Category: CARTOLINE (CON DEDICA) DA CatanzaroPolitica

Catanzaro : la città chiude i battenti, aspettando che passi il temporale

 

E’ allerta nel capoluogo di regione, per nuovi possibili  problemi  che potrebbero essere causati dal maltempo in arrivo.

“Massima cautela e vigilanza a Palazzo De Nobili in vista della probabile perturbazione che potrebbe interessare, a partire da domani, la costa jonica calabrese e in particolare i tratti catanzarese e crotonese”, evidenzia una nota dell’Amministrazione Comunale.

“Oltre alle scuole, che chiuderanno domani, sabato, e lunedì (e comunque fino a nuove disposizioni), sono state sospese dal sindaco Abramo tutte le attività e manifestazioni sportive e culturali, programmate nel week end in città, nelle strutture di competenza comunale”.

Sospeso anche il mercatino rionale di Catanzaro nord, che avrebbe dovuto tenersi, come al solito, sabato mattina.

Il COC, il Centro Operativo Comunale di Protezione Civile, s’insedierà domani nella sede del Comando della Polizia Municipale in via Broussard. Sarà attivo, dal pomeriggio, un numero verde.

Palazzo De Nobili raccomanda a tutti i cittadini prudenza e cautela negli spostamenti, soprattutto nella notte tra sabato e domenica. Un invito è stato rivolto soprattutto ai più giovani, perchè evitino  spostamenti durante le ore più critiche.

Massima attenzione verso tutti i punti che in passato hanno dato segni di dissesto idro-geologico (Janò, Rumbolotto, via Corrado Alvaro, viale degli Angioini, via Angitola, Santa Maria).

Desta preoccupazione anche il quartiere Lido dove, secondo i centri di calcolo, potrebbero registrarsi forti venti e mareggiate.

Nel pomeriggio, il sindaco Abramo ha presieduto una serie di riunioni operative per perfezionare i dettagli del piano di pronto intervento.

 

* Nella Foto, una delle scuole chiuse nel quartiere Mater Domini

Catanzaro : l’acqua non c’è e la rete idrica è un ‘colabrodo’…

Confermato anche in conferenza stampa,convocata d’urgenza dal sindaco,Sergio Abramo.

Una nuova rottura della condotta di alimentazione per l’impianto di Santa Domenica  ha  ancora  messo a secco i rubinetti  nel capoluogo di regione.

I tecnici Sorical ,società che gestisce l’acquedotto, sono al lavoro. Lo fanno ormai da diversi giorni e l’acqua, quando arriva, è a ‘singhiozzo’ o a ‘macchia di leopardo’:  viene erogata dai rubinetti ,cioè, per alcune ore della giornata e non in tutte le aree cittadine. I danni sono ingenti, così come le somme necessarie  per il ripristino.

C’è poi il problema, antico, di una condotta idrica comunale  descritta dai tecnici  di diverse amministrazioni come un autentico ‘colabrodo’. Vetusta ed in condizioni pessime ,tanto  da causare anche in situazioni ‘normali’ – lontano quindi  dall’emergenza, come in questi ultimi giorni-  sprechi e disfunzioni.

Intanto tempi  incerti su un ritorno possibile alla normalità. E ritornano le autobotti…

Società : questo matrimonio non … si può fare

 

I  ‘Bravi’ di Don Rodrigo,oggi, non avrebbero dovuto far praticamente nulla per impedire il matrimonio tra i manzoniani Renzo e Lucia. Forse, quest’ultimi, avrebbero evitato da soli. Ed anche la celeberrima intimazione a don Abbondio, ” Questo matrimonio non s’ha da fare”, andrebbe riscritta.

E’ sempre meno diffusa,infatti, l’idea del matrimonio, nel Belpaese. Anzi, la scelta di una condivisione a tutto campo della propria vita con un partner diventa appannaggio soprattutto dei  matrimoni misti, legati perlopiù all’immigrazione.,

Se, infatti ,nel 2012, ultimi dati disponibili Istat, questo tipo di unioni, con la presenza di uno dei due coniugi di cittadinanza italiana registrano un significativo + 4 mila, le altre, quelle tra  italici, sono diminuite negli ultimi 5 anni di 39 mila elementi.

Altro fenomeno correlato:  sempre nel 2012, il 52,3% dei maschi e il 35% delle femmine , in età compresa tra  25 e 34 anni di età, continuavano a restare in casa dei genitori. Un fenomeno,diffuso maggiormente nelle regioni del Mezzogiorno, facilmente comprensibile data la pesantissima crisi economica. Chi, da disoccupato o precario, va a mettersi sul groppone anche il peso di un affitto da pagare per  una casa propria?

Calabria: secondo Coldiretti si butta cibo per 250 milioni di euro

Calabria sempre in coda nelle classifiche che riguardano occupazione e ricchezza. Ma, Calabria che ogni anno, butta nella spazzatura cibo per un valore di 250 milioni di euro-

A sostenerlo la Coldiretti Regionale che cita come produttori dello spreco ristorazione e grande distribuzione, ma anche le famiglie.

E Coldiretti sollecita azioni di sensibilizzazione e formazione dirette soprattutto verso i più giovani per evitare un fenomeno certamente in forte contrasto con altri  dati allarmanti che testimoniano, sempre in Calabria, di famiglie indigenti  che “si rivolgono alle mense caritatevoli, alla Caritas, al Banco Alimentare ed ad associazioni di varia natura per chiedere sostegni alimentari”.

Papa Francesco e la Politica…

I politici siano umili e amino coloro i quali governano. I cittadini non possono disinteressarsi  della politica, dire : ” ma io non c’entro in questo, loro governano”. ( Papa Francesco)

 

E’ proprio vero, il Papa ha una visione ultraterrena della  vita…

Produzione energetica: Calabria serbatoio di riserva del Nord?

Un intervento sulla questione,delicatissima, della produzione energetica. In particolare, osservazioni sulla produzione elettrica calabrese in rapporto con gli effettivi bisogni della regione e con le politiche nazionali  di settore.

Ad inviarlo in redazione, Area Liberale Italia, che si schiera per il “federalismo energetico”.  

 

Si vuole in questo passo tracciare una critica, che per essere esaustiva necessiterebbe di ben altri spazi e considerazioni (occorrerebbe ,ad esempio, affrontare il tema degli interessi delle mafie o delle recenti indagini della Procura della Repubblica di Catanzaro su eolico e biomassa), al modello di produzione energetica adottato in Calabria e, più in generale, in Italia da un punto di vista squisitamente politico.

Come è noto quando si parla di produzione energetica entrano in gioco interessi superiori a quelli della singola regione, si parla in questo caso di “interesse nazionale”. Il superiore interesse nazionale era un principio cardine nella ripartizione di poteri Stato-Regioni ante riforma del Titolo V. A seguito della riforma tale locuzione è stata soppressa dall’art. 117 della Costituzione, è tuttavia possibile rinvenirne le tracce nelle Leggi e nelle Circolari ministeriali che regolano l’installazione di siti di produzione energetica, seppure successive alla riforma stessa.

Ed è proprio in virtù di tale ambigua e superata locuzione, in riferimento all’argomento specifico, che alcune regioni in particolare sono oggetto di una lottizzazione finalizzata alla produzione di energia elettrica. Si prenda l’esempio della Calabria, una regione a vocazione turistica ed agro-alimentare: la Calabria nel 1973 aveva una produzione di energia elettrica di circa 2.000 GWh con un deficit rispetto al fabbisogno di 153 GWh; nel 2012 si è arrivati ad avere una produzione di energia elettrica di 10.979,4 GWh a fronte di un fabbisogno di 6.445,5 GWh con un esubero di 4.527,1 GWh (dati Terna SpA).

Questo significa che la Calabria in questo momento produce un esubero pari a circa  il 70% del proprio fabbisogno energetico, esubero che viene immesso nella rete e messo a disposizione di altre regioni.

Se si analizza il bilancio energetico dello stesso periodo del Veneto si evidenzia che nel 1973 questa Regione aveva una produzione di ca. 10.000 GWh con un deficit di produzione di 2.374 GWh mentre nel 2012 il Veneto ha avuto una produzione netta di 15.475,8 GWh a fronte di un fabbisogno di 29.655,7; il Veneto pertanto presenta un deficit di energia elettrica pari a 14.173,4 GWh. Ora è di tutta evidenza che l’incremento di produzione energetica tra le due Regioni è assolutamente non proporzionale (la Calabria ha avuto un incremento di quasi il 600% mentre il Veneto poco superiore al 50%) ed anche in termini assoluti non si comprende come mai una regione a vocazione turistica ed agro-alimentare debba snaturare la propria economia, il proprio prezioso ecosistema per produrre quasi il doppio del proprio fabbisogno.

Tutto ciò non è solo incomprensibile da un punto di vista strategico ma rappresenta un costo, ed un costo pesante, che si riversa sulla Regione Calabria: maggiore produzione energetica significa aumento dei tumori, delle patologie respiratorie e circolatorie e questo, ovviamente, si ripercuote sulla spesa sanitaria Regionale, senza voler parlare del danno sociale e morale che tale situazione genera.

E qui si torna al “superiore interesse nazionale”: è necessario che ciascuno faccia la propria parte per un interesse che va al di là di quello regionale o territoriale. Ma siamo davvero sicuro che ciascuno faccia la propria parte? Come mai le politiche energetiche hanno relegato la Calabria a ruolo di “batteria” per le regioni del nord, penalizzando fortemente l’economia di una regione che potrebbe, ed anzi dovrebbe, vivere floridamente di turismo? Come mai allora il “superiore interesse nazionale” non è stato invocato quando si è trattato di applicare il “federalismo fiscale”? Eppure abbiamo visto che la Calabria in virtù di questo principio è costretta a sopportare dei costi economici e non, certamente non di poco conto; ed allora come mai quando è il momento di sopportare tutti insieme questi costi ciò non viene fatto? Perché politici ed amministratori calabresi, a tutti i livelli, hanno acconsentito a questa becera lottizzazione mentre non si sono battuti a difesa degli interessi della propria Regione quando era il momento di farlo? Solo un moto di orgoglio e di indignazione può fare in modo che si inverta la rotta. Solo una presa di coscienza sulle preziose risorse naturali potrebbe fare si che la Calabria non venga più spremuta come un limone ma valorizzata e tutelata.

Sarebbe forse il caso che una nuova e più lungimirante classe politica inizi a pensare ed a farsi portatore di nuovi concetti, come ad esempio il “federalismo energetico”, prima che sia troppo tardi.

Area Liberale Italia

Referendum su vitalizio consiglieri regionali: 5Stelle,decisione assunta
in contrasto con la legge

Non è piaciuta affatto, agli attivisti del Movimento Cinque Stelle, la decisione assunta dal Consiglio Regionale del 6 settembre scorso, con la quale l’Aula di palazzo Campanella dichiarava inammissibile il referendum abrogativo del vitalizio ai consiglieri calabresi.

In una nota, gli stessi attivisti lamentano diverse  irregolarità sulla vicenda.

Ne pubblichiamo il testo: 

 

 

Gli Attivisti del Movimento Cinque Stelle che si sono fatti promotori della proposta di referendum per l’abolizione dei vitalizi dei consiglieri in carica, dopo aver assistito al dibattito del Consiglio Regionale della Calabria del 6 settembre u.s., manifestano viva ed incredula sorpresa per l’esito della seduta. Infatti, il Consiglio Regionale ha deliberato l’inammissibilità del referendum in assoluto contrasto con quanto previsto dalla legge, che collega espressamente il giudizio di inammissibilità a specifici contenuti e non prevede alcuna valutazione di merito o di opportunità. Senza contare che la deliberazione assunta risulta completamente priva di motivazione e, comunque, fondata su ragioni irrilevanti e del tutto estranee alla procedura referendaria. In tal modo, il Consiglio Regionale non ha perso occasione per dimostrare la sua totale indifferenza per i principi democratici costituzionalmente garantiti, impedendo ai cittadini calabresi di esercitare il diritto di attivare l’istituto del referendum popolare e di partecipare direttamente all’esercizio della vita politica regionale. Insomma , il Consiglio Regionale ha ritenuto opportuno/necessario difendere il privilegio di mantenere il vitalizio a disprezzo dei problemi economici regionale e dei sacrifici che continuamente sono richiesti alla popolazione calabrese.

Sofia Scerbo, Giuseppe Sorrentino, Francesco Palaia

Attivisti Meet-up Catanzaro

Ambiente: una bimba salva fenicottero rosa

 

 

E’ stata una bimba di 10 anni, Ludovica, a rinvenire un fenicottero rosa in difficoltà e con l’aiuto del padre a consegnarlo al Cras, il  Centro Recupero Animali Selvatici dell’Amministrazione Provinciale di Catanzaro.

L’esemplare soccorso dal personale sanitario è stato rinvenuto sulla spiaggia di Isola Capo Rizzuto (Kr), in località Le Cannella.  Il fenicottero rosa è arrivato in stato di shock , disidratato e in stato di inedia. Intanto, grazie alle cure ricevute, migliorano le condizioni dell’altro fenicottero rosa arrivato al centro alcuni giorni fa, dopo il ritrovamento a Condofuri Marina da parte delle guardie ecozoofile della Lida di Reggio Calabria.

 

Calabria: la foto del bacio di due ragazzi,pubblicata su un Social Network scatena le reazioni omofobiche

 

Omofobia e apologia del nazismo: a scatenare dichiarazioni in questo senso,un semplice bacio tra due ragazzi e la decisione di pubblicarne la foto su Facebook. E’ accaduto nella Provincia di Crotone e la vicenda è stata resa nota dal Centro d’Iniziativa Locale Certi Diritti,Calabria.

Ne pubblichiamo integralmente l’intervento: 

Facebook non è esente dalle manifestazioni di omofobia e dall’apologia del nazismo. Domenica scorsa un ragazzo della provincia di Crotone ha pubblicato sulla sua pagina Facebook una foto che lo ritrae mentre bacia teneramente un ragazzo. Sullo spazio dei commenti si è subito scatenato il putiferio, alcune persone si sono immediatamente liberati in commenti omofobi e razzisti, conditi da frasi che inneggiavano al nazismo con relativi forni crematori auspicati per le persone omosessuali. Facebook non è che uno specchio della società e dietro ogni pagina vi sono persone che animano fatti reali.

Il centro d’iniziativa locale Certi Diritti per la Calabria ritiene sconcertante che, nonostante si stia parlando sempre di più di legge contro l’omofobia, anche se alcuni parlamentari ritengono la questione superflua, gli atti violenti e gli insulti continuano a manifestarsi frequentemente. Ciò che è accaduto l’altra sera, vede coinvolti giovanissimi ragazzi; ciò denota lo scarso bagaglio culturale che si portano dietro e sono evidenti le mancanze educative di cui loro stessi, probabilmente, sono rimasti vittime.

La comunità LGBT e non solo, non ha perso tempo nell’isolare e nello stigmatizzare questa vicenda e in poche ore si sono accumulati oltre cento commenti. Tutto questo ci insegna che una legge contro l’omofobia non è per niente sufficiente ad arginare il fenomeno delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale, poiché questa inciderebbe solo sulla parte penale dei reati ma non sulla prevenzione. Fare in modo che le persone omosessuali non siano più derisi, offesi, denigrati e maltrattati costa un’opera di cultura generalizzata nel tessuto sociale che ancora stenta a svilupparsi. I commenti più razzisti da questa discussione sono poi stati rimossi dal gestore del social network, ma la brutta vicenda resta ugualmente in piedi a testimoniare quanto siamo ancora lontani da una società inclusiva e rispettosa di ogni persona.

Centro d’iniziativa locale Certi Diritti per la Calabria

Il Segretario Marco Marchese

Acquedotto Alaco: si rompe valvola, spettacolare getto d’acqua di 5o metri. L’intervento dei tecnici Sorical

 

La rottura sulla condotta dell’asse adduttore dell’acquedotto Alaco,che rifornisce la città di Vibo valentia e altri centri della provincia, ha  prodotto disagi per i cittadini e un l’effetto,per certi versi spettacolare, che vedete nella foto.

L’incidente è accaduto per la rottura di una valvola di sfiato in località “Cinque” di Soriano Calabro (VV), lungo una tratta dove l’acquedotto è costituito da una tubazione in acciaio del diametro di mezzo metro e dove l’acqua fluisce alla pressione di oltre 40 atmosfere. Si è originato infatti un getto d’acqua alto oltre 50 metri.

Sul posto sono intervenuti  i tecnici Sorical, che insieme alla riparazione hanno anche proceduto anche al  lavaggio e disinfezione della condotta.

In un comunicato, la stessa società  lamenta “lo stato di difficoltà finanziarie in cui SORICAL è costretta ad operare a causa della cronica morosità dei comuni serviti, che non pagano i corrispettivi per le forniture idriche che ricevono”.