Category: CULTURA

Libri – tra passioni, avventura e cultura: Bruchium”, di Selene Corapi

bruchiumOpera prima per una giovane scrittrice catanzarese. Presentato nella sala concerti di palazzo De Nobili il libro di Selene Miriam Corapi,  “Bruchium”. Tra gli intervenuti, l’Arcivescovo di Catanzaro Squillace, Vincenzo Bertolone ed in rappresentanza dell’amministrazione comunale, che ha patrocinato l’iniziativa, l’assessore Filippo Mancuso. La relazione di presentazione del volume a cura di Vitaliano Marino.
Un’opera dai contenuti profondi e che, come evidenziato dal relatore, trasporta chi legge “.. in una lettura avvincente e oltremodo gradevole con una mirabile armonizzazione fra siti fantastici, culturali e storici che conducono, alla ricerca della cultura perduta, fino alle calde e misteriose sabbie d’Egitto, tracciando percorsi meravigliosi in luoghi pregni di storia, arte e cultura con in più l’avvincente trama dei personaggi del libro e la loro avventura…”.

bertolone-corapi-marinoBruchium “…si ripropone in una palese chiave autodidattica, non solo perché ripercorre i tratti fondamentali della vita della giovane autrice”, aggiunge lo stesso Marino, ” ma perché di lei mostra tutte quelle che sono le intime aspirazioni, i sentimenti, le passioni, le paure e persino i dolori di vita, di una persona culturalmente molto elevata pur nella semplicità di una ragazza docile, amabile nei modi e nelle esternazioni….”.

Nella foto: l’Arcivescovo Bertolone, Corapi e Marino

 

Mimmo Rotella: documentario su Sky Arte e iniziative comunali

 

Decimo anniversario della morte di Mimmo Rotella. L’omaggio delle pagine culturali del Corriere della Sera, mentre quattro mostre sono in corso a Milano. Venerdì 7 ottobre, ore 19.50, Sky Arte trasmetterà  il documentario “Mimmo Rotella, l’arte dello strappo”. A produrlo è stata la Fondazione Mimmo Rotella, offrendo così  al grande pubblico televisivo l’occasione di riscoprire l’autore degli inconfondibili manifesti strappati e la sua carriera vissuta a stretto contatto con la Pop Art, tra Europa e America. L’iniziativa si aggiunge al fitto programma di attività condivise dall’amministrazione comunale in onore del grande artista catanzarese e che si estenderanno fino al 2018, anno del centenario della nascita.

progetto-rotella-muralTanti sono stati gli eventi pubblici che negli ultimi mesi hanno contribuito a rinsaldare il legame tra Mimmo Rotella e la città: la scopertura in piazza Rotella della targa disegnata dal progettista Franco Zagari nello spazio che il Comune ha inteso intitolare alla memoria dell’artista e che rappresenta un piccolo museo con l’installazione di quattro pannelli dedicati ad altrettante opere del maestro; un annullo postale speciale; la costituzione del Comitato per le celebrazioni rotelline, di cui fanno parte la Fondazione, l’Institute Rotella e l’Accademia di Belle Arti che, tra i suoi obiettivi primari, ha posto al centro la riqualificazione del mural realizzato da Mimmo Rotella sulla facciata del Palazzo delle Poste su Corso Mazzini. Una delle più importanti opere pubbliche attribuite a Rotella scoprirà una nuova luce grazie all’idea progettuale elaborata, a titolo completamente gratuito, dall’architetto Giulia Brutto, e condivisa da Comune e Fondazione Guglielmo, che ha trovato il pieno apprezzamento da parte di Poste Italiane. Dopo il parere positivo della Soprintendenza, l’iter legato al progetto prosegue speditamente e nel mese prossimo partiranno i lavori che prevedono la sostituzione del parapetto in cemento armato con una vetrata, in modo da favorire una migliore visione dell’opera, e l’eliminazione del pilastro centrale della pensilina, con accesso garantito da una scalinata artistica.
“Sono certo che l’intervento sull’opera murale”, ha commentato il sindaco Sergio Abramo”, contribuirà a valorizzare la preziosa testimonianza che Rotella ha voluto lasciare alla sua città (…)”.

 

Catanzaro città universitaria? Costituito Tavolo permanente Comune-studenti

 

Costituito un Tavolo permanente Comune- associazioni studentesche per individuare le linee guida relativamente al progetto ” Catanzaro città universitaria”.

E quanto deciso nel corso della riunione la seconda su queste stesse tematiche,che il sindaco Sergio Abramo ha tenuto con i rappresentanti degli studenti dell’università Magna Graecia e dell’Accademia di Belle Arti, alla presenza del vicepresidente della Fondazione Umg Rocco Savino.

incontro-universitari-abramo“Ho deciso di fare una serie di incontri con le realtà studentesche del nostro territorio” – ha detto il primo cittadino – “per conoscere direttamente le problematiche quotidiane che incontrano, ma anche per capire quali sono le loro proposte e le loro idee per la crescita dell’università”.
Fra le proposte avanzate dagli studenti, sono emerse: la necessità di individuare degli spazi idonei ad ospitare centri aggregativi sia a Catanzaro centro che nell’area sud (consultazione telematica di riviste scientifiche, biblioteche, salotti, internet point); l’implementazione di corse serali/notturne che faciliterebbe la fruizione delle diverse zone della città da parte degli studenti; strisce blu gratuite per gli studenti; wi-fi zone; istituzione di una “zona franca” per attività commerciali intorno al complesso monumentale San Giovanni; individuazione di alloggi situati in varie zone della città da destinare all’uso degli studenti vincitori di borse di studio; spostamento della facoltà di Farmacia al campus “Salvatore Venuta”; creazione di uno sportello informativo relativo ai servizi e all’offerta dell’ateneo; la possibilità di istituzionalizzare giornate di condivisione identitaria e di approfondimento culturale; aiutare gli studenti Erasmus nel proprio percorso formativo e accademico; istituire le “notti universitarie”.

In precedenza, l’Amministrazione comunale aveva  presentato agli stessi studenti un pacchetto di proposte, tra le quali una card mensile per utilizzare liberamente bus AMC e funicolare, a prezzo speciale; la fruibilità di alcuni parcheggi della città, convenzioni con garage del centro; sconto del 25% su biglietti e abbonamenti al teatro Politeama; 25% di sconto su spettacoli cinematografici e teatrali ;organizzazione di laboratori teatrali per gruppi universitari a cura del Teatro Incanto; utilizzo gratuito, su richiesta, della sala convegni-proiezioni del Museo del Rock, dello spazio espositivo ex Stac, del centro di aggregazione giovanile di via Fontana Vecchia, della sala di registrazione ex Rossi (in attesa di entrare in funzione); mensa centralizzata in galleria Mancuso convenzioni con ristoranti e bar; accesso agli impianti sportivi di pertinenza comunale; convenzioni con le palestre del centro; card per convenzioni con supermercati, negozi di abbigliamento, librerie, multimedia, computer e telefonia; convenzione con “Catanzaro in Rete” per scontistica (almeno 10%) su tutte le attività commerciali e di servizio della Rete  progetto “Prendi in casa uno studente” ,esperienza già avviata in altre città italiane come Milano, Venezia e Bergamo che prevede la coabitazione tra un pensionato autosufficiente e un giovane non residente per condividere alloggio e compagnia. Gli studenti non pagano il fitto della stanza, contribuiscono minimamente alle spese di casa, collaborano con piccoli aiuti e un po’ di compagnia.

 

Buona Scuola, protesta anche in Calabria

 

I Partigiani della Scuola Pubblica parteciperanno il 7 ottobre, nelle piazze di tutta Italia, alle manifestazioni, che si terranno anche in Calabria, contro la Scuola Pubblica promossa dal Governo Renzi. Saranno, come sottolineano in una nota, accanto agli studenti UDS, Studaut, Coordinamento studenti medi, FGC), ” per rivendicare una scuola che sia gratuita e di qualità, al servizio dei futuri lavoratori e non piegata alle esigenze delle imprese private”.

buona scuola referendum

“Chiediamo la sostituzione della legge 107”, sostengono gli stessi Partigiani della Scuola Pubblica, ” con  la LIP, la legge di iniziativa popolare per una riforma alternativa della Scuola, già depositata 2 volte in Parlamento”.

 

Catanzaro, 10 mila ad applaudire Vecchioni. Stasera al parco musica popolare

 

Circa 10 mila persone al Parco della Biodiversità Mediterranea, per assistere al concerto di Roberto Vecchioni. per la seconda serata della edizione numero X di “Settembre al Parco – NaturArt: suoni, voci e forme della natura”.
E’ la stima dell’Amministrazione provinciale sulla base dei taglianti diffusi dalla biglietteria automatica della EsseEmme Musica di Maurizio Senese. vecchioni-pubblico
Vecchioni si è intrattenuto con il presidente della Provincia, Enzo Bruno, prima dell’inizio del concerto presentato dalla giornalista Rossella Galati, e ha poi ricevuto in dono il Pitagora d’argento, Pitagora d’Argento realizzato dall’orafo crotonese Michele Affidato, ma anche due volumi prodotti (consegnati dalla dirigente Rosetta Alberto) dell’Ente relativi al Parco della Biodiversità e al Marca Open, lo spazio riservato alle sculture internazionali.

vecchioni-premioBruno ha rinnovato l’appello ai cittadini per la conservazione del polmone verde, con un aiuto a difenderlo da atti vandalici, evidenziando l’importanza “di una kermesse che punta a valorizzare il Parco e il suo patrimonio culturale, realizzata con l’importante contributo economico della Regione e dei tanti sponsor privati che hanno voluto sostenere il messaggio positivo che con Settembre al Parco andiamo a diffondere”.

vecchioniPartito il 21 giugno da Milano, il tour di Roberto Vecchioni “La vita che si ama” è ispirato all’ultimo libro dell’artista, edito da Einaudi nel quale esplora la felicità partendo dall’universo degli affetti. La memoria personale come filo conduttore dello spettacolo. Poi i suoi classici di sempre, che hanno coinvolto il pubblico.
Questa sera, alle 22, musica popolare: sul palco, I Musicanti del Vento, Antonio Grosso e Le Muse del Mediterraneo.

Cultura: Caligiuri e la Ciber Intelligence

 

Mario Caligiuri, professore dell’Università della Calabria dove dirige il Master in Intelligence e che ha contribuito ad introdurre lo studio dell’intelligence nelle università pubbliche italiane, presenterà il suo ultimo libro “Cyber Intelligence. Tra libertà e sicurezza”, appena edito da Donzelli, durante la XII edizione del Festival “Lectorinfabula 2016”, a Conversano, in provincia di Bari, sabato 17 settembre alle ore 11.30, presso la Pinacoteca del Finoglio.

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Tra i protagonisti del Festival, intellettuali e giornalisti nazionali e internazionali, tra i quali Ezio Mauro, Franco Cardini, Colin Crouch, Alessandro Laterza, Kenan Malik, Gianfranco Viesti, Eric Jozsèf, Paolo Messa, Gaetano Quagliariello e Luciano Violante. In un dibattito coordinato dal direttore di Tom’s Hardware Italia Pino Bruno, Mario Caligiuri si confronterà sui temi della rete e della trasparenza con il garante del lettore de “La stampa” Anna Masera e Tommaso Edoardo Frosini professore dell’Università “Suor Orsola Benincasa” di Napoli.
Durante il dibattito, si affronteranno i temi di accesso, cultura, uguaglianza, privacy, identità, anonimato, oblio, cittadinanza, sicurezza, democrazia. Dieci parole chiave per comprendere quali sono i nostri diritti nel cyberspazio.

“Il volume di Mario Caligiuri parte dalla premessa che nei prossimi anni sul nostro pianeta la popolazione virtuale sarà maggiore di quella reale e che la Rete sarà sempre di più un campo di battaglia. Questo imporrà agli Stati la necessità di strumenti adeguati per coniugare libertà e la sicurezza. In tale quadro la Cyber Intelligence può rappresentare uno strumento fondamentale”.

Mario Caligiuri, ass.reg. alla Cultura

“In un mondo dove il web oscuro è 500 volte più grande dell’internet visibile, dove si possono monitorare tra il 70 per cento delle chiamate telefoniche mondiali; dove osservando i numeri di telefono si possono prevedere gli spostamenti futuri al 90 per cento, dove attraverso i like che lasciamo su Facebook è possibile capire se siamo gay, musulmani o il nostro reddito, dove con un click si può destabilizzare una multinazionale, interrompere le trasmissioni da un satellite spia e truccare le elezioni”, afferma Caligiuri, ” dobbiamo renderci conto che più aumentano i poteri delle tecnologie più c’è bisogno dell’insostituibile fattore umano per dare un’anima alle informazioni e disvelare le menzogne della società della disinformazione imperante dove la verità viene ridotta a mera opinione”.

Museo Marca : s’inaugura personale di Colin

 

Catanzaro – Inaugurazione della mostra personale di Gianluigi Colin, questa sera,venerdì 16 settembre alle 18. 30 al Museo Marca. Ripercorre gli ultimi trent’anni della sua ricerca dedicati alla riflessione sul sistema dei media, da sempre nucleo centrale del suo lavoro.

Museo MarcaLa mostra, a cura di Arturo Carlo Quintavalle, presenta un centinaio di opere dagli anni Ottanta a oggi ed è realizzata in collaborazione con l’amministrazione provinciale, la fondazione Rocco Guglielmo e la M77 Gallery di Milano. L’inaugurazione sarà preceduta da una conferenza stampa alla quale sarà presente l’artista.

 

Catanzaro: riecco “Settembre al Parco”

Aperta nel capoluogo di regione la X Edizione di “Settembre al Parco – NaturArt: suoni, voci e forme della natura”, il cui obiettivo è promuovere il rispetto della natura e favorirne la sua fruizione culturale a partire proprio dal parco medesimo.
Ad aprire la manifestazione, il presidente della Provincia di Catanzaro, Enzo Bruno, alla presenza delle autorità civili e militari, tra le quali il prefetto di Catanzaro Luisa Latella e il sindaco Sergio Abramo. Riconsegnati ai bambini il Parco dei Folletti e del Castello, dopo la ristrutturazione degli impianti che hanno visto la sostituzione della maggior della struttura in legno e la pitturazione.
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“Ci affidiamo ancora una volta al senso di responsabilità di grandi e più piccoli nel preservare questo patrimonio che è di tutti”, ha detto il presidente della Provincia , “ qualora fossero nuovamente danneggiati, ecco il motivo per cui sono stati chiusi tanto tempo, non potremmo continuare a spendere risorse per riparare danni causati dall’inciviltà diffusa,(…) fondi che potrebbero essere invece destinati ad incrementale i servizi e aumentale la qualità di quelli esistenti”.
Dopo l’inaugurazione dei Parchi giochi, visita alla complessa organizzazione di mostre e laboratori allestiti nell’ambito di questa edizione: dalla sezione “Le stanze verdi”, nel giardino all’italiana, alla sezione Photovoice, nel parco delle giovani idee, fino alle esposizioni fotografiche e di arti grafiche connesse alla natura.

le-stanze-verdi-4Le bellezze culturali e naturalistiche del Parco ‘presentate’ da Ciceroni d’eccezione: si tratta degli studenti del liceo Classico “Galluppi” che si sono formati per condurre le visite guidate al Parco internazionale della scultura . Le “Stanze verdi”, nei giardini all’italiana, sono dedicati alla fruizione tematica – attraverso i cinque sensi – finalizzata ad educare alla cultura ambientale e a rievocare l’identità dei territori, con annessi ai laboratori didattici e di formazione. (le stanze sono denominate: della salute; La stanza delle idee; Intrecci nella stanza; Biodiversità in scena La stanza dei fermenti). I laboratori creativi e didattici per bambini e adulti riguardano i cinque sensi per attivare percorsi multisensoriali mirati ad una migliore fruizione del patrimonio ambientale, naturalistico ed artistico anche da parte di soggetti diversamente abili. i-piccoli-ciceroni-del-galluppiNel programma della serata anche la Proiezione del film “Le quattro volte”. Film coprodotto da Italia, Germania e Svizzera. Racconto di un piccolo paese della Calabria, un posto dove il tempo si è fermato, una visione poetica sui cicli della vita e della natura, sul rispetto dell’uomo e delle tradizioni. Nel film, quattro vite si intersecano misteriosamente: Il pastore, le capre, l’albero, il carbone. La proiezione rientra nella rassegna cinematografica di film sulle tematiche ambientali per sensibilizzare il pubblico, attraverso lo strumento culturale “cinema” e dargli spunti di riflessione e informazione sull’importanza del bene “Ambiente”. A cura dell’associazione “Cineteca della Calabria” di Catanzaro.
Al Parco delle giovani idee e della legalità, molto apprezzata la mostra “Mana ji e le Persephoni di Bova”. Installazione di Marina Ceravolo, Fotografie di Carlo Elia e Sergio Ferraro, allestimento di Luigi Briglia. Gli scarazzi delle Serre. Fotografie di Luigi Briglia, allestimento di Marina Ceravolo e Luigi Briglia.
E domani alle 22 sarà la volta del concerto di Roberto Vecchioni.
Una nota sui trasporti: per agevolare lo spostamento dei cittadini nell’area del parco, inibita al traffico, saranno disponibili veicoli elettrici. Inoltre attivate convenzioni con AMC e ditte private per l’istituzione di navette per raggiungere lo stesso parco dal multipiano di via Gioacchino da Fiore, messo a disposizione gratuitamente. A disposizione i parcheggi del presidio “Ciaccio” e nei pressi del Cimitero, oltre che corse autobus gratuite.

Tiriolo, Officina Zoè e Baba Sissoko chiudono “Bacchanalia”, la cultura a braccetto con il dio del vino

 

officina zoè 06 La tradizione musicale salentina si è ormai ritagliata un suo spazio all’interno della World Music internazionale. A riproporla, con le necessarie elaborazioni dettate dai tempi, Officina Zoè.

Non a caso, ieri sera, sul palco di “Bacchanalia”, insieme alla band pugliese, nell’ultima parte del concerto, c’era anche Baba Sissoko. Con il musicista del Mali, molto conosciuto ed apprezzato in diversi circuiti musicali, il gruppo ha già portato a termine alcune collaborazioni – si pensi al disco “Taranta Nera” ( 2012) – e altre sono in itinere.

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“Bacchanalia “, manifestazione in corso da diversi anni ed in questa occasione ‘ristretta’ ad una sola giornata, oltre agli antichi riti in onore del dio del vino ha proposto una serie di avvenimenti – tra l’altro, il corteo nunziale di Bacco e Arianna, spettacoli itineranti e concerti, compreso naturalmente quello di Officina Zoè – per l’animazione di Tiriolo, centro molto suggestivo della Provincia di Catanzaro e di notevoli tradizioni: basti citare i costumi locali e i pregiati ricami.

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Tra le stradine del borgo gli stand enogastronomici, naturalmente con ampio spazio riservato alla degustazione dei vini e dei prodotti tipici. Un invito alla conoscenza di culture che vanno valorizzate, quello formulato da “Bacchanalia 2016”, prontamente recepito da cittadini e visitatori.

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Culture che si mescolano sapientemente, come avviene per Officina Zoè, una lunga esperienza artistica alle spalle, fatta di musica, cinema ( un titolo per tutti: “ Sangue Vivo” di Edoardo Winspeare), teatro e collaborazioni a tutto campo. Senza confini: la cultura non può procedere a compartimenti stagni.

Il concerto di Officina Zoè era stato preceduto da Celeste Iiritano, con il progetto “Suoni e Danze Popolari del Sud “. Iiritano, nel pomeriggio aveva tenuto anche uno stage di “pizzica”, per una migliore comprensione di ciò che ‘ruota’- è il caso di sottolinearlo – intorno alla musica popolare con riferimento a regioni come Puglia e Calabria.

Di certo, Taranta e tradizioni popolari sembrano aver catturato negli ultimi anni un pubblico attento ed interessato. Se nel corso del tempo era stato necessario l’intervento di musicisti per certi versi ‘insospettabili’ quali David Byrne ( Talking Heads), ad esempio, per ricordare ad una platea internazionale l’esistenza di un vero fenomeno culturale e popolare legato alla taranta, oggi i suoni di questa tradizione entrano tranquillamente a ‘contaminare’ dischi jazz o altro. A volte sconfinano – si fa per dire – nella trance, con l’utilizzo dell’elettronica, e seguono l’evoluzione del suono secondo parametri non  abituali. Chi non l’ha ancora fatto, si regali, se può, un concerto di un musicista storico di grande interesse, Antonio Infantino. Non se ne pentirà.

Alfonso Scalzo

18 agosto 1946: tragedia sulla spiaggia di Vergarolla, 65 morti. La questione dei territori contesi dalla ex Jugoslavia

 

… Ci sarà un sacco di gente alla Pietas Julia. La Coppa Scarioni la vogliono vedere tutti.

Ma così saremo gli unici noi a non vederla. Umberto è già andato avanti con sua madre e ci aspetta sulla spiaggia di Vergarolla.

Non so cosa dirti, Sergio. Ho promesso alla mamma di aspettarla.

Magari a lei non interessa e ci viene malvolentieri

Neanche per sogno! Per lei la Coppa Scarioni non è una gara sportiva, è un avvenimento politico.

Ci sarà tutta la città: un’altra occasione per dimostrare che a Pola gli vogliono rimanere in Italia […]

Scendemmo al porto quasi correndo e, una volta saliti in barca, il papà si mise a remare con tutte le forze per recuperare il tempo perduto in quella domenica di agosto. Eravamo quasi di fronte alla spiaggia di Vergarolla quando si udì un boato che neppure durante i bombardamenti avevo sentito forte. Il cielo diventò nero, la spiaggia sembrò sollevarsi, intorno a noi piovvero sassi, rami, pezzi di sedie e di tavoli. Sentimmo urlare, piangere, chiedere aiuto, e appena la colonna di sabbia si disperse tra il mare e la terra, vedemmo la gente correre impazzita da ogni parte…

Questa è la descrizione fatta da Stefano Zecchi dell’attentato che si consumò sulla spiaggia di Vergarolla a Pola il 18 agosto del 1946, in cui persero la vita 65 persone, nel suo romanzo dal titolo Quando ci batteva forte il cuore dedicato alle tristi vicende degli italiani in Istria dopo il 1945.

caduti di Vergarolla

L’episodio di Vergarolla si incardina in quel contesto internazionale che si andò a profilare, a conclusione del secondo conflitto mondiale, quando parte dell’Italia orientale, l’Istria e Dalmazia, venne divisa e contesa tra le truppe angloamericane e gli armati titini jugoslavi, in attesa che le trattative diplomatiche decidessero del destino di quei territori e di quelle popolazioni.

Nello specifico, il destino di Pola in quell’ agosto del 1946, sotto il controllo inglese, ancora non era stato deciso. A Parigi nulla ancora era stato determinato per quanto riguardava i confini orientali d’Italia e, così, mentre la maggioranza della popolazione italiana manifestava, con qualsiasi pretesto e forza, la volontà affinché Pola rimanesse italiana, i titini erano decisi a bloccare tali istanze con tutti i mezzi.

In quei mesi, come ricorda la giornalista Lucia Bellaspiga in un suo articolo, vi furono numerosi episodi tendenti a colpire qualsiasi manifestazione italiana organizzata a Pola e nelle zone occupate dagli angloamericani: a giugno 1946 militanti filo jugoslavi assaltarono il Giro d’Italia, in una manifestazione a Gorizia armati jugoslavi lanciarono bombe a mano, a Trieste, una settimana prima di Vergarolla, durante una gara di canottaggio, una bomba non scoppiò per un difetto al detonatore.

Quel 18 agosto di settanta anni fa, i polesi si recarono sulla spiaggia di Vergarolla per assistere alle gare della Coppa Scarioni di nuoto organizzate dalla società canottieri Pietas Julia, dal nome dell’antica colonia romana a Pola, manifestazione con un forte connotato patriottico che prendeva il nome di Franco Scarioni , pilota di aereo che perse la vita nella prima mondiale (che come segretario della Federazione Italiana Nuoto istituì le “Popolari di Nuoto”, manifestazioni natatorie aperte a tutti da lui iniziate mettendo in palio nel 1914 la “Coppa Scarioni”).

Poco dopo le 14 la deflagrazione provocata da numerosi ordigni bellici disinnescati ma non rimossi dalle truppe angloamericane sulla spiaggia. La potenza dello scoppio fu così elevato che molti corpi non furono più ritrovati. Immediatamente, nella popolazione italiana di Pola si insinuò il sospetto che l’episodio non fosse stato un incidente ma un attentato dell’ OZNA, i servizi segreti jugoslavi di Tito. Lo stesso Consiglio Comunale di Pola inoltrò una vibrante ed indignata protesta al Comando Supremo alleato nel Mediterraneo, al Comando del 13° Corpo d’Armata al quale appartenevano le truppe di stanza a Pola, all’AMGVG di Trieste (Lino Vivoda L’Arena di Pola Associazione del “Libero Comune di Pola in esilio” 13 agosto 2013).

Ma al di là di una conferma ufficiale inglese sul fatto che gli ordigni furono deliberatamente fatti esplodere da persona o persone sconosciute, mai si conobbe la verità su chi aveva provocata quella strage a Vergolla.

L'arena di Pola su Vergarolla 01

Da quel giorno, però, gli italiani di Pola capirono come fosse illusoria la speranza che alla fine il territorio della loro città venisse assegnato al territorio Libero di Trieste, anche alla luce delle decisioni che si stavano prendendo a Parigi sulla scelta della linea francese, che imponeva il passaggio della maggior parte dell’Istria alla Jugoslavia. Da quel momento si diede impulso da parte italiana al progetto di abbandonare la città di Pola, anche con la Costituzione del Comitato Esodo di Pola. Ancor prima della firma del trattato di pace a Parigi, migliaia di italiani iniziarono a lasciare le terre istriane, con qualsiasi tipo di mezzo e in qualsiasi modo. Migliaia di persone si ritrovarono in una Italia non preparata a quell’esodo, e dovettero affrontare numerose difficoltà in una società ancora duramente provata dalla fine della guerra.  Lo stesso Partito Comunista Italiano ebbe un atteggiamento del tutto negativo all’inizio dell’esodo dei profughi, considerando quelle persone come semplici fascisti. Solamente nel 1947 fu costituito un Comitato nazionale per i rifugiati con presidente onorario Alcide De Gasperi, trasformato in Opera per l’assistenza ai profughi giuliani e dalmati, quando l’arrivo di persone dall’Istria si trasformò in un vero e proprio esodo (che si concluse ufficialmente solo nel 1956) (Storia di un esodo di Fabio Todero in Giorno della Memoria 2010 a cura di D.Pietragalla – MUSMI) Grazie a questo organismo che furono con il tempo realizzate quelle opere che portarono finalmente ad integrazione dei profughi, ma, come scrive lo studioso Raoul Pupo è vero ‘il dramma dell’Esodo non creò dunque sacche di emarginazione sociale, e anche tale circostanza favorì la rimozione dell’accaduto dalla memoria degli italiani. Rimase invece, negli esuli, al di là delle fortune personali, la convinzione che la loro tragedia non era stata sufficientemente avvertita dal resto della comunità nazionale, e ciò rese più amaro l’esilio’.

Allora, oggi, ricordiamoci dei caduti di Vergolla e di tutti coloro che furono costretti ad abbandonare quella che consideravano la propria città semplicemente perché si trovavano su delle terre che in quarant’anni passarono dall’Impero Asburgico, al Regno d’Italia, al dominio del terzo reich, ai quaranta giorni dell’amministrazione jugoslava, a Trieste, Gorizia, Pola, all’Internazionalizzazione di quei territori.
Salvatore Scalise