Catanzaro: boom procedure negoziate per appalti. Opposizioni chiedono accesso agli atti

 

Comune di Catanzaro 10

La lettera spedita dall’Autorità nazionale anticorruzione al Comune di Catanzaro, per sottolineare l’eccessiva incidenza della procedura negoziata sui contratti stipulati, fa discutere ancora. La missiva, inviata ormai quattro mesi fa e firmata da Raffaele Cantone, evidenzia aspetti troppo importanti per finire nel dimenticatoio. Almeno così la pensa il consigliere comunale del Partito democratico Vincenzo Capellupo. Da qui la scelta di indagare, insieme ad Antonio Giglio e Roberto Guerriero, entrambi del Psi-Pse e provare a ricostruire le origini e la storia delle percentuali messe nero su bianco dall’Autorità nazionale anticorruzione.

Capellupo vuole vedere gli atti per scoperchiare la pentola degli appalti affidati con procedura negoziata tra il 2011 e il 2014. Quel 58,48 per cento, a fronte di percentuali che tra il 2007 e il 2010 non arrivavano neppure al 13, non lo convince affatto. Per i servizi si arriva quasi al 79 per cento e non è neppure il dato peggiore: le forniture affidate in questo modo superano il 97 per cento.

 

 

Vincenzo Capellupo

Cifre da capogiro, ma i risultati dell’indagine avviata su lavori, servizi e forniture non sembrano averlo sorpreso. Indignato sì, però. Ecco perché Capellupo non ha alcun problema ad affermare: «Una rete di potere, un sistema di gestione soffocante passa anche e soprattutto da un’interazione costante tra mondi deviati, politico ed economico; un legame contro la cosa pubblica dove a farne le spese sono i cittadini onesti». Da qui la volontà di vederci chiaro, formalizzata nelle richieste di accessi agli atti. «Vogliamo conoscere l’elenco completo delle procedure negoziate, dei soggetti beneficiari, degli importi previsti o erogati per tutti i contratti (lavori pubblici, servizi, forniture, altro) che – ha scritto –  hanno utilizzato la procedura negoziata dal 2011 a oggi».

Parole pesanti, le sue, che, tra le righe, mettono sotto accusa la Giunta Abramo anche per ciò che concerne la sua composizione. Capellupo sospetta troppi intrecci e delinea un quadro che probabilmente lo sta portando a pensare che nell’Esecutivo ci sia qualcuno incompatibile. Per capire se lo scontro tra maggioranza e opposizione si focalizzerà anche su questo tema, però, bisognerà attendere e provare a capire se la minoranza ha in mano elementi concreti da poter sfoggiare al momento opportuno. Quel che è certo è che se così sarà la Giunta tornerà nell’occhio del ciclone, proprio ora che Abramo ha chiuso la porta in faccia a un ennesimo e imminente rimpasto.

Antonella Scalzi

 

 

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