Catanzaro: visita al centro storico. Conoscere la propria città, piacevolmente

 

Visita guidata per il centro storico del capoluogo di regione, organizzata dall’associazione “Catanzaro è la mia città”. Una riscoperta o un primo approccio con luoghi che spesso si osservano soltanto distrattamente. Lo slogan scelto  “Conoscendola la amerai … solo chi ama rispetta” è esplicativo degli intenti da parte degli organizzatori. E così, quasi duecento catanzaresi, molti dei quali attualmente residenti in altre regioni o all’estero, guidati da Beatrice Marano, Antonella Soluri e Mario Mauro,  hanno potuto apprendere particolari di rilievo sulla storia della città.

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Si è partiti dal Cavatore simbolo della laboriosità, realizzato da Giuseppe Rito, che realizzò la statua dell’Assunta che sovrasta il Duomo della città. Quindi via Carlo V per ammirare il ponte Morandi, per continuare risalendo per via Case Arse, dove, da largo prigioni si è potuta ammirare la torre del castello normanno.

Ci si è poi diretti presso la chiesetta di S.Angelo realizzata nel quartiere degli amalfitani, preziosi mercanti, che grazie alle fortune dei catanzaresi nell’arte della seta avevano preso dimora nella zona facendo le loro ricchezze. La visita guidata è proseguita verso  piazza La Russa conosciuta come I Coculi , una piazza per il commercio. Il nome era dovuto sia alla particolare pavimentazione, fatta di ciottoli, che in estate, bagnati, procuravano un sollievo dalla calura delle giornate più calde, sia perché in zone era fiorente l’allevamento di bachi da seta i cui bozzoli erano detti cuculli.
La voglia di ammirare la città è proseguita verso la chiesa del monte dei morti che fu anche sede di un Monte dei pegni per celebrare messe per i defunti e verso il Duomo cittadino che sovrasta il colle dell’arcivescovado e che fu ricostruito più volte dopo terremoti e bombardamenti.

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Scendendo la via adiacente la sede vescovile ci sé ritrovati in piazza del Rosario nella quale, oltre ad ammirare la chiesa che contiene il maggior numero di tessuti in seta catanzarese dell’intera città, si è scoperto che Bernardino Grimaldi, tra gli altri anche ministro delle finanze del regno d’Italia fu il primo a pronunziare, in una audizione in parlamento, la frase, ormai entrata nel gergo comune “la matematica non è un opinione”.
A colpire la maggior parte dei visitatori l’esclusiva visita dell’oratorio del Rosario, chiuso da decenni per restauro, ma che , grazie al Professor Sandro Scumaci ora non ha più segreti. Un edificio che , a quanto sembra, per fine anno dovrebbe riaprire al grande pubblico.
Con entusiasmo, il gruppo di visitatori ha proseguito verso palazzo de Nobili, ora sede del comune e verso villa Margherita apprezzando la narrazione della romantica e vera storia di Rachele e Saverio, due giovani catanzaresi di famiglie nobili, contrastata, che terminò tragicamente.
Prima di giungere alla basilica dell’immacolata si è passati dal quartiere della Giudecca che si trova accanto palazzo Fazzari: era  popolate da ebrei, esperti nella colorazione della sera e che avevano proprio per questo stabilito in quell’area la loro dimora. Giunti in piazza Prefettura si è ammirata la Basilica dell’immacolata e si è scoperto che il  Teatro San Carlino, demolito per dar spazio alla piazza, era frequentato da un pubblico molto competente ed esperto, tanto che le migliori compagnie italiane partivano da Catanzaro con il loro Tour per testate la bontà della realizzazione. Se “bocciati” preferivano annullare le loro tournée.
Tra i luoghi da visitare non poteva mancare la chiesa di S. Omobono, prima chiesa in città, intitolata al mercante cremonese che ora è protettore dei mercanti e dei sarti.
Risalendo verso la chiesa del S.Giovanni si è rimasti affascinati dalla particolare illuminazione della facciata della chiesa e del complesso monumentale e della storia che riconduceva i luoghi agli anni del conte Antonio Centelles.
” Come associazione siamo certi”, riferisce il presidente di Catanzaro è la mia città, Francesco Vallone, di essere riusciti a dare il via ad una nuova coscienza dei cittadini di un capoluogo, che sembrava destinato ad un oblio culturale. Ci auguriamo che gli amministratori, di qualunque ‘colore’ siano, provvedano ad indirizzare le proprie forze per l’utilizzo di quanto di buono è presente, svincolandosi da interessi clientelari che non portano purtroppo ad uno sviluppo della città”.

 

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