Catanzaro, Ledda : recuperare
“le rughe”

 

Rivitalizzare il centro storico di Catanzaro. L’intervento di Quirino Ledda, ex vice presidente del Consiglio regionale  e dirigente del settore Cultura Legacoop, che auspica  il recupero del cuore della città, conservandone  e rilanciandone gli aspetti che nel corso del tempo hanno contribuito al formarsi di una cultura identitaria nel capoluogo.

 

 

Il progetto dell’Amministrazione comunale “Ridisegnare la città” dedica poco più di qualche pagina senza quel  respiro culturale, architettonico e produttivo necessario  per il recupero del centro storico.

In attesa che i lavori di completamento  per  Piazza Matteotti  – dati  i tempi di realizzazione si sarebbe potuto costruire il Colosseo e  la costruzione del muro di cinta dell’area del San Giovanni si è in parte concretizzata in un orribile muro di cemento –  l’unico e importante risultato concreto è la sede della facoltà universitaria di Sociologia, tutto il resto rimane lettera morta.

L’idea di rafforzare l’immagine di Catanzaro come città accademica sarà il sogno di chi non sa neanche tutelare i pochi beni architettonici esistenti.

 

 

Ripropongo, come richiesto più volte dalla Soprintendenza di Catanzaro, che i portali più significativi vengano bonificati dall’ingabbiamento provocato dai cavi elettrici dell’Enel, dai tubi in metallo dell’Italgas e dai cavi degli impianti e centraline telefoniche della Telecom, che rappresentano una grave offesa alla nostra città.

Abbiamo potuto constatare invece che, in questi ultimi anni, per  Palazzo Ferrari e  Palazzo Anania, in Via De Grazia, Palazzo De Palma, in piazza S.Nicola, Meneghini ,in via Raffaelli 1, Palazzo Pugliesi, in discesa Alberghi, Palazzo Gironda Veraldi , in Via G.Veraldi 2 etc. anzichè eliminare questa vergogna, si è aggiunto altro materiale improprio.

In attesa che si faccia un bando pubblico per la parte meno significativa di Palazzo Fazzari ed il recupero del complesso Monastico dell’Osservanza così come del  Teatro Masciari, come catanzarese pongo la necessità del recupero delle “rughe”, che sono il cuore, insieme al corso centrale, della città: i Coculi “u Carmine” a Matalena” a Stidda” a “ Porta Marina” a “Filanda” u “Pianicellu” etc. che nel recente passato garantivano l’identità della comunità, debbono essere recuperati con un qualificato piano speciale e rese vivibili utilizzando tutti i canali  finanziari europei, regionali e comunali.

Non si tratta di un romantico ricordo, ma è in discussione  la Sopravvivenza  del centro storico.

Scriveva il prof. P.Barcellona nel 1998 su Catanzaro:

“Il rischio estremo che corrono i cittadini di questa città conquistata dalla logica della spersonalizzazione della merce e del consumo , è quello un’alienazione molto più pesante e totale rispetto a quella puramente economica. Il nuovo personaggio della città, il qualsiasi abitante è in realtà un uomo senza volto. Il rischio è la totale distruzione dell’intelletto critico collettivo. E d’altro canto si produce una sorta di adattamento passivo, per cui ciascuno pensa che questa invivibilità riguardi solo l’esterno e che privatamente ci si possa ancora salvare”.

Oggi la situazione è ancora più grave.

 

Quirino  Ledda 

ex Vice presidente Consiglio Regionale

 

 Foto: Particolare del Centro storico. Quirino Ledda

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