Catanzaro: capoluogo da difendere. Anche dall’indifferenza

 

Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, Direzione Regionale della Motorizzazione Civile, Anas e Agenzia Unica per le ispezioni sul lavoro. Non è un elenco qualsiasi ma solo l’ultima lista delle possibili spoliazioni che il Governo centrale sta architettando contro la città di Catanzaro, Capoluogo della Regione Calabria.

Situazioni del genere, che si ripetono da anni ed hanno spogliato progressivamente la città di Catanzaro da molte delle prerogative che le spettano a termini di legge, mettono in luce, oggi più che mai, non solo l’inadeguatezza di una classe politica locale incapace di reagire con la forza necessaria – senza distinzioni di partiti e di schieramenti – ma anche un “disegno” a livello di Governo nazionale che non trova, “da Roma” alcuna spiegazione. Intanto, mentre a Roma non si degnano di manifestarsi per spiegare le ragioni di questo continuo atteggiamento ostruzionistico, altre città calabresi godono dei regali concessi dal Governo. E la “deputazione” sul territorio si limita alle interrogazioni parlamentari.

Catanzaro,panorama

Ma è bene ricordare una cosa: nella precedente legislatura c’è stato un intervento molto concreto per ridare alla città di Catanzaro il ruolo che merita. Il Disegno di Legge “Catanzaro Capitale” è rimasto in attesa di discussione in Commissione Affari Costituzionali per cinque anni e lo ha presentato un senatore della Lega Nord di Verbania, Enrico Montani.

Il Disegno di Legge, che l’associazione “Catanzaro nel Cuore” – tra le poche attive periodicamente sul territorio cittadino, oltre a difendere la città nell’ambito delle sue funzioni legittime di Capoluogo – diffuse presso i principali referenti politici, economici e sociali di Catanzaro, ebbe un’attenzione assai discontinua, nel senso che i cittadini paiono sempre poco interessati – e in questo non hanno idea del danno che fanno alla città – alle sorti del capoluogo. E neanche la politica fa di meglio. Solo adesso ci si accorge della stringente necessità di rilanciare l’area centrale della Calabria e con essa il Capoluogo. E a farlo è addirittura il consigliere regionale di centro-sinistra di Crotone, Flora Sculco, nell’ambito di un convegno-iniziativa che si terrà prossimamente, il 9 ottobre a Catanzaro, e della quale siamo curiosi di conoscere gli esiti e soprattutto le adesioni.

E i politici di Catanzaro? Nel recente passato sono stati spesso silenti o defilati con motivazioni fumose e alquanto improbabili. Basti pensare a un ex deputato della scorsa legislatura, che ha ricoperto incarichi politici e soprattutto amministrativi piuttosto rilevanti a Catanzaro e Provincia, il quale, sollecitato dalle associazioni cittadine all’epoca della presentazione del Disegno di Legge Montani affermò: “Trovatemi una maggioranza e mi impegno personalmente a fare andare avanti il disegno di legge”. Di solito è compito dei parlamentari creare una maggioranza, e soprattutto è piuttosto strano che un deputato deleghi alle associazioni quello che è il suo compito, anzi, il suo mestiere. Ci fu, invece, un notissimo imprenditore di Catanzaro, che fu senatore nel corso della scorsa legislatura, il si rivolse all’allora capogruppo al Senato di Forza Italia, Gaetano Quagliariello, il quale rispose: “Per Catanzaro ci vuole un altro tipo di disegno di legge”. Oggi Quagliariello è senatore e coordinatore nazionale del Nuovo Centro Destra, ma quell’altro tipo di Disegno di Legge lo stiamo ancora aspettando.

Aurelio Fulciniti

 

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