Catanzaro: nuovo depuratore, attese decisioni dal Tar. Ma, l’iter prosegue

 

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La vicenda del nuovo sistema depurativo del capoluogo di regione finisce dinnanzi al Tar.

Le imprese Compunet srl, Cisaf spa, Ro.Gu. costruzioni srl, Scutieri costruzioni srl, Concolino costruzioni srl e Sandro Greco srl hanno, infatti, chiesto al Tribunale amministrativo regionale l’annullamento dell’aggiudicazione definitiva per la parte in cui esclude il servizio di bollettazione. L’associazione temporanea di imprese che si è aggiudicata l’appalto, insomma, vuole di più, ma l’amministrazione Abramo non sembra avere alcuna intenzione di fare passi indietro. Anzi, proverà a non farsi trovare impreparata. Da qui la scelta di affidare all’avvocato Valerio Zimatore il monitoraggio del ricorso.

Per quasi 7 mila euro sarà lui ad affiancare gli uffici nell’adozione di qualsiasi atto amministrativo in merito alla problematica del nuovo depuratore. La realizzazione della struttura, insomma, torna nell’occhio del ciclone mentre una città intera attende ormai da anni la svolta che faccia dire addio all’impianto esistente.

Ecco perché l’amministrazione Abramo ha deciso di tenere la barra dritta rispetto a un’opera essenziale sotto il profilo della salvaguardia ambientale del territorio comunale, che costerà circa 25 milioni di euro.

L’aggiudicazione definitiva permise a Palazzo de Nobili di risparmiare quasi il 5,27% sul canone di concessione annuo e di ottenere la riduzione, di venti giorni, del tempo di esecuzione della progettazione definitiva senza dimenticare i dieci giorni in meno per l’esecuzione della progettazione esecutiva, la consegna anticipata di tre mesi e la riduzione di un anno del tempo di concessione della gestione del servizio depurativo e fognario. Proprio in questi giorni, d’altronde, sarà indetta una conferenza dei servizi nel corso della quale saranno verificati i requisiti della ditta aggiudicataria e sarà approvato il progetto preliminare.

Ora la palla passa al Tar, ma il sogno di ridurre il rischio di sversamenti di liquami sul lungomare continua, anche grazie ai finanziamenti ottenuti. Parte della somma necessaria per realizzare la struttura, con annesse reti fognarie, che sorgerà a Germaneto, sulla sponda sinistra del fiume Corace, è stata messa a disposizione dal ministero dell’Ambiente e dal Comitato interministeriale di programmazione economica. Più di 14 milioni e mezzo. Il resto, invece, sarà finanziato dai privati. Intanto, in attesa delle determinazioni del Tar, al Comune prosegue il lavoro riguardo alla manutenzione, alla gestione e all’attività da porre in essere per evitare l’inquinamento che di certo non giova alla stagione estiva.

Antonella Scalzi

 

Foto repertorio

 

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