Category: CARTOLINE (CON DEDICA) DA CatanzaroPolitica

Stand By Me …

 

 

 

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Prima i Drifters, poi una splendida carriera solista.La fortuna di aver scritto (insieme a Jerry Leiber e Mike Stoller) e cantato un brano come “Stand by me”: un successo planetario.

Anzi, se un giorno dovessimo incontrare un extraterrestre, probabilmente inizierà a fischiettare questo motivetto, per invitarci a non aver paura.

 

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Bellissimo anche il film omonimo, di Rob Reiner, uscito nel 1986 e che ha rilanciato la canzone.

Ben E.king  ha spento i  riflettori su di sè.

“Quando verrà la notte/ e la terra sarà buia/e l’unica luce che vedremo sarà la luna /no, non avrò paura, non avrò paura/finché tu sarai con me…

 

Alfonso Scalzo

Migrazioni: non muoiono soltanto le cattive abitudini

 

 

sbarchi immigrati

Forse 700 morti,per l’ennesima tragedia del mare, nel canale di Sicilia,60 miglia a Nord della Libia.

Un mercantile è riuscito  a salvare 28 persone. Poi il nulla.

E’  tragico constatare come  razzisti ed antirazzisti usino questa nuova sciagura a supporto delle proprie tesi, secondo il più classico ” io l’avevo detto”.

Pare sia la più  grave strage di migranti di sempre. Ma solo fino alla prossima.

Qualche giorno fa, Rai Storia ha trasmesso un documentario-inchiesta ( si, un tempo la Rai li faceva ed anche bene, unitamente ai programmi per la lotta all’analfabetismo) sull’emigrazione  dal Sud Italia verso il Nord del Paese. Si era negli Anni Sessanta.

Venivano in mente  cinesi ed altre comunità oggi  ‘ospiti’ del Belpaese.

Uno stanzone freddo ed umido era il rifugio notturno per  gli emigrati a Torino da Calabria e Mezzogiorno. A riascoltare le dichiarazioni  raccolte dall’intervistatore, anche per i meridionali  storie di discriminazioni, emarginazione, gravi insulti. Insieme alla determinazione di quelle persone: “rimango, perchè non posso fare altro. Prima o poi si capirà…”.

No.Non abbiamo capito…

 

Zaccaria

 

Foto repertorio

A cena con il cellulare …

 

 

A cena con gli amici o la propria partner. Pizzeria  o ristorante e come unico referente il cellulare, possibilmente l’ultimissimo modello, per stupire  lo sventurato seduto di fronte.

E’ sempre più facile incontrare persone con abitudini simili  nei locali :  si sta a tavola, con il dito sempre incollato sul  telefonino ed in fondo, non si aspetta altro che poter tornare al proprio pc, al comodo e rilassante  virtuale.

 

telefonino a tavola 02 bisSociologi e studiosi delle nuove, cattive abitudini italiche, ma non solo, da tempo mettono in guardia contro gli effetti deleteri che confondere  realtà e virtuale  possono provocare sui più piccoli. Ma il fenomeno è ormai diffuso a macchia d’olio anche e soprattutto tra gli adulti.

Un istituto specializzato, ‘Forsa’ ha condotto un ‘indagine a livello europeo ed i risultati confermano le peggiori previsioni. Tanto che l’84% degli intervistati, infastiditi da queste cattive abitudini, vorrebbe un po’ più di attenzione dagli altri. Invece,  una persona su due dichiara di dedicare più tempo al  telefonino che al proprio compagno/a.

Quattro intervistati ogni 10 sostengono di tenere costantemente d’occhio le notizie  sul cellulare e -occorre dirlo?-  non ci sono grandi differenze  comportamentali tra coppie sposate o meno.

Quale sia l’attinenza tra una buona ‘capricciosa’ o  ‘margherita’, il piacere di stare assieme alle persone care e la necessità di tenersi costantemente informato su ciò che avviene nel mondo, non ci è dato ancora di comprenderlo.

Nulla di cui stupirsi, in fondo. Non molto tempo fa, ma sembrano passate ere geologiche, negli stessi locali capitava spessissimo d’imbattersi in coppie, anche molto giovani, che in assordante silenzio incollavano  lo sguardo alla soap o al programma d’intrattenimento che  la tv trasmetteva a tutto volume nella sala.

Cambiati repentinamente i tempi, rimasta la stessa difficoltà di comunicazione interpersonale. Nonostante internet…

Alfonso Scalzo

 

 

 

 

Morto Ferrero, tra le sue invenzioni, la Nutella

 

 

 

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E’ morto Michele Ferrero, aveva inventato,tra l’altro, la Nutella. Industriale ricchissimo e schivo, non amava troppo mettersi in primo piano, nè i conferimenti delle famose lauree “honoris causa”, che rifiutava regolarmente.

Generazioni di golosi, nel corso del tempo, hanno, tributato omaggio alla famosissima crema  cioccolato. Basti pensare a Nanni Moretti nel suo film “Bianca”, mentre affoga letteralmente il proprio  malumore in un barattolone gigante  della ‘spalmabile’ più amata. O a Giorgio Gaber, che la citava in una sua canzone: “destra-sinistra”. Anche Ivan Graziani, insieme a Renato Zero e su un piano decisamente  diverso, le dedicò una canzone, nell’Lp “Fragili Fiori”. Ma esempi e citazioni potrebbero continuare.

Creata nel 1964, la Nutella conta ancora milioni di affezionati, in tutto il mondo. Da ieri, tutti un po’ più tristi…

 


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Magno Greco

 

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Alexis Tsipras stravince le elezioni in Grecia. Adesso il compito più difficile: indicare come dire  no all’austerity senza demagogia. Certo non dev’essere facile vivere in un Paese vergognosamente impoverito dalla speculazione e dagli assalti di coloro i quali vorrebbero comprarne monumenti, isole, testimonianze archeologiche.

Pericle, due millenni e mezzo fa,avrebbe riunito il suo ‘partito’ e di certo – senza nemmeno apparire troppo – trovato una soluzione.Democraticamente. Tsipras, più modestamente, dovrà dimostrare che un’altra economia, senza cancellare il Welfare, è ancora possibile.

Non è solo un fatto di ‘sinistra’. La miseria non ha colore politico…

a.s.

Lavoro: chi ha rinunciato pure a cercarlo…

 

 

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Il lavoro non ce l’hanno e nemmeno lo cercano. Sono 3 milioni e 600 mila in Italia. Sarebbero disposti ad un impiego qualunque, ma i continui dinieghi e la sfiducia li hanno di fatto scoraggiati.

Lo attesta uno studio Eurostat, che si riferisce al periodo luglio-settembre del 2014.

Aumenta ,anche in questo caso, il divario  tra Nord e Sud del Paese: nella prima area le persone che non cercano più lavoro raggiungono il 6,5%. Nel  Mezzogiorno, il 30,7.

Pino Daniele: tra ‘mille culure’ e suoni perduti

 

 

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Di sera, in macchina, con Mimmo e Johnny, una vecchia cassetta di Pino Daniele, anni fa… Era l’album omonimo. Quello dell’ottanta dove Pino era ritratto in quattro foto mentre si faceva la barba. Quello di “je so’ pazzo”, “putesse essere allero”, “chillo é nu buono guaglione”… Ricordo che dopo un po’ Johnny ci chiese di fosse quella musica e sentendosi rispondere “Pino Daniele” rimase sconcertato. “Non é possibile! Pino Daniele fa schifo mentre queste canzoni sono bellissime!”.

Erano gli anni novanta e Johnny, arrivato da poco in Italia da New York, conosceva solo quelle note incolori di Pino che in quel periodo trasmettevano le radio. Era il tempo di “che Dio ti benedica…che fica!” delle tute camouflage e delle foto in cui era abbracciato all’immancabile chitarra Avalon. Quel suono magico e “mille culure” di quegli anni a cavallo tra la fine dei ‘70 e i primi ’80  Pino non lo ha più ritrovato. Oggi mi manca ancora di più!

Ezio Munizza

Hey, Joe…


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Joe Cocker ( 20 maggio 1944/22 dicembre 2014)

Un’interpretazione per tutte : With a Little Help from My Friends

Astensionismo: Renzi, elemento che preoccupa, ma secondario

 

Certe volte sembra lo faccia apposta. Purtroppo non è così..

Di fronte all’astensionismo massiccio ( ed è ancora dir poco) degli elettori calabresi, quasi il 56% non ha votato ed emiliano-romagnoli – si sono tenuti lontano dai seggi il 63% circa degli elettori-  il premier , Matteo Renzi afferma: “(…) è un elemento che deve preoccupare, ma che  è secondario…”.

 

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A parte che l’espressione ci sembra leggermente contraddittoria,andando di questo passo,immaginiamo per il futuro delle belle elezioni da svolgersi direttamente nel proprio condominio: economiche, sicure e soprattutto ‘familiari’.

 

Benvenuti ( se si hanno i soldi necessari ) nella Scuola del futuro…

 

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Non paga la retta e viene lasciato fuori dalla scuola. Accade nella civilissima Parma. Il preside dell’Istituto Professionale, Primo Levi , ha addotto una serie di giustificazioni all’accaduto.

Resta di fatto che  un ragazzo è stato costretto a  saltare le lezioni perchè sua madre non disponeva della cifra necessaria a garantirne la presenza a scuola. Pubblica, naturalmente.

A questo punto – se escludiamo la parte nozionistica- la Scuola( intesa come Istituzione) avrà già inviato la sua prima lezione formativa allo studente : c’è una barriera molto alta tra chi ha e chi invece non possiede. Non occorre leggere i grandi classici per capirlo. Basta un oscuro funzionario per sbatterti in faccia la verità.

 

p.s. Quando s’intitola qualcosa a qualcuno, qui si sta parlando di Primo Levi, ma vale anche per altre personalità da ricordare,si abbia almeno il buon gusto di  tenere  comportamenti consequenziali.