Catanzaro: un uomo solo è al comando ?

 

Il titolo scelto non è sicuramente originale. Ma ci pare renda adeguatamente  il senso della situazione in atto nel capoluogo, ricordando pure la passione del sindaco per il ciclismo.

Il problema è che la celeberrima frase del cronista Rai, Mario Ferretti, ben si adattava a simboleggiare l’impresa di un fuoriclasse assoluto come Fausto Coppi, che, nella tappa Pinerolo-Cuneo del Giro d’Italia del 1949, montò sulla sua bici lasciando solo la polvere agli altri.

Abbandonando la leggenda e ragionando sul piano più terreno della politica, la scomoda  posizione dichiarata dallo stesso Sergio Abramo, nel corso di recenti riflessioni pubbliche, non si presta, come per Coppi, a commenti altrettanto positivi. Cosa del resto, crediamo, non fosse nemmeno nelle intenzioni del  sindaco.

E si ripropone il punto ‘interrogativo della titolazione iniziale:  l’uomo solo di palazzo De Nobili,  è  al comando?

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Nelle sue ‘esternazioni’,  Abramo fa riferimento, com’è noto, alla personale solitudine  rispetto  anche alla stessa maggioranza di governo, alla burocrazia ( tanto lenta e farraginosa, a suo dire, da costringerlo a compilare da se stesso gli atti necessari da presentare alle altre Istituzioni, per ottenere i finanziamenti corrispettivi).

Alla politica, che proprio ieri, ricordava il sindaco, deve stare fuori, ad esempio, dalla gestione delle società pubbliche (letteralmente: società a partecipazione pubblica, che si chiamano così perché appunto, il settore Pubblico, in questo caso il Comune, partecipa con propri capitali accanto al privato nella gestione di un servizio). Al di là di ottimi risultati che il singolo manager  può ottenere ed anche al di là delle  proprie capacità ed integrità personali, chi garantisce i cittadini che i loro soldi, quelli che attraverso le tasse mettono a disposizione del Comune, saranno gestiti per il meglio?

Un normale cittadino, che ogni giorno si reca a far la spesa, accompagna i figli a scuola, fa i conti con bilanci familiari spesso ristretti, non è tenuto a conoscere quale sia il manager più indicato a gestire una certa attività. Lo devono scegliere per lui  e attivare i necessari meccanismi di controllo, i politici eletti democraticamente. Quelli per i quali, in sostanza, ha votato e anche quelli per i quali non ha espresso preferenza, ma che debbono rappresentarlo, al meglio, ugualmente. Loro sì, in ragione del mandato ricevuto, devono essere capaci di individuare quelli che sono gli interessi ( in senso nobile, s’intende) dei propri rappresentati. Cioè dell’intera collettività, a prescindere dallo schieramento politico d’appartenenza.

Tornando alla riflessione iniziale, dunque, l’esclusione  della ‘politica’ da scelte e controlli manageriali, ci sembra un fatto improponibile. Altro, naturalmente,  è l’appetito  scatenato nei partiti per la gestione del potere. Quello, però, è un diverso discorso. La ‘politica’, conserva e deve conservare una sua anima nobile. Non può essere ricondotta ad un marciume indistinto di corrotti-nullafacenti.

Dunque, come cittadini, non ci si può sentire adeguatamente tutelati  in una situazione in cui il sindaco è costretto, come da sue stesse affermazioni, a dover ricorrere al “ faccio tutto io”.  Dagli atti garantiti dalle leggi, quali  le nomine di Giunta, a quelli invece di competenza di tecnici retribuiti per questo compito. Per  le normali operazioni burocratiche, ma anche per quelle più delicate. Un funzionario dovrebbe essere al suo posto proprio in virtù di capacità che altri non hanno.

Che le riflessioni di Abramo siano state prese molto seriamente e non poteva essere altrimenti considerato anche il suo ruolo, lo confermano le valanghe di interventi da parte politica e delle stesse associazioni cittadine. Curioso il fatto che seguano di pochi giorni, altre riflessioni, pure ‘forti’, sull’aria che si respira in città, fatte dal parroco don Massimo Cardamone, durante la cerimonia di riapertura della Chiesa del Carmine. Cardamone era stato successivamente pure ricevuto dallo stesso Abramo, nella sede municipale.

Adesso, però, dopo i commenti  occorre  una soluzione. Che deve passare necessariamente per il Consiglio Comunale.

Anche Coppi, prima di partire per le sue scalate, si assicurava fossero garantiti i rifornimenti adeguati e almeno il necessario per riparare la ruota, in caso di foratura.

Alfonso Scalzo

 

 

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