Catanzaro: Mungo, no al gioco d’azzardo ed alla liberalizzazione delle droghe leggere

Fermamente contrario ad ogni ipotesi di liberalizzazione delle cosiddette ‘droghe leggere’. E la posizione dell’assessore comunale alle Politiche Giovanili, Giampaolo Mungo.

Riportiamo per intero il testo del suo intervento,che da spazio anche al problema del gioco d’azzardo,mettendolo a confronto con quello, pubblicato in precedenza, del segretario Giovani Pd del capoluogo di regione, Domenico Giampà, di orientamento opposto.Sperando che il dibattito a distanza possa risultare utile ad una migliore comprensione del problema.

 

“La presenza, sempre più diffusa fra giovani e giovanissimi, di patologie legate alla dipendenza dal gioco d’azzardo e dalle droghe, è un segnale d’allarme che deve far riflettere, e intervenire, le istituzioni politiche e sociali di tutto il Paese. Esiste oggi una preoccupante associazione tra la frequenza della pratica del gioco d’azzardo e il consumo di sostanze psicotrope e affini, che mostra una correlazione lineare tra le due in tutta la popolazione, giovanile e non. Lo dicono i dati aggiornati del Dipartimento nazionale politiche antidroga, che per il 2013 evidenziano come il 35,2% degli studenti che gioca, ogni giorno o quasi, fa anche uso di sostanze stupefacenti. Si tratta di cifre molto preoccupanti, provenienti da molteplici fonti indipendenti tra loro, che mostrano per le sostanze stupefacenti un trend in crescita, riguardante soprattutto le fasce giovanili, per il consumo di droghe quali la cannabis e la cocaina. Tutto ciò deve farci riflettere sulla necessità di adottare nuove forme di prevenzione, più precoci e selettive per ogni dipendenza, incluso il gioco d’azzardo patologico. La priorità, ancora una volta, è prevenire il consumo soprattutto negli adolescenti, sviluppando fra di loro consapevolezza e modelli educativi mirati a promuovere stili di vita sani. A tal proposito, preoccupa il calo degli investimenti nel settore dei progetti di prevenzione e penso che occorra destinare maggiori risorse a enti locali come i Comuni affinché si possano attivare serie politiche giovanili di prevenzione e lotta agli abusi e alle dipendenze di ogni genere. Oltre a questo, occorre una più decisa presa di posizione per dire no alla legalizzazione della cannabis e di tutte le droghe in genere, senza se e senza ma. Ho osservato attonito l’ennesima discussione sul tema della legalizzazione della cannabis. Oggi, più che in passato, le neuroscienze hanno ampiamente dimostrato i danni dei cannabinoidi sul sistema nervoso, specie quando assunti prima dei vent’anni, nell’età del maggiore sviluppo cerebrale. Mi chiedo se sia solo un modo in più per fare cassa per un Paese in affanno, o una strategia per ricercare facile consenso da parte di una classe politica nazionale dall’immagine a dir poco appannata. Non sarebbe più utile e più opportuno un impegno concreto e programmatico sull’emergenza lavorativa smettendo di rincorrere le droghe per investire sulla prevenzione e sul sostegno alle famiglie e sul recupero dalle dipendenze? Bisogna opporre un fermo rifiuto alla canna libera o “controllata”, perché occorre dare ai giovani dei modelli esistenziali basati su un sistema autentico di valori che, purtroppo, la società moderna ha smarrito. Credo fermamente che non bisogna arrendersi alla rassegnazione, al pensiero che l’unico modo per risolvere un problema è smettere di chiamarlo problema, e all’idea che solo il fatto che una pratica sia diffusa si possa rendere prima normale, poi legale. Da amministratore, da padre e da cittadino tutto ciò mi fa inorridire, anche perché con la legalizzazione della cannabis si creerebbero due mercati paralleli. È mia convinzione che esistono diverse possibilità per attivare percorsi di prevenzione, riscatto e recupero, mettendo sempre al centro la persona. I giovani hanno bisogno di modelli di società realizzabili in merito all’accoglienza, all’attenzione, all’ascolto, e credo che il compito delle istituzioni debba essere sempre rivolto all’applicazione delle regole per privilegiare chi, sul campo, lavora quotidianamente per il recupero. Senza deroghe o invenzioni legislative liberiste e libertarie”.

Giampaolo Mungo, ass, com. Sport e Politiche Giovanili

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