Catanzaro: le chiese riscoperte …

 

Una breve storia delle origini di Catanzaro, poi la visita guidata in alcune delle chiese del centro cittadino. Circa 300 persone, guidate dallo storico Mario Mauro ,per una iniziativa organizzata dall’associazione “Catanzaro è la mia città” hanno potuto osservare i luoghi del culto con occhio diverso rispetto al solito, grazie alle informazioni ricevute man mano che ci si spostava da una chiesa all’altra.

 

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Sotto i riflettori la chiesa di San Giovanni e le sue opere d’arte, tra le quali  un bel portale in pietra locale del ‘600 – cui si giunge con una doppia scalinata ellissoidale costruita nel 1877, in occasione del livellamento della strada vicina-  decorato con due colonne e da un timpano spezzato. La stessa nicchia che accoglie la  statua di S. Giovanni, opera d’ignoto napoletano del 1625. Più in alto un rosone chiuso da vetri colorati nel quale campeggia la bianca Croce di Malta, simbolo della Confraternita presente nella parrocchia.

 

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Il gruppo si è quindi spostato alla vicina Basilica dell’Immacolata : un legame tra i catanzaresi e la Madonna divenuto sempre più forte a partire dall’8 Dicembre del 1641, con atto devozionale, quando fu attribuito alla sua intercessione  l’arresto improvviso della peste che imperversava in città. Per questo motivo divenne la prima Patrona e Principale Protettrice: il voto fu rinnovato con atto pubblico il 1 Febbraio del 1660 e si rinnova ad ogni elezione di un nuovo Sindaco.

Poi la chiesa del Monte dei Morti, dove i partecipanti alla visita hanno scoperto che il portale della chiesa è opera di scalpellini roglianesi e fu completato nel 1728. Dal 1885 la chiesa fu affidata ai Padri Cappuccini. Il nome deriva sia dalla piccola elevazione su cui sorge, sia dal fatto che sul posto c’era un monte di pietà i cui risparmi servivano per i funerali dei poveri.

Il tour per le chiese del centro storico è proseguito con la visita dell’antica chiesa di S.Maria della Stella, che ai più risultava del tutto sconosciuta. Il crollo della volta, verificatasi nella fine del XX secolo in corrispondenza della cantoria, ha provocato danni soprattutto agli affreschi in essa custoditi. Rimangono quelli di Santa Fara, protettrice delle Messi, della Stella Maris ed il giro degli Angeli sull’Altare maggiore, opere realizzate nel ‘900 da Guido Parentela, allievo di Garibaldi Gariani della scuola di Andrea Cefaly.

 

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Molto interessante è l’altare barocco realizzato completamente in legno rivestito con lamine d’argento ed oro, esempio molto raro che ricorda, in città, quello dell’Oratorio del Carmine. Prezioso l’organo a canne del ‘700 (le canne sono andate perdute) con doratura in oro zecchino e dipinto con fiori. Santa Fara, a cui i fedeli del rione sono devoti, viene ricordata nel mese di Ottobre.

L’ultima tappa è stata il Duomo della città : l’attuale costruzione sorge sulle ceneri della vecchia Cattedrale normanna edificata sotto Roberto il Guiscardo e consacrata il 28 Dicembre del 1122 da Papa Callisto II a Maria Vergine, agli Apostoli Pietro e Paolo ed a S. Vitaliano. Fu proprio nell’occasione della visita alla città che il Papa portò in dono le reliquie di S. Vitaliano, S. Ireneo e S. Fortunato.

 

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