenare la fantasia. Una giornata dedicata alla narrazione in cui uomini e donne, grandi e piccoli hanno potuto incontrare scrittori e scrittrici e raccontare le loro storie. Due incontri con l’autore Valerio De Nardo, del collettivo Lou Palanca, e Assunta Morrone, autrice di numerosi libri per bambini. Poi, la Notte degli illustratori con la partecipazione dell’illustratrice cosentina Jole Savino e una cerimonia di premiazione con reading, proiezione di video-poesie e un Concerto del Quintetto per flauti Aulos del Magna Graecia Flute Choir.

Ancora, una mostra di arte informale dell’artista Rocco Bruno “La poetica della materia”. La presentazione da parte della Casa dei matti di musiche inedite dedicate all’eruzione di Pompei. L’incontro con Mauro Lamanna, attore e regista che ha presentato il video integrale di Eman “Il mio vizio”.
Il Festival si è svolto nelle sale e nell’open space della biblioteca comunale, ma anche nei bar del paese e in pizzeria, perché la biblioteca non vuole perdere la sua connotazione errante. Quest’anno tutto è stato centrato sulla promozione dei più piccoli, dei giovanissimi: dai poeti in erba che, dopo la pubblicazione dei “Comincia l’avventura” (raccolta di haiku, limerick e filastrocche prodotte nel corso di un laboratorio di scrittura creativa), hanno visto la stampa di alcune loro produzioni su lastre di ceramica. “Quasi delle pinakes” – dice Patrizia Fulciniti – “che non rappresentano un’offerta votiva alla divinità, ma si offriranno agli occhi dei visitatori per segnare ogni strada e ogni vicolo di parole e di emozioni, perché il sogno che condividiamo da anni, con Gianni Paone, è di trasformare Vallefiorita nel Paese della Poesia“.

vallefiorita la valle delle storie 2Gianni Paone, Presidente dell’Associazione Terra di Mezzo precisa che “l’istallazione delle ceramiche verrà realizzata nel mese di settembre e si comincerà dai muri perimetrali della biblioteca per poi spostarsi nei vicoli vicini con le poesie dei vincitori delle varie edizioni di Versi d’Agosto.”
Quest’anno il Concorso, giunto alla sua sesta edizione, è stato vinto per la sezione video-poesia da Gennaro Carraro autore di L’ultima stanza; per la sezione libro edito da Verdiana Maggiorelli con il libro Innumerevole fermento; per la sezione poesia da Maria Antonietta D’ Onofrio autrice della silloge Tu che mi dovevi amare, una raccolta di poesie che denuncia, con lirismo e rara potenza espressiva, la violenza alle donne. Segnalazioni speciali sono andate a Cristian Nonnis per il libro Divina Figlia, dialogo tra un padre e una figlia che non ha voce, in cui una grave disabilità diviene un’occasione di scoperta del sé e dell’altro; a Doina Strulea poetessa moldava per la video-poesia Bătrînii (I vecchi); ad Alessandro Vonella per la video-poesia Ballata in tre tempi della mancata metamorfosi testo di Simone Rizzi e Alessandro Vonella, colonna sonora, regia e montaggio di Lorenzo Calzaretti, voce recitante Anna Vanzetti.
Ospite d’onore è stato Luigi Bianco, che ha incantato i presenti con la lettura di due sue poesie, e ha premiato la vincitrice assoluta della sezione Poesia Maria Antonietta D’Onofrio. A Luigi l’Associazione Terra di Mezzo ha voluto consegnare una targa per ringraziare il poeta, performer, “medicante” residente a Squillace, dell’attività svolta per decenni sul territorio calabrese.

“Luigi è un intellettuale che ha orrore dell’indifferenza, un poeta che ama la provocazione, che gioca con le parole e il loro suono, uno scrittore di grandi capacità critiche e analitiche; un uomo che, nonostante la salute precaria, riesce ad essere una miniera di energie e una fonte inesauribile di stimoli per chi lo ascolta”, sottolineano i promotori dell’iniziativa. A Squillace vive in quella che grazie a lui e alla collaborazione del ceramista Giuseppe Cerullo, è diventata la “casa della poesia”, meta turistica, come il Castello e il Duomo.

 

Girifalco, “Borg@rte”: poesia, musica, fuochi e voglia di crescere

girifalco 05Cultura, intrattenimento e progettualità all’interno della rassegna “Borg@rte” a Girifalco. Senza dimenticare una riflessione sul centro storico.

Una serata, coordinata dallo stesso presidente del Consiglio Comunale, Elisabetta Ferraina e che ha vissuto suggestivi momenti grazie anche  alle performance di manipolazione e giocoleria del fuoco. In conclusione, la musica del “Marcello Barillà Bquintet”.

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Manifestazione aperta con una lirica ” Poesia D’assalto”  di Davide Casavola: “Il ponte tra due mari è una distesa di terra e monti, è il sapore dell’ospitalità, Linfa di costanza nel voler porre una pietra sulla precedente, son le urla d’una storia che riecheggia nel presente. Diverso, è il mio modo d’esser noi. Noi, siamo il fuoco che divampa in una folla sorda”.

 

Negli interventi del sindaco, Pietrantonio Cristofaro  e della stesso presidente del Consiglio Comunale, il senso dell’iniziativa, durata due giorni e dedicata al centro storico: ” Rivitalizzare il cuore pulsante del paese per ridare slancio e vitalità al tessuto economico e sociale della comunità”.

Per farlo, così come ribadito da Ferraina, ” è necessario pensare e curare il  ‘contenitore’ ma bisogna, al contempo, occuparsi del contenuto. Preferibilmente di un contenuto di qualità”.

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girifalco 04Infine Fabio Rotella, catanzarese, nipote del celebre artista Mimmo Rotella, vive e lavora a Milano dove ha dato vita all’omonimo studio di architettura e design. L’archistar, noto in tutto il mondo, ha visitato e parlato attentamente del rione Pioppi Vecchi ribadendo come Girifalco goda di un piccolo grande tesoro che va rispettato e vissuto con la gente del luogo. Ha presentato il suo libro “La componente archeologica nel progetto moderno”. e discusso di centro storico, l’architetto Gregorio Froio: “Non ci può essere modernità – ha detto – se non c’è consapevolezza del passato”.

Soveria Mannelli: Irukandji presenta “Resalio”

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Presentazione di “Resalio”, romanzo d’esordio di Elly Irukandji, nel corso della rassegna “Essere a Soveria”. Si terrà oggi, martedì 16 agosto, alle 18.30, nei giardini dello storico palazzo Marasco di Soveria Mannelli.

Il libro, pubblicato da ” Città del Sole Edizioni s.a.s”. Il ricavato della vendita verrà devoluto all’AISLA, Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica.

 

8 agosto: si ricorda sacrificio lavoro italiano nel mondo. Dopo la tragedia, 60 anni fa, di Marcinelle: tra i 262 morti, anche 4 calabresi

L’8 agosto è la “Giornata Nazionale del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo”. La data, istituita dal governo nel 2001, su proposta dell’allora ministro degli italiani nel mondo, Mirko Tremaglia, nasce allo scopo di perpetuare la memoria del sacrificio di tanti nostri connazionali emigrati all’estero.

corriereLa data prescelta per tale commemorazione è legata all’8 agosto 1956, data in cui si consumò la più grave sciagura mineraria mai verificata in Europa: a Bois du Carier nei pressi di Marcinelle (attualmente nei sobborghi di Charleroi città della regione belga della Vallonia, area con la maggior presenza di emigrati italiani) persero la vita 262 minatori di cui 136 italiani (4 provenienti dalla Calabria, uno di questi dalla provincia di Catanzaro, precisamente da Petrizzi, Pietro Pologruto).

L’incidente all’interno della miniera avvenne alle 8:30 di quell’ 8 agosto, quando un vagone utilizzato per il trasporto del carbone urtò una trave in legno tranciando un tubo delle condutture dell’olio utilizzato per l’ascensore; immediatamente si scatenò l’inferno. Ad una profondità di oltre 900 metri si sprigionò un incendio che, alimentato dalle condutture di ventilazione, non diede scampo ai minatori intrappolati in quelle gallerie invase dal fumo e dalle fiamme. La situazione si aggravò, ancor di più, quando gli addetti alla sicurezza decisero di lanciare acqua dall’ingresso della miniera nel tentativo di spegnere le fiamme, con il disastroso risultato di allagare le gallerie, non dando così nessuno scampo ai poveri minatori che vi rimasero bloccati.

Le cause accidentali della sciagura nascondevano, in realtà, cause più profonde. La commissione d’inchiesta nominata per far luce sui fatti accaduti, successivamente portò a conoscenza dell’opinione pubblica le condizioni in cui lavoravano i minatori. Scarsissime misure di sicurezza, inesistenza di manutenzione delle strutture della miniera, mancanza di vie di fuga, un unico pozzo di risalita e di discesa, porte stagne in legno, minatori non dotati di maschere con l’ossigeno. I corrispondenti dei giornali italiani inviati a Marcinelle, già nei giorni successivi alla tragedia, facevano trapelare la scarsa sicurezza in cui operavano i lavoratori. Il Corriere della Sera, in un articolo del 9 agosto 1956, polemizzava scrivendo: l’Italia può esportare dei lavoratori, ma non degli schiavi. In effetti, le condizioni dei lavoratori italiani in Belgio (i macaroni) erano difficilissime, vigevano regole sociali molto ferree, e non esisteva alcuna forma di protezione né garanzie di sicurezza sul posto di lavoro.

Come scrive Toni Ricciardi nel suo libro “Marcinelle, 1956. Quando la vita valeva meno del carbone” (Donzelli Edizioni): ‘quella degli italiani in Belgio fu in quegli anni una vera e propria emigrazione di Stato’.

L’Italia, infatti, a conclusione della seconda guerra mondiale, aveva una assoluta urgenza di carbone per far ripartire la produttività dell’industria nazionale, e un’urgente necessità di trovare opportunità di lavoro per alleggerire la forte disoccupazione. In Europa, paesi come la Francia ed il Belgio avevano l’esigenza di reperire manodopera per far ripartire l’estrazione del carbone.

accordoCosì dal 1946 l’Italia, con il governo De Gasperi, sottoscrisse dei trattati (prima con la Francia e successivamente con il Belgio) con cui si impegnava a favorire l’emigrazione verso le zone minerarie francesi e belghe in cambio di carbone. Nello specifico, l’accordo con il Belgio prevedeva la vendita di 2,5 tonnellate di carbone all’Italia per ogni 1000 operai inviati. Certamente, non tutti quelli che si recavano in Belgio veniva inviati a lavorare in miniera, solo a coloro che superavano gli esami da parte dei responsabili medici e considerati idonei al lavoro veniva concesso il permesso di lavoro B, della durata di un anno rinnovabile e che vincolava il lavoratore a cinque anni di attività ininterrotta nel settore minerario con un  alloggio presso campi di lavoro utilizzati per i prigionieri di guerra durante il conflitto, […] con salari che composti da una parte fissa ed una parte proporzionale alla produzione, un sistema che, esortando gli operai all’aumento smisurato del rendimento, aumentava la pericolosità del mestiere (vedi Flavia Cumoli http://storicamente .org). Solo con la tragedia di Marcinelle, l’emigrazione, attraverso trattati ufficiali, ebbe termine.

Sono passati 60 anni da quella tragedia, ma mai come in questo nostro tempo è giusto ricordare i nostri connazionali che si sono sacrificati con il proprio lavoro all’estero, che hanno pagato un prezzo troppo alto per consentire ai propri familiari e ai propri connazionali di poter vivere in una nazione migliore. Un sacrificio che ha contribuito a rendere l’Italia una delle massime potenze economiche mondiali. Si, ricordiamoli oggi, ma soprattutto, ricordiamoci chi eravamo pochi decenni fa. Ricordiamoci degli ultimi, degli umili, di coloro che, con nessun tipo di esperienza o specializzazione, hanno consentito a tutti noi di vivere una vita migliore e di costruire un’Europa unita.

Più in generale, in questa quotidianità difficile, in questa epoca di crisi dove ogni giorno si cerca di smantellare il sistema di protezione sociale e lavorativo nato affinché non si verificassero più tragedie come quelle di Marcinelle,  ricordiamoci delle parole di Papa Giovanni Paolo II nell’Enciclica Laborem Exercens ‘lo scopo del lavoro, di qualunque lavoro eseguito dall’uomo – fosse pure il lavoro più di <servizio>, più monotono, nella scala del comune modo di valutazione, addirittura più emarginante –  rimane sempre l’uomo’… e non la finanza o il PIL.

Salvatore Scalise 

 

Cultura: riecco il “Sila Festival”

 

Domani, venerdì 29 luglio, alle 10.30 nella sala Giunta della Provincia di Catanzaro l’Associazione culturale Sila Festival – in collaborazione con Associazione Culturale “Eschilo”, in partenariato con la Cineteca della Calabria, l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro e la Fondazione “Archivio Storico Fotografico della Calabria” e con il patrocinio della Regione Calabria, delle Province di Catanzaro, Crotone e Cosenza, e dei Comuni della Presila che aderiscono al progetto – presenta la IV edizione del “Sila Festival – storia, tradizione e cultura”, che si terrà a San Pietro Magisano dal 2 a 5 settembre prossimi.

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La mostra internazionale di cinema eco ambientale, arte e tradizioni della terra di origine è organizzata con la collaborazione di diversi professionisti calabresi e grazie alla generosità del cavalier Raffaele Alberto. Il concorso si rivolge a registi e filmakers italiani e stranieri, ad associazioni e società che presenteranno opere filmiche quali cortometraggi, video musicali, mediometraggi, lungometraggi, documentari realizzati con tecniche tradizionali, di animazione o innovative. Il Sila Festival si propone di raccontare e di creare momenti di riflessione su queste due tematiche, poste anche al centro dell’attenzione mondiale, ricorrendo alla forza del linguaggio delle immagini in movimento. La giuria valuterà le opere in concorso e assegnerà diversi premi e riconoscimenti. Le opere finaliste verranno proiettate nel corso del Festival.

Foto repertorio

Cultura, Bukowski secondo Haber

 

WEB HABER

Alessandro Haber in “Haberowski” chiuderà ‘Tabularasa’ 2016, giovedì 4 agosto, ore 21.30, al Teatro Castello di Roccella Jonica

” Haber interpreta, recita, canta, ma soprattutto vive i testi e le poesie originali di Charles Bukowski. Recitazione e amore si fondono in un progetto ad alto impatto emotivo. Un live che arriva dritto al cuore, che fa emozionare, soffrire, sorridere e divertire. Bukowski sotto una nuova luce. La luce di Haber e della sua straordinaria interpretazione”.

 

Soveria Mannelli: il “Mundus Furiosus” di Tremonti

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L’ex ministro Giulio Tremonti, presenterà il suo ultimo libro ” Mundus Furiosus” (Mondadori), sabato 2 luglio alle 18,30, nella biblioteca “Michele Caligiuri”, a Soveria Mannelli. Interverranno, il Sindaco Leonardo Sirianni, il Vice Sindaco e Presidente della Fondazione “Italia Domani” Mario Caligiuri e il consigliere comunale ed editore Florindo Rubbettino.

Alle ore 20,15 al palazzo comunale “Cimino” l’ex ministro incontrerà la Giunta comunale per una riunione operativa sulle prospettive amministrative della legislatura 2016-2021.

Musica: ” Indietro non ci torno” nuovo cd targato Gianfranco Riccelli / Arangara. Esordio su disco per Marcello Barillà

 

Catanzaro-“Ho sempre amato la musica d’autore. L’uso del dialetto, con gli Arangara, rendeva naturale in un certo senso anche l’impiego di strumenti tradizionali, quali la lira calabrese o la zampogna. Ma le mie passioni sono sempre state anche per musicisti quali Brassens, Dylan, Cohen, accanto a Rosa Balistrieri, solo per citarne alcuni. Non amo molto il pop, né competizioni quali S.Remo, o i talent. Non è per fare delle critiche ad alcuno, solo una questione di gusti…”.

Gianfranco Riccelli, voce, chitarra, mandolino ed armonica, oltre che autore o co-autore dei testi, si appresta a presentare il suo ultimo disco “ Indietro non ci torno”, per la Artis-Cramps by Sony.

disco

Sulla copertina del cd, affiancato al suo compare ancora il nome del gruppo di appartenenza, gli Arangara : “Una scelta della casa discografica”, ci riferisce Riccelli. Sono impegnati alcuni degli stessi musicisti che componevano la band e che nel corso del tempo hanno suonato anche per grossi nomi della musica italiana, ma il sound è in evoluzione rispetto al passato. Agli inizi, soprattutto nella prima uscita discografica, più orientato verso una musica popolare che aveva come riferimenti, tra gli altri, la stessa Balistrieri, ma anche Otello Profazio e Ignazio Butitta , per poi progressivamente portarsi verso una dimensione artistica attuale che accentua l’elemento autorale. Dopo 10 anni di attività alle spalle e tre dischi incisi (“Arangara” nel 2008; “Terra di Mari” 2010 e “Grazia in punta di piedi…” 2013) il nuovo lavoro, anche grazie ad alcune nuove collaborazioni e ad una produzione associata di Mirco Carlassare e Andrea Zanella ed una direzione artistica che annovera Claudio Corradini, Mimmo Crudo e Febo Nuzzarello, per la distribuzione Edel.

Quindi, più corposo spazio a testi inediti di Claudio Lolli, Pierangelo Bertoli (autori già presenti nelle ultime produzioni a nome Arangara) e Pasquale Tropea, con tutti i brani firmati o co-firmati dallo stesso Gianfranco Riccelli e alcuni a ‘quattro mani’ con Marcello Barillà. I due firmano insieme anche i testi e le musiche del pezzo che da il titolo al cd.
Barillà, che proviene da altre esperienze professionali, ha comunque una serie di apparizioni nei circuiti musicali locali e diversi brani già prodotti alle spalle.
“Ho saputo quasi casualmente di Marcello e dei testi che scrive. Gli ho chiesto di farmi conoscere le sue canzoni che ho subito trovato molto belle. Le abbiamo ‘adattate’ insieme e –alcune fra queste – adesso sono contenute nel disco…”, ci riferisce nel corso di una breve conversazione telefonica Gianfranco Riccelli.
“Indietro non ci torno” propone storie senza limiti, anche geografici, precisi. L’italiano che prende il posto del dialetto ( si ascolti il primo cd, il già citato“Arangara”) e il Sud, fortemente presente in molti testi precedenti che ‘cede’ il passo a canzoni universali, che ognuno può “fare proprie”, rapportandole a fantasia e sensibilità personali.
Il disco verrà presentato ufficialmente a Catanzaro il prossimo 6 dicembre, alle ore 18:00, con ingresso libero, all’auditorium comunale “Aldo Casalinuovo”.

indietro non ci torno

“INDIETRO NON CI TORNO” – Arangara /Gianfranco Riccelli (www.arangara.com)

Tracce

INDIETRO NON CI TORNO (Barillà/Riccelli)
SARA CHE GUARDA IL MARE (Riccelli)
IL GATTO (Riccelli)
E PARLAMI D’AMORE (Barillà/Riccelli)
LA VOCE DEL MOTORE (Riccelli)
NATO IERI (Bertoli/Riccelli)
LE TUE SCALE (Lolli/Riccelli)
LUNA MEZZALUNA (Tropea/Riccelli)
I FALCHI E LA MADRE (Barillà/Riccelli)
ALCOLMEN (strumentale) (Nuzzarello/Riccelli)

 

 

Produttori associati: Mirco Carlassare, Andrea Zanella
Discografia: Artis – Cramps by Sony
Direzione artistica: Claudio Corradini, Mimmo Crudo, Febo Nuzzarello
Arrangiamento archi: Mimmo Crudo e Giuseppe Franchellucci
Organizzazione: Erik Alfred Tisocco
Distribuzione: Edel
Copertina: Armando Dozza
Grafica e impaginazione: Matteo Totaro
Consulenza artistica: Donatella Dovico
Mastering: Claudio Adamo presso Fono Print
Registrato e missato da Mimmo Crudo e Claudio Adamo
presso “La Miniera Produzioni Musicali” in Bologna

Gianfranco Riccelli (voce, chitarre, mandolino, armonica)

Mimmo Crudo (basso elettrico, basso acustico fretles)

Giuseppe Franchellucci (violoncello, archi)
Manuel Franco (batteria, percussioni, cianfrusaglie sonore)
Febo Nuzzarello (chitarra classica, chitarra elettro-acustica, slide)
Antonio Rimedio (fisarmonica)

Daniele Radano (basso) Pasquale Rizzo (fisarmonica), Sebastian Trunfio (batteria), Alberto Bertoli (voce), Marcello Barilla (voce), Francesca Salerno (cori), Aurora Pozzi (voce e cori).

a.s.

ALTRE IN :

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